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  • Domenica 20 Novembre ...Festa della Comunità Parrocchiale di San Sabino

    Con la Solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo, Domenica 20 novembre, si chiude l'anno liturgico: ringraziamo il Signore per l'abbondanza dei suoi doni, soprattutto, per la Sua Parola e la grazia dei Sacramenti.

    Come è oramai consuetudine, questa Solennità è per la nostra Comunità Parrocchiale motivo di festa per l'inizio del nuovo anno liturgico.

    Ci raccoglieremo d'avanti all'Eucaristia per rafforzare i nostri legami di comunione fraterna in Gesù Cristo.

     

    Programma:

    17 giovedì, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 21,00:  adorazione Eucaristica comunitaria
         
    18 venerdì, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 19,30: Proiezione del film su Papa Francesco, "Chiamatemi Francesco"(c/o sala Sabiniana)
         
    19 sabato, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 19,30: momenti di Festa comunitaria c/o Asilo Minerva: castagnata e animazione musicale a cura di Michele Di Stasi 
         

    Domenica 20 novembre SOLENNITA' DI CRISTO RE

    (Sante Messe: 7,30; 8,30 (rettoria della della Passione); 10,30; 11,30)

                                                                           ore 17,30           

    PROCESSIONE EUCARISTICA PER LE VIE DELLA PARROCCHIA

        itinerario: Cattedrale, p.zza Vittorio Veneto, p.zza Boemondo, via M. Scevola, (benedizione dei residenti dell'OASI MINERVA), via G. Marconi, via Kennedy, p.zza terme, via Settembrini, via Leoncavallo, via regina Elena, via N.Nicolini, Corso San Sabino, Cattedrale
      ore 18,30 circa (al termine della processione Solenne Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento
         
         

     

    Siamo tutti invitati a partecipare.

    don Felice, don Nicola, il Consiglio Pastorale Parrocchiale

  • Festa madonna della Fonte e delle Primizie

     

  • BUON 2018 A TUTTI

     

    BUON 2018 A TUTTA LA COMUNITA'

    E

    A TUTTI COLORO CHE CI SEGUONO SU WWW.SANSABINOCANOSA.IT

     

     

     

  • PROGRAMMA DELLA SETTIMANA SANTA 2018

     

    Lunedì 26 Marzo ore 20:00 - VIA CRUCIS AL BATTISTERO 

    Mercoledì 28 Marzo ore 18:30 - MESSA CRISMALE NELLA CATTEDRALE DI ANDRIA 

    Giovedì 29 Marzo ore 19 - MESSA IN COENA DOMINI 

    Giovedì 28 Marzo ore 22:00 - ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA 

    Venerdì 29 Marzo ore 18:00 - RITO DELL'ADORAZIONE DELLA CROCE 

    Venerdì 29 Marzo ore 19:00 - PROCESSIONE CONFRATERNALE DEI MISTERI (CHIESA M.SS.DEL CARMINE) 

    Sabato 30 Marzo ore 9:00 - TRADIZIONALE PROCESSIONE DELLA DESOLATA (Parrocchia San Francesco e Biagio) 

    Sabato 30 Marzo ore 22:00 - VEGLIA PASQUALE 

  • Ricominciamo.. ripresa del cammino di catechesi anno 2017/18

    Inizio del cammino di catechesi, formazione necessaria per la propria vita di fede anno 2017/18.

    Sabato 14 ottobre inaugurazione del nuovo anno catechistico........ riprendono gli incontri di catechismo per i bambini e i ragazzi dal Primo Anno di Prima Evangelizzazione fino agli incontri per i Cresimandi e il Gruppo Giovani.

    Ricordiamo che il percorso di iniziazione cristiana ha inizio in I elementare. 

     

    Buon anno catechistico a tutti. 

     

     

    Calendario incontri:

    • Ogni Lunedì ore 17,30_Incontro di catechesi per ACR (12-15 anni)....Sala Sabiniana   
    • Ogni Venerdì ore 19,00_Incontro gruppo ministranti....in sacrestia ___________                     
    • Ogni Venerdì ore 20,00_incontro di catechesi per Giovani e Giovanissimi ( 16 anni in su)..... Sala Sabiniana 
  • Oratorio Estivo 2017

     

    La Gioventù di Canosa a tu per tu con il Vescovo Mansi (giornata interoratoriana)

     

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    Con l’arrivo di giugno, parte anche quest’anno la formidabile stagione degli Oratori estivi. 

    Let’s go”, recita l’ambizioso logo. Letteralmente vuol dire “Andiamo insieme!”.

    Andare, ma dove? E far cosa? E poi ancora: ma chi deve andare?
    Allora, mettiamo tutto in ordine.

    L’idea che sta al fondo della proposta di quest’anno è direttamente collegata al cammino che, come Chiesa, stiamo cercando di compiere da quando, facendo il mio ingresso in Diocesi, esortavo tutti ad essere una “Chiesa dalle porte aperte”, cioè una Chiesa attenta innanzitutto a guardare il mondo con gli stessi occhi con cui lo guardava Gesù: occhi di misericordia, di attenzione a tutti, soprattutto ai deboli, ai poveri, agli ultimi, insomma quelli che nessuno guarda, perché non hanno nulla da attirare i nostri sguardi........

     

    In piena sintonia con il tema di quest'anno, anche nella nostra parrocchia, da circa un mese, ci si sta incontrando per preparare bene il tutto. Negli ultimi anni abbiamo visto incrementare la presenza dei ragazzi. Tutti  protagonisti dai più piccoli ai sacerdoti.

    "Tutti insieme", attraverso attività, giochi, preghiera, scenette e tanto altro, daremo vita all'Oratorio Estivo 2017.

    Let's Go...... Sabato 24 giugno, festa di accoglienza.......non mancate!!!!

     

     

    PROGRAMMA 

    Sabato 24 Giugno 2017

    Ore 18.00 Accoglienza, distribuzione magliette e momento di festa

    Lunedì 26

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti. 

    Martedì 27

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Mercoledì 28

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Giovedì 29

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Venerdì 30

    Luglio

    Giornata INTERORATORIANA con tutte le Parrocchie della Città: P.zza Vittorio Veneto

    Sabato 01

    Ore 17.30 Passeggiata dalla Cattedrale al Battistero San Giovanni. Santa messa, merenda e giochi.

    Lunedì 03

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Martedì 04

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Mercoledì 05

    Ore 17.30 Giochi con acqua (Campetto della Parrocchia, presso l’Asilo Pastore)

    Giovedì 06

    Ore 17.30 Giochi con acqua (Campetto della Parrocchia, presso l’asilo Pastore)

    Venerdì 07

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Sabato 08

    Ore 18.00 Celebrazione Eucaristica e gran finale con giochi e premiazione e fuochi d’artificio, presso le Cave Leone

     

     

    Dal 10 al 15 Luglio tutti al mare con la colonia estiva.

    Insomma, cari ragazzi e animatori, cresceremo ancora insieme, pregando, giocando e divertendoci tanto.

    Allora non ci resta che dirvi "Let's Go!"...

     

     

     

  • Tradizionale Concerto di Natale in Basilica...VEDI LO STREAMING

     

     

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  • Programma Quaresimale 2017

    Carissimi Fedeli,

    con il rito delle ceneri deposte sul nostro capo, abbiamo iniziato il cammino di preparazione alla Pasqua.

     

  • Il Campanile on-line.... Marzo/Aprile 2017

    Clicca qui per scaricare la copia de "IL CAMPANILE" 

    Clicca qui per scaricare la copia de "IL CAMPANILINO"

  • Memoria della Nascita al cielo di San Sabino... solenni festeggiamenti.

    Carissimi fedeli,

    il 9 febbraio celebriamo la memoria della Nascita al Cielo di San sabino, avvenuta nel 566.

    E' una data importante per la nostra comunità che ha origini cristiane antichissime e da tempo immemorabile Lo venera Patrono della città.

    In sintonia con il Programma Pastorale Diocesano, oltre a meditare sulla figura di San Sabino, rifletteremo sull'esigenza di essere "una chiesa in uscita".

    Celebreremo i primi Vespri della Festa secondo il rito ortodosso romeno, per sottolineare la venerazione comune del nostro Santo Patrono.

     MOMENTI DELLA FESTA DI SAN SABINO (A.D. 2017)

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    Cenni storici Su San Sabino

    San Sabino, nacque a Canusium, antica e ricca città romana distrettuale della Regio Secunda Apulia et Calabria, da una nobile famiglia romana che si identifica come proveniente dalla Sabina.

    Molto poco è noto sulla sua vita, di cui nulla di certo sulle sue origini e su ciò che compì prima del suo vescovato urbano.
    Tuttavia, dalle frammentarie note agiografiche, emerge prorompente la notevole importanza di questo personaggio, sia da un punto di vista religioso che politico. La sfera d'importanza entro cui l'Episcopus Savino operò, supera largamente i confini territoriali della natìa Canusium, rientrando di fatto in quei complessi avvenimenti accaduti nel VI secolo d.C., che succedettero alla fine dell'Impero Romano d'Occidente e alla nascita di un Romano Impero Barbarico. 

    Fonti eccezionali per la conoscenza agiografica di questo personaggio storico oltre che Santo, sono gli Atti del Concilio di Costantinopoli del 536 d.C. e i Dialoghi di San Gregorio Magno; quest'ultima fonte sarà la base documentaria su cui, al principio del IX secolo d.C. (855-860 d.C.), un Anonimo presule e viaggiatore, ne dettò la Vita. 

    Di quest'ultima fonte più tarda, le varie letture ed interpretazioni ne hanno rivelato un'attenta e scrupolosa veridicità, confermata in larga parte dalle ultime campagne archeologiche di scavo così come dalle numerose scoperte archivistiche e bibliografiche nei vari archivi storici. 

    Tornando all'opera agiografica, conosciuta come la Vita Sancti Savini, bisogna specificare che se non è nota l'identità della penna che lo produsse, è assolutamente nota la committenza che la richiese: l'Episcopus Pietro de Canusii, successore di San Sabino al soglio episcopale della città di Canosa nel IX secolo d.C. e responsabile della traslazione delle spoglie mortali del Santo dall'originario ed ignoto sepolcro nella Basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Questo importante presule canosino, oltre alla fonte preziosa dei Dialoghi di San Gregorio Magno, aveva conosciuto i passi salienti della vita di San Sabino, attraverso le narrazioni che gli anziani sacerdoti si tramandavano oralmente. 

    Queste basi documentarie, si tradussero – grazie all'Anonimo – nella più antica trattazione sulla vita di San Sabino. L'opera del IX secolo, ci è pervenuta in due codici: il codice della Chiesa di Bari (comunicato ai Bollandisti dal Beatillo) e il codice della Chiesa di Capua, studiato da Silvestro di Aiossa della parrocchia di San Silvestro in Capua (Acta SS Feb. 11,310-331). 

    Del resto, anche se la documentazione è scarsa e reticente, si può ipotizzare un certo pellegrinaggio alla tomba tra il 688, anno del suo rinvenimento, durante il ducato di Grimoaldo II (687-689), nella chiesa di san Pietro, che era anche cattedrale ("Ad ecclesiam cathedralem, ubi majori populi isthuc confluentis pietate honoraretur, ex ea ecclesia quam Theoderada aedificarat, S. Sabini transtulit corpus"), e la traslazione delle reliquie del santo, poco prima dell'818, dalla cappella eretta da Teodorada "in camera subtus altare beatissimorum Martyrum Johannis et Pauli", che, secondo l'Anonimo, era " Sedem Pontificalem Canusinae urbis", cioè chiesa vescovile e sedem propriam del vescovo Pietro e aveva lo scopo di facilitare l'afflusso dei fedeli alla tomba. 

     

     RIEVOCAZIONE DELLA TRASLAZIONE DI SAN SABINO (A.D. 2016)

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  • ....La tradizione che si ripete

    E' antichissima la tradizione che vede festeggiare la Madonna della Fonte la seconda domenica di Pasqua: la Madre di Gesù è associata al Mistero del Figlio sia nella condivisione della Sua Passione e Morte, che alla Sua Resurrezione. Ecco perché la Chiesa dopo aver dato ampio risalto alla Pasqua di Resurrezione di Cristo, celebra la memoria della Madonna, Primizia dell'Umanità Nuova Redenta. La Madonna è la prima creatura umana a partecipare dei benefici della Resurrezione, è la Primizia della Nuova Umanità. A questa memoria liturgica è legata da circa cinque secoli la festa agricola delle primizie: una occasione per ringraziare il Signore per i frutti della terra.
    La Cattedrale custodisce da nove secoli una antichissima immagine della Madonna della Fonte, che è Patrona con San Sabino e Sant'Alfonso della città di Canosa. Nella Cattedrale c'è anche una cappella cinquecentesca dedicata alla Madonna della Fonte, costruita su una antica cisterna romana che si riforniva dall'acquedotto di Erode Attico, situato proprio sulla piazzetta antistante il Mausoleo di Boemondo d'Altavilla, su un lato della chiesa.
    Domenica 23 Aprile, alle ore 10.30, davanti all'icona della Madonna, esposta sull'altare per l'occasione, sarà celebrata solennemente una Santa Messa e presentate le primizie del raccolto con una zolla di terra, segno dell'ambiente in cui crescono le primizie; ambiente e territorio che tutti siamo impegnati a proteggere e valorizzare, come doni di Dio.
    La celebrazione si concluderà con l'Atto di Affidamento della città alla Madonna e con una processione che percorrerà alcune vie della città.

     

     

    momenti della processione della Madonna della Fonte

     (A,D, 2017)

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    Momenti della Celebrazione Eucaristica e della Processione  del 24 Aprile 2016

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  • XXI^ Edizione del Concerto di Natale in Cattedrale... Video della serata

  • Il Campanile on-line.... Novembre/Dicembre 2016

    licca qui per scaricare la copia de "IL CAMPANILE" 

    Clicca qui per scaricare la copia de "IL CAMPANILINO"

  • Fatti e Misfatti:Il Museo dei Vescovi Canosa

    Videoservizio

  • Buona Pasqua.....

    E' RISORTO!

    Accetta che Gesù Risorto entri nella tua vita, accoglilo come amico, con fiducia: Lui è la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui, fa un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte.

    Se sei indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso.

    Se ti sembra difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro, che Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole.

    Papa Francesco

     

    Auguri di Buona Pasqua a Tutta la Comunità da don Felice e don Nicola

  • Evangelizzazione e Cultura.

    Ho già avuto modo di scrivere anche su questo giornale che la Bellezza, in ogni sua manifestazione, da quelle che ci dona la natura alle diverse espressioni culturali e a quelle della sfera etica, ci rende migliori e ci avvicina al mistero di Dio. Ne scaturisce una riflessione sul valore educativo della bellezza e, quindi sulla necessità di curare, come educatori, la formazione al bello, a riconoscere semplicemente che il brutto ci rende brutti, così come la bellezza ci orienta verso la nostra piena realizzazione umana.

    Nella tradizione della Chiesa, penso soprattutto a sant’Agostino e a san Tommaso, una delle vie privilegiate per arrivare a Dio è proprio la “via pulchritudinis ”. Per questa ragione la Chiesa è da sempre impegnata ad evangelizzare anche attraverso la bellezza dell’arte: i nostri musei sono dei veri e propri scrigni che custodiscono capolavori di inestimabile bellezza, legati alla storia, alla tradizione e alla cultura delle genti toccate dal cristianesimo e dei territori da loro abitati e vissuti. Questo è il pensiero di Papa Francesco che, nella Evangelii Gaudium, scrive sulla necessita che la Chiesa esca dai confini dell'autoreferenzialità per andare incontro al mondo, percorrendo tutte le strade possibili

    per raggiungere gli uomini del nostro tempo: “In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù”. Poi, continua: “E’ bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla via della Bellezza … non si tratta di fomentare un relativismo estetico, che possa oscurare il legame inseparabile tra verità, bontà e bellezza,

    ma di recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto”. Come sosteneva sant’Agostino, l’uomo ama solo ciò che è bello! Quindi, la bellezza ha una via preferenziale e diretta nel colpire il cuore umano. Penso che sia stato questo il motivo per cui, nel corso dei secoli, il cristianesimo e l’arte hanno sempre viaggiato insieme a tal punto che l’ottanta per cento del patrimonio artistico è legato al cristianesimo o a soggetti religiosi. Papa Francesco, sempre nell' Esortazione sopra citata, auspica che “ogni Chiesa particolare promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali …”.

    Questo insegnamento, sicuramente già presente in maniera forte nel magistero di Papa Benedetto XVI, ha dato un grande impulso a tutte quelle manifestazioni culturali che in questi ultimi decenni hanno arricchito la vita della Chiesa e favorito un nuovo rapporto di collaborazione con la cultura e il pensiero laico. Questo è lo spirito che ha favorito la nascita e il consolidamento di molti musei diocesani, tra i quali il “Museo dei Vescovi”; è nel tentativo di perseguire queste finalità, che il nostro museo, grazie all’impegno di alcuni giovani esperti della città costituitisi in Cooperativa, la Soc. Cop. OmniArte, si impegna a promuovere mostre, nuovi allestimenti e a realizzare eventi. Si inaugura proprio oggi, tra l’altro, presso il Centro Studi “Sergio Fontana” della Farmalabor, allestita dai curatori del Museo dei Vescovi, una bellissima e interessantissima mostra di monete in occasione della XV Settimana della cultura d’Impresa di Confindustria, intitolata “Oikonomia: circolazione monetale ed economia a Canosa di Puglia dalla Magna Grecia all’Età romana”.

    La bellezza di queste monete coniate a Canosa, il loro inevitabile legame con la storia e lo sviluppo città, il contesto culturale che le ha prodotte, sono una ulteriore conferma del profondo legame che lega il benessere interiore della persona con lo sviluppo armonioso di un territorio.

    MONS. FELICE BACCO Parroco della Cattgedrale di San Sabino - Canosa

    articolo pubblicato venerdì 18 novembre  2016 sul giornale 

     

     Leggi la notizia della  

  • Canosa «riscopre» le sue catacombe. Conclusa la prima fase degli scavi...È questa un’ulteriore testimonianza della origine antichissime della diocesi primaziale di Canosa.

    I lavori prevedevano una ricognizione della situazione generale dell’area cimiteriale e lo studio di alcune sepolture, traccia delle antiche radici di fede L’impegno della Pontificia Commissione di arte sacra:appena possibile saranno rese accessibili al pubblico.


    Si è conclusa la prima fase di scavo delle catacombe cristiane di Canosa. I lavori prevedevano una ricognizione della  situazione generale dell’area cimiteriale e lo studio di alcune sepolture con arcosolium, su uno dei quali furono  rinvenuti in passato un monogramma cristologico e alcune decorazioni ornamentali.

    La zona interessata all’indagine archeologica e al consolidamento dello scavo in questa prima fase è veramente una piccolissima parte della vasta area sepolcrale, scoperta già verso la fine dell’Ottocento e finalmente entrata nelle «disponibilità» della Santa Sede, a fine agosto di quest’anno, dopo l’accordo stipulato con il Comune di Canosa.

    Nelle indagini operate negli anni Sessanta, i cui risultati furono pubblicati da Antonio Quacquarelli (Note sulle origini cristiane di Canosa di Puglia. S. Leucio e la catacomba inedita di S. Sofia, in Puglia paleocristiana, Bari 1970, pp. 303-332) emerse che si trattava di un complesso catacombale molto vasto e con almeno due piani sovrapposti di gallerie, per lo più rimaste ancora inesplorate.

    Dopo i lavori realizzati negli anni Settanta, furono anche descritti alcuni ipogei: «Uno di questi – scriveva l’archeologa Anna Campese Simone – si compone di due ambulacri con una importante decorazione, con la figura del Buon Pastore tra pavoni e cespi di rose, un monogramma cristologico, iscrizioni dipinte in rosso e motivi vegetali» (Un nuovo sepolcreto

    paleocristiano nell’area di Lamapopoli a Canosa).

    Queste ultime indagini di scavo, le prime di questa nuova fase, sono state realizzate con la direzione scientifica di Paola De Santis, ricercatrice del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Bari, membro della Pontificia Commissione di arte sacra, e da Fabrizio Bisconti, sovrintendente archeologico delle Catacombe cristiane.

    La Commissione Pontificia ha assicurato che lo scavo archeologico procederà nei prossimi anni e che le catacombe cristiane di Canosa, uniche in tutta la Puglia, la Basilicata e la Calabria, saranno, non appena possibile, visitabili. È questa un’ulteriore testimonianza della origine antichissime della diocesi primaziale di Canosa.

    Felice Bacco

     articolo pubblicato domenica 4 dicembre  2016 sul giornale cattolico  

      Leggi la notizia e vedi l'immagine dal giornale   

     

  • Natale del Signore....Auguri a tutta la Comunità

    "Nel mistero della nascita e della vita di Gesù è rivelato il senso dell'esistenza umana: nella Sua Luce viviamo nella Verità".


    AUGURI DI SANTO NATALE A TUTTA LA COMUNITA' PARROCCHIALE

    don Felice e don Nicola

     

     

    MESSAGGIO DEL VESCOVO S.E.MONS. LUIGI MANSI  per il Natale 2016 - Andria, dicembre 2016.

     “…Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia…” (Vangelo secondo Luca, 15-16)

    “…Cari Fratelli e sorelle della Chiesa di Andria, facendo mie le parole del pastori del Vangelo, vi dico anch’io: Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere! E mi chiedo: cosa vorrebbe dire oggi andare a Betlemme? Al tempo di Gesù, Betlemme, era un minuscolo sobborgo sperduto nelle vicinanze di Gerusalemme, abitato prevalentemente da pastori. E allora il messaggio è chiaro: andare a Betlemme vuol dire andare a recuperare il valore della povertà e dell’attenzione alle periferie umane come condizione ineludibile per vedere l’avvenimento natalizio…. Perciò, carissimi, andiamo a Betlemme! e lasciarci così di nuovo incantare dal mistero della grandezza divina che si abbassa per arrivare fino a noi e mette a soqquadro tutti i nostri folli sogni di una falsa e stupida grandezza, che genera solo indicibili sofferenze a quanti sono costretti dalle ingiustizie strutturali del nostro mondo a vivere alle periferie della storia e dignità umana.

    È questo, dunque, il mio primo auguri di Buon Natale, cari amici!”

    Vostro
    + Luigi Mansi

     

    Messaggio di Papa Francesco sul Santo Natale

     “Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell Amore. Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.

    Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l allegria e la generosità. Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all incontro con il Signore.

    Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di natale sei tu quando conquisti l armonia dentro di te. Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani. Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri. Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.

    Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

    Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale.”

  • ..ripresa del cammino di catechesi anno 2016/17

    Inizio del cammino di catechesi, formazione necessaria per la propria vita di fede anno 2016/17.

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    Abbiamo ripreso gli incontri di catechismo per i bambini e i ragazzi dal Primo Anno di Prima Evangelizzazione fino agli incontri per i Cresimandi e il Gruppo Giovani.

    Ricordiamo che il percorso di iniziazione cristiana ha inizio in I^ elementare. 

     

    Buon anno catechistico a tutti. 

     

     

    Calendario incontri:

    • Ogni Mercoledì ore 17,30_Incontro di catechesi per ACR (12-15 anni)....Sala Sabiniana   
    • Ogni Venerdì ore 19,00_Incontro gruppo ministranti....in sacrestia ___________                     
    • Ogni Venerdì ore 20,00_incontro di catechesi per Giovani e Giovanissimi ( 16 anni in su)..... Sala Sabiniana 

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  • «Costruire una Chiesa con la porta aperta»....Il vescovo Mansi indica le priorità pastorali.

    Durante il suo intervento al Convegno diocesano il presule, ispirandosi alle parole di papa Francesco, ha chiesto alla comunità locale di saper «vedere», «entrare» e «uscire»

    l 17, 18 e 19 ottobre scorso, nell’auditorium della Parrocchia delle Croci in Andria, si è tenuto il Convegno diocesano annuale.

    Esso è stato introdotto la prima sera da una mia relazione nella quale, partendo dal magistero di papa Francesco ho sviluppato un ragionamento scandito in tre verbi che definiscono le cose da fare: vedere, entrare, uscire. Per il primo di

    questi tre verbi, Vedere, mi è venuto spontaneo pensare a un passaggio degli Atti degli Apostoli, dove Luca dice che i membri della comunità cristiana «godevano il favore di tutto il popolo» (At 2,47). Ho così spiegato che ciò che ciò che la gente vuole e deve vedere di noi, uomini e donne di Chiesa, è lo stile di vita improntato alla fraternità e all’amore. E tutto  questo non deve essere predicato e scritto, ma semplicemente si deve «vedere». Ma poi ho cercato di spiegare che se le porte della nostra Chiesa sono aperte, allora anche chi sta dentro vede quello che c’è fuori. E i rumori, i suoni, direi gli odori, gli umori della vita... tutto si vede e si sente. Le porte blindate, per quel che può servire questa immagine, proteggono, rassicurano, ma non generano vita. Il mondo, la storia, le storie degli uomini, tutto deve entrare di diritto e direi talvolta di prepotenza nelle nostre realtà ecclesiali. Così nulla ci è estraneo, tutto ci appartiene, ci è familiare. Passando al secondo verbo, Entrare, ho spiegato ai presenti al Convegno e attraverso di essi a tutti i membri della nostra

    Chiesa che i nostri ambienti devono avere le porte aperte perché tutti devono poter entrare senza pagare biglietti, pedaggi, senza subire sguardi indagatori. Nessuno può essere o sentirsi padrone della propria comunità, al punto tale da

    decidere chi può entrare e chi no, chi può fare qualcosa e chi no, chi è accolto e chi è escluso. E ho insistentemente chiesto che il nostro servizio sia sempre generoso, disinteressato, responsabile, distaccato. È chiaro che un ambiente così non si improvvisa da un giorno all’altro, ce lo siamo detti con estrema chiarezza e coraggio.

    Occorre la formazione, tanta, tanta formazione. A tale scopo ho dato un notevole impulso per rilanciare la Scuola diocesana di formazione.

    Vogliamo essere, cioè, una Chiesa che non solo distribuisce consolazione con la pratica delle devozioni e delle tradizioni locali, ma che offre pensieri e idee forti che aiutano a vivere e a dare senso a tutto, soprattutto ad affrontare le sfide del presente anche sul piano culturale, civile, sociale. Il terzo verbo, Uscire, nel contesto del Convegno diocesano, è stato un

    forte invito a ridare una grande apertura missionaria alla nostra Chiesa. Un’apertura innanzitutto al territorio, a tutte quelle fasce di umanità che per i motivi più disparati sono tagliati fuori dalla nostra vita di Chiesa. Concludevo il mio intervento, invitando tutti a riscoprire quella che può essere una reale traccia per questo cammino di uscita della nostra Chiesa: si tratta delle opere di misericordia spirituale e corporale, giacché – come ci ha ricordato il Papa a chiare lettere proprio a Cracovia – l’annuncio del Vangelo e la pratica di tali opere di misericordia in definitiva sono la stessa cosa. E questo in diretta continuità con l’evento della Sacra Spina, che possiamo riassumere in un felice slogan: dall’evento della Sacra Spina all’attenzione misericordiosa verso i fratelli che sono afflitti dalle spine della vita. Insomma, ho detto che deve esser ben chiaro a tutti che nella Chiesa-edificio, nei nostri ambienti al chiuso ci dobbiamo stare il tempo strettamente necessario per la preghiera comunitaria, la celebrazione dei divini misteri e la formazione. Non è il caso di stare a bivaccare nemmeno per un minuto in più. Poi basta, dobbiamo uscire, spanderci e spenderci come semi nei solchi della storia, per fecondarla con le energie proprie del Vangelo.

    Nella seconda sera i delegati delle parrocchie, riuniti in gruppi hanno approfondito la relazione iniziale e hanno formulato suggerimenti e proposte concrete che poi nella terza serata sono state fatte presenti a tutti e soprattutto a me perché da essi maturino le scelte pastorali per questo anno e per gli anni successivi. Ed è ciò che stiamo cercando di fare

    insieme.

    Un grazie sincero a tutti!

    S.E.Mons. Luigi Mansi 

     articolo pubblicato domenica 4 dicembre  2016 sul giornale cattolico  

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  • Mons.Luigi Renna: «Non possiamo più tacere, non rassegniamoci al male»

    Il Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, Mons.Luigi Renna, prende posizione riguardo gli ultimi episodi di cronaca che hanno interessato la nostra città. In una accorata nota stampa, il pastore diocesano punta il dito contro i malviventi, indifferenti nel compiere le proprie malefatte. Mons.Renna incoraggia le Forze dell’Ordine ed invita a non rassegnarsi al male e ad indignarsi per questi atti criminosi per restituire speranza e coraggio. Di seguito la nota integrale.

    Non posso non esprimere viva preoccupazione per quanto accaduto nel nostro territorio di Cerignola nelle ultime ore: due uomini morti dopo un inseguimento dei Carabinieri, al cui “Alt!” non si erano fermati; il furto e il sequestro per poche ore di un ristoratore; l’assalto ad un autobus della Linea Marozzi. Penso alle due esistenze spezzate alle porte di Canosa, con una vita doppiamente perduta, per aver seguito un modo di agire che non ripaga mai, e per il tragico incidente che hanno causato con la loro folle corsa. Sono sinceramente vicino a chi piange queste giovani vite, forse ignaro delle loro scelte. Penso all’uomo derubato e sequestrato dopo una giornata di onesto lavoro. Penso anche al terrore di chi viaggiava ieri notte, con il suo carico di pensieri e di preoccupazioni, e che ormai porta impressa nel cuore la paura legata al nome della nostra Città. Penso alle famiglie di tutti, tutti sconfitti: chi dalla morte, chi perché derubato, chi perché sfiduciato nel suo onesto operare.

    Voi, uomini che avete scelto di agire nell’ombra: che cosa vi aspettate dal futuro, per voi e per i vostri figli? Che giudizio ha Dio di voi che fate piangere e tremare la gente? Non vi interessa nulla di un Dio che perdona e che è lì, disposto ad accogliervi e a donarvi una dignità diversa, quella di chi vive alla luce del sole, con lo sguardo limpido, con il coraggio di guardare negli occhi i propri figli e non vergognarsi di essere un ladro? Quel denaro che voi rubate gronda sangue, il sangue dell’innocente, che è lo stesso Cristo! Non sentite nulla nella vostra coscienza?

    Cari cittadini di Cerignola, cari Amministratori e care Forze dell’Ordine, non possiamo più tacere. Il mio sostegno e il mio incoraggiamento vanno alle Forze dell’Ordine, che sono troppo poche per un territorio così vasto e così insidioso. Il mio incoraggiamento va a tutti coloro che cercano ogni giorno di camminare sulla strada dei diritti, dell’onestà, del bene comune, che vivono nella luce della rettitudine. D’ora in poi non potremo più tacere, perché la carità di Cristo ce lo impone, perché la nostra Costituzione ci indica che non è questo il Paese che siamo chiamati a costruire quotidianamente. Ricercheremo ogni mezzo, coerente con il fine, per un salto di qualità nella coscientizzazione del male che viviamo e della ricerca di soluzioni.

    Una raccomandazione a tutti: non rassegnatevi al male! La rassegnazione distrugge la creazione, la civiltà e i diritti. E, quindi, abbiate il coraggio di indignarvi perché, come diceva Sant’Agostino: «l’indignazione è figlia del coraggio e della speranza». Parlarne non è inutile. Tacere è colpevole. Coraggio!

    Vostro

    † Luigi, Vescovo

  • Il Campanile on-line.... Settembre/Ottobre 2016

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  • 25° Anniversario di ministero pastorale nella nostra parrocchia....Mons. Felice Bacco

    CANOSA. La concelebrazione eucaristica di ieri, domenica 16, è stata presieduta dal Vescovo mons. Luigi Mansi con don Felice Bacco e don Nicola Caputo.

    Praticamente l’occasione ha rappresentato la seconda occasione di partecipazione sentita e comunitaria, che ha fatto seguito all’incontro, di venerdi scorso, in Cattedrale con l’Arcivescovo emerito, mons. Agostino Superbo, per la celebrazione del 25° anniversario di ministero pastorale nella parrocchia Concattedrale Basilica di don Felice Bacco, la chiesa del Patrono San Sabino, ieri mattina, era gremita di gente, così come lo è stata venerdì sera nell’incontro con mons. Agostino Superbo.

    Il relatore, che ha parlato sull’enciclica “Evang elii Gaudium”, ha tenuto desta l’attenzione di tutti i partecipanti, partendo dalla riflessione che la Chiesa è “tutta missionaria, al punto che se non lo fosse, non sarebbe neanche la Chiesa di Gesù Cristo”.

    “Una Chiesa concepita non come istituzione, ma come popolo di Dio: la Chiesa - ha evidenziato mons. Agostino Superbo - secondo il Concilio è il popolo dei credenti.

    Per cui è necessario risvegliare la passione per l’evangelizzazione. Come? Annunciando la gioia del Vangelo”.

    E ancora: “La vita cristiana è bella e i cristiani devono testimoniarla con la loro vita. Come testimoniare la via dell’evangelizzazione?”. “Con la vicinanza – ha detto mons. Agostino Superbo - alla gente. Ecco perché Papa Francesco continua a ribadire che bisogna “u s c i re ”.

    Una “chiesa in uscita”: meglio una Chiesa, che andando incontro alla gente “si sporca” ed è “accidentata“, che una Chiesa malata di autoreferenzialità, chiusa e fuori dal tempo.

    La Chiesa, e quindi le parrocchie, deve fare compagnia, deve essere accanto agli uomini, soprattutto accanto agli ultimi, ai poveri. Una compagnia di cui ci si può fidare.

    Una Chiesa madre, che condivide “le gioie e le speranze” dell’uomo d’oggi.

    La parrocchia è il popolo di Dio, che vive sul territorio, non solo come struttura giuridica, a cui rivolgersi per ottenere determinati servizi (certificati, sacramenti); per cui è necessario che i cristiani passino dalla frequentazione alla partecipazione (non frequento la famiglia, sono la famiglia; come non frequento la comunità, sono la comunità).

    Da un coinvolgimento parziale ad uno totale e, cioè, non solo la Messa la domenica, ma condividere con la comunità l’ansia missionaria; una comunità che mi sta a cuore, come mi sta a cuore la vita delle persone”.

    All’incontro hanno partecipato molti parrocchiani e non, anche gente che don Felice Bacco incontra fuori dalla parrocchia, per la strada, sulla piazza, o che appartiene al mondo dell’associazionismo, al quale egli è sempre stato molto vicino per dare il suo sostegno e contributo.

    La considerazione finale ci sembra inevitabile: è facile vedere rispecchiate nelle parole di mons. Agostino Superbo il grande impegno pastorale

    di don Felice Bacco, uomo del Concilio e perfettamente in sintonia con l’insegnamento e la vita di Papa Francesco.

    articolo pubblicato mercoledì 18 ottobre  2016 sul giornale 

     

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  • La Misericordia è il nostro futuro e ci salverà davvero.

    Non la sola difesa dei propri diritti, né la logica dell'occhio per occhio, dente per dente! Non la dimostrazione puntigliosa delle proprie ragioni, né la rivendicazione del dovuto. Nel rapporto di coppia, come in un rapporto di amicizia; nella vita comunitaria come in ogni relazione, non c’è futuro se non si è aperti al dono della misericordia, a meno che una persona decida di vivere isolato, o un gruppo sociale sogni di essere inserito in un contesto senza alcuna interdipendenza, dove tutto funzioni alla perfezione, ma dove ogni individuo viva solo, chiuso in se stesso, sufficiente a se stesso (vedi quello che si è verificato in Svezia).

    Per questa ragione credo di non esagerare nell’affermare che è la misericordia a rendere possibile e bella la vita! Non si può costruire un rapporto di amicizia o una relazione che duri, se non si è aperti alla misericordia. Essa nasce dalla gratuità, dalla logica del dono: un dono è tale se non si chiede o si pretende nulla in cambio, altrimenti è un baratto, uno scambio in cui ognuno pesa e confronta il valore di ciò che dà con ciò che vuole ricevere. La misericordia non è buonismo, tanto meno una forma di resa o debolezza davanti a chi potrebbe averti fatto del male.

    “Misericordia”, etimologicamente, significa “cuore pietoso, umile”, piegato verso il misero.

    Papa Francesco, in uno dei suoi interventi alla Giornata Mondiale della Gioventù, ha detto: “E’ Gesù che ci dice ‘Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia’. Beati sono coloro che sanno perdonare, che sanno avere un cuore compassionevole, che sanno dare il meglio agli altri; il meglio, non quello che avanza: il meglio!… La misericordia ha sempre il volto giovane, perché un cuore misericordioso sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti… Un cuore misericordioso

    è capace di tenerezza e di compassione… Dire compassione è offrire opportunità, è dire domani, è garantire impegno, è condividere fiducia, apertura, ospitalità, è essere protagonisti di un sogno”.

    All’Angelus in piazza san Pietro ebbe a dire che “la misericordia di Dio” è strettamente legata alla “gioia di Dio”: “Dio è gioioso”, disse il Papa in quell’occasione, e la misericordia “è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal cancro che è il peccato,

    il male morale, il male spirituale”. Il Pontefice citò le tre parabole riportate nel Vangelo di Luca, incontrate nella liturgia di qualche domenica fa, che ci rivelano la misericordia di Dio: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta e, più significativa di

    tutte, quella del “Padre Misericordioso”. Papa Francesco sottolinea la “gioia” del pastore che trova la pecora perduta, della donna che ritrova la sua moneta, del padre che vede tornare a casa un figlio: “Era come morto ed è tornato in vita”. “Qui c’è tutto il Vangelo! C’è tutto il cristianesimo!” perché, spiega il Papa, “ognuno di noi è quella pecora smarrita, quella moneta perduta. Ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto”. Dio non ci abbandona mai, ci aspetta sempre, perché il suo amore è gratuito, “ha il cuore in festa, gioisce per ogni figlio che ritorna”. E’ dalla misericordia e dalla gioia che Dio ci dona continuamente, è da questa esperienza di gratuità che scaturisce la vita cristiana. E’ dalla consapevolezza della gratuità dell’amore di Dio che nasce la scelta di iniziare un cammino in controtendenza: il non rispondere al male ricevuto con altrettanto male (‘occhio per occhio...’), ma scegliere di modificare il proprio comportamento perché, in tal modo la “gioia” di Dio è la mia stessa “gioia”. Al male rispondere con il perdono, far seguire la riconciliazione: la misericordia! “Ogni cristiano, in quanto cristiano, - ha affermato Papa Francesco - è chiamato a testimoniare la misericordia ”. La misericordia riassume tutto l’insegnamento di Gesù, ecco perché “dire misericordia è dire f u t u ro ”! Se nelle relazioni - di coppia, di amicizia, ecclesiali - manca la misericordia (quella che qualcuno ha chiamato ‘anoressia dei sentimenti’), non c’è futuro.

    La misericordia è la dimensione etica della bellezza! Questa salva, unisce, edifica. L’indifferenza, il rancore, la vendetta rappresentano la negazione etica della bellezza: distruggono e rendono brutta la vita!

     

    * parroco della basilica di San Sabino mons. Felice Bacco - Canosa - 

    articolo pubblicato mercoledì 5 ottobre  2016 sul giornale 

     

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  • Tra esposizioni e convegni il «Museo dei vescovi» racconta la storia di Canosa

    CANOSA. Giunto ormai a quasi tre anni dalla sua costituzione (16 novembre 2013), il Museo dei Vescovi di Canosa è una realtà culturale comprovata del territorio e della Regione Puglia. Quel che più stupisce di questa istituzione è certamente il suo modo innovativo di presentarsi ad un pubblico sempre più vasto ed esigente, che viaggia per cultura e lo fa indipendentemente dal classico ritorno estivo alle origini.

    Moltissime persone, provenienti da svariate regioni d’Italia e dall’estero, si sono riversate nelle dodici sale dinamiche di questo Museo curioso, che continua a conservare il fascino di un’antica residenza del XIX secolo e quindi dal sapore squisitamente antiquario.

    Nato per volontà di un illuminato ed anziano monsignore, Francesco Minerva, ha visto nel team composto dal direttore, mons. Felice Bacco, dai curatori, Sandro Sardella, Valentina Pelagio e Michela Cianti, un accrescimento straordinario di esposizioni, eventi culturali di prestigio e iniziative di spessore sia sociale che culturale.

    “Lo scopo del nostro Museo, che è uno dei tre poli in cui è tripartito lo straordinario museo diocesano di Andria, è quello di dar voce alla cultura locale. Mostre, convegni, esposizioni, non sono altro che un metodo per raccontare la millenaria storia della nostra città di Canosa, bellissima per il suo passato e meritevole di maggiori attenzione da parte dei media e delle testate specializzate di settore”, riferisce il direttore mons. Felice Bacco.

    Questa struttura museale privata ha accolto accoratamente le voci di collezionisti privati, artisti sconosciuti e l’immen - so patrimonio della Cattedrale di San Sabino, per farne una collezione alquanto dinamica, quasi priva di magazzini superaffollati, perché tutto viene ciclicamente reso al pubblico, attraverso mostre tematiche della durata almeno trimestrale.

    E’ stato così che collezionisti privati ed altre istituzioni museali e bancarie hanno concesso le loro collezioni sia per mostre che per gestioni temporanee al Museo. “L’immediatezza delle esposizioni è il punto forte della istituzione che ci onoriamo di rappresentare e curare. La direzione illuminata e veloce, la sburocratizzazione di certi passaggi e la disponibilità del nostro personale specializzato, ci permettono di restituire al nostro pubblico una freschezza espositiva che vede all’attivo, in meno di tre anni, almeno una trentina di mostre e di eventi di spessore.

    Senza dimenticare di ringraziare l’”Art Bonus” che abbiamo attivato e che vede la partecipazione di privati e di illuminati imprenditori del territorio, tra cui la Farmalabor e lo “Smeraldo ricevimenti”, veri mecenati della cultura locale” dice Sandro Sardella,

    uno dei responsabili curatori del Museo e delle collezioni archeologico/numismatiche.

    “Mostre su Tiziano, Raffaello, De Nittis, l’Alto Medioevo e patrocini con Regione, Alta Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comune di Canosa e Diocesi, sono il frutto di un raggiungimento temporaneo che dev’essere continuamente rinnovato, con mezzi sempre più tecnologici e all’avanguardia, senza mai tralasciare la nostra missione di base: valorizzare il territorio e renderlo fruibile”, dice Valentina Pelagio, curatrice ed antichista del Museo.

    La valorizzazione passa anche attraverso la scoperta di talenti canosini sconosciuti.

    Emerge in queste settimane, con grande successo, la mostra su Luigi Buonvino. Pittore tardo macchiaiolo, classe 1899, eroe della prima guerra mondiale, grande decoratore e pittore del territorio. Molte centinaia le presenze per questo autore, comprese le scuole, che un collezionista privato ha voluto caparbiamente rendere ai cittadini. In tal senso, si inserisce il doppio evento di domani, domenica 25 settembre, in occasione delle Giornate del Patrimonio, indette dal Ministero per i Beni Culturali: una nuova ed interessante mostra archeologica, dal titolo “Emporio, commerci ed approvvigionamenti nella Canosa antica”, che vede l’esposizione di alcuni preziosi reperti della collezione archeologico-antiquaria della Cattedrale di San Sabino e la visita istituzionale del prof. Giorgio Grasso, curatore della Biennale di Venezia, giunto per analizzare le potenzialità del pittore canosino Luigi Buonvino.

    La mostra archeologica vede degli straordinari inediti e pezzi ristudiati in funzione di nuove teorie, affrontate dal “Centro ricerche e studi” del Museo dei Vescovi, che a breve produrrà una importante ed innovativa pubblicazione sull’argomento. L’evento prevede la presenza del prof. Grasso dalle 11.30 di domani (domenica 25 settembre), con apertura delle nuove esposizioni

    dalle 19 alle 21.30, al simbolico costo di un euro, in linea con le direttive ministeriali.

    “Questa istituzione ci permette di esplorare tematiche che non sono solamente territoriali, ma anche nazionali, attraverso mostre e studi in corso, che avranno sempre più risonanza e spunti d’interesse” dice Michela Cianti, curatrice ed event planner del Museo dei Vescovi. Insomma, un Museo che si rinnova, che presto presenterà un ambizioso progetto di inventariazione elettronica di alcuni suoi beni, di un sito completamente rinnovato e di una app, scaricabile, con i contenuti della struttura. Per rimanere costantemente informati, visitare la pagina facebook Museo dei Vescovi mons. Francesco Minerva o contattare il call center 377/2999862.

     

    *Antonio Bufano - articolo pubblicato sabato 24 settembre 2016 sul giornale 

     

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  • Il Campanile on-line.... Luglio/Agosto 2016

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  • Festeggiamenti Santi Patroni 2016...Momenti della festa

     Carissimi, anche quest’anno come è consuetudine per la nostra città, vogliamo dare particolare risalto alla Festa Patronale. In modo particolare, il 1 Agosto ricordiamo la Traslazione del Corpo di San Sabino dalla Chiesa di San Pietro (zona Murgetta) nella cripta della nostra Cattedrale, avvenuta nell’800. Per ravvivare la memoria di questo evento il 31 luglio avrà luogo un corteo storico che, partendo dal sito archeologico di San Pietro, accompagnerà processionalmente l’icona e la reliquia del cranio di San Sabino, fino alla cattedrale. Invitiamo tutti a partecipare alle celebrazioni in preparazione alla Festa e alla manifestazione che evocherà la traslazione. A tutti un augurio di Buona Festa e di buon riposo estivo.

  • La PUGLIA DELLA SOLIDARIETA’

    E’ proprio vero quello che ho letto nell’articolo di fondo di Domenico Delle Foglie ieri sulla prima pagina di Avvenire: dire Ferrovie Bari Nord per noi del nord barese significava soprattutto nel passato, ma ancora oggi, “i treni dei pendolari, degli studenti e delle famiglie”, delle persone semplici, normali, che tutti i giorni cercano di costruire la loro vita con il lavoro, lo studio, i progetti da realizzare. La tragedia della Bari Nord ha colpito nel cuore la Puglia di gente normale, la Puglia migliore, quella che nel passato è stata terra di invasioni di gente proveniente sia dal Nord che dall’Oriente, e che ora con grande generosità continua ad accogliere i profughi che sbarcano sulle coste in cerca di ospitalità e dignità. Ed è questa Puglia che si è mossa ieri con grande commozione e partecipazione, offrendo una solidarietà straordinaria con le vittime della tragedia e le loro famiglie. Per tutta la serata di martedì e per l’intera notte il cellulare ha continuato ad aggiornarci attraverso i  nelle reti sociali sull’evolversi della situazione, segnalando necessità ed emergenze che di volta in volta si presentavano: richieste di sangue, ricerca di operatori sanitaria e professionalità per sostenere psicologicamente i familiari delle vittime. C’è stata una vera gara di solidarietà che ha visto file interminabili di giovani e di persone di ogni età, pronti a donare il sangue richiesto: zero negativo, poi quello positivo, quindi di qualsiasi gruppo; operatori sanitari che hanno offerto la loro disponibilità oltre le normali ore lavorative, volontari che si sono prodigati per tutta la notte. E’ veramente emersa la Puglia più bella, quella delle famiglie, della solidarietà! Quella non parolaia e litigiosa, ma la Puglia dell’accoglienza e della operatività generosa. E’ la Puglia che nel momento drammatico della tragedia, come già in altre occasioni, si è rimboccata le maniche e con le lacrime agli occhi si è fatta “prossima” di coloro che sono stati direttamente coinvolti nella tragedia. Significativa e coinvolgente, tra le atre, la testimonianza del Vescovo della Diocesi di Andria, mons. Luigi Mansi e di alcuni sacerdoti che sin dalle prime notizie, si sono recati in ospedale e nei luoghi allestiti per accogliere i parenti delle vittime e dare loro conforto. Ieri sera la città di Andria si è stretta attorno alle famiglie delle vittime per esprimere nella preghiera presieduta dal Vescovo la piena solidarietà e la pace per le vittime. La città, insieme alla gente di tutta la regione, chiede la verità sulle responsabilità della tragedia, non per vendetta, ma perché simili drammi non accadano più. Anche questo fa parte del suo cuore, buono e giusto.

    *Felice Bacco - articolo pubblicato giovedì 14 Luglio 2016 sul giornale 

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  • Il Campanile on-line.... Maggio/Giugno 2016

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  • Oratorio Estivo 2016

    Nell'intera Diocesi fervono i preparativi per l'Oratorio Estivo 2016. Anche nella nostra parrocchia, da circa un mese, ci si sta incontrando per preparare bene il tutto. Negli ultimi anni abbiamo visto incrementare la presenza dei ragazzi. Tutti  protagonisti dai più piccoli ai sacerdoti. Tutti pronti ad accogliere anche il prossimo che non si fa avanti e che necessita di essere stimolato a parteciparvi.

    Tutto in sintonia con il tema di quest'anno, che vede i ragazzi dinanzi alla riscoperta delle opere di misericordia corporali, necessari per vivere la vita cristiana nella condivisione e nella comunione con i fratelli, chiunque essi siano.

    La riscopriremo tutti insieme attraverso attività, giochi, preghiera, scenette e tanto altro. Daremo il via all'oratorio sabato 25 giugno per una festa di accoglienza.

     

     

    PROGRAMMA 

    Sabato 25 Giugno 2015

    Ore 18.00 Accoglienza, distribuzione magliette e momento di festa

    Lunedì 27

    Ore 9.00 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Martedì 28

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Mercoledì 29

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Giovedì 30

    Giornata INTERORATORIANA con tutte le Parrocchie della Città: P.zza Vittorio Veneto

    Venerdì 01

    Luglio

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Sabato 02

    Ore 18.00 Celebrazione Eucaristica all’aperto; merenda e saluti

    Lunedì 04

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Martedì 05

    Giochi con acqua (Campetto della Parrocchia, presso l’asilo Pastore; in alternativa in parrocchia)

    Mercoledì 06

    Giochi con acqua (Campetto della Parrocchia, presso l’Asilo Pastore)

    Giovedì 07

    Biciclettata per la città

    Venerdì 08

    Ore 17.30 Accoglienza, scenetta, preghiera, merenda, attività, giochi, buns, saluti.

    Sabato 09

    Ore 18.00 Celebrazione Eucaristica e gran finale con giochi e premiazione, presso le Cave Leone

     

     

    Dal 11 al 16 Luglio tutti al mare con la colonia estiva.

    Insomma, cari ragazzi e animatori, cresceremo ancora insieme, pregando, giocando e divertendoci tanto.

    Allora non ci resta che dirvi "AVANTI TUTTI"...

     

     

  • ....La tradizione che si è ripetuta

    E' antichissima la tradizione che vede festeggiare la Madonna della Fonte la seconda domenica di Pasqua (quest'anno il 24 per coincidenze di eventi particolari): la Madre di Gesù è associata al Mistero del Figlio sia nella condivisione della Sua Passione e Morte, che alla Sua Resurrezione. Ecco perchè la Chiesa dopo aver dato ampio risalto alla Pasqua di Resurrezione di Cristo, celebra la memoria della Madonna, Primizia dell'Umanità Nuova Redenta. La Madonna è la prima creatura umana a partecipare dei benefici della Resurrezione, è la Primizia della Nuova Umanità. A questa memoria liturgica è legata da circa cinque secoli la festa agricola delle primizie: una occasione per ringraziare il Signore per i frutti della terra.
    La Cattedrale custodisce da nove secoli una antichissima immagine della Madonna della Fonte, che è Patrona con San Sabino e Sant'Alfonso della città di Canosa. Nella Cattedrale c'è anche una cappella cinquecentesca dedicata alla Madonna della Fonte, costruita su una antica cisterna romana che si riforniva dall'acquedotto di Erode Attico, situato proprio sulla piazzetta antistante il Mausoleo di Boemondo d'Altavilla, su un lato della chiesa.
    Domenica 24 Aprile, alle ore 10.30, davanti all'icona della Madonna, esposta sull'altare per l'occasione, sarà celebrata solennemente una Santa Messa e presentate le primizie del raccolto con una zolla di terra, segno dell'ambiente in cui crescono le primizie; ambiente e territorio che tutti siamo impegnati a proteggere e valorizzare, come doni di Dio.
    La celebrazione, che sarà prieseduta da S.E. Mons. Luigi Mansi, si concluderà con l'Atto di Affidamento della città alla Madonna e con una processione che percorrerà alcune vie della città.

     

    I momenti salienti Celebrazione Eucaristica e della Processione

    (24 Aprile 2016)

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  • "Il Rosario è la nostra preghiera"...... mese di maggio alla Madonna

    *Parole riprese da una catechesi dell'allora Papa Giovanni Paolo II........oggi Santo:"....Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa. Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. In questa preghiera ripetiamo molte volte le parole che la Vergine Maria udì dall’Arcangelo e dalla sua parente Elisabetta. A queste parole si associa tutta la Chiesa. Si può dire che il Rosario è, in certo modo, un commento-preghiera dell’ultimo capitolo della Costituzione “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. E’ la vita di Cristo. Sullo sfondo delle parole “Ave Maria” passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell’insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso - potremo dire - il Cuore della sua Madre. E’ la nostra vita. Il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità; le vicende personali e quelle del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno a cuore. Così, la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana. E’ il nostro grazie. In queste ultime settimane ho avuto numerose prove di benevolenza da parte degli uomini di tutto il mondo. La mia gratitudine voglio tradurla in decine del Rosario, per poterla esprimere in preghiera, oltre che in modo umano; nella preghiera così semplice e così ricca che è il ROSARIO. Esorto cordialmente tutti a recitarlo."

    L’invito a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di maggio viene da lontano. Nel 1951, il papa Pio XII così scriveva: “…è soprattutto in seno alla famiglia che Noi desideriamo che la consuetudine del santo Rosario sia ovunque diffusa, religiosamente custodita e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell’umano consorzio, non sarà ricondotta alle norme dell’Evangelo. Per ottenere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita  del santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace” (Enc. Ingruentium malorum1951).

    Anche papa Paolo VI attribuiva una straordinaria importanza al Rosario recitato in famiglia: “Non v’è dubbio – scriveva – che la Corona della Beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci ‘preghiere in comune’ che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario ne sia l’espressione più gradita” (Marialis Cultus 53).

    Scrive, al riguardo San Papa Giovanni Paolo II: “Il Rosario pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenneMagnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto dl Cristo e all’esperienza delta profondità del suo amore”. [Rosarium Virginis Mariae]

    (omelia di Papa Francesco del 12/12/2015 per la festa liturgica della Beata Vergine Maria di Guadalupe)"....Dio gioisce e si compiace in maniera tutta speciale in Maria. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, la Salve Regina, chiamiamo Maria «madre di misericordia». Lei ha sperimentato la misericordia divina, ed ha accolto nel suo seno la fonte stessa di questa misericordia: Gesù Cristo. Lei, che ha sempre vissuto intimamente unita a suo Figlio, sa meglio di chiunque altro ciò che Egli vuole: che tutti gli uomini si salvino, che a nessuno venga mai a mancare la tenerezza e la consolazione di Dio. Che Maria, Madre di Misericordia, ci aiuti a comprendere quanto Dio ci ama. A Maria Santissima affidiamo le sofferenze e le gioie dei popoli di tutto il continente americano, che la amano come madre, la riconoscono come “patrona”, con il titolo devoto di Nostra Signora di Guadalupe. Che «la dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio».......... 

    (Bolla indizione Anno Santo 2015/16 Misericordiae Vultus, 24)... La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore.

    Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanzatra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende « di generazione in generazione » (Lc 1,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sarà di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa per sperimentare i frutti della misericordia divina.

    Presso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù. Franciscus (11 aprile, Vigilia della II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia, dell’Anno del Signore 2015, terzo di pontificato)

     La parola Rosario significa "Corona di Rose" con riferimento al fiore "mariano" per eccellenza, simbolo della stessa "Ave Maria".

    La Madonna ha rivelato che ogni volta che si dice un'Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una corona di rose.

    La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante.

    Per tutto il mese di maggio, in occasione del mese dedicato alla Madonna, alle ore 21,00 presso la Cattedrale, ci sarà la recita del "Santo Rosario Comunitario" a devozione di Maria. 

     

     

     

     

     

     

     

     

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  • la Risurrezione di Gesù è l’avvenimento in cui dobbiamo entrare.... Papa Francesco

    Noi cristiani siamo chiamati “ad andare alla tomba” vuota di Gesù per avere la “risposta” e toccare la “roccia” della fede: la Risurrezione.

    Lo ha affermatoPapa Francesco in una omelia presieduta nella Basilica di San Pietro, in suffragio dei cardinali e vescovi defunti. Ciascuno di loro, ha detto il Papa, “è guardato dal Padre con il suo amore misericordioso”. 

    Una verità “che si è fatta strada a fatica” nella Bibbia diventa clamorosamente palese davanti a un grande masso rotolato via e a una tomba vuota. Lo spazio di una grotta scavata di fresco, nella cui penombra giace un sudario abbandonato, riverbera l’eco di una parola prima quasi impronunciabile e poi grido da irradiare dai tetti del mondo: Risurrezione. Per ricordare i volti di amici, collaboratori, fratelli scomparsi negli ultimi mesi – nella cornice solenne dell’Altare della cattedra, nella Basilica di San Pietro – Papa Francesco parte dall’istante zero in cui la fede cristiana conquista la sua unicità, Gesù che lascia il sepolcro vivo dopo la morte:

    “Non stupisce che un mistero così grande, così decisivo, così sovrumano come quello della Risurrezione abbia richiesto tutto il percorso, tutto il tempo necessario, fino a Gesù Cristo. Lui può dire: ‘Io sono la risurrezione e la vita’ perché in Lui questo mistero non solo si rivela pienamente, ma si attua, avviene, diventa per la prima volta e definitivamente realtà”.

    “La lunga ricerca del popolo di Dio” narrata nell’Antico Testamento – che poi, considera il Papa, è la ricerca “di ogni uomo” e “dell’intera umanità” – vive il suo “culmine” nell’“avvenimento” della Risurrezione. E in questo evento, prosegue, “ognuno di noi è invitato ad entrare”, a stare “prima davanti alla croce di Gesù, come Maria, come le donne, come il centurione”, ad “ascoltare il grido di Gesù e il suo ultimo respiro”, il suo “silenzio” lungo tutto il Sabato Santo:

    “E poi siamo chiamati ad andare alla tomba, per vedere che il grande masso è stato ribaltato; per ascoltare l’annuncio: ‘E’ risorto, non è qui’. Lì c’ è la risposta. Lì c’è il fondamento, la roccia. Non in ‘discorsi persuasivi di sapienza’, ma nella parola vivente della croce e della risurrezione di Gesù (…) Se Lui non è risorto, la nostra fede è vuota e inconsistente. Ma poiché Egli è risorto, anzi, Egli è la Risurrezione, allora la nostra fede è piena di verità e di vita eterna”.

    “Molti dei loro volti sono a noi presenti; ma tutti, ciascuno di essi è guardato dal Padre con il suo amore misericordioso. E insieme allo sguardo del Padre celeste c’è anche quello della Madre, che intercede per questi suoi figli tanto amati. Insieme con i fedeli che hanno servito qui in terra possano godere la gioia della nuova Gerusalemme”.

    SANTA PASQUA A TUTTI

  • Il Campanile on-line.... Marzo/Aprile 2016

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  • I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE....la libraia consiglia a marzo

    ....IL LIBRO PIU' LETTO DI MARZO 2016

    Crisi delle ideologie, crisi dei partiti, individualismo sfrenato … Questo è l’ambiente – ben noto – in cui ci muoviamo : una società liquida, dove non sempre è facile trovare una stella polare ( anche se è facile trovare tante stelle e stellette).

    Di questa società troviamo qui i volti più familiari : le maschere della politica, le ossessioni mediatiche di visibilità che tutti (o quasi) sembriamo condividere, la vita simbiotica coi nostri telefonini, la mala educazione e naturalmente molto altro, che Umberto Eco ha raccontato regolarmente nelle sue Bustine di Minerva.

    E’ una società, la società liquida, in cui il non senso sembra talora prendere il sopravvento sulla razionalità, con irripetibili effetti comici certo, ma con conseguenze non propriamente rassicuranti.

    Confusione, sconnessione, profluvi di parole, spesso troppo tangenti ai luoghi comuni.

    “Pape Satàn, pape satàn aleppe” , diceva Dante nell’Inferno (VII,I), tra meraviglia, dolore, ira, minaccia, e forse ironia.

    I BEST SELLER DELLA FEDE

    IL NOME DI DIO E’ MISERICORDIA

    di PAPA FRANCESCO                        

    PIEMME , € 15,00  


    L'AMORE PRIMA DEL MONDO

    di JORGE MARIO BERGOGLIO                        

    RIZZOLI , € 17,00  

    ENIGMI DELLA FEDE

    QUANDO LA SCIENZA SI ARRENDE ALLA FEDE - SACRA SPINA ANDRIA

    di SAVERIO GAETA                         

    CAIRO , € 14,00  

    DIALOGARE CON DIO

    di CHIARA AMIRANTE                         

    PIEMME , € 16,00

     

    LE ULTIME ORE DI GESU'

    di CORRADO AUGIAS             

    EINAUDI , € 20,00

     

     

     

    I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE

     

    IL ROMPISCATOLE

     di GIANPAOLO PANSA             

     EINAUDI , € 20,00

    VA' METTI UNA SENTINELLA

     di HARPER LEE             

     FELTRINELLI , € 18,00

    LA MERAVIGLIA DEGLI ANNI IMPERFETTI

     di CLARA SANCHEZ             

     GARZANTI , € 17,60 

    I LOVE SHOPPING A LAS VEGAS

    di SOPHIE KINSELLA            

    MONDADORI , € 20,00

     

     

     

     

     

  • Programma Quaresimale 2016

    Carissimi Fedeli,

    con il rito delle ceneri deposte sul nostro capo, abbiamo iniziato il cammino di preparazione alla Pasqua.

    La quaresima è un tempo "forte" dell'anno liturgico, perchè ci prepara ad un evento straordinario che ha trasformato, e continua a trasformare, la vita di noi uomini: la Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.

    E' la sua Resurrezione il mistero della nostra fede e la sorgente dalla quale nasce e si nutre la nostra fede.

    Il Risorto continua a donare alla sua chiesa, popolo dei credenti, la grazia dei Sacramenti, che ci rigenerano continuamente e ci donano la forza per vivere nella luce degli insegnamenti della Sua Parola.

    La Parola di Dio e i Sacramenti sono i pilastri della vita cristiana: la quaresima è tempo per riscoprire la centralità della Parola di Dio e dei Sacramenti nella nostra vita. 

    "Lasciamoci riconciliare da Dio!" E' l'appello di San Paolo nella seconda lettura della liturgia del mercoledì delle ceneri!

    In questo Anno Giubilare della Misericordia il Signore non aspetta altro da noi: che accogliamo la sua infinita Misericordia e la testimoniamo nei nostri rapporti.

    A tutti: BUON CAMMINO DI QUARESIMA, PER UNA SANTA PASQUA!

    Don Felice e don Nicola

    PROGRAMMA

    Febbraio      
    Dom 21         II Domenica di Quaresima  
    Mar 23 19,00 Incontro dei genitori dei bambini di I, II e III elementare sala Sabiniana
    Mer 24 19,00 "Lectio Divina" approfondimenti sul Vangelo di Luca Sala Sabiniana
    Gio 25 10,30 e 21,00 Adorazione Eucaristica....dalle ore 19,30 alle 21,00 possibilità di confessarisi cattedrale
    Ven 26 16,45 V Venerdi dell'Addolorata...preghiera di meditazione sul dolore di Maria, 17,30 Celebrazione eucaristica rettoria della Passione
      20,00 Via Crucis Comunitaria Cattedrale
    Dom 28    III Domenica di Quaresima  
    Lun 29 19,00 incontro dei genitori dei bambini di V elementare, I e II media Sala Sabiniana
    Marzo  ______  ____________________________________________________  
     Mar 1  19,00 Incontro dei genitori dei bambini di IV elementare  sala Sabiniana
     Mer 2  19,00 "Lectio Divina" approfondimenti sul Vangelo di Luca  Sala sabiniana
     Gio 3  10,30 e 21,00 Adorazione Eucaristica....dalle ore 19,30 alle 21,00 possibilità di confessarisi  cattedrale
     Ven 4 16,45 VI Venerdi dell'Addolorata...preghiera di meditazione sul dolore di Maria, 17,30 Celebrazione eucaristica  rettoria della Passione
       20,00 Via Crucis Comunitaria  per le vie della parrocchia
     Dom 6   IV Domenica di Quaresima  
       oreb 17,00 Film per ragazzi scuola elementare  sala Sabiniana
     Mar 8  19,00 Incontro con i genitori dei ragazzi che riceveranno la cresima  sala Sabiniana
     Mer 9  19,00 "Lectio Divina" approfondimenti sul Vangelo di Luca  sala sabiniana
     Gio 10  10,30 e 21,00 Adorazione Eucaristica....dalle ore 19,30 alle 21,00 possibilità di confessarisi  cattedrale
      18,00 dopo la Celebrazione Eucaristica, fiaccolata per il trasferimento del simulacro dell'Addolorata in Cattedrale  rettoria della Passione
       20,00 presso la sala conferenze del "Palazzo Mariano", "SEGUIMI" a cura di Pietro SARUBBI, l'attore che ha interpretato Barabba nel film di Mel Gibson "THE PASSION"  
     Ven 11  17,45 Inizio settenario dell'Addolorata ...preghiera di meditazione sul dolore di Maria, 18,30 Celebrazione eucaristica  cattedrale
       19,30 Via Crucis cittadina  zona castello
     Sab 12   Ordinazione Episcopale del nuovo Vescovo diocesano Mons. Luigi mansi  Duomo di Cerignola
     Dom 13   V domenica di Quaresima  
     Mer 16  17,45 settenario dell'Addolorata ...preghiera di meditazione sul dolore di Maria, 18,30 Celebrazione eucaristica  cattedrale
       19,00 "Lectio Divina" approfondimenti sul Vangelo di Luca  sala Sabiniana
     Gio 17  17,45 settenario dell'Addolorata ...preghiera di meditazione sul dolore di Maria, 18,30 Celebrazione eucaristica  cattedrale
       10,30 e 21,00 Adorazione Eucaristica....dalle ore 19,30 alle 21,00 possibilità di confessarisi  cattedrale
       20,00 Appuntamento Diocesano presso il teatro comunale "Lembo": monologo "TRA CAMICI E PAILLETTES LA MIA LOTTA ALLA SCLEROSI MULTIPLA"....protagonista Antonella Ferrari  teatro comunale Lembo
     Ven 18   Memoria della Beata Vergine Addolorata S. Messe 6,30; 7,30; 8,30; 10,00; 11,30  cattedrale
       18,00 Processione  
     Sab 19   San Giuseppe  
       17,00 Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione dei ragazzi di IV elementare  Asilo Minerva
     Dom 20 9,45 Solenne Benedizione delle Palme...S.Messe 7,30; 10,00; 11,30; 18,30  cattedrale
     Lun 21  20,00 VIA CRUCIS al Battistero  Battistero San Giuovanni
     Mer 23  18,00 Messa Crismale nella Cattedrale di Andria...nelle parroccie di Canosa non si celebreranno s.messe  cattedrale di Andria
     Gio 24 19,30 Messa in Coena Domini cattedrale
      22,00 Adorazione Eucaristica Cattedrale
    Ven 25 8,00 Adorazione Eucaristica fino alle 12,00 cattedrale
      18,00 rito dell'Adorazione della Croce Cattedrale
      19,00 Processione cittadina dei Misteri Cattedrale
    Sab 26 22,00 VEGLIA PASQUALE  
    Dom 27   PASQUA DI RESURREZIONE...S. Messe 7,30; 10,00; 11,00; 12,00; 19,30 Cattedrale
    Aprile __________ ______________________________________________________________________________  
    Dom 3    Ingresso del nuovo Vescovo Mons. Luigi Mansi in diocesi Cattedrale di Andria
    Sab 9 20,30 Concerto di Canti Pasquali eseguiti dal coro della scuola media Marconi di canosa Cattedrale
    Dom 10   Memoria della Madonna della Fonte - Festa delle primizie... Celebrazioni Eucaristiche 7,30; 10,30; 19,30 Cattedrale
      12,00 Processione con l'Icona della Madonna vie della parrocchie
    Gio 14  10,30 e 21,00 Adorazione Eucaristica Cattedrale
      19,30 Solenne Celebrazione Eucaristica nella cappella del SS. Sacramento, in occasione dell'anniversario del Miracolo del Sacro Cuore avvenuto il 14 aprile 1912 Cattedrale
    Sab 16   Ingresso a Canosa del nuovo Vescovo S.E. Mons. Luigi Mansi Cattedrale

     

  • Memoria della morte di San Sabino....1450° anniversario.

    San Sabino, nacque a Canusium, antica e ricca città romana distrettuale della Regio Secunda Apulia et Calabria, da una nobile famiglia romana che si identifica come proveniente dalla Sabina.

    Molto poco è noto sulla sua vita, di cui nulla di certo sulle sue origini e su ciò che compì prima del suo vescovato urbano.
    Tuttavia, dalle frammentarie note agiografiche, emerge prorompente la notevole importanza di questo personaggio, sia da un punto di vista religioso che politico. La sfera d'importanza entro cui l'Episcopus Savino operò, supera largamente i confini territoriali della natìa Canusium, rientrando di fatto in quei complessi avvenimenti accaduti nel VI secolo d.C., che succedettero alla fine dell'Impero Romano d'Occidente e alla nascita di un Romano Impero Barbarico. 

    Fonti eccezionali per la conoscenza agiografica di questo personaggio storico oltre che Santo, sono gli Atti del Concilio di Costantinopoli del 536 d.C. e i Dialoghi di San Gregorio Magno; quest'ultima fonte sarà la base documentaria su cui, al principio del IX secolo d.C. (855-860 d.C.), un Anonimo presule e viaggiatore, ne dettò la Vita. 

    Di quest'ultima fonte più tarda, le varie letture ed interpretazioni ne hanno rivelato un'attenta e scrupolosa veridicità, confermata in larga parte dalle ultime campagne archeologiche di scavo così come dalle numerose scoperte archivistiche e bibliografiche nei vari archivi storici. 

    Tornando all'opera agiografica, conosciuta come la Vita Sancti Savini, bisogna specificare che se non è nota l'identità della penna che lo produsse, è assolutamente nota la committenza che la richiese: l'Episcopus Pietro de Canusii, successore di San Sabino al soglio episcopale della città di Canosa nel IX secolo d.C. e responsabile della traslazione delle spoglie mortali del Santo dall'originario ed ignoto sepolcro nella Basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Questo importante presule canosino, oltre alla fonte preziosa dei Dialoghi di San Gregorio Magno, aveva conosciuto i passi salienti della vita di San Sabino, attraverso le narrazioni che gli anziani sacerdoti si tramandavano oralmente. 

    Queste basi documentarie, si tradussero – grazie all'Anonimo – nella più antica trattazione sulla vita di San Sabino. L'opera del IX secolo, ci è pervenuta in due codici: il codice della Chiesa di Bari (comunicato ai Bollandisti dal Beatillo) e il codice della Chiesa di Capua, studiato da Silvestro di Aiossa della parrocchia di San Silvestro in Capua (Acta SS Feb. 11,310-331). 

    Del resto, anche se la documentazione è scarsa e reticente, si può ipotizzare un certo pellegrinaggio alla tomba tra il 688, anno del suo rinvenimento, durante il ducato di Grimoaldo II (687-689), nella chiesa di san Pietro, che era anche cattedrale ("Ad ecclesiam cathedralem, ubi majori populi isthuc confluentis pietate honoraretur, ex ea ecclesia quam Theoderada aedificarat, S. Sabini transtulit corpus"), e la traslazione delle reliquie del santo, poco prima dell'818, dalla cappella eretta da Teodorada "in camera subtus altare beatissimorum Martyrum Johannis et Pauli", che, secondo l'Anonimo, era " Sedem Pontificalem Canusinae urbis", cioè chiesa vescovile e sedem propriam del vescovo Pietro e aveva lo scopo di facilitare l'afflusso dei fedeli alla tomba. 

     

    Alcuni momenti

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    * alcune delle foto sono state reperite sul web e riportano la firma dell'autore dello scatto, che lasciamo integrali per i riconoscimenti dovuti allo stesso.

  • La Sacra Spina.....dalla peregrinatio al prodigio

  • Diocesi di Andria, Zona Pastorale di Canosa.... Comunicato Stampa

    Addolorati per le ultime vicende di cronaca nera verificatesi purtroppo nella nostra città, ma assolutamente non rassegnati all’idea che Canosa possa essere rappresentata come una città invivibile o abituata a convivere con la delinquenza! Le tante iniziative promosse dalle varie Associazioni a livello culturale e sociale, la tenace volontà di promuovere il ricco patrimonio storico culturale, la dignitosa laboriosità di tante famiglie, vengono offuscate da questi fatti di cronaca nera che sembrano distruggere il volto sano e positivo della città. Non possiamo arrenderci! La tristezza per tanto lavoro che rischia di essere vanificato per l’ottusa e arrogante violenza di pochi facinorosi non può avere la meglio. Manifestiamo anche pubblicamente il nostro fermo dissenso per gli atti di inaudita violenza verificatisi e la nostra tenace volontà di continuare il nostro impegno, di intensificare la nostra azione educativa, in sintonia con le famiglie e il mondo della scuola, perché dalla condivisione corale del bene comune, possa riaffiorare il volto positivo di una città che ha più millenni di storia e civiltà. Per questo condividiamo e solidarizziamo con ogni iniziativa finalizzata a difendere e promuovere l’immagine e la comunità di Canosa.

     I Sacerdoti e le Comunità Parrocchiali di Canosa   

  • BUON 2017 A TUTTI

    BUON 2017 A TUTTA LA COMUNITA'

    E

    A TUTTI COLORO CHE CI SEGUONO SU WWW.SANSABINOCANOSA.IT

  • Il Campanile on-line.... Gennaio/Febbraio 2016

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  • Messaggio del Papa per la Quaresima 2016

    Il mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima. Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo. Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione. La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo mondo, riconciliato con il Signore. 

     MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

    FRANCESCO
    PER LA QUARESIMA 2016

      "Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13). 

    Le opere di misericordia nel cammino giubilare

     1. Maria, icona di una Chiesa che evangelizza perché evangelizzata

     Nella Bolla d’indizione del Giubileo ho rivolto l’invito affinché «la Quaresima di quest’anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio» (Misericordiae Vultus, 17). Con il richiamo all’ascolto della Parola di Dio ed all’iniziativa «24 ore per il Signore» ho voluto sottolineare il primato dell’ascolto orante della Parola, in specie quella profetica. La misericordia di Dio è infatti un annuncio al mondo: ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona. E’ per questo che nel tempo della Quaresima invierò i Missionari della Misericordia perché siano per tutti un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio.

    Per aver accolto la Buona Notizia a lei rivolta dall’arcangelo Gabriele, Maria, nel Magnificat, canta profeticamente la misericordia con cui Dio l’ha prescelta. La Vergine di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, diventa così l’icona perfetta della Chiesa che evangelizza perché è stata ed è continuamente evangelizzata per opera dello Spirito Santo, che ha fecondato il suo grembo verginale. Nella tradizione profetica, la misericordia ha infatti strettamente a che fare, già a livello etimologico, proprio con le viscere materne (rahamim) e anche con una bontà generosa, fedele e compassionevole (hesed), che si esercita all’interno delle relazioni coniugali e parentali.

    2. L’alleanza di Dio con gli uomini: una storia di misericordia

    Il mistero della misericordia divina si svela nel corso della storia dell’alleanza tra Dio e il suo popolo Israele. Dio, infatti, si mostra sempre ricco di misericordia, pronto in ogni circostanza a riversare sul suo popolo una tenerezza e una compassione viscerali, soprattutto nei momenti più drammatici quando l’infedeltà spezza il legame del Patto e l’alleanza richiede di essere ratificata in modo più stabile nella giustizia e nella verità. Siamo qui di fronte ad un vero e proprio dramma d’amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio/figlia e di sposa infedeli. Sono proprio le immagini familiari – come nel caso di Osea (cfr Os 1-2) – ad esprimere fino a che punto Dio voglia legarsi al suo popolo.

    Questo dramma d’amore raggiunge il suo vertice nel Figlio fatto uomo. In Lui Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto da farne la «Misericordia incarnata» (Misericordiae Vultus, 8). In quanto uomo, Gesù di Nazaret è infatti figlio di Israele a tutti gli effetti. E lo è al punto da incarnare quel perfetto ascolto di Dio richiesto ad ogni ebreo dallo Shemà, ancora oggi cuore dell’alleanza di Dio con Israele: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze» (Dt 6,4-5). Il Figlio di Dio è lo Sposo che fa di tutto per guadagnare l’amore della sua Sposa, alla quale lo lega il suo amore incondizionato che diventa visibile nelle nozze eterne con lei.

    Questo è il cuore pulsante del kerygma apostolico, nel quale la misericordia divina ha un posto centrale e fondamentale. Esso è «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 36), quel primo annuncio che «si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi» (ibid., 164). La Misericordia allora «esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere» (Misericordiae Vultus, 21), ristabilendo proprio così la relazione con Lui. E in Gesù crocifisso Dio arriva fino a voler raggiungere il peccatore nella sua più estrema lontananza, proprio là dove egli si è perduto ed allontanato da Lui. E questo lo fa nella speranza di poter così finalmente intenerire il cuore indurito della sua Sposa.

    3. Le opere di misericordia

     La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. Perciò ho auspicato «che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina» (ibid., 15). Nel povero, infatti, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga... per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura» (ibid.). Inaudito e scandaloso mistero del prolungarsi nella storia della sofferenza dell’Agnello Innocente, roveto ardente di amore gratuito davanti al quale ci si può come Mosè solo togliere i sandali (cfr Es 3,5); ancor più quando il povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede.

    Davanti a questo amore forte come la morte (cfr Ct 8,6), il povero più misero si rivela essere colui che non accetta di riconoscersi tale. Crede di essere ricco, ma è in realtà il più povero tra i poveri. Egli è tale perché schiavo del peccato, che lo spinge ad utilizzare ricchezza e potere non per servire Dio e gli altri, ma per soffocare in sé la profonda consapevolezza di essere anch’egli null’altro che un povero mendicante. E tanto maggiore è il potere e la ricchezza a sua disposizione, tanto maggiore può diventare quest’accecamento menzognero. Esso arriva al punto da neppure voler vedere il povero Lazzaro che mendica alla porta della sua casa (cfr Lc 16,20-21), il quale è figura del Cristo che nei poveri mendica la nostra conversione. Lazzaro è la possibilità di conversione che Dio ci offre e che forse non vediamo. E quest’accecamento si accompagna ad un superbo delirio di onnipotenza, in cui risuona sinistramente quel demoniaco «sarete come Dio» (Gen 3,5) che è la radice di ogni peccato. Tale delirio può assumere anche forme sociali e politiche, come hanno mostrato i totalitarismi del XX secolo, e come mostrano oggi le ideologie del pensiero unico e della tecnoscienza, che pretendono di rendere Dio irrilevante e di ridurre l’uomo a massa da strumentalizzare. E possono attualmente mostrarlo anche le strutture di peccato collegate ad un modello di falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro, che rende indifferenti al destino dei poveri le persone e le società più ricche, che chiudono loro le porte, rifiutandosi persino di vederli.

    Per tutti, la Quaresima di questo Anno Giubilare è dunque un tempo favorevole per poter finalmente uscire dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia. Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori. Le opere corporali e quelle spirituali non vanno perciò mai separate. È infatti proprio toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso che il peccatore può ricevere in dono la consapevolezza di essere egli stesso un povero mendicante. Attraverso questa strada anche i “superbi”, i “potenti” e i “ricchi” di cui parla il Magnificat hanno la possibilità di accorgersi di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro. Solo in questo amore c’è la risposta a quella sete di felicità e di amore infiniti che l’uomo si illude di poter colmare mediante gli idoli del sapere, del potere e del possedere. Ma resta sempre il pericolo che, a causa di una sempre più ermetica chiusura a Cristo, che nel povero continua a bussare alla porta del loro cuore, i superbi, i ricchi ed i potenti finiscano per condannarsi da sé a sprofondare in quell’eterno abisso di solitudine che è l’inferno. Ecco perciò nuovamente risuonare per loro, come per tutti noi, le accorate parole di Abramo: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro» (Lc 16,29). Quest’ascolto operoso ci preparerà nel modo migliore a festeggiare la definitiva vittoria sul peccato e sulla morte dello Sposo ormai risorto, che desidera purificare la sua promessa Sposa, nell’attesa della sua venuta.

    Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione! Lo chiediamo per l’intercessione materna della Vergine Maria, che per prima, di fronte alla grandezza della misericordia divina a lei donata gratuitamente, ha riconosciuto la propria piccolezza (cfr Lc 1,48), riconoscendosi come l’umile serva del Signore (cfr Lc 1,38).

     

  • I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE....la libraia consiglia a febbraio

    ....IL LIBRO PIU' LETTO DI GENNAIO

    La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente ad uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel? Nelle mani sapienti di Paola Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. 

     

    I BEST SELLER DELLA FEDE

    IL NOME DI DIO E’ MISERICORDIA

    di PAPA FRANCESCO                        

    PIEMME , € 15,00  

                

    LA PASSIONE DI PADRE PIO

    di RENZO ALLEGRI

    MONDADORI , € 19,00

     

    ENIGMI DELLA FEDE

    di SAVERIO GAETA

    CAIRO, € 14,00

     

    SPEZZARE IL PANE

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    IL SEGRETO DI MEDJUGORJE

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    PIEMME, € 16,00

     

     

     

     

    I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE

    NEI TUOI OCCHI

    di N. SPARKS

    RIZZOLI, € 19,90

     

    ANNA

    di NICOLO’ AMMANITI

    EINAUDI, € 19,00

     

    L’AMANTE GIAPPONESE

    di ISABEL ALLENDE

    FELTRINELLI, €18,00

     

    LA BAMBINA E IL SOGNATORE

    di  DACIA MARAINI

     RIZZOLI,  € 20,00

     

  • Giubileo della Misericordia a Canosa... Vedi video e foto

  • SERGIO FONTANA E IL MUSEO DEI VESCOVI.....Lo “Steve Jobs” di Puglia sigla un accordo col Museo dei Vescovi di Canosa e fa esporre alcune opere inedite dell’impressionista Giuseppe De Nittis

    Ultimamente, nonostante il perdurare della crisi economica mondiale e l’incidenza negativa sul “prodotto interno lordo” di molte nazioni, si fa un gran parlare di Imprese che “mettono a bilancio”, oltre ai profitti derivanti dal loro business, anche il ritorno d’immagine e i consensi ricevuti in seguito ai progetti socio-culturali sostenuti. Di conseguenza, vista l’assenza dello Stato in diversi settori della società, sono aumentate le aziende che hanno inserito nelle loro politiche di governance il concetto di “Responsabilità Sociale d’Impresa”. Il termine, introdotto in economia negli anni 80’, indica testualmente: “La responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società” (Fonte Comunicazione UE n. 681 del 2011). In poche parole, è la maniera migliore per un’azienda di contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio circostante, col minor impatto possibile sull’ambiente. E oggi, più che mai, si fa sempre più incessante la necessità di trovare fondi da investire in cultura e recupero di beni architettonici necessari a rimettere in moto, seriamente, quell’economia legata soprattutto al Turismo. A tal proposito, spesso, i media portano alla ribalta notizie di società eco-friendly o impegnate nel sociale, localizzate maggiormente oltre oceano o nel nord dell’Europa; ma in Italia, qualcosa è cambiato.

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    Grazie ad alcune aziende di grandi e medie dimensioni, nell’ultimo decennio si è iniziato a credere che la “ricchezza” di un paese passa, soprattutto, attraverso gli investimenti in cultura e nel sociale, come per esempio: i 25 milioni di euro di Diego Della Valle per il restauro del Colosseo o le aree industriali in abbandono donate alla comunità dopo la bonifica a opera di Brunello Cucinelli.

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    E senza andare troppo lontano, fortunatamente per noi pugliesi, nel nord barese c’è un personaggio che, al pari dei Della Valle o Cucinelli, con la “Responsabilità Sociale d’Impesa” ha costruito i pilastri della propria attività imprenditoriale: Sergio Fontana (ex Presidente di Confindustria per Bari e BAT e attuale Amministratore Unico della Farmalabor). Definito come lo “Steve Jobs” di Puglia, Sergio Fontana nei giorni scorsi ha sottoscritto un accordo, basato sulla “RSI”, tra la sua azienda e il Museo dei Vescovi di Canosa di Puglia (N.d.R. Palazzo edificato nel 1835, legato a vicende risalenti all’Unita d’Italia e sede della Cassa Principe di Napoli). Il motivo dell’incontro, al quale ha partecipato l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Puglia, Loredana Capone, è di dare risalto a quelle imprese che realizzano e sostengono progetti d’interesse culturale, come volano per una crescita responsabile del territorio.

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    Per l’occasione, grazie alla passione del Dott. Fontana verso l’arte e la storia, e alla sensibilità e competenza di Mons. Felice Bacco (Direttore del Museo dei Vescovi e parroco della Basilica Cattedrale di San Sabino) nel realizzare eventi di notevole spessore culturale, è stata pre-inaugurata a porte chiuse per la stampa e le autorità, la mostra del pittore Giuseppe De Nittis: "Le parole non dette: scoperta di un ventaglio inedito, tecniche incisorie, fotografie e alcuni piccoli oli da collezione privata." Le opere esposte nel suggestivo palazzo museale, contenitore d’inestimabili manufatti di epoca medioevale come ilFlabellum Liturgico Afgano e la Croce Processionale in Avorio (entrambi del XII sec.), sono quasi tutte inedite e provengono da una collezione privata. Insomma, oltre alle bellissime opere dell’impressionista barlettano, il percorso guidato ha reso possibile ammirare anche molti pezzi pregiati presenti all’interno della struttura ottocentesca. E che dire delle decorazioni di volte e pavimenti! Suggerisco di visitarlo, specialmente per la competenza dei giovani curatori del Museo, bravi nel tenere sempre viva l’attenzione del visitatore anche sul più piccolo dettaglio. Non a caso, poiché uno dei “principali fattori di traino” che spinge un’impresa ad adottare una cultura d’impresa orientata alla “RSI” sono i giovani, rivolgo un plauso all’archeologo ed esperto di arte antica e moderna, Sandro Sardella, alla Dr.ssa Vittoria Valentina Pelagio e alla Dr.ssa Michela Cianti; grazie a loro e alle preziose opere esposte, il “viaggio” culturale all’interno delle sale dello splendido palazzo è stato davvero emozionante. Termino con un’osservazione: laddove, in questi casi, le Istituzioni sono assenti ingiustificate, ben vengano tutti quegli individui laici o confessionali che, con mecenatismo, filantropia e perseveranza, cercano tra mille difficoltà di risollevare le sorti di un intero “sistema” chiamato Paese.

     

    Umberto De Giosa (InternetionalWebPost - La voce degli Stati - Magazine di informazione Internazionale)

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  • Presepi viventi, musica live e teatro per un Natale nel segno della solidarietà....CANOSA LE INIZIATIVE ALLA PARROCCHIA DI SAN SABINO E ALLA SCUOLA MAZZINI

    CANOSA. La magica atmosfera del Natale ha contagiato un po' tutti in questi giorni di attesa. Tante le iniziative nelle scuole ed anche nelle parrocchie.

    Nel segno della solidarietà, la serata proposta dai giovani del gruppo parrocchiale della Cattedrale di San Sabino.

    Sabato sera hanno realizzato uno show a tutto tondo, con canzoni, balli, musica live I'adattamento natalizio della commedia «Il fantasma del povero Piero. In scena sono andati i musicisti Walter Coppolecchia e Michele Pinnelli e le <<voci >>  Giulia Marinaro e Mariangela Pinnelli con brani non solo natalizi. Poi, per la commedia, sono arrivati anche Mariapaola e Marco Pistillo, Elena Metta, Fabio Grimaldi, Francesco Leone, Antonio Bucci, Morena Peloso, Martina Massa e Francesco Caporale. Gran finale con i più piccoli per uno show che i ragazzi, attraverso la lotteria, hanno voluto realizzare per raccogliere fondi per la mensa «Casa Francesco». 

    Magia natalizia  anche  alla  scuola <<Mazzini», con il presepe vivente realizzato dai bambini della scuola dell'infanzia. Musica in filodiffusione, scenografie a tema, costumi d'epoca e tanti personaggi hanno trasportato i visitatori in un villaagio palestinese di duemila anni fa, in una dimensione incantata brulicante di vita.

    Il percorso prevedeva la visita a vari ambienti, ciascono dedicato ad aspetti della vita quotidiana dell'epoca: l'osteria, la bottega dei tintori, il negozio di frutta e verdura, la zona delle lavandaie, i pastori e la grotta.

    La Dirigente dell'IC Mazzini-Bovio prof.ssa Grazia Di Nunno, ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro delle docenti: Barbara Chiauzzi, Lucia Berardi, Alessandra Sardella, Sabina Samele, Mena Caputo, Enza Grimaldi, Riccardina Porro, Rita Forina, Linda di Fino, Nunzia Nuovo, Maria Cacciapaglia, Mimma Di Molfetta e Antonella Iacobone. 

    estratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 dicembre 2015____Leggi l'articolo originale clicca qui  

  • Mons. Luigi Mansi...Messaggio di saluto del Nuovo Vescovo

    Bollettino della Santa Sede delle ore 12,00 del 29 gennaio 2016.

    Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Andria (Italia), presentata da S.E. Mons. Raffaele Calabro, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

    Il Papa ha nominato Vescovo di Andria (Italia) il Rev.do Mons. Luigi Mansi, del clero della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, finora Presidente Nazionale dell’Unione Apostolica del Clero.

    Rev.do Mons. Luigi Mansi

    Il Rev.do Mons. Luigi Mansi è nato a Cerignola, in provincia di Foggia, il 6 maggio 1952. Compiute le scuole superiori e gli studi filosofico-teologici, ha conseguito nel 1978 la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Nel 2012 ha, poi, ottenuto il Dottorato in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese.

    Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1975, incardinandosi nella diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.

    È stato Vicerettore del Seminario Vescovile di Foggia, Rettore del Seminario Diocesano di Cerignola-Ascoli Satriano, Responsabile della Pastorale Vocazionale, Direttore e Docente di materie teologiche nell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università Lateranense, Insegnante di Religione Cattolica, Cerimoniere Vescovile, Cancelliere Vescovile, Parroco della Parrocchia-Santuario della Beata Vergine di Ripalta.

    Inoltre, dal 1995 al 2006 è stato Parroco della parrocchia di San Rocco a Stornara e dal 2006 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Direttore Spirituale nel Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta.

    Dal 1998 è Assistente diocesano unitario di Azione Cattolica. Dal 2011 è Vicario Episcopale per la Pastorale, nonché Membro del Consiglio Episcopale, del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori. Dal 2013 è anche Presidente Nazionale dell’Unione Apostolica del Clero.

    Dal 1991 è Cappellano di Sua Santità.

     

    Messaggio di saluto del Vescovo eletto

    Ai carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Andria, “amati da Dio e Santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo” (Rm 1, 6-7) Vi invio il mio primo saluto utilizzando e facendo mie le parole che S. Paolo pone in apertura alla Lettera ai Romani, una Chiesa che egli non aveva fondata, che non conosceva, ma che amava con il suo sconfinato cuore di missionario e che sperava di visitare presto.

    Proprio come sta capitando a me in questi giorni. Qualche giorno fa S. E. Mons. Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Italia, mi ha convocato a Roma, presso la Nunziatura Apostolica, per comunicarmi la decisione del Santo Padre di affidarmi la cura pastorale della Chiesa che è in Andria. Mi è stato anche esplicitamente richiesto di essere sollecito nel dare la mia obbediente disponibilità. Affidandomi a Gesù Buon Pastore ho dato a Papa Francesco la mia risposta di fede e ancora una volta, con trepidazione, ma con gioia, ho detto al Signore e alla Chiesa il mio “sì”, per dare inizio a questa nuova avventura della mia vita.

    Il Signore, attraverso la volontà del Santo Padre Francesco, mi chiede di venire tra voi, mi dona e mi manda a voi come immagine viva di Gesù, vostro, nostro sposo, Pastore e Salvatore. Egli dona voi a me come sposa da amare in Suo nome con tutto me stesso, come popolo da servire, come gregge di cui prendermi cura. Nell’obbedienza alla divina volontà, perciò, fin da questi primi momenti accolgo te, santa chiesa di Andria come sposa e prometto di esserti fedele sempre, prometto di amarti, onorarti e servirti. Abbiate la certezza, cari fratelli e sorelle, che fin d’ora, facendo ancora una volta mie le parole di Paolo, “vi porto tutti nel cuore”.

    “Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù”. E ancora, “Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio Padre del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo”. Lasciate perciò che innanzitutto saluti e ringrazi il carissimo Mons. Raffaele Calabro, il quale si è preso cura della nostra chiesa, guidandola per ben 27 anni. Fin da questo momento voglio assicurargli che continuerà ad essere nelle preghiere e nella gratitudine, oltre che nell’affetto di tutti e, naturalmente, dirgli che ad Andria potrà sempre sentirsi a casa. Saluto con particolare affetto voi, Presbiteri e Diaconi, primi collaboratori nel mio ministero. Desidero con questo primo saluto manifestarvi la mia intima convinzione - maturata soprattutto in questi ultimi anni dedicati al servizio dell’Unione Apostolica del Clero - che i Presbiteri ed i Diaconi, insieme con il Vescovo, formano un’unica famiglia ministeriale, al servizio del Popolo santo di Dio, per edificarlo nella carità, secondo il volere di Dio.

    Confido che lavoreremo bene insieme, in unità di intenti ed in comunione d’amore, per edificare la nostra Chiesa, con l’intelligenza, la passione e l’operosità di ciascuno. Rivolgo un caro pensiero di saluto ai seminaristi, sia del seminario diocesano che di quello teologico: a voi che siete le giovani speranze del nostro presbiterio e della nostra Chiesa. Negli anni scorsi ho sempre guardato con ammirazione al cammino del Seminario diocesano di Andria. Ora mi ha molto rallegrato sapere della bella fioritura vocazionale che non si è mai interrotta nella nostra Chiesa . Il mio saluto va a tutti i sofferenti: ammalati, poveri e feriti dalla vita, ed a quanti per un qualsiasi motivo sono associati alla passione di Cristo. Sappiate, carissimi, fin d’ora, che ci siete immensamente cari, perché noi onoriamo in voi le membra doloranti del corpo di Cristo, la “carne di Cristo”, come spesso ama dire Papa Francesco.

    In voi Cristo è ancora sulla croce ed attende il conforto e l’aiuto solidale di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà che di buon grado operano nello sconfinato campo della carità. Anche alle vostre preghiere e all’offerta delle vostre pene affido fin da ora il mio ministero. Saluto voi religiosi e religiose. So che la vita religiosa è presente e viva nella nostra diocesi in varie espressioni. A voi manifesto la gratitudine della Chiesa per la scelta d’amore totale e radicale presente nella vostra vita, che vi porta a testimoniare, rendendola visibile e riconoscibile, la radicalità della proposta evangelica rivolta ad ogni uomo. Grazie per quello che siete e per quello che fate! Un saluto particolare di deferenza alle autorità civili e militari che reggono la vita pubblica nei Comuni della Diocesi. Ad essi fin d’ora assicuro leale collaborazione, nel pieno rispetto della differenza degli ambiti, ma anche nel sincero desiderio di collaborare fattivamente al bene della nostra gente, soprattutto degli ultimi, di quelli di cui non si cura nessuno. E, finalmente, un saluto affettuoso alle famiglie ed a tutto il popolo santo di Dio dei tre Comuni della Diocesi: Andria, Minervino e Canosa.

    Il territorio della nostra Chiesa, come del resto quello della Chiesa da cui provengo, è segnato da tanta vivacità, ma anche da tanta complessità e tanti fermenti che riguardano soprattutto il mondo del lavoro e delle relazioni sociali. Non mi sarà difficile, perciò, fin dall’inizio, sentirmi uno di voi, e così farmi compagno ed insieme guida dei vostri cammini di vita. Già mi immagino i tanti volti, le tante storie che andrò ad incrociare. Perciò vivo con trepidazione ed ansia questo tempo che manca alla mia venuta tra voi. Per tutti e per ciascuno spero di riuscire a rendere visibile e soprattutto credibile il volto misericordioso del buon Dio e del Divino Pastore. Sì, desidero fin da ora mettere tutta la mia vita a servizio della causa del Vangelo ed accingermi all’opera di costruire con voi una Chiesa bella, che riveli e mostri agli uomini delle vostre contrade il volto buono e misericordioso di Dio Padre. Il motto episcopale che ho scelto per il mio ministero tra voi è una espressione tratta dal Vangelo di Giovanni: “Verbum caro factum est”, cioè: “la Parola si è fatta carne”.

    Sì, desidero adoperarmi tra voi, con voi e per voi, perché la Parola di Dio, che nelle nostre chiese è celebrata e annunciata, diventi sempre di più storia di grazia e di salvezza per la nostra gente e nelle nostre contrade attraverso le nostre vite. Se me lo consentite, attraverso questo primo messaggio, desidero inviare un saluto tutto particolare ai giovani, agli studenti, ai lavoratori ed a quanti sono in cerca di lavoro. Essi in ogni caso rappresentano il nostro futuro. Gran parte del mio ministero si è svolto tra i giovani, che ho sempre amati e sentiti vicini. Spero di continuare a farlo: ad essi va tutta la mia simpatia ed il mio paterno ed affettuoso pensiero. Carissimi, vi ripropongo le parole che il Santo Padre Papa Francesco, qualche mese fa, ha rivolto ai giovani incontrati in America: non abbiate paura di sognare, e di sognare in grande per il vostro futuro e per il futuro della nostra terra e di tutta l’umanità! La chiesa di Andria riceve un nuovo pastore mentre giunge a compimento un anno tutto particolare, quello giubilare per la festa della Sacra Spina. So che questo segno della Passione redentrice del Signore vi è tanto caro ed è molto venerato tra voi. Ma tale devozione dovrà essere sempre più espressione di una Chiesa che si onora di poter custodire questo richiamo concreto dell’amore e del dolore del Signore Gesù per la nostra salvezza. La nostra è chiamata ad essere una Chiesa che desidera vivere di questo amore per donarlo a tutti. Seguirò in preghiera il programma da voi predisposto, faccio voti perché tutto si svolga per il meglio e porti abbondanti frutti di bene alla nostra Chiesa. Questo avvenimento locale si inserisce nel Giubileo straordinario della Misericordia, che da qualche mese è iniziato per tutta la Chiesa; leggo queste provvidenziali coincidenze come un invito alla nostra Chiesa, perché sia, non solo con le porte della sua cattedrale, ma con il cuore di ciascuno, sempre spalancata ad accogliere tutti e manifestare così il cuore ed il volto misericordioso del Padre.

    Potrà in questo modo mettere da parte ogni chiusura e rigidità. Tutti possiamo essere convinti realizzatori delle opere del Vangelo, sì, attraverso le opere di misericordia corporali e spirituali, vedendole come il naturale prolungamento della fede che insieme professiamo e celebriamo. Vi chiedo di pregare perché questo accada per tutti noi. Una Chiesa che ha l’onore di custodire una così insigne reliquia non può non avvertire tutto questo come sua vocazione e, di conseguenza, rendersi affettuosamente attenta a tutti coloro che sono feriti dalle spine della vita. Prima di concludere voglio inviare un saluto ben cordiale ai fratelli cristiani Ortodossi ed Evangelici che sono nel territorio della Diocesi. Spero di avere presto occasione di incontrarli personalmente. Avrò bisogno di un po’ di tempo per prepararmi all’ordinazione episcopale ed alla mia venuta tra voi. Ma vi assicuro: il mio pensiero e soprattutto il mio cuore sono già con voi. Nell’attesa, invoco l’aiuto della Vergine Maria e dei nostri Santi Patroni San Riccardo, San Sabino, San Michele Arcangelo, e mi affido alla preghiera, primo fra tutti, di Mons. Giuseppe Di Donna, di Padre Antonio Losito e del mio con-diocesano don Antonio Palladino, per gli inizi del mio ministero tra voi, con voi e soprattutto per voi.

    Vi benedico tutti di cuore, con un affettuoso Arrivederci a presto!, per cominciare a camminare insieme.

    Roma, 29 gennaio 2016. Vostro + don Luigi Mansi Vescovo eletto

  • Le parole non dette.....mostra su inediti di Giuseppe De Nittis

    Una nuova mostra a Palazzo Fracchiolla Minerva. realizzata dai curatori Sandro Giuseppe Sardella, Vittoria Valentina Pelagio e Michela Cianti, sotto la supervisione del direttore Mons. Felice Bacco. E' il frutto di una importante collaborazione tra il Museo, un collezionista privato e la Farmalabor del Dott. Sergio Fontana. I pezzi esposti, sono il frutto di un’accurata ricerca da parte di un blasonato collezionista, che preferisce vivere nella luce e nell’ombra del maestro barlettano, chiedendo l’anonimato.

    Tutti pezzi raccolti in una vita di ricerca, dedicata a preservare dalla dispersione l’immensa ma breve produzione artistica di De Nittis, scomparso il 21 agosto del 1884 a soli 38 anni, nella sua abitazione di campagna a Saint Germaine en Layne, a causa di una commozione celebrale. Una vita breve ma intensa: celebrato e criticato dai migliori professionisti del suo tempo, ricercato nei migliori salotti di Parigi, divenuto una icona artistica già in vita.

    La mostra canosina, vuol essere un ricordo della versatilità e del genio artistico di De Nittis, attraverso opere acquistate da aste, tra cui photogravure, tecniche incisorie, due pastelli, alcuni piccoli oli con soggetti paesaggistici e un meraviglioso ventaglio. Nella migliore tradizione di De Nittis, molte sono le opere non firmate, soprattutto se studi per opere più grandi. Il ventaglio, perno della mostra stessa, fu realizzato e donato dallo stesso De Nittis alla consorte Léontine nel 1883, anno travagliato per i coniugi e funestato dalla morte di alcuni parenti, dalla scomparsa di un caro amico di De Nittis, Manet e anche da oscure maldicenze sulla consorte stessa. E’ proprio in questo ventaglio, assolutamente inedito, che si racchiude il senso delle “parole non dette”, nel senso delle parole celate dietro ogni opera personale e ogni fotografia famigliare esposta, realizzata per un universo familiare e non collettivo. 

     

    L'apertura al pubblico, sarà il 22 gennaio 2016 dalle ore 19.00 alle 21.30, proseguendo nel fine settimana dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 19.00 alle 21.30 

    Servizi di VivaSveva24 sull'inaugurazione della mostra e sull'accordo di collaborazione Museo dei Vescovi-Farmalabor

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    NOTIZIE PUBBLICATE A RIGUARDO:

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  • I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE....la libraia consiglia

    ....IL LIBRO PIU' LETTO DI OTTOBRE

    Se dovessimo raccontare la Storia dell’umanità utilizzando dieci immagini, una di queste sarebbe certamente la Basilica di San Pietro: non solo è un luogo simbolo della cristianità, ma rappresenta la suprema sintesi di duemila anni di arte e scienza, creatività e potere. E’ un’ immagine per noi talmente familiare che spesso non ci domandiamo nemmeno quali papi e artisti l’abbiano voluta, progettata e costruita, né come sia diventata quell’incredibile scrigno di capolavori che, nella sua magnificenza, ogni anno torna ad affascinare sette milioni di visitatori. Eppure seguire l’evoluzione di San Pietro nel tempo, come ci dimostra Alberto Angela in questo libro che abbina splendide illustrazioni a un racconto sorprendente, è un viaggio senza pari nella Storia che svela anche vicende poco note e curiosità inedite. Tutto comincia nel I secolo D.C. quando l’apostolo Pietro venne crocifisso a testa in giù sul Vaticanum: qui c’era il circo di Nerone e, accanto, si stava sviluppando una vasta necropoli che sarebbe rimasta sepolta per secoli prima di tornare alla luce nel 1939. Come fu possibile? Nel IV secolo Costantino decise di costruire una grande basilica sul luogo del martirio di Pietro e… interrò la necropoli: nasceva così la chiesa più importante della cristianità, ricca di tesori e teatro per secoli di ogni genere di eventi come l’incoronazione di Carlo Magno. Ma nel Rinascimento ci fu il grande colpo di scena: i Papi riaprirono il cantiere distruggendo la vecchia basilica di Costantino per costruirne una nuova ancora più impressionante. Stava per nascere San Pietro come è oggi, ma non fu certo il frutto di un’unica mente: il genio di artisti del calibro di Michelangelo e Bernini, le volontà di Papi spesso molto diversi l’uno dall’altro, il susseguirsi di progetti e ripensamenti, eventi tragici e casi fortuiti… tutto contribuì a forgiare un luogo al centro della Storia e ricchissimo di tesori. Alberto Angela con le sue indiscusse doti di divulgatore ci accompagna a scoprire in ogni angolo, anche nei più nascosti e segreti.  

     

    La libraia consiglia

    rubrica a cura di Teresa Pastore

     

     

     

    I BEST SELLER DELLA FEDE

    LA MISERICORDIA E’ UNA CAREZZA 

    di PAPA FRANCESCO  (Vivere il Giubileo nella realtà di ogni giorno)

    RIZZOLI , € 18,00

    LE PIETRE DI INCIAMPO DEL VANGELO 

    di GIANFRANCO RAVASI  ( Le parole scandalose di Gesù)

    MONDADORI , € 22,00

     

     

    LE ULTIME DICIOTTO ORE DI GESU’

    di CORRADO AUGIAS

    EINAUDI, € 20,00 

     

     

     LA PAZIENZA DI DIO

    di Padre Livio (Vangelo per la vita quotidiana)

    PIEMME,  €18,50

     

     

    DIO E IL SUO DESTINO 

    di VITO MANCUSO

    GARZANTI, € 20,00

     

     

     

     

    I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE

     

    TUTTA VITA

    di FABIO VOLO

    MONDADORI, € 19,00

     

     

    DONNE D’ITALIA

    di BRUNO VESPA

    MONDADORI, € 20,00

     

     

     CHI PERDE PAGA

    di STEPHEN KING

    SPERLING & KUPFER, € 19,90

     

     

     DAL CIELO ALLA TERRA

    di VITTORIO SGARBI

    BOMPIANI,  € 24,00

     

     

     

     

  • Il «Campanile» e il «Campanilino»

    CANOSA - Giunto ormai al 22esimo anno di pubblicazione, il periodico cittadino “Il Campanile”, edito dalla cattedrale san Sabino, esce con un nuovo inserto per bambini: Il “Campanilino”. E’ il terzo numero del giornale che contiene l’inserto per i bambini: interviste, inchieste corredate da foto e disegni, tutto interamente realizzato dalla

    fantasia e l’impegno dei bambini. “Il Campanile” è ormai da diversi anni un punto di riferimento per la città: nessun periodico cittadino può vantare tanti anni di pubblicazione e un interesse crescente tra la gente, che ne apprezza l’equilibrio e il grande legame con la comunità ecclesiale e la sua storia. Il periodico, nella sua lunga vita, ha visto l’avvicendarsi di centinaia di firme, con alcuni giovani che hanno poi intrapreso la carriera giornalistica, diventando anche, in alcuni casi, professionisti affermati.

    “Il Campanile” viene anche pubblicato on-line su canosaweb, sul sito ufficiale della cattedrale (sansabinocanosa.it) e sul portale ufficiale della Diocesi di Andria (diocesiandria. org). Nell’ultimo numero, tra gli altri articoli: una riflessione del vescovo mons. Raffaele Calabro sulla Misericordia, uno sulla scuola buona?!, inchiesta sugli ori di Canosa e tante notizie legate alla città.

    dalla Gazzetta del mezzogiorno del 28 ottobre 2015 [antonio bufano]

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  • "Panis Cotidianus"....... Successo della mostra dedicata all’alimentazione nell’antichità.... «MUSEO DEI VESCOVI - CANOSA»...

    Questa mostra, in linea con EXPO 2015, nasce dal desiderio di approfondire una tematica di estremo interesse e di estrema curiosità, quale l'alimentazione nell'antichità a Canusium. Città sede del governatorato romano, avente circa 50.000 abitanti e quindi il quintuplo di Pompei, Canosa ebbe la fortuna di avere un navale di estrema importanza sull'Adriatico, un corso fluviale navigabile, dei poderosi horrea e delle zone di smistamento urbano delle merci e dei prodotti agricoli provenienti dall'agro. Dove sono andati a finire questi immensi edifici? Quanto si sa sulla produzione agricola, pastorale ed alimentare a Canosa tra l'epoca italico-greca e l'epoca romana? Alcuni di questi interrogativi, inseriti in un ampio raggio di ricerce generali, sono stati sciolti attraverso un documentario, alcune ricostruzioni, un antico ricettario, quest'ultimo basato su di una ricerca nata in seno alle antiche tradizioni culinarie locali. Alimentazione e cultura archeologica; un connubio sicuramente interessante, condito da varie curiosità che il visitatore potrà apprendere attraverso i contenuti multimediali e stando al cospetto di anfore, elementi di portata e piccoli oggetti, realmente usati nella quotidianità.

     

    Anche a Canosa si parla, in questi giorni ( e si continuerà a farlo sino alla fine del mese di gennaio prossimo), di alimentazione. Se ad Expo Milano 2015 il tema è stato svolto attraverso la rappresentazione di un viaggio irripetibile tra i popoli arrivati da lontano per offrire i loro cibi, le loro culture, le loro tradizioni, i loro spettacoli, nel Museo dei Vescovi “Mons. Francesco Minerva ”, l’argomento viene trattato, rimanendo sempre nell’ambito culturale, sotto l’aspetto dell’alimentazione nell’antichità a “Canusium ”.

    La mostra è, appunto, intitolata: “Panis Cotidianus: Approvvigionamenti ed alimentazione nella Canosa antica”.

    Una iniziativa che ha ottenuto il gradimento di moltissimi visitatori, che in questi primi giorni di apertura hanno pazientemente atteso il loro turno, in fila, per entrare nelle sale espositive del Museo.

    È una mostra che nasce dal desiderio di approfondire una tematica di estremo interesse e di estrema curiosità, quale il cibo nell’antichità. Alimentazione e cultura archeologica; un connubio sicuramente interessante, condito da varie curiosità che il visitatore potrà apprendere attraverso i contenuti multimediali e stando al cospetto di reperti selezionati per questo specifico argomento.

    L’esposizione presenta “Canusium ”, città sede del governatorato romano, della Prefettura, delle lane dell’Impero, avente circa 50mila abitanti e quindi il quintuplo di Pompei, che ebbe la fortuna di avere un navale di estrema importanza sull'Adriatico, un corso fluviale navigabile, dei poderosi magazzini di stoccaggio (horrea) e delle zone di smistamento urbano delle merci e dei prodotti agricoli provenienti dall’agro.

    Dove sono andati a finire questi immensi edifici? Quanto si sa sulla produzione agricola, pastorale ed alimentare a Canosa tra l’epoca italico-greca e l’epoca romana? Alcuni di questi interrogativi, inseriti in un ampio raggio di ricerche generali, curate dall’archeologo Sandro Sardella e dall’antichista Valentina Pelagio, sotto la direzione di mons. Felice Bacco, sono stati sciolti attraverso un documentario, alcune ricostruzioni grafiche e componendo un antico ricettario, quest’ultimo basato su di una ricerca nata in seno alle antiche tradizioni culinarie locali.

    Attraverso l’ausilio di supporti informatici, sarà possibile scaricarsi gratuitamente i contenuti della mostra: dai pannelli ad un interessante ricettario, in cui sono riproposte ricette antiche da reinterpretarsi in chiave moderna, ma tramite l’ausilio di ingredienti millenari. La mostra sarà, durante il tempo espositivo, arricchita dalla presentazione del catalogo e da una degustazione di particolari sapori locali, ricostruiti attraverso antiche ricette. La cucina tradizionale canosina e murgese, riscoperta attraverso alcuni ingredienti chiave, dal dolce al salato, rivelano antichissimi collegamenti con cucine greche, nord africane e italiche. I reperti archeologici, tutti appartenenti alla collezione privata del Museo, sono stati accuratamente selezionati per tipologia e decorazione, dal V secolo avanti Cristo all’epoca romana, creando un percorso didattico che, dalla ceramica da cucina, portava a quella simposiale. Alcune monete e pesi rivelano le rotte commerciali dei vari prodotti canosini esportati ed importati, legati a centri come Arpi, Salapia, Metaponto, Napoli o l’area greca; delle delicatissime tesserine di piombo decorate, ricordavano la pratica fondamentale della distribuzione gratuita del pane, effettuata dalla Prefettura dell’Annona, presente a Canosa nel tempio di Giove Toro, di cui è esposto un modello ricostruttivo. 

    Gli orari di visita sono dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e la domenica dalle 20 alle 22. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.museodeivescovi.com come il profilo facebook Museo dei Vescovi “Mons. Francesco Minerva”.

    dalla Gazzetta del mezzogiorno del 3 novembre 2015 [antonio bufano]....Scarica l'articolo originale  

     

     

  • XX^ Edizione del Tradizionale Concerto di Natale in Basilica... Streaming e Interviste post concerto

    Tradizionale concerto di Natale in Basilica

    XX EDIZIONE

    (The First Nowell)

  • Solennità di Cristo Re Dell'Universo ....70° Suore del Calvario a Canosa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Programma:

    19 giovedì, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 19,30: incontro : Storia della presenza delle Suore del Calvario a Canosa (c/o sala Sabiniana)
      ore 21,00:  adorazione Eucaristica comunitaria
         
    20 venerdì, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 19,30: incontro : La Spiritualità e il Carisma delle Suore Missionarie Figlie del Calvario a Canosa (c/o sala Sabiniana)
         
    21 sabato, novembre ore 10,30: adorazione Eucaristica comunitaria
      ore 19,30: Festa comunitaria: castagnata e animazione musicale /c/o Asilo Minerva)
         

    Domenica 22 novembre SOLENNITA' DI CRISTO RE

    (Sante Messe: 7,30; 8,30 (rettoria della della Passione); 10,30; 11,30)

                                                                           ore 17,30           

    PROCESSIONE EUCARISTICA PER LE VIE DELLA PARROCCHIA

        itinerario: Cattedrale, via Puglia, via F. Rossi, Via G. Ospitale, Via Omero, via XXIV Maggio, via F. Rossi, vico S. Fiore, via Mecenate, via Isonzo, via della Vittoria, via Bovio, via Giotto, via M. Scevola, p.zza Boemondo, p.zza V. Veneto, Cattedrale
      ore 18,30 Solenne Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento
         
         

     

    Siamo tutti invitati a partecipare.

    don Felice, don Nicola, la Comunità delle Suore del Calvario

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  • Ecco il centro «Casa Francesco» i volontari in prima linea.....LA MENSA COMUNE SI AVVIA AL SECONDO ANNO DI ATTIVITÀ. SESSANTA I PASTI CALDI OFFERTI OGNI GIORNO.....

    CANOSA. Il centro di solidarietà “Casa Francesco” si avvia, così come abbiamo riferito nei giorni scorsi, a compiere il secondo anno di attività. Si tratta di una mensa comune che offre tutte le sere il pasto caldo ad una sessantina di persone e che non gode di nessun finanziamento pubblico, ma solo di libere donazioni di cibo.

    Volontari sono anche tutti coloro che operano per il funzionamento della “casa”: chi prepara il cibo, chi lo serve a tavola e chi lava ambienti e stoviglie.

    La solidarietà, quando è autentica e disinteressata contagia, perché oggi è importante ( e succede anche a Canosa) essere credibili agli occhi della gente, che non è insensibile quando vede operare in maniera gratuita. Non può passare inosservato un ultimo gesto che ha arricchito la mensa, riempiendo soprattutto la dispensa: la ditta “Pa s t o re ” di Casamassima, che ha vinto l’appalto di ristorazione nelle mense scolastiche di Canosa, si è impegnata a rifornire la mensa di “Casa Francesco” alla fine di ogni settimana, con quanto ha a disposizione.

    E’ un bellissimo gesto, che riteniamo vada sottolineato, perché, nonostante i fatti di cronaca che ogni giorno riempiono le pagine dei giornali ed i notiziari delle tv, non si può fare a meno di riconoscere che c’è ancora, evidentemente, chi, senza alcun interesse, si mostra sensibile alla solidarietà e alla condivisione. Siamo sicuri che non sarà un gesto isolato, ma che prevarrà la logica dell’imitazione del bene.

    La mensa di “Casa Francesco”, che si avvale della disinteressata disponibilità di tanti volontari, rappresenta un conforto per il corpo e per lo spirito. E’ una pausa quotidiana in un ambiente accogliente e piacevole, l’opposto di quello in cui, chi si trova in

    una situazione di disagio socio-economico e di emarginazione, vive tutto il giorno. Primo, secondo, contorno, frutta e cordialità. Tutto compreso.

    Immigrazione, impoverimento, difficoltà per anziani e pensionati soli: questi i volti della povertà attuale, che nella mensa di “Casa Francesco” siedono fianco a fianco. Si scambiano le loro esperienze e si sorridono.

     dalla Gazzetta del mezzogiorno del 29 ottobre 2015 [antonio bufano]

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  • La Sacra Spina a Canosa.. Storia e sintesi della peregrinatio

     

    Calendario peregrinatio Sacra Spina a Canosa


    - Sabato 17 Ottobre ore 20,00 : arrivo della reliquia presso la chiesa dell'Immacolata da dove, dopo un momento di preghiera, partirà una fiaccolata con la Sacra Spina in processione sino alla Cattedrale San Sabino ove si terrà la liturgia della parola;
     

    PEREGRINATIO SACRA SPINA

     “Video Sintesi dell'Accoglienza della reliquia” 

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     “Video/Intervista a Conclusione della Peregrinatio della reliquia” 

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    - Domenica 18 Ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di San Francesco e Biagio;

    - Lunedì 19 Ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di San Giovanni Battista (nella seconda parte della giornata sarà visitata dagli alunni della scuola M.Carella);

    - martedì 20 Ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la cattedrale di San Sabino (dalle 9,00 alle 11,00 sarà visitata dagli alunni della scuola G.Bovio e  dalle 11,00 alle 13,00 dagli alunni dell'istituto Garrone);

    - mercoledì 21 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa del Rosario (dalle 9,00 alle 11,00 sarà visitata dagli alunni della scuola san Giovanni Bosco e  dalle 11,00 alle 13,00 dagli alunni dell'istituto tecnico commerciale Einaudi);

    - giovedì 22 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di Santa Teresa del B.G. (durante il corso della mattinata sarà visitata dagli alunni dell'istituto agrario e dagli alunni del liceo scientifico E. Fermi);

    - venerdì 23 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, ancora presso la chiesa di Santa Teresa del B.G. (durante il corso della mattinata sarà visitata dagli alunni della scuola Foscolo e dagli alunni della scuola G. Mazzini);

    - sabato 24 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di M.SS. del Carmine (durante il corso della mattinata sarà visitata dagli alunni dell'istituto dell'istituto tecnico commerciale Einaudi);

    - domenica 25 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa dell'Assunta ove rimarrà sino alle ore 11,00 del giorno 26 ottobre (dalle 9,00 alle 11,00 sarà visitata dagli alunni della scuola Giovanni XXIII);

    - lunedì 26 ottobre: dalle ore 11,00 sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di Gesù Giuseppe e Maria (dalle 11,00 alle 13,00 dagli alunni della scuola S. Lucia);

    -

    martedì 27 ottobre: sarà esposta alla venerazione dei fedeli, presso la chiesa di Gesù Liberatore (durante il corso della mattinata sarà visitata dagli alunni delle scuole Marconi e Giovanni Paolo II), nella serata ci sarà la conclusione della peregrinatio con una Via Crucis cittadina che percorrerà alcune strade della stessa parrocchia. 

     

    Articolo collegato 

     

    Cenni Storici sulla Sacra Spina di Andria

    (tratto dall'articolo di Nicoletta De Matthaeis del 5 ottobre 2013, pubblicato sul blog dell'autrice "Reliquiosamente")

    Le spine della corona di Cristo esistenti nel mondo sono molte. Troppe. Da un primo censimento fatto da Fleury1 nel secolo XIX, che ne enumerva circa 200, siamo arrivati a ben 2.283, delle quali 995 in Italia, secondo un recentissimo censimento di A. Menna2. D’accordo che pare accertato che la corona di spine non era una corona, ma piuttosto una specie di casco formato dai rametti di spine fissati in un fascio/anello di giunchi. E considerando questo, le spine evidentemente sarebbero state più numerose di quelle necessarie per interecciare una semplice corona, ma certamente non tante da arrivare a 200 (considerando che molte si saranno anche perse) e meno ancora più di 2.000. Le spine della corona, alla luce degli studi fatti, dovrebbero appartenere ad un rovo denominato Zizyphus vulgaris lam, conosciuto anche con il nome diZizyphus spina-Christi. Può crescere fino a 7 metri di altezza ed è molto diffuso nell’area attorno a Gerusalemme, ma anche in altre zone mediterranee, come per esempio la Sicilia o la Puglia. Le sue spine sono di varie grandezze, potendo arrivare ad una lunghezza massima di 5-7 cm. E’ estremamente difficile determinare l’autenticità di tutte le spine della corona che esistono oggigiorno, anche quando appartengono a questa specie vegetale. Ma non è questo l’oggetto di questo articolo. Parleremo invece della Sacra Spina di Andria, perché come nessuna, ha delle caratteristiche molto particolari.  

    Questa spina arriva ad Andria nel 1308, dono della principessa Beatrice d’Angiò nell’anno del suo matrimonio. Era figlia di Carlo II d’Angiò e sposa prima di Azzo VIII d’Este e poi, rimasta vedova, di Bertrando del Balzo, duca di Andria.

    La spina apparteneva alla casa reale di Francia e presumibilmente faceva parte dell’intera corona di spine che il re Luigi IX di Francia (successivamente San Luigi dei Francesi)corona notre dameacquistò dall’imperatore latino di Costantinopoli Baldovino II insieme ad altre preziose reliquie. Nel 1239 lareliquia arrivò a Parigi e per custodirla fu costruita la Sainte Chapelle, un capolavoro dell’architettura gotica, anche se oggi è custodita nel tesoro di Notre Dame. In realtà si tratta solo dell’anello di giunchi, senza spine. Infatti, le poche spine che arrivarono a Parigi (perché precedentemente i sovrani bizantini già ne avevano regalate diverse) Luigi IX le donò alle chiese piú importanti della Francia o alle città piu importanti dove risiedevano i discendenti della casa reale francese.

    L’importanza di questa spina risiede in un suo strano comportamento osservato per prima volta nel 1633. Il prodigio della Sacra Spina di Andria si verifica ogni volta che il giorno dell’Annunciazione, ossia il 25 marzo, coincide con il Venerdí Santo.  La spina è grande circa quattro dita, di colore ‘cenerognolo’3 e in essa sono presenti diciassette macchie di color violaceo il cui colore si riavviva, diventando di ‘fresco sangue’. Questo è il miracolo. Da notare che la data 25 marzo, quando è Venerdí Santo, racchiude in sé tutta la vita di Cristo: la nascita e la morte, il giorno del suo concepimento e quello della sua morte sulla croce. 

    spina 2Il fenomeno di nuovo si verificò nel 1644, quando la mattina alle 9 ‘apparvero molte diverse gocce e macchie di sangue’ che scomparvero la mattina dopo. Poi nel 1701, quando insieme al miracolo, con ‘urli e strida’ una donna ossessa ‘furibonda’ cadde a terra e ‘l’ossessione cessò’3. Il miracolo si riprodusse puntualmente nel 1712, 1722, 1785 e 1796. 

    Nel 1799 la città fu saccheggiata dai francesi il 23 marzo, sabato santo, ed il reliquiario fu venduto, ma la spina fu recuperata da un ricco proprietario e, dopo diverse peripezie, nel 1837 fu finalmente riportata ad Andria il 31 ottobre. Ed il giorno dopo, il 1º novembre, in modo completamente straordinario, si rinnovò il miracolo. 

    Nel 1842, il miracolo non avvenne nel modo solito, perché la spina aveva prodotto delle piccole escrescenze bianche ed argentee, come una fioritura, della grandezza di una capocchia di spillo. Nel XIX secolo i miracoli furono altri due: nel 1853 e nel 1864. 

    Nel XX secolo il primo prodigio avvenne nel 1910, ma il giorno dopo, ossia il sabato santo 26 marzo, provocando un’ondata di protesta degli scettici che affermavano che il miracolo era stato preparato la notte, visto che il giorno prima non era accaduto niente. I seguenti prodigi avvennero puntualmente nel 1921 e nel 1932.

    spina 3L’ultimo miracolo della Sacra Spina è avvenuto nel 2005. Una commissione di medici ed altri osservatori annotavano le variazioni di colore che fino alle 20.00 h. non furono molti importanti. Poi le annotazioni furono “Ore 20.00: sulla punta della Spina un piccolo rigonfiamento di colore rosso rubino. Ore 20.05: scomparsa del colore rosso. Ore 20.20: sulla punta della Spina comparsa di un piccolo bozzo come gemma di colore rosso. Ore 20.40: sulla punta della Spina il rigonfiamento (bozzo) sempre più grosso. Colore sempre rosso vivo rubino. Alle 21.05: ricompare la  gemma e sul corpo della Spina verso la punta presenza di piccole granulazioni biancastra-lanuginosa. Ore 21.15: persiste la granulazionespina 1biancastra lanuginosa e scomparsa della gemma alla punta”. Poi viene dato l’annuncio ufficiale del miracolo avvenuto alla folla che gremiva non solo la cattedrale, ma anche la piazza del Duomo e la piazza Vittorio Emanuele dove si poteva seguire l’avvenimento attraverso degli schermi giganti.Fino ad ora la scienza non ha offerto spiegazioni sientifiche a questo fenomeno, o per lo meno non ne sono a conoscenza. Staremo ad aspettare.Dal 2005, dovuto anche alla gran diffusione mediatica dell’evento, la Sacra Spina diventa famosa ed è meta dipellegrinaggi, soprattutto in quaresima. Viene esposta alla venerazione l’ultimo venerdì di ogni mese. 

    Adesso attendiamo i successivi appuntamenti: il più vicino nel 2016; e poi dovranno passare alcune generazioni fino al, niente di meno, 2157. Il 25 marzo, ovviamente.

     

    reliquiario spina 2

     

    fonti: Ch. Rohault de Fleury. Mémoire sur les Instruments de la passion de N.S.J.-C. Paris 1870. 2) A. Menna. La corona di spine e le sue reliquie. San Casciano 2012. 3) E. Merra, Monografie andriesi vol. I, Bologna 1906.

    collegamento all'articolo originale

     

  • Ordinazione sacerdotale a Canosa.... video della celebrazione

     Venerdì 30 ottobre il Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Raffaele Calabro, ordinerà sacerdote il giovane diacono Antonio Turturro, canosino, della parrocchia di Gesù Giuseppe e Maria. L’ordinazione avverrà alle ore 18.00, nella cattedrale basilica di san Sabino.

    Don Antonio ha 27 anni, essendo nato il 5 agosto 1988 , ha conseguito il diploma presso l’Istituto Tecnico Commerciale, per poi studiare nel Pontificio Seminario di Molfetta, dove ha conseguito il baccellierato. Con il consenso del Vescovo, che lo ha nominato vice direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, proseguirà successivamente gli studi sulla comunicazione. Don Antonio, dopo aver operato da diacono presso la sua parrocchia di origine, è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di Maria Santissima dell’Altomare nella città di Andria. La celebrazione, presieduta dal Vescovo diocesano sarà concelebrata dai sacerdoti della diocesi e da molti invitati provenienti dalla altre diocesi della Puglia. Animerà la liturgia la “Polifonica della Cattedrale S. Sabino”. Al prossimo neo sacerdote, sono pervenuti un messaggio augurale di Papa Francesco e una pergamena con la Sua benedizione. A don Antonio gli auguri sinceri per un fecondo ministero sacerdotale a servizio della comunità e, soprattutto, degli ultimi.

     

    * Don Antonio Turturro

    Nato ad Alessandria il 5 agosto 1998, dal 1990 trasferito con la famiglia Canosa.

    Diplomato in ragioneria all’IISS “L. Einaudi” di Canosa Di Puglia nel 2006/2007.

    Formazione Teologica presso il Pontificio Seminario Teologico Regionale di Molfetta.

    Ordinato diacono il 7 febbraio 2015 da S. E. Mons. Raffaele Calabro.

    Sarò ordinato presbitero il 30 ottobre 2015 alle ore 18.00, da S. E. Mons. Raffaele Calabro, nella Basilica Concattedrale di San Sabino in Canosa di Puglia.

    Attualmente vicario parrocchiale del santuario “Maria SS.ma dell’Altomare in Andria” e vice direttore dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. 

     

    “streaming della Consacrazione Sacerdotale di don Antonio Turturro”  

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  • La «Via Crucis» concluderà la peregrinatio della Sacra Spina

    CANOSA. Termina con una via crucis nella parrocchia di Gesù Liberatore la “pere grinatio” della Sacra Spina a Canosa: per dieci giorni è stata venerata in tutte le parrocchie della città, coinvolgendo

    diverse migliaia di persone.
    Accolta solennemente sabato scorso dalle comunità parrocchiali riunite davanti alla Rettoria dell’Immacolata, la reliquia è stata portata in processione, prima in cattedrale, poi in tutte le parrocchie. Oltre ai fedeli delle comunità, la sacra spina è stata venerata anche dagli studenti delle diverse scuole, che hanno anche guardato un video sulla storia della reliquia e la documentazione del prodigio che si è verificato il 25 marzo del 2005, giorno che coincideva con il venerdì santo. 
    Il video ha suscitato stupore e grande curiosità negli studenti, i quali hanno posto ai loro insegnanti di religione domande sulla storia della spina e sul senso del miracolo; interrogativi legati alla fede e
    alle problematiche ad essa connesse. “Sicuramente per chi crede, come scriveva un grande scrittore, i miracoli – ha evidenziato mons. Felice Bacco, parroco della Cattedrale San Sabino - non sono necessari, mentre per chi non crede non bastano per credere.
    Di certo la “peregrinatio” della Sacra Spina a Canosa è stata una grande opportunità per tutti coloro che l’hanno venerata, per riflettere sulle ragioni della fede e per meditare sulla passione di Gesù Cristo”.
    Martedì 27, alle 19, ci sarà, presso la chiesa di Gesù Liberatore, una via crucis con la partecipazione di tutte le parrocchie, quindi la preziosa reliquia sarà riconsegnata alla cattedrale di Andria.
    La comunità di Canosa attenderà, fiduciosa, con l’intera diocesi il 25 marzo prossimo, venerdì della settimana santa, l’appuntamento con il possibile prodigio.


    Tratto dalla Gazzetta del mezzogiorno del 23 ottobre 2015.....di ANTONIO BUFANO

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  • Il Campanile on-line.... Settembre/Ottobre 2015

    "Il campanile" .....si cambia!

    Nuova veste tipografica per "IL CAMPANILE" con in più inserto per i bambini

    "IL CAMPANILINO"

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  • “Canosa. Dove vivere la Storia”..... video promozionale, tra archeologia tradizioni e gastronomia

    Ecco il video “Canosa. Dove vivere la Storia”, presentato nelle piazze canosine la scorsa estate all’interno del Boamundus Festival e lo scorso 19 settembre, a Bari in occasione della Fiera del Levante. Il video, le cui riprese sono state realizzate dal regista barlettano Salvatore Dimastromatteo di “Studio Light visual production”, è stato realizzato dall’Assessorato alla Promozione turistica in collaborazione con la Fondazione Archeologica Canosina; mostra Canosa dal punto di vista urbanistico, religioso, gastronomico, archeologico e mondano, con molte riprese in volo realizzate attraverso i droni.

    Importante sottolineare la partecipazione di Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore ‘Beni culturali e paesaggistici’ del MiBACT, professore di Archeologia e Rettore emerito dell’Università di Foggia. I testi sono stati curati da Luigi Di Gioia dalla Soc. Cooperativa Dromos.it e la voce narrante è di Nunzio Sorrenti.

    Trentotto minuti di riprese che riassumono gli aspetti fondamentali del passato e del presente di Canosa, tra le realtà archeologiche più importanti del sud Italia con oltre tremila anni di Storia alle spalle.

    Dall’archeologia alle tradizioni religiose, dalla gastronomia agli eventi caratteristici del paese, il video offre una breve presentazione per i turisti e un promemoria per i cittadini, per ricordare e “vivere la Storia” che appartiene ad ogni singolo canosino.

     

    PROMOZIONE TURISTICA CANOSA

    “Canosa. Dove vivere la Storia”

     

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  • Don Luigi Renna nuovo vescovo a capo della Chiesa di Cerignola... La comunità di Canosa augura a Mons. Luigi Renna ogni bene nella comune preghiera.

    Don Luigi Renna, cinquant’anni a gennaio prossimo, sacerdote della diocesi di Andria, è stato nominato vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano da Papa Francesco. L’annuncio è stato dato al clero, convocato in cattedrale, dal vescovo di Andria, mons. Raffaele Calabro. Don Luigi Renna, attualmente Rettore del Pontificio Seminario Regionale «Pio XI» Molfetta, è originario di Minervino Murge (anche se è nato a Corato nel 1966). La sua formazione è avvenuta nel Seminario Vescovile di Andria (1979-1984) e nel Pontificio Seminario regionale pugliese di Molfetta (1984-1991). Don Renna, ordinato sacerdote da mons. Raffaele Calabro, vescovo di Andria, il 7 settembre 1991 nella Chiesa Madre di Minervino Murge, suo paese d’origine, è stato poi rettore proprio nei due seminari in cui si è formato: in quello vescovile di Andria (1997-2009) e in quello regionale di Molfetta (dal 2009). Licenziato in Teologia Morale nel 1993 presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma, nel 2003 ha conseguito il dottorato in Teologia morale presso la Pontificia università lateranense (Roma). Don Luigi Renna è dunque divenuto vescovo. E si può essere sicuri che anche da vescovo continuerà ad operare come ha fatto da sacerdote, cioè da prete colto.

    Don Renna ha sempre creduto nella cultura. Non la semplice erudizione, ovviamente, ma quella necessaria a far pensare, a far crescere. E, proprio per questo motivo, per don Luigi Renna si può parlare certamente di pastorale della cultura. Il nuovo vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano ha sempre creduto nella cultura fatta di approfondimento, di discussione, di dialogo, di ricerca ed ha sempre posto il pensare, il sapere come guida della sua azione sacerdotale, pastorale. Ha sempre avuto, oltre al suo credere, il faro della cultura e dell’istruzione. E a tal proposito è opportuno ricordare i suoi numerosi incarichi ed interventi: dal 1993 al 1997, direttore della Scuola di formazione all’impegno socio-politico della diocesi di Andria; dal 1999 direttore della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino di Andria; dal 2004 direttore dell’Archivio Diocesano “San Luca evangelista” della Diocesi di Andria; dal 1999 al 2009 iniziatore e direttore del mensile diocesano “Insieme”; dal 2005 direttore della Scuola di formazione teologica per Operatori pastorali della Diocesi di Andria. Numerose, infine, oltre alle docenze, le pubblicazioni prodotte sia come autore che V E S C OVO Luigi Renna come curatore.

    art. Gazzetta del Mezzogiorno venerdì 2 ottobre 2015 - di MICHELE PALUMBO

     

    Saluto di don Luigi Renna al clero della diocesi di Andria

    Carissimi confratelli,

    affido al nostro Vescovo mons. Raffaele Calabro le mie parole di affettuoso saluto, perché il mio ministero di rettore del Seminario Regionale, anche in questo momento, mi trattiene a Molfetta. Non voglio farvi mancare la comunicazione dei miei sentimenti davanti a questa nomina che, inattesa, mi è giunta qualche giorno fa. La accolgo in obbedienza, quella obbedienza che ha sempre caratterizzato il nostro clero diocesano. Il mio grazie va al nostro Vescovo, che in questi anni mi ha seguito in maniera discreta e mi ha dato fiducia in tante occasioni, permettendomi di servire il popolo di Dio in vari ambiti della vita ecclesiale. Il mio ricordo e il mio pensiero vanno poi a ciascuno di voi, per gli anni che il Signore ci ha dato di vivere insieme: nella formazione ricevuta nel nostro caro Seminario Vescovile, nella esperienza di fraternità e di condivisione nel servizio alla nostra amata Chiesa diocesana, nel mio breve ministero nella parrocchia del SS. Sacramento, nel lungo periodo nel Seminario di Andria e in svariati compiti, nei quali ho cercato di dare il mio contributo perché la nostra comunità ecclesiale crescesse in tutte le sue componenti. Vi chiedo sinceramente perdono perché non sono stato sempre un buon confratello: l’Anno della Misericordia mi meriti da voi un atto di bontà e di indulgenza. Vi chiedo di pregare per il mio ministero nella Chiesa di Cerignola-Ascoli Satriano, perché sia animato da quella sincera carità pastorale che ha fatto sì che il nostro clero e la nostra comunità fossero apprezzati ovunque. Figure fulgide di sacerdoti ci sono state donate come maestri di santità: per tutte voglio ricordare il Venerabile mons. Giuseppe Di Donna e il caro don Mario Melacarne. 

    Il popolo di Dio ci ha sempre edificato con la sua testimonianza e con le sue esigenti richieste di un presbiterio preparato, servizievole, capace di abnegazione. Quanto bene ci hanno fatto laici, religiosi e religiose così!
     
    I luoghi che mi porto nel cuore sono abitati dai volti di tanta gente a cui vorrei dire il mio grazie per il bene che mi hanno fatto: la mia amata Minervino, dalla quale non mi sono mai allontanato, e il Santuario della Madonna del Sabato, sicuro rifugio in tutti i momenti importanti della mia vita; il Seminario che ho servito per circa sedici anni; le parrocchie in cui ho fatto animazione vocazionale; la Cattedrale e il Santuario della Madonna dei Miracoli, luoghi di memoria e di comunione ecclesiale. Ma anche le scuole dove ho insegnato - la scuola Media Vaccina e il Liceo Classico -, che mi hanno fatto incontrare tanti giovani; la FUCI, il MEIC, la biblioteca diocesana, la redazione di Insieme: ho sempre pensato che la pastorale della cultura abbia la sua efficacia, soprattutto nel nostro tempo. E poi i volti di uomini e donne di buona volontà, di persone sofferenti, provate, ma sempre pronte a dare la loro testimonianza. Che il Signore renda a tutti merito del bene che mi avete mostrato. Se qualcosa farò di buono, sarà perché l’ho imparato da voi.

    Che la Vergine Santa, invocata dal nostro popolo con tanti bei titoli, mi insegni ad avere tenerezza verso tutti. Che San Michele mi aiuti ad affermare sempre il primato di Dio nella vita del popolo che mi viene affidato; che i Santi Riccardo e Sabino mi sostengano con la loro intercessione per essere pastore secondo il cuore di Dio. 

    Invocate con me la benedizione di Dio!

     

    Vostro, don Luigi
    Vescovo eletto di Cerignola - Ascoli Satriano
  • Riconosciute le sue virtù eroiche..... E' VENERABILE

    Riconosciute le Sue virtù eroiche:

    PADRE ANTONIO MARIA LOSITO

    È

    VENERABILE! 

     

    Giovedì 30 settembre 2015, Sua Santità Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio, Antonio Losito, religioso missionario della Congregazione del SS. Redentore.

    Un passo ufficiale che assegna al religioso redentorista lo status di “Venerabile”, prima condizione formale sul cammino della beatitudine.

    Ora, quindi, Padre Antonio è ufficialmente considerato dalla Chiesa un fedele testimone del Vangelo di Gesù da imitare.

     

    Ringraziamo il Signore per questo dono, e preghiamo chiedendo la Sua intercessione.

          

    Momento di preghiera sulla tomba del "Venerabile P.A.M.Losito del 5 ottobre 2015 

     

     

    Venerabile Padre Antonio Maria Losito

     

    * Canosa 1838   + Pagani 1917

     

    Religioso e Sacerdote redentorista                  

    Premere qui per una breve fisionomia spirituale del Servo di Dio

     

     

     

     

  • CANOSA LA LOTTA ALLE POVERTÀ.....Parrocchie in prima linea per aiutare i meno fortunati.

    A diciotto mesi dall’apertura, “Casa Francesco” supera i ventiduemila pasti offerti. Grande la soddisfazione da parte di tutti i volontari (oltre cinquanta), innanzitutto per aver garantito la fruizione del servizio anche per tutto il periodo estivo e per il significativo numero di pasti serviti quotidianamente.

    “Casa Francesco” nasce dalla iniziativa di tutte le parrocchie di Canosa, per rispondere ad una necessità crescente in città e per offrire una possibilità concreta di servizio alle tante persone di “buona volontà” che con grande generosità hanno deciso di mettere al servizio del prossimo parte del loro tempo.

    La mensa offre tutte le sere oltre cinquanta pasti (il primo, il secondo, il contorno e la frutta), di cui una parte da asporto, per garantire l’anonimato di quanti preferisco consumarlo in famiglia e l’altra in sala. Oltre alla disponibilità di coloro che operano nella mensa, va riconosciuta la generosità di tanti privati ed enti che provvedono a rifornire gli alimenti, in maniera discreta e continuativa. Degli utenti che usufruiscono di questo servizio, segnaliamo una buona presenza di italiani e un terzo di “mig ranti”, soprattutto provenienti dall’est. Bisogna riconoscere anche l’apporto significativo proveniente dalla Fondazione “Oasi Minerva” e dalla Caritas diocesana, che contribuiscono alle molteplici necessità della mensa.

    “Un doveroso ringraziamento anche ai volontari dell’Oer per il quotidiano servizio di vigilanza che offrono per garantire l’ordine e la sicurezza. Possiamo dire –osserva Giovanni, uno dei responsabili- che la scommessa sulla realizzazione e il funzionamento di “Casa Francesco” è stata sicuramente vinta, a dimostrazione del fatto che quando si uniscono le forze e si lavora in sinergia,

    i risultati non mancano”. E sono risultati che si collocano in u n’area che si può definire di primo intervento, in quanto sono servizi che soddisfano un bisogno primario di vita e offrono la possibilità di un piatto caldo a persone che versano in gravi condizioni di disagio economico, familiare e sociale e che temporaneamente non riescono a provvedervi personalmente.

    “Casa Francesco” rappresenta, al meglio, il generoso impegno dei privati nella realizzazione di una iniziativa di pubblica utilità, senza alcun interesse o tornaconto personale. Da questo punto di vista l’opera appare rivoluzionaria in una città come Canosa, in cui l’interesse personale prende spesso il sopravvento sulla virtù morale della solidarietà. Infatti, grazie ai tanti volontari e benefattori, che, con amore e generosità, hanno reso possibile il suo funzionamento, la mensa non è un puro refettorio, ma uno spazio dove ciascun ospite vive il calore di una vera famiglia.

     

    articolo Gazzetta del Mezzogiono 

  • Importante incremento di presenze a Palazzo Minerva...Museo dei vescovi, superata la quota dei 29mila visitatori.

    CANOSA.L’estate è oramai finita tra alti e bassi di flussi turistici, che, tuttavia, sempre più scelgono tappe vicine ad aree archeologiche, monumentali e culturali. Il bilancio del turismo “via g giante” di Canosa, solitamente concentrato all’andata o al ritorno da mete marittime salentine, ha segnato una media abbastanza buona. Piacevolmente si è assistito alla presenza per due o tre giorni consecutivi di piccoli nuclei di turisti d’o l t r a l p e, affascinati dal patrimonio canosino.

    In questa parentesi, il Museo dei Vescovi ha festeggiato il superamento dei 29mila visitatori dalla sua inaugurazione, con visite istituzionali, eventi culturali di spessore, mostre di pittura e pubblicazione di cataloghi. Infatti, l’estate appena conclusa ha visto collaborazioni importanti con case d’aste internazionali, collezionisti privati locali e da tutta Italia, che hanno arricchito le dodici sale espositive del Museo con capolavori archeologici e artistici.

    A partire dalla preziosa collezione archeologica del dott. Sabino Trotta, che si connota come simbolo di un gesto evergetico di

    primo piano, in un periodo di forti tensioni per il trasferimento forzato di reperti di scavo ufficiale da Canosa nel deposito della Soprintendenza di Canne della Battaglia. Preziose opere, provenute dalla Casa d’Aste Sotheby’s e facenti parte di una blasonata collezione privata hanno caratterizzato mostre ed eventi: dalla “Imbalsamazione di Cristo” di Domenico Morelli, al disegno di Raffaello Sanzio per la Scuola di Atene, alla “Giovane in preghiera” di Tiziano Vecellio, ammirati da oltre duemila visitatori, che hanno richiesto una permanenza delle opere oltre il periodo consentito.

    Difatti, per “la Giornata del Patrimonio” l’opera di Tiziano è stata ancora in mostra nella “Sala della quadreria”. Una collaborazione

    sentita ed importante è stata quella con la Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari ed il Banco di Napoli, che hanno reso possibile una permanenza della Pala di Giovanni Boccati da Camerino, “San Sabino e Totila”, opera del 1473-5, dal 9 febbraio al 10 di agosto scorsi, attirando oltre 3.500 visitatori. Alla mostra è seguito un importante convegno, patrocinato dalla Confindustria, con la presenza di Giuliano Volpe, in cui si è parlato della importantissima compartecipazione del privato nella gestione, valorizzazione e fruibilità del patrimonio pubblico. La croce d’avorio, pezzo di pregevole ed unica arte glittica alto medievale è stata oggetto di studi e di tesi di laurea, con provenienze registrate anche da San Pietroburgo e Parigi. Non per ultima, la partecipazione del Museo dei Vescovi ad eventi pubblici e privati, anche su Roma. Una estate, tuttavia, con eventi di grande importanza: dalla mostra archeologica “Panis Cotidianus”: alimentazione ed approvvigionamenti nella Canosa antica, ricca di comparti interattivi e in linea con Expo 2015; la personale della nota pittrice Gabriella Sernesi, dal nome Itaca: ritorno alle radici; una esposizione di ritratti di personaggi famosi; una esposizione sulla pittura metafisica italiana dal 1940 al 1970.

    Non per ultimo, questa estate ha visto la pubblicazione del primo catalogo d’arte del Centro Studi e Ricerche Museo dei Vescovi

    Sezione Arte, dedicato al pittore iper realista Michele Ficarazzo. Una estate e un immediato bimestre, quindi, ricco di eventi ancora in corso, che precederà i mesi invernali, inaugurati dalla registrazione di una puntata di un noto programma televisivo. Alla ricerca costante del “Bello Artistico e Culturale” da condividere come bene collettivo, è l’o b i e t t ivo del team dei curatori Sandro Sardella, Valentina Pelagio e Michela Cianti, diretti da mons. Felice Bacco, impegnati costantemente nell’obbiettivo di delocalizzare la struttura museale, facendone sempre più non semplicemente il Museo dei Vescovi, ma il Museo di Canosa, custodi della sua millenaria storia, messa sempre modestamente a confronto con la grande Cultura italiana.

     

    articolo Gazzetta del Mezzogiono 

  • “È dolce riposare dopo aver compiuto il proprio dovere”.. S.Messa in Cattedrale nella memoria di San Pio.

    In occasione della memoria di "San Pio da Pietrelcina", mercoledì 23 settembre 2015 ore 19,30 sarà celebrata una S. Messa Solenne alla quale farà seguito una Fiaccolata con il simulacro del Santo dalla Cattedrale di San Sabino alla Chiesa rettoria della Passione.

     

     Cenni Biografici del Santo 

    Erede spirituale di San Francesco d'Assisi, Padre Pio da Pietrelcina è stato il primo sacerdote a portare impressi sul suo corpo i segni della crocifissione.
    Già noto al mondo come il "Frate stigmatizzato", Padre Pio, al quale il Signore aveva donato particolari carismi, si adoperò con tutte le sue forze per la salvezza delle anime. Le moltissime testimonianze dirette della "santità" del Frate, arrivano sino ai nostri giorni, accompagnate da sentimenti di gratitudine.
    Le sue intercessioni provvidenziali presso Dio furono per molti uomini causa di guarigione nel corpo e motivo di rinascita nello Spirito. 
     

    Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, un piccolo paese del beneventano, il 25 maggio 1887. Venne al mondo in casa di gente povera dove il papà Grazio Forgione e la mamma Maria  padrepio2.jpg (5839 byte)Giuseppa Di Nunzio avevano accolto già altri figli. Fin dalla tenera età Francesco sperimentava in se il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio e questo desiderio lo distingueva dai suoi coetanei. Tale "diversità" fu oggetto di osservazione da parte dei suoi parenti e dei suoi amici. Raccontava mamma Peppa - "non commetteva nessuna mancanza, non faceva capricci, ubbidiva sempre a me e a suo padre, ogni mattina ed ogni sera si recava in chiesa a visitare Gesù e la Madonna. Durante il giorno non usciva mai con i compagni. Qualche volta gli dicevo: "Francì esci un pò a giocare. Egli si rifiutava dicendo: "non ci voglio andare perché essi bestemmiano".
    Dal diario di Padre Agostino da San Marco in Lamis, che fu uno dei direttori spirituali di Padre Pio, si venne a sapere che Padre Pio, fin dal 1892, quando aveva solo cinque anni, viveva già le sue prime esperienze carismatiche. Estasi ed apparizioni erano così frequenti che il bambino le riteneva assolutamente normali.
     

    Con il passare del tempo poté realizzarsi quello che per Francesco era il più grande sogno: consacrare totalmente la vita al Signore. Il 6 gennaio 1903, a sedici anni, entrò come chierico nell'Ordine dei Cappuccini e fu ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento, il 10 agosto 1910.
    Ebbe così inizio la sua vita sacerdotale che a causa della sue precarie condizioni di salute, si svolgerà dapprima in diversi conventi del beneventano, dove fra Pio fu inviato dai suoi superiori per favorirne la guarigione, poi, a partire dal 4 settembre 1916, nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove, salvo poche e brevi interruzioni, rimase fino al 23 settembre 1968, giorno della sua nascita al cielo.

     

    In questo lungo periodo, quando eventi di particolare importanza non modificavano la quiete conventuale, Padre Pio dava inizio alla sua giornata svegliandosi prestissimo, molto prima dell'alba, cominciando con la preghiera di preparazione alla Santa Messa. Successivamente scendeva in chiesa per la celebrazione dell'Eucarestia al quale seguivano il lungo ringraziamento e la preghiera sul matroneo davanti a Gesù Sacramentato, infine le lunghissime confessioni. 

    Uno degli eventi che segnarono profondamente la vita del Padre fu quello verificatosi la mattina del 20 settembre 1918, quando, pregando davanti al Crocifisso del coro della vecchia chiesina, ricevette il dono delle stimmate, visibili; che rimasero aperte, fresche e sanguinanti, per mezzo secolo. 
    Questo fenomeno straordinario catalizzò, su Padre Pio l'attenzione dei medici, degli studiosi, dei giornalisti ma soprattutto della gente comune che, nel corso di tanti decenni si recò a San Giovanni Rotondo per incontrare il "Santo" frate.
     

    In una lettera a Padre Benedetto, datata 22 ottobre 1918, lo stesso Padre Pio racconta della sua "crocifissione":
    "...cosa dirvi di ciò che mi dimandate del come si è avvenuta la mia crocifissione? Mio Dio che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che Tu hai operato in questa tua meschina creatura! Era la mattina del 20 dello scorso mese (settembre) in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina, tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando; mi vidi dinanzi un misterioso personaggio; simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell'istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. Immaginate lo strazio che sperimentai allora e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera sino al sabato.
    Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell'intimo dell'anima. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione...
    ."
     

    Per anni, quindi, da ogni parte del mondo, i fedeli si recarono da questo sacerdote stigmatizzato, per ottenere la sua potente intercessione presso Dio.
    Cinquant'anni vissuti nella preghiera, nell'umiltà, nella sofferenza e nel sacrificio, dove per attuare il suo amore, Padre Pio realizzò due iniziative in due direzioni: una verticale verso Dio, con la costituzione dei "Gruppi di preghiera", l'altra orizzontale verso i fratelli, con la costruzione di un moderno ospedale: "Casa Sollievo della Sofferenza".
    Nel settembre del 1968 migliaia di devoti e figli spirituali del Padre si radunarono in convegno a San Giovanni Rotondo per commemorare insieme il 50° anniversario delle stigmate e celebrare il quarto convegno internazionale dei Gruppi di Preghiera.
    Nessuno avrebbe immaginato invece che alle 2.30 del 23 settembre 1968 avrebbe avuto termine la vita terrena di Padre Pio da Pietrelcina.
     

    VIDEO D'EPOCA DI PADRE PIO

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    ULTIMI MOMENTI DI PADRE PIO

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    IL SS. ROSARIO CON LA VOCE DI PADRE PIO

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  • Un museo che aiuti il territorio... di Mons. Felice Bacco

    Si è sviluppato durante l’estate un interessante dibattito, stimolato dalla esposizione dei cosiddetti “ori di Taranto” all’expo di Milano, sulla presenza dei nostri reperti nei più importanti musei del mondo e, soprattutto sulla poca visibilità che Canosa trae da questo straordinario patrimonio così largamente diffuso.

    Ci sono reperti trovati a Canosa nel Metropolitan di New York, nel British Museum di Londra, al Louvre di Parigi, nell’Ermitage di San Pietroburgo.

    Nel nostro ultimo viaggio a Mosca abbiamo letteralmente esultato con tutto il gruppo di visitatori nel vedere due preziosi reperti esposti nel Museo Pushkin: che emozione nel leggere sulla didascalia “provenienza Canosa, sud Italia”.

    Senz’altro è bello ed è prestigioso che Canosa sia presente con il suo ricco patrimonio archeologico nei più importanti Musei del mondo ma, a mio modesto avviso, a due condizioni. Innanzitutto, che sia sempre menzionato il luogo di provenienza dei reperti.

    Anche dal punto di vista scientifico, è necessario contestualizzare un manufatto, sia perché aiuta alla comprensione dello stesso e sia per dare visibilità alla città da cui proviene.

    Inoltre potrebbe e, aggiungo, dovrebbe, diventare un invito a visitare la città, per comprendere meglio il contesto, la storia del territorio che lo ha prodotto e quindi, favorire un ritorno turistico e, naturalmente economico.

    Colpisce un certo atteggiamento di autosufficienza da parte di alcuni che ritengono superflua l’indicazione della provenienza (si è detto di alcuni pezzi della collezione dei cosiddetti “Ori di Ta r a n t o ” rinvenuti a Canosa, che ormai appartengono alla collezione di arte orafa tarantina) e inutile dal punto di vista della visibilità che darebbero alla città. Sono gli stessi che purtroppo nel passato hanno assistito inermi al sistematico saccheggio del nostro patrimonio archeologico e che continuano con la loro indifferenza a giustificare l’oblio di Canosa e dei suoi beni culturali.

    La seconda condizione è che comunque se ne realizzi uno a Canosa. A mio avviso non importa che sia diffuso (uno di questi potrebbe essere il Museo dei Vescovi) o centralizzato, ma che le migliaia di reperti conservati nei depositi e quelli ritrovati nelle operazioni antiriciclaggio abbiano una degna sistemazione, credo che sia un dovere morale.

    Il Museo non deve essere considerato solo come un grande contenitore o più mini contenitori (nel caso del Museo diffuso) dove raccogliere il patrimonio culturale e artistico rinvenuto in un territorio per esporli affinchè vengano eventuali visitatori ad ammirarli: è superata questa concezione statica ed imbalsamata di Museo! Oggi un Museo deve essere un punto di riferimento per il territorio, un luogo che favorisce la crescita culturale di una città, la consapevolezza della sua storia.

    I Musei non possono essere una sorta di santuari chiusi in se stessi, frequentati solo da una piccola elite di privilegiati, ma luoghi aperti a tutti, dove nessuno si senta escluso o a disagio, dove si va per il piacere di capire, che cerca di avvicinare all’arte e alla storia delle proprie origini e identità.

    Abbiamo bisogno di Musei che educhino soprattutto i giovani alla bellezza, che stimolino alla partecipazione: perché la cultura e la bellezza ci migliorano e migliorano la qualità della nostra vita. Abbiamo bisogno di Musei che interagiscano con le altre realtà educative presenti sul territorio e che dunque contribuiscano alla crescita culturale ed economica della città.

    Questo è il tipo di Museo che vorremmo per Canosa e per il quale dovremmo batterci uniti per ottenerlo.

    Questo è quello che vorremmo che diventasse anche il nostro Museo dei Vescovi e per questa strada ci siamo incamminati.

    Infine penso che la polemica sulla pubblicità fatta in occasione della esposizione degli “Ori di Taranto” all’expo di Milano con alcuni pezzi di Canosa (vedi il diadema e gli orecchini della Tomba di Opaca), abbia almeno sortito l’effetto di informare i canosini e non, che c’è stata una esposizione dei cosiddetti “Ori di Taranto” (con diversi pezzi sicuramente canosini) a Shanghai nel 2010 (all’insaputa dei più) e che sono stati esposti all’expo 2015 di Milano alcuni vasi dauni di sicura provenienza canosina (come era indicato).

    E, comunque, è bene che non si perda la memoria della presenza nella famosa collezione degli “Ori di Taranto” di alcuni bellissimi pezzi rinvenuti a Canosa nell’ancora visitabile Ipogeo Lagrasta.

     

    ....articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 5 settembre 2015.

     

    Articolo collegato    

    “Ori di Taranto... o di Canosa?”.....La trasferta ad Expo 2015.

     

  • Al Battistero di San Giovanni..... Sollennità della Beata Vergine della Fonte.

    La Festa Patronale di Canosa si conclude, il 5 agosto 2015, con una suggestiva celebrazione eucaristia nell’area archeologica del Battistero di san Giovanni: il luogo dove nasce la antichissima Diocesi Primaziale di Canosa. Accanto al Battistero edificato dal Vescovo Sabino, patrono della città di Canosa, qualche hanno fa fu scoperta l’antica chiesa di Santa Maria dal prof. Giuliano Volpe e dalla sua equipe. Lo scavo archeologico, a cura dell’Università degli Studi di Foggia, è sospeso da alcuni anni, ma è ormai certo che è la prima basilica costruita a Canosa, probabilmente dal vescovo Probo. La devozione alla Madonna della Fonte a Canosa ha origini molto antiche e, secondo una tradizione condivisa dal prevosto Tortora e da altre fonti, fu lo stesso Sabino a portare da Costantinopoli l’icona per rafforzare il culto alla divina maternità di Maria. Quest'anno, oltre all'icona della Madonna della Fonte sarà collocata e portata in processione anche la nuova icona di San Sabino, proprio per sottolineare la comunanza tra San Sabino la location e l'icona della Madonna.

    La celebrazione inizierà alle ore 20,00 e si concluderà con una fiaccolata che accompagnerà le due icone dal Battistero alla cattedrale.

    Partecipate numerosi a questa suggestiva manifestazione di fede.

    Introduzione storica sulla location

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  • “Ori di Taranto... o di Canosa?”.....La trasferta ad Expo 2015.

    ...Secondo mons. Felice Bacco per l’esposizione di Milano sono usate immagini di reperti trovati nel barese ed ospitati dal MarTa.

      

  • ....La "Festa Canosina" per eccellenza... Visiona i momenti salienti

    Carissimi,

    ci prepariamo anche quest'anno a celebrare con fede e devozione la Festa dei nostri Santi Patroni.

    il primo agosto ricordiamo un'evento storico  legato alla morte di San Sabino: la traslazione del suo corpo dalla chiesa di San Pietro (zona murgetta) nella cripta della nostra attuale cattedrale.

    Per ravvivare la memoria di questo evento, quest'anno, il 31 luglio, faremo una fiaccolata che accompagnerà la nuova icona di San Sabino, realizzata in occasione del trentesimo anniversario della realizzazione dell'attuale busto di argento del Santo dopo il trafugamento del 1983 (luglio 1985-2015) , dal sito archeologico di San Pietro in Cattedrale.

    Invitiamo le comunità parrocchiali a partecipare alla novena e agli eventi che quest'anno la caratterizzeranno.

    Auguriamo a tutti una buona festa Patronale e di vivere serenamente questi giorni.

     

    PROGRAMMA RELIGIOSO

    dal 22 al 30 ore 19,30: celebrazione della Parola con riflessioni sulla vita di San Sabino

    martedì 28 luglio inizio del Triduo: Guiderà la preghiera don Giuseppe Massaro, in occasione del suo giubileo sacerdotale (50 anni di sacerdozio)

    Venerdì 31 luglio ore 20,00: rievocazione dell'evento storico della traslazione del corpo di San Sabino (dal sito archeologico di San Pietro/zona Murgetta alla cattedrale (cripta)... sarà portata in processione la reliquia di San Sabino ritrovata presso la cattedrale di Andria e riconsegnata lo scorso 8 febbraio alla venerazione del popolo Canosino. 

    1 agosto ore 11,00: solenne celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E.Mons. Raffaele Calabro e concelebrata da tutto il clero canosino

    ore 19,30 processione per le strade della città con i simulacri dei patroni

    Itinerario della Processione: Cattedrale, Via S. di Bari, Via Imbriani, P.zza Terme, Via Kennedy, Via Marconi, Via E.Orsini, P.zza Boemondo, Via Bovio, Via F.Rossi, Via Oberdan, Via Matteotti, P.zza della Repubblica, C.so San Sabino, Cattedrale.

    2 agosto ore 19,30:celebrazione Eucaristica in memoria di Sant'Alfonso Maria de Liguori (copatrono)

    5 agosto ore 20,00:Celebrazione Eucaristica presso la zona archeologica del Battistero di San Giovanni, per la Solennità della Madonna della Fonte

    Il programma religioso sarà ampliato da quello civile che prevede: gare ciclistiche, concerti bandistici, spettacoli musicali e spettacoli pirotecnici.

    Il Comitato Feste Patronali ringrazia il Sindaco Dott. E. La Salvia, l’Amministrazione Comunale, le Forze dell’Ordine, l’Associazione Madonna della Fonte, le Associazioni di Volontariato O.E.R., le Ditte , e quanti hanno reso possibile, ancora una volta, che le nostre tradizioni siano conservate e tramandate alle future generazioni.

    BUONA FESTA A TUTTI

     

    "events in progress"

    28 luglio 2015 presentazione e benedizione della nuova icona di San Sabino

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    LETTURA ICONOGRAFICA DELLA NUOVA ICONA DI SAN SABINO 

     31 Luglio rievocazione dell'evento storico della traslazione del corpo di San Sabino

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    1 Agosto Concelebrazione in Cattedrale

     

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    1 Agosto Solenne processione Processione 

     

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    2 Agosto: 64^ Coppa San Sabino... Gara ciclistica

     

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    Leggi la News Flash 

     

  • 64^ Coppa S. Sabino..... Manifestazione ciclistica canosina, una classica dell'estate nel sud Italia.

    Niko Colonna vince la Coppa San Sabino. Prima della gara depositata una ghirlanda di fiori in Cattedrale

    La 64^ Coppa San Sabino, 29° Gran Premio D' Estate - 13^ Medaglia D' Oro S. Sabino, gara ciclistica  riservata alle categorie Elite / Under 23 tesserate FCI si è svolta per il secondo anno consecutivo nella mattina del 2 agosto anziché il pomeriggio come negli anni scorsi. La tradizionale competizione ciclistica nazionale in onore del santo patrono di Canosa di Puglia(BT), molto sentita dagli sportivi e appassionati del sud Italia, presenti in massa lungo il percorso competitivo, tra i quali anche il primo vincitore  canosino della Coppa S.Sabino Antonio Iacobone,  si è sviluppata su un circuito  urbano ed extraurbano di Km. 14,700, ripetuto 8 volte per un totale di Km. 117,000, percorsi in 2h.44 sec. alla media di 42,705 km/h. Prima della partenza ufficiale della corsa, gli organizzatori, i giudici di gara, i corridori, dirigenti, tecnici e tifosi hanno reso omaggio al patrono San Sabino recandosi nella Concattedrale di Canosa per la consegna di una ghirlanda di fiori portata a mano da Alberto Nicodemo del Team Palazzago Fenice e dall’australiano Jai Hindley dell’Aran Cucine unitamente a Mons. Felice Bacco, a don Nicola Caputo, a patron Sabino Patruno grande devoto del santo e suo figlio Cosimo, giudice di gara. La partenza ufficiale, avvenuta in via Giovanni Bovio, è stata preceduta da un minuto di silenzio in ricordo dell’ex sindaco di Canosa Sabino Carlone, deceduto l’anno scorso, grande appassionato di ciclismo, sempre presente sul traguardo a dispensare parole incoraggianti ai corridori e agli organizzatori. Dei 115 iscritti, 86 corridori si sono presentati ai nastri di partenza in rappresentanza delle squadre più forti del panorama nazionale di categoria. Nei primi giri c’è stata una lunga fase di studio fino al quinto quando è cominciata la selezione con la divisione del torpedone in quattro blocchi e negli ultimi due con 22 ciclisti che si sono dati battaglia, sotto una temperatura torrida,  per portare sul traguardo gli  uomini di punta delle proprie squadre in gara, dominate dalla Team Palazzago Fenice guidata dal direttore sportivo Olivano Locatelli. Infatti tre uomini in tenuta giallo fucsia hanno terminato la gara al comando, tagliando il traguardo a mani alzate: 1° posto per Niko Colonna (classe 1994)davanti al fratello Yuri Colonna(classe 1996), figli d’arte,e all’altro compagno di squadra Massimo Rosa(classe 1995), di Corneliano D’Alba(CN), fratello di Diego professionista con la squadra dell’Astana. Emozionato il vincitore Niko Colonna di Cerbaia di Lamporecchio in provincia di Pistoia che dedica il primo successo al direttore sportivo, ai compagni di squadra, a tutta la sua famiglia ed in particolare alla compagna Martina. Non da meno il fratello Yuri che di recente ha vinto il 14°Trofeo Ledo Tempestine a Bibbona(LI) ed ha sfiorato di poco il podio nel 56° Giro della Valli Aretine, vinto da Nicola Gaffurini, un’altra conoscenza della Coppa S.Sabino, primo a Canosa nel 2012. La Team Palazzago Fenice che sarà impegnata nei giorni 4 e 5 agosto a Caselle di Sommacampagna (VR) per il 20° Gran Premio San Luigi ed ad Osio Sotto (BG) per il 5° G.P. Industria e Commercio, punta maggiormente sulla formazione dei ragazzi in fase di crescita e maturazione in vista della possibilità di farli diventare professionisti. Nel lunghissimo elenco dei premiati anche l’ultimo arrivato, Elia Battistini(classe 1996) di Cesenatico, giunto 55’ con la maglia dell’ASD.U.C.Porto S.Elpidio che ha ricevuto una gradita sorpresa(un orologio di marca) dagli organizzatori per il suo impegno nella corsa e di buon auspicio per il prosieguo della carriera. 

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    La manifestazione ciclistica canosina, una classica dell’estate nel sud Italia, ancora una volta organizzata perfettamente dall’Associazione Ciclistica Dilettanti Gruppo Sportivo Sabino Patruno, medaglia di bronzo al merito sportivo, con oltre trent’anni di attività alle spalle, è stata onorata dal ritorno sul palco del giornalista Paolo Pinnelli, de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, speaker storico della Coppa S.Sabino che ha commentato da par suo tutte le fasi della corsa fino alle premiazioni. Sono saliti sul palco per le consegne dei prestigiosi premi ai vincitori :il presidente regionale F.C.I. Puglia Pasquale De Palma, il vice Ruggiero De Facentis, il fiduciario Coni Riccardo Piccolo, il consigliere regionale Francesco Ventola, il vice sindaco Pietro Basile,  Mons.  Felice Bacco, il presidente della Pro Loco Anna Maria Fiore, i titolari delle ditte sponsorizzatrici, il presidente Gianni Quinto ed i delegati AVIS, patron Sabino Patruno molto contento insieme all’inseparabile amico ottantenne Gaetano Fasano, per aver ospitato i migliori giovani  nella gara dedicata al patrono di Canosa tra l’entusiasmo e gli applausi del pubblico, ed il grande sostegno dei volontari e delle forze dell’ordine lungo le strade cittadine. Ancora una volta è stato elogiato dagli ospiti intervenuti per  il lavoro svolto dall’instancabile Sabino Patruno, molto bravo nel suo intento ad organizzare  la corsa con poche risorse economiche a disposizione ma tanta passione, abnegazione, voglia di far bene e continuare nella tradizione di questa importante kermesse ciclistica che da lustro alla città, famosa per la sua storia di rilevante interesse sociale, artistico, culturale e sportivo.

    Bartolo Carbone

  • Oratorio estivo 2015... guardati in video!

     

     

     

     

     

    "ORATORIO 2015"

     

     

     

     

     

     

     

     

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    ….. E NON FINISCE QUI!!!!

     

    L’AVVENTURA CONTINUA CON LA SETTIMANA DI COLONIA….

     

     

     

     

    DAL 6 AL 11 LUGLIO COLONIA AL MARE A MARGHERITA

    solo per chi ha partecipato all’oratorio

     

     

       

    "LA BICICLETTATA"

     

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    CLASSIFICA FINALE

      

     

     

                               

     

    .....Ci siamo divertiti  un "OZ"

     

  • La collezione Trotta al Museo dei Vescovi... L’ESPOSIZIONE DA OGGI ALL’INTERNO DELLE SALE ARCHEOLOGICHE

    Da venerdì 31 luglio, la Sala Archeologica del Museo dei Vescovi, cambierà momentaneamente veste per lasciare spazio ad una esposizione dal sapore propositivo, in questo momento di forte dibattito tra il pubblico e il privato: la Collezione Archeologica della famiglia Trotta.
    Si tratta di una ex collezione privata che s’inserisce a pieno nell’ambito delle miriadi di collezioni private dei cittadini canosini, più o meno ricche ed importanti. I pezzi esposti, in numero 71, già noti alla Soprintendenza Regionale, furono ereditati dalla famiglia del dott. Sabino Trotta, ma provenivano da una precedente raccolta, sempre familiare, dei primi del Novecento, antecedente il DL 1089/1939.
    Si tratta di pregevoli reperti del periodo geometrico dauno ed ellenistico, con predominanza etnica autoctona. 
    Tra i pezzi di pregio, è presente una tipologia di volto, del tipo universalmente riconosciuto come Alessandro Magno, di piccole dimensioni.
    L’importanza di questa collezione, non risiede semplicemente nei reperti, ma nel gesto compiuto dalla famiglia del dott. Sabino Trotta, di aver voluto cedere e donare i pezzi in questione al Museo dei
    Vescovi. Sede sempre più comprovata a narrare la millenaria storia della città di Canosa, il Museo si identifica sempre più, anche come sede espositiva di opere d’arte ed archeologiche.
    Un Bene Culturale restituito alla Città e alla Comunità degli studiosi è una occasione sempre gradita e necessaria alla sopravvivenza stessa delle Sedi Museali nazionali. In tal senso la collaborazione tra Istituzione Pubblica e privato, rappresenta un connubio fondamentale ed altamente dibattuto nelle migliori sedi universitarie.
    L’esposizione è stata patrocinata dal Comune di Canosa di Puglia e sostenuta dall’IDAC, nell’ambito delle iniziative estive e culturali al Museo dei Vescovi. L’operato diplomatico è stato condotto dal direttore del Museo Mons. Felice Bacco e l’esposizione è stata curata dall’archeologo Sandro Giuseppe Sardella, dall’antichista Valentina Pelagio e realizzato dalla event planner Michela Cianti.
    L’esposizione sarà resa fruibile da venerdì 31 luglio ore 20.00 per tutto il periodo delle iniziative estive.

    Leggi l'articolo in originale 

  • Uscita del nuovo CD del maestro Salvatore Sica..... ascolta i brani in anteprima

    RESTA CON NOI SIGNORE

    E' il titolo del nuovo CD del maestro Salvatore Sica.

    Canti per la liturgia del tempo Pasquale e per le Solennità.

     

    Composizione, orchestrazione e direzione:

    Maestro Salvatore Sica.

     

    Orchestra da camera: Nuovi spazi sonori

    Voci soliste: Lucia Diaferio Azzellino, Sebastiano Giotta, Andrea Palumbo

    Cappella Polifonica della Basilica Cattedrale di Canosa di Puglia diretta dal maestro Salvatore Sica

    Corale Polifonica Michele Cantatore di Ruvo di Puglia diretta dal maestro Angelo Anselmi

    Ensamble vocale Apulia Cantat diretto dal maestro Alessandro Antonio Fortunato

    Registrazione effettuata presso il teatro "Raffaele Lembo" di Canosa di Puglia

    Tecnico del suono, Recording, Editing, Mixing: Angelo De Cosimo

     Edito: ELLEDICI multimedia 

     


     

     

    CONCERTO/PRESENTAZIONE CD

    "RESTA CON NOI SIGNORE" 

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    Clicca sui brani per ascoltare l'anteprima 

     

    Il CD completo è in vendita su ELLEDICI LIBRERIA ON LINE agli indirizzi:


    http://www.elledici.org/ecom/search/resta+con+noi+signore

    http://www.elledici.org/ecom/article/05788-resta-con-noi-signore#.VN-8_uaG-So 

     

     

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  • CANOSA.Via alla festa patronale in onore di San Sabino

    di Paolo Pinnelli... riprendiamo dalla gazzetta del Mezzogiorno del 31 luglio 2015.

    CANOSA.Via alla festa patronale in onore di San Sabino (1° agosto) e dei copatroni Sant’Alfonso (2 agosto) e Madonna della Fonte 5 agosto), organizzata dall’instancabile Comitato feste patronali.

    Il programma religioso prevede oggi, una occasione unica, che dovrebbe acquisire il buon sapore della tradizione: una fiaccolata che si svolgerà dalle 20, dedicata al Vescovo Sabino. Per il primo anno la fiaccolata prevede l’esposizione pubblica della reliquia del Santo, dal sito archeologico di San Pietro alla Cattedrale di San Sabino. «Potremo definirla una rievocazione, permeata di cultualità, che permetterà a tutti di rivivere i momenti della scoperta e traslazione del corpo di San Sabino, avvenuta il 31 luglio dell’anno 800, proprio nel sito di San Pietro, antichissima basilica e prima Cattedrale di Canosa, edificata dallo stesso Vescovo Sabino nella metà del VI secolo d.c. sottolinea mons. Felice Bacco, parroco della Cattedrale - Luogo della prima sepoltura del Santo, oggi sito archeologico d’importanza nazionale per la scoperta del paleocristiano in Puglia, questa sera non sarà più semplicemente un sito storico, riemerso grazie ai lavori archeologici condotti dal Prof. Giulio Volpe dell’Università di Foggia, ma un luogo di tradizione millenaria, dov’è accaduta la riscoperta del corpo del Santo, già meta di pellegrinaggi e l’inizio di una tradizione di festività che si perpetua ancora oggi, anche se in maniere e misure diverse. L’evento è stato reso possibili grazie alla concessione e disponibilità dei proprietari del sito, alla collaborazione di Antonio Bucci, di Donato Turturro e della ditta Ecolife. Il percorso che sarà svolto in fiaccolata, altro non sarà che quello svolto nel momento della scoperta, come ricorda la fonte autorevole storica dell’Anonimo Canosino, passando per l’antico tragitto che un tempo oltrepassava il sito di un antico convento dedicato a San Quirico ed entrava nello spazio urbano antico, in direzione della sede della Basilica attuale, dedicata a San Sabino nel 1101 dal Pontefice Pasquale II e tempio decretato a conservarne la memoria storica e cultuale». L’inizio della fiaccolata, sarà in vico San Pietro, zona Murgetta, traversa interna di via Imbriani, dalle 20. Stasera, in piazza Vittorio veneto, alle 21, concerto di «Simply The Red», cover band canosina dei Simply Red. Domani, 1° agosto, celebrazione eucaristica solenne in cattedrale, alle 11, con il vescovo mons. Raffaele Calabro e tutti i sacerdoti della città. Alle 19.30, la processione dei simulacri dei patroni. Alle 21, nella villa comunale, concerto del gruppo bandistico «Verdi» diretto dal maestro Pino Lentini; alle 24, lo spettacolo pirotecnico in via San Leucio. Domenica, 2 agosto, dalle 9, la «Coppa San Sabino » (riferiamo in altro articolo, ndr) e, alle 21, il concerto di Ottavio De Stefano. Il 5 agosto, alle 20, celebrazione eucaristica nell’area archeologica di San Giovanni e fiaccolata.

    Leggi l'articolo in originale 

  • Primo anno sul web....

    17 Novembre 2013....17 novembre 2014!

    Auguri www.sansabinocanosa.it

     

    Continua a seguirci sul web ........ sarai sempre aggiornato sulla vita in parrocchia e sulle notizie più importanti che riguardano la chiesa e la Città di Canosa.

    Grazie a tutti.

  • Pregando sotto le stelle, nel cammino di “mille passi”....La fiaccolata della traslazione nella luce delle stelle.

    Le Calende di Agosto della festività di S. Sabino.

    Ricorre il 1° Agosto della Festività patronale di San Sabino, l’epilogo della traslazione del corpo di S. Sabino dalla vecchia Cattedrale di S. Pietro alla nuova Cattedrale, intitolata a S. Sabino, Cittadino di Canosa, Confessore, Vescovo e Patrono di Canosa.

    Mons. Felice Bacco, il 31 Luglio alle ore 20,00, promuove la liturgia nel sito archeologico di San Pietro, presso Vico S. Pietro, nella zona della Murgetta con una fiaccolata della Vigilia, a rievocare la traslazione del corpo di S. Sabino.

    Dopo la morte del Vescovo Sabino nel dies natalis del 9 febbraio del 566, il corpo fu sepolto a fianco della Cattedrale di S. Pietro, come riporta il Tortora: “in regio sacello, a latere Ecclesiae Cathedralis Apostolo Petro sacrae, collocatum fuit”.

    Secondo le fonti del Prevosto Tortora, del Beatillo nella Vita di S. Sabino  e dello storico Anonimo del IX secolo, dopo circa due secoli dalla morte di S. Sabino “il sarcofago marmoreo fu aperto il 29 Giugno” , festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: “apertum marmoreum conditorium est 29 Junii”.

    Dopo l’inventio la traslazione del corpo di S. Sabino nella nuova Cattedrale avvenne nell’anno 800: “itaque corpore S. Sabini an. 800, in hanc novam Cathedralem Ecclesiam translato”, poichè la Cappella edificata dalla Duchessa longobarda Teodorada, era collassata nel tempo.

    La traslazione verso la nuova Cattedrale avvenne, come attesta il Bolland nel Commento alla Vita di S., Sabino, e “il sacro corpo fu traslato alla nuova Cattedrale distante mille passi e illuminato di notte dalla luce celeste, alla presenza del Vescovo (Pietro)”: ad Cathedralem mille passibus distantem translatum sacrum corpus et luce coelesti noctu illustratum, Episcopo spectante”.

    “Puto mille passibus distabat”, scrive l’Anonimo, configurando la distanza della Cattedrale di San Sabino dalla sede esposcopale del colle San Pietro; il “passus” quale unità di misura romana di lungheza corriponde a m. 1,48 e moltiplicando per mille, si ottiene l’equivalenza di circa un chilometro e mezzo, nella effettiva distanza.

    Erano mille i “passi” del cammino e della traslazione che avvenne di notte sotto la luce del cielo d’estate, come si rievoca nell’Anno del Signore 2015 nella fiaccolata del 31 luglio.

    Come attesta l’Anonimo il giorno successivo, “die Kalendarum Augustarum”, nel giorno delle Calende di Agosto, cioè il primo Agosto, il corpo di S. Sabino fu collocato nel Soccorpo della nuova Cattedrale, sotto l’altare dei Santi Martiri Giovanni e Paolo.

    La traslazione viene anche illustrata dal Cardinale Bona nel 1671, nell’opera Rerum liturgicarum, nel Libro I, cap. 19, pargr. 5, tomo 2, pag. 57.

    Ac die reposuit Kalendis Augusti, nella datazione che segna il giorno della festività patronale nella Cattedrale intitolata in quell’evento a San Sabino.

    Come riporta l’Anonimo “porro praesens Cathedralis, in qua S. Sabini corpus tunc collocatum fuit, est una ex illis Ecclesiis, ab ipso Sabino, dum in humanis ageret, a fundamentis excitatis” (inoltre l’attuale Cattedrale, in cui fu collocato il corpo di S.  Sabino, è una di quelle Chiese erette dalle fondamenta dallo stesso Sabino, mentre era in vita).

    Ma questo “monumento giustinianeo”, edificato dallo stesso Vescovo Sabino, è stato riscoperto solo in  questi anni, pur attestandolo le fonti storiche e filologiche del passato.

    Nella fiaccolata che rievoca la traslazione illuminata dalla luce delle stelle, percorrendo mille “passi”, viene esposta l’icona di S. Sabino, di stile bizantino, opera dell’artista canosina Maddalena Strippoli, che verrà collocata in cripta presso la tomba del Vescovo Sabino.

    L’icona è stata riprodotta su una tavola di legno di compensato marino con culla di dimenrsioni cm. 123 x 81 e di spessore cm. 3,4.

    L’icona, come riporta l’autrice,  si ispira principalmente al mosaico del Duomo di Monreale, di committenza normanna, e nella doratura mette in rilievo la punzonatura del nimbo, dell’aureola di santità di S. Sabino. Sulla sommità sono riportati due angeli, con il capo reclinato in segno di venerazione al Vescovo Santo.

    Gli angeli illustrano due attributi biografici: a destra l’avvelenamento del Vescovo; a sinistra l’episodio dell’Angelo, che rivolge la sua voce al Vescovo, come riporta il Beatillo in Vita S. Sabini, cap. 11, pag. 96 (pag. 70 del Tortora): “Sabine, pete a Domino et impetrabis” (Sabino, chiedi al Signore e otterrai); nel cartiglio l’artista scrive la risposta (cui ipse reponens…) di S. Sabino, nelle parole incise anche nel libro sacro della statua argentea: “peto Domine ut quiescat ira tua”.

    Maddalena Strippoli, nata nel 1981, ha conseguito la laurea in pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia, il titolo di iconografo presso l’abbazia di S. Maria di Pulsano in Monte Sant’Angelo ed è Docente di Disegno e Storia dell’Arte.

    Pregando sotto le stelle, nel cammino di “mille passi”, illuminato di notte dalla luce del cielo e dalle fiaccole del 2015, riviviamo la nostra devozione al Patrono di Canosa, al Vescovo S. Sabino, nel cammino della fede in Cristo.

     

    maestro Peppino di Nunno 

  • Riscoperta la Madonna di Montevergine a Canosa ....nel culto del 1600.

    Giaceva sconosciuta una tela in alto nella sacrestia della Cattedrale S. Sabino di Canosa con un’immagine mariana annerita dal tempo. Nel corso di uno spostamento per restuari, il quadro ha rivelato agli occhi attenti di mons. Felice Bacco la sua identità. Infatti in basso sulla cornice lignea è scritto: S. M. DI  MONTE VERGINE, mentre in alto si riporta AD  A.D.  FC 1863, forse con le iniziali dell’autore della cornice ottocentesca.

    L’abbiamo fotografata con l’amico Sabino Mazzarella il giorno successivo al distacco dalla parete della Sacrestia.

    Ma l’esame obiettivo di don Felice indica una tela più antica, ristretta, quasi ritagliata dalla cornice di epoca successiva.

    • Iconografia del dipinto

    L’immagine della Madonna in trono riporta somiglianza alla Madonna in trono col Bambino, che nel suo splendore artistico e religioso è venerata dal XII secolo nel Santuario di Montevergine, in provincia di Avellino.

    Il dipinto di Canosa ritrae la Vergine Maria tra due santi, che possiamo riconoscere nella simbologia agiografica.

    A destra viene rappresentato San Guglielmo da Vercelli (Vercelli, 1085 – abbazia del Goleto, 25 giugno 1142), fondatore del monastero benedettino di Montevergine, e che intorno al 1115 si ritirò in vita monastica “in monte quod vocatur virgine”, sui 1500 metri dell’Appennino.

    Ai suoi piedi figura accovacciato  il lupo, secondo la tradizione della vita eremitica nei boschi.

    A sinistra viene rappresentato San Benedetto nella classica iconografia del Santo con il libro della Regola e con il corvo con pane nel becco, come riporta il ‘volgarizzamento’ (scritto in volgare) dei Dialoghi di Gregorio Magno (Libro, II, cap. IX): “il corvo pigliò il pane col becco e portollo via”, a rappresentare il tentativo vano di avvelenamento di san Benedetto.

    • Le fonti storiche del culto

    La tela con la devozione risulta “forestiera” nella Cattedrale San Sabino, non ritrovando fino ad oggi alcuna citazione o memoria liturgica e riteniamo improprio collegare il dipinto all’Abbazia benedettina di San Quirico di epoca precedente citata dal Tortora e dipendente direttamente da Monte Cassino.

    Abbiamo svolto, senza frettolose valutazioni,  una ricerca storica contattando direttamente il Santuario di Montevergine e la Biblioteca prestigiosa, cui abbiamo offerto la lettura dello stesso dipinto ritrovato nella sua identità.

    Dall’Archivio di Montevergine abbiamo ritrovato l’anello di congiunzione del culto legato a possedimenti benedettini del Monastero di Montevergine a Canosa, “in silva canusia”.

    Il Santo di Montevergine e la comunità bendettina virginiana estesero la devozione nell’Irpinia, nella Campania, nella Puglia.

    Il Regesto (registro) delle Pergamene con estratti dei Registri Angioini, nel 1279 cita: “Monasterio Montevirginis mentio de quibusdam terris in silva canusia”, dove, dal Monastero di Montevergine, si fa “menzione di alcune terre nel bosco di Canosa”.

    Ringraziamo l’Archivista di Montevergine per la preziosa e fondata collaborazione.

    • Le origini devozionali della tela

    Nei mesi scorsi, studiando i Sette Colli di Canosa e il Colle storico dei Quaranta Martiri di Sebaste del rione Castello, abbiamo apprezzato la pubblicazione del prof. Morea del 1969, in cui si riporta la descrizione del paese nel Tabulario di Onofrio Papa del 1694.

    Il funzionario del tribunale napoletano ricevette in “scriptis” (per iscritto) i dati dal Prevosto che corrisponde al Nicolai, il cui nome è inciso nella lapide documetale della Cappella della Madonna della Fonte della Cattedrale di San Sabino.

    “La città, posta sulla collina dei Santi Quaranta Martiri”, con circa 1000 abitanti nello stato di indigenza, viene descritta in un percorso dalla Chiesa di S. Teodoro  (Chiesa del Purgatorio e attualmente di S. Lucia), di S. Caterina, sede della Confraternita del Santissimo e della Chiesa del Carmine, legata al Convento dei monaci Carmelitani dove era riconosciuto lo “jus patronato degli Abruzzesi di Capracotta”.

    “La Chiesa era ad una navata grande, con a destra l’altare della Madonna di Montevergine e a sinistra quello della Madonna del Carmine, seguito dal pulpito”.

    La ricerca storica viene sostenuta e illuminata dall’emerito studioso Michele Menduni da Firenze, che esclude l’appartenenza all’Abbazia San Quirico, ormai rudere nel ‘700 ed allega il documento della Santa Visita del giugno-luglio 1677 per ordine del Prevosto Giangiacomo Silicio al Monastero di S. Maria del Montecarmelo.

    Il delegato “visitò l’Altare della Beata Maria di Monte Vergine, della famiglia De Zocchis, con la Cappella di legno e l’immagine della Beata Vergine”.

     Nel ‘700 il Prevosto Tortora cita sulla collina della Rocca i Monasteri abitati (Monasteria inhabitata) a Fratribus Montis Carmeli (dai Frati del Monte Carmelo) e S. Francisci Minoribus (dai Frati conventuali di S. Francesco).

                Forse dopo la soppressione dei Monasteri, come asserisce Menduni, l’immagine viene trasferita alla Cattedrale di S. Sabino, dove oggi l’abbiamo riscoperta con la destinazione del Museo dei Vescovi.

    • La devozione del 1° Settembre

    Consegniamo queste conoscenze riscoperte a don Felice Bacco e a don Peppino Balice, Parroco della Chiesa del Carmelo, proponendo il recupero della devozione  a S. Maria di Montevergine, che si celebra il 1° Settembre, in comunione con il Santuario di Montevergine, meta ancora oggi di pellegrinaggi della Chiesa canosina.

    Riteniamo che nell’Archivio Storico della Chiesa del Carmine, siano presenti tracce e riferimenti al culto e all’immagine della Madonna di Montevergine.

    Le due sacre  immagini riportano in comune l’ascesa sul “monte”, di quel monte biblico originario del Karmel, del Carmelo nella visione mariana: “Alla fine dei giorni, il monte del Tempio del Signore sarà elevato sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti” (Isaia, 2, 2).

    L’arte, la storia,  la devozione hanno radici, recuperate anche oggi in questo tassello di devozione mariana nella Chiesa canosina, dal 1115 al 2015 nella continuità di fede tra passato, presente e futuro.

     

    maestro Peppino Di Nunno

  • I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE....la libraia consiglia

    LA VIGNA DI ANGELICA
    di SVEVA CASATI MODIGNANI

    Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugnani è proprietaria di quell’antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l’erede della tradizione e del patrimonio di famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d’ombra, fatta di menzogne – quelle del marito – e di sogni infranti.
    Una sera, mentre è in sella alla sua moto, l’amarezza e i pensieri pesanti prendono il sopravvento e Angelica, in preda al pianto, non si accorge che l’auto di fronte a lei sta frenando. L’urto è molto violento, ma per fortuna privo di conseguenze gravi, sia per lei sia per il conducente dell’automobile, Tancredi D’azaro. Angelica non sa ancora che quel nome è sinonimo di alta cucina in tutto il mondo. Ed entrambi ignorano che, dopo quell’incontro fugace, il destino tornerà a intrecciare le loro strade, suscitando la tentazione di un nuovo inizio. Magari da vivere insieme, chissà: starà a loro scegliere, facendo i conti con il peso del passato e le responsabilità del presente, con il desiderio di cambiare e quell’istinto passionale che li anima. Perché la vita è fatta di sogni in cui perdersi e scelte in cui ritrovarsi, incontri che ci cambiano e passioni che ci riportano sulla strada di casa. La vigna di Angelica è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affascinante in cui rivivono le tante donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e coraggiose.

     

    I BEST SELLER CHE SCATENANO LA VOGLIA DI LEGGERE

    a cura 


    1. LA VIGNA DI ANGELICA
    di SVEVA CASATI MODIGNANI
    SPERLING & KUPFER , € 19,90


    2. LA FEROCIA – PREMIO STREGA 2015
    di NICOLA LAGIOIA
    EINAUDI , € 19,50

    3. LA PIUMA
    di GIORGIO FALETTI
    BALDINI & CASTOLDI , € 13,00

    4. LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI
    di ANDREA CAMILLERI
    SELLERIO EDITORE , € 14,00

    5. SLURP (dizionario delle lingue italiane)
    di MARCO TRAVAGLIO
    CHIARELETTERE , € 18,00

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  • …E a Canosa si parla del polittico ma anche di finanza e cultura.

    Un convegno Confindustria su Boccati da Camerino

    «IL RE, IL VESCOVO E LA CITTÀ» (XIV SEC.) È L’OPERA DEL PITTORE ESPOSTA NEL MUSEO DELLA CATTEDRALE

  • Il Re, il Vescovo e La Città ... 13 giugno in cattedrale

     Il banchetto di re Totila (o San Savino cieco riconosce re Totila)
    La tempera su tavola di dimensioni cm. 30 x 41, fu acquisita, in comodato d'uso, dalla collezione del Banco di Napoli ed attesta la "tipologia dei personaggi del Boccati con le caratteristiche fisionomie del naso camuso, degli occhi dai grandi bulbi rotondi infossati, dei volti tondeggianti".
    Gli occhi chiusi dalla cecità raffigurano l'episodio tratto dai Dialoghi di S. Gregorio Magno (Libro II, 15) dell'incredulità manifestata da Totila, re dei Goti, circa le presunte qualità profetiche di San Savino. Trovandosi in Puglia il re Totila, invitato a pranza dal Presule, si sostituisce in silenzio al servo nell'offrirgli la coppa del vino, ma San Sabino riconosce l'appartenenza della mano a Totila ed esclama : VIVAT IPSA MANUS (Possa vivere questa mano!). La scena si svolge in un interno, visto in prospettiva, aperto sulla parete di fondo su una luminosa veduta urbana".
    L'incontro avvenne intorno al 546 nella residenza episcopale nella vetusta urbs di Canusium e, nella topica agiografica, attesta le capacità politico-diplomatiche del Vescovo Sabino, che svolge la funzione di difensore e di pater urbis della pace e della sicurezza della città durante l'invasione e le distruzioni dei Goti.
    Per non lasciare incompleto il dipinto del Boccati, riportiamo la letteratura latina di Gregorio Magno, nel connubio tra pittura e letteratura, per non dimenticare il Latino e le fonti archivistiche, inserendo la locuzione famosa del "vivat ipsa manus" nel contesto letterario.
    "Quidam enim religiosi viri Apuliae provinciae partibus cogniti, hoc quod apud multorum notitiam longe lateque percrebuit, de Sabino Canusinae urbis episcopo testari solent, quia idem vir longo jam senio oculorum lumen amiserat, ita ut omnimodo nil videret".
    Infatti alcuni uomini pii, noti nelle parti della provincia della Puglia, sono soliti testimoniare riguardo a Sabino Vescovo della città canosina, ciò che presso la conoscenza di molti si diffuse in lungo e in largo, poiché lo stesso uomo nella lunga vecchiaia aveva perso la luce degli occhi, al punto da non vedere nessuna cosa di ogni genere.
    "Tunc vir Dei, accipiens calicem, sed tamen ministrum non videns, dixit: "Vivat ipsa manus". De quo verbo rex laetatus erubuit, quia quamvis ipse deprehensus fuisset, in viro tamen Dei quod quaerebat invenit".
    Allora l'uomo di Dio, prendendo il calice, ma non vedendo tuttavia il servo, disse: "Possa vivere questa stessa mano!". Il re allietato da quella frase arrossì di vergogna, perché, sebbene egli fosse stato scoperto, trovò tuttavia ciò che cercava nell'uomo di Dio.

    La predella fa parte dell'opera "Madonna in trono con Bambino tra i Santi Giovenale, Savino, Agostino e Gerolamo", dipinta dal Boccati nel 1473 e oggi custodita nel Museo di Belle Arti di Budapest.


    "L'opera fu realizzata come pala per la Cappella di San Savino nel Duomo di Orvieto e riporta sull'alzata dipinta del gradino in marmo i nomi dei Santi raffigurati": S. IVVENALIS – S. SAVINVS – S. AVGVSTINVS – S. IEROLIMVS.
    Il dipinto è una tempera in oro su tavola di dimensioni cm 186,5 (altezza) x 162 (larghezza), dove il Vescovo Savino è il secondo da sinistra, accanto a San Giovenale.
    La larghezza (cm. 164 circa corrisponde alle quattro parti della predella, in cui ogni parte è larga cm. 40)
    L'artista Boccati realizzò la predella ai piedi della la Madonna con quattro scene di episodi prodigiosi della vita di San Savino, attingendo alla letteratura dei Dialoghi di San Gregorio Magno, eletto Papa nel 590 e deceduto nel 604. (maestro Giuseppe Di Nunno)

     

    BOCCATI, Giovanni di Piermatteo detto il. - Pittore. Nacque a Camerino; venuto a Perugia nel 1445 ne ottenne la cittadinanza. La grande tavola della Madonna del Pergolato nella Galleria di Perugia è del 1447, il polittico di Belforte sul Chienti del 1468, la tavola di Budapest (già a Orvieto) del 1473. Il B. subì varî influssi di maestri senesi e dell'Italia centrale, specialmente di Domenico dl Bartolo e di Piero della Francesca, ma ebbe una sua originalità, non grande e profonda ma attraente e festosa. Nella Madonna del Pergolato la debolezza del disegno scompare nel sorriso e nei riccioli biondi dei fanciulli riuniti sui banchi attorno alla Vergine come in una scuola campestre (v. tavola XLIV). Nelle opere posteriori il disegno è più determinato e il colorito più armonioso, così nel polittico di Belforte tutto splendente d'oro, nella Madonna dell'orchestra della Galleria di Perugia, ricca di broccati e marmi multicolori e pervasa da una fresca letizia, e in quella della raccolta di B. Berenson ove le figure sono impregnate di un'atmosfera calda e ridente. È ricordato l'ultima volta in Perugia nel dicembre 1480.

     

  • Fonseca cittadino onorario... «Valorizza la nostra storia»

     

    Comune di Canosa di Puglia

    Ufficio Stampa...Comunicato Stampa del 3 giugno 2015  

    Conferita la cittadinanza onoraria della Città di Canosa di Puglia a Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei

     Conferita la cittadinanza onoraria della Città di Canosa di Puglia a Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei e professore emerito di “Storia medievale” dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". La cerimonia si è svolta il 3 giugno nella basilica cattedrale San Sabino di Canosa. Tra gli altri, sono intervenuti il sindaco Ernesto La Salvia e l’assessore alla Cultura, Sabino Facciolongo, monsignor Felice Bacco, parroco della Cattedrale. 

    Con delibera di Giunta comunale (n. 111 del 30 maggio 2015), l’Amministrazione comunale di Canosa ha così inteso rappresentare la propria gratitudine nei confronti dell’illustre accademico dei Lincei. “Il professor Fonseca – ha detto il sindaco Ernesto La Salvia - nell’ambito della sua intensa attività di ricercatore, si è occupato a lungo della storia della nostra città, soprattutto in relazione alla sua storia medievale e alla gloriosa vicenda della Chiesa canosina. Le sue ricerche, condotte sempre ad altissimo livello di approfondimento, hanno contribuito ulteriormente alla conoscenza del nostro passato soprattutto negli ambienti accademici più noti”. Una delle ultime fatiche del professor Fonseca è stata la cura della pubblicazione degli Atti del convegno di studi su Boemondo d’Altavilla, da lui presieduto nel maggio 2011.  

     Ed è stato proprio in occasione della presentazione del bel volume degli Atti nella Cattedrale di San Sabino, il 3 giugno scorso, che il primo cittadino ha letto pubblicamente la delibera di conferimento, graditissima dal professore, che si è detto orgoglioso di essere diventato cittadino canosino, ricordando di frequentare la città di Canosa e la sua storia da ormai trent’anni, sempre più “affascinato dal ruolo svolto in passato da Canosa come ponte fra Oriente ed Occidente, grazie soprattutto alle figure di San Sabino e di Boemondo d’Altavilla”, come egli stesso ha dichiarato.  

    Altro elemento singolare ricordato dall’illustre docente nel ringraziare la Giunta comunale per il conferimento, è il fatto che questa cittadinanza onoraria si aggiunga prestigiosamente ad analoghi riconoscimenti, attribuitigli da altre città del Sud Italia “contribuendo così a disegnare un percorso geografico di grande interesse perché unisce all’insegna della grande storia medievale del Meridione d’Italia, località anche distanti geograficamente fra loro. Una lezione particolarmente efficace perché, in un’epoca di grandi divisioni e contrapposizioni, testimonia il ruolo determinante della cultura quale elemento di unità nel nome di valori più grandi e meno contingenti”.

     

    Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 giugno 2015 di A. Bufano..... riprendiamo e pubblichiamo

    CANOSA. La rilevanza internazionale e l’alto livello storico-culturale del convegno di studi di quattro anni fa, rappresentati fisicamente dalla partecipazione di relatori provenienti da diversi Paesi europei e da una platea attenta e qualificata di esperti e studiosi italiani e stranieri, hanno avuto un seguito, di uguale portata, nella presentazione del volume sugli Atti di quella indimenticabile kermesse culturale. E’ stata la bellissima Cattedrale di San Sabino, stracolma di gente, la location scelta per ospitare la presentazione dei risultati di quel convegno internazionale di studio nella ricorrenza del nono centenario della morte di Boemondo I D’Altavilla (1111-2011 ). Intitolato: “Boemondo I di Altavilla, un Normanno tra Occidente e Oriente”, l’evento è stato promosso dal “Comitato Boemondo 2011”, nato su progetto della sezione locale della Società di Storia Patria, presieduta da Pasquale Ieva. Il meeting internazionale di quattro anni fa, ideato dallo stesso Comitato, si svolse sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e fu patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Università degli Studi di Bari e di Foggia, dalla Società di Storia Patria per la Puglia, dalla Regione Puglia, dalla Provincia Bat, dal Comune di Canosa, dalla Basilica Cattedrale di San Sabino, dalla Fondazione archeologica canosina, dal Comune francese di Hauteville-le-Guichard, dal Consolato generale Repubblica Federale di Germania, dal Comune lucano di Venosa e si avvalse della collaborazione delle locali associazioni “F i d ap a ” e “D ro m o s. i t ” e dell’”Au f i d u s ” di Barletta.

    Dello straordinario personaggio di Boemondo I di Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo e di Alberada di Buonalbergo, fattosi crociato e divenuto Principe di Antiochia, Canosa conserva il suo Mausoleo, all’interno del quale, durante l’incontro, sono stati ricollocati (custoditi in un sarcofago insieme ad una pergamena per ricordare lo storico evento) i resti mortali dell’av ve n t u ro s o principe normanno, studiati ed analizzati dopo il ritrovamento e conservati per anni nella Cattedrale di San Sabino.

    Alla iniziale celebrazione della Santa Messa, è seguita l’esecu - zione musicale: “Boemondo alla prima crociata”, marcia trionfale di Giacomo Tartaglia (1882); partitura per banda ricostruita e revisionata dal maestro Salvatore Sica, eseguita dall’orchestra di fiati “G. Ve rd i ”, diretta dal maestro Giuseppe Lentini.

    L’apertura dei lavori è stata curata da Pasquale Ieva, presidente del “Comitato Boemondo 2011”, da mons. Felice Bacco, parroco della Basilica Cattedrale di San Sabino. E’ intervenuto Pasquale Cordasco, direttore del Centro Studi normanno-svevi presso l’Università degli Studi di Bari. Relatore è stato Francesco Sportelli dell’Università degli Studi della Basilicata.

    Ha chiuso i lavori Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, al quale il sindaco Ernesto La Salvia ha conferito la cittadinanza onoraria della Città di Canosa di Puglia, riconoscendogli il merito di “essersi occupato a lungo, nell’ambito della sua

    intensa attività di ricercatore, della storia della nostra città, soprattutto in relazione alla sua storia

    medievale e alla gloriosa vicenda della Chiesa canosina”.

    La manifestazione è stata un’occasione straordinaria per riscoprire la figura di Boemondo I Di Altavilla, entrata nella storia a pieno titolo per le sue gesta eroiche e che ha voluto legare la sua vita e

    la sua morte alla città di Canosa. Il Mausoleo edificato in città per conservare le sue spoglie mortali rappresenta lo storico legame che unisce e continuerà a legare in maniera indissolubile il principe normanno all’antica città dauna.  

    “La identità di un popolo è memoria: non può una città conservare la sua identità – ha ribadito il prof. Cosimo Damiano Fo n s e c a – se non mantiene vivo il ricordo delle sue radici e della sua storia”. Eventi come quello celebrato ieri l’altro, permettono alla comunità cittadina di riappropriarsi del suo passato, della importanza della sua storia, e quindi maturare la consapevolezza di essere custode di monumenti, che potrebbero determinare uno sviluppo anche economico del territorio. “Durante la manifestazione –ha sottolineato mons. Felice Bacco- si è percepito nei volti dei numerosi presenti la soddisfazione di essere eredi di un grande passato e di una storia che non può essere solo scritta sui libri, ma che deve essere viva nella memoria, affinchè possa ispirare le scelte e la vita della comunità: una comunità che, consapevole delle sue potenzialità, guarda con serenità e responsabilità il suo futuro”.

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    Si inaugura l'esposizione dedicata all'alto medioevo.... Museo dei Vescovi "Mons. Francesco Minerva" clicca qui >

     "Boamundus ac San Sabinus... Canosa rievoca il medioevo" clicca qui >

     

  • festa in onore del santo patrono di Canosa, San Sabino...a Torino

    L’associazione “Il Ponte” dei canosini che vivono a Torino, in occasione dell’ostensione della “Sacra Sindone”, ha organizzato una festa in onore del santo patrono di Canosa, san Sabino, che si è svolta sabato 6 giugno nel capoluogo piemontese. Alla manifestazione sono intervenuti il sindaco Ernesto La Salvia e il presidente del Consiglio, Pasquale Di Fazio. Alcuni cittadini di Canosa, invece, hanno raggiunto Torino con un pullman organizzato dalla Cattedrale “San Sabino” di Canosa.

    L’eccezionalità dell’evento  – ha detto il primo cittadino di Canosa -, è stata la partecipazione del nunzio apostolico di Varsavia, monsignor Celestino Migliore, vescovo onorario di Canosa. Sono felice di aver preso parte alla consueta manifestazione organizzata dai canosini dell’associazione “Il Ponte”, e la mia presenza a Torino, e quella del presidente Di Fazio, è la prova della effettiva vicinanza dell’Amministrazione comunale ai canosini ovunque vivano. Abbiamo una sola concezione di città, infatti. Ne bella ne brutta. Canosa è dove sono i canosini. I nostri concittadini non sono lasciati mai soli,, ovunque si trovino. I complimenti più vivi vanno a chi organizza queste associazioni, segno di continuità con le proprie origini”. 

    “È stato consegnato il premio “Canosino dell’anno”- ha proseguito il primo cittadino -, presso il teatro Valdocco, a Serafino Vassalli, all’epoca dei fatti, ingegnere caposquadra dei vigili del fuoco di Torino, intervenuto con la sua squadra per mettere in salvo la sacra Sindone nel corso dell’incendio del 1978”. Poi si è svolta la santa messa presso la basilica “Maria Ausiliatrice” officiata da monsignor Celestino Migliore, da monsignor Felice Bacco, parroco della cattedrale “San Sabino” di Canosa, e da don Salvatore Sciannamea, parroco della chiesa di “Gesù Liberatore”. “Davanti all’altare – ha continuato Di Fazio – c’era il quadro di san Sabino, onore e vanto di tutti i cittadini. È stato bello incontrare e riabbracciare i rappresentanti di altre associazioni di canosini che vivono in Italia: in particolare quella di Milano e dell’associazione “CanoSiamo” di Roma”. 

    Nel pomeriggio, a partire dalle 18.45, si è tenuto il pellegrinaggio alla Sacra Sindone presso la Cattedrale di Torino, guidato da monsignor Migliore.

     

  • Boamundus ac San Sabino...rievocazione del medioevo a Canosa

    "All'improvviso, come in un sogno, ti ritrovi nell'antica Canusium, vestita a festa, in una giornata che prelude all'estate, mentre il giorno sembra farsi più lungo. Presente e passato si fondono in un sorprendente gioco di colori, luci e suoni dimenticati. Questa Storia, conosciuta a pochi, oggi sarà raccontata. Potrai osservarla, sentendoti coinvolto. Rivivi l'anno 1102, la Corte normanna con i suoi nobili e i suoi cavalieri; il Principe Boemondo, ora nel lontano Oriente, e il segno della sua devozione a San Sabino; vedrai la gente nei suoi abiti più belli, attraversare la città e raccogliersi davanti alla splendida Cattedrale. Vedrai Papa Pasquale II, chiamato a dichiarare solennemente che le sacre reliquie dell'amato San Sabino sono qui, nella Sua Chiesa, da ora e per sempre, ad Egli Dedicata. Tra storia, cultura, fede e spettacolo, lasciati coinvolgere dall'atmosfera medievale della città di Canosa, dove ogni luogo rivivrà la sua antica anima."

     

    Si è svolta a Canosa venerdì 5 giugno 2015, a cura dell'UNESCO Canosa la prima edizione di "Boamundus ac S. Sabino - Canosa rievoca il medioevo"

    «Riusciremo a far rivivere uno dei periodi più sconosciuti ma non per questo meno importanti della nostra storia - dicono i responsabili dell’Unesco Canosa - 

    La manifestazione ha visto:

    - l’Esibizione del repertorio di canti profani e danze medievali, presso la Cassa armonica della Villa comunale a cura dell’Istituto comprensivo “Bovio-Mazzini” e del suo Coro Stabile “Michele Prudente” diretto dal prof. Franco Sisti;

    - “Corteo storico medievale” con partenza da Salita Arco Diomede (presso piazza della Repubblica) e poi per corso San Sabino, via Piave, via Savino Di Bari, via Imbriani, piazza Terme, piazza Ferrara, via Kennedy, piazza Imbriani, piazza Vittorio Veneto; direzione artistica a cura di Nunzia Natale;

    - “Esibizione del repertorio di canti gregoriani” sul sagrato della Cattedrale, ad opera dell’Istittuo comprensivo Marconi-Carella Losito, corro Euterpe;

    - la rievocazione “Anno 1102, dedicazione della Cattedrale a San Sabino”. Voce narrante: Mario Cancellara (IV B liceo scientifico Fermi); testo a cura degli studenti della IV A del liceo scientifico “Fermi” di Canosa (Emanuella Catano, Pasquale Ciffo, Marta Cirillo, Gabriella De Corato, Irene Gianvecchio, Francesco Lavacca, Sabina Liuni, Giuseppe Minerva, Gabriele Quinto e Caludia Vitrani); coordinamento a cura della prof.ssa Nunzia Lansisera; direzione artistica di Nunzia Natale.

    - conclusione con lo spettacolo del gruppo di sbandieratori e musici in piazza Vittorio Veneto.

    Sono stati aperti i siti archeologici con visite guidate a cura di Dromos.it è stata allestita una mostra di costumi medievali curata da Elena De Ruvo, nel foyer del teatro Lembo. Al “Museo dei vescovi”, mostra “Elementi ed apparati liturgici di epoca normanna dalla Basilica Palatina”, con esposizione dalla croce di avorio, del corredo inedito della Tomba di Boemondo, monete bizantine, Bolla pontificia di Papa Pasquale II e i guanti del pontefice. l’Istituto comprensivo “Foscolo – De Muro Lomanto” ha esposto manufatti didattici al centro servizi culturali.

     

    Insomma Canosa, in ogni luogo ed in ogni suo angolo, ha fatto rivivere la sua antica anima medievale.

     

     

  • SI INAUGURA L’ESPOSIZIONE DEDICATA ALL’ALTO MEDIOEVO.... Museo dei Vescovi "Mons. Francesco Minerva"

    Gazzetta del Mezzogiorno del 5 giugno 2015 di A. Bufano.... riprendiamo e pubblichiamo

    In occasione della manifestazione organizzata dal locale club Unesco, il Museo dei Vescovi Mons. Francesco Minerva, inaugura la nuova esposizione della sala medievale, dedicata completamente all’Alto Medioevo e ai rapporti di dipendenza della Chiesa Palatina di Canosa dai Re Normanni, Svevi ed Angioini. L’esposizione, dal titolo “Elementi e apparati liturgici di epoca normanna dalla Basilica Pa l at i n a ”, attraverso preziosissimi reperti ed opere d’arte, narra il percorso storico che vide la dipendenza della Chiesa di Canosa dai Normanni di Puglia, per volontà di Papa Pasquale II. I reperti esposti, tra cui emergono la croce d’avorio e il ventaglio liturgico afgano, comprendono pergamene inedite dal XII al XIV secolo, il piccolo coperchio di un sarcofago marmoreo che potrebbe aver contenuto alcune spoglie sacre in venerazione. Altrettanto preziose, le monete bizantine ed alto medievali, provenienti dalla Collezione numismatica della Cattedrale di San Sabino, tra cui spiccano alcuni esemplari di dinar in lingua araba, risalenti all’XI secolo, ritenuti molto rari e alcune monete in argento. Altro reperto inedito, è un reliquiario dorato longobardo con lavorazione aggiunta cinquecentesca, contenente la reliquia di San Giacinto Martire, raccolta ai tempi del

    ducato di Benevento. La sala, interessata da un restiling, si arricchisce di schermi elettronici, computer e sistemi “qr code”, per immergere il visitatore in una realtà di visita completamente diversa. L’esposizione sarà fruibile da oggi, venerdì 5 giugno, ore 10, per tutta la stagione estiva. Informazioni su www.museodeivescovi. com, sul profilo Facebook Museo dei Vescovi Mons. Francesco Minerva, twitter museofm e al call center 377/2999862.

  • La campanella di Padre Pio.....dal maestro Giuseppe Di Nunno, nel giorno della memoria della nascita di San Pio da Pietrelcina

    La campanella di Padre Pio.

    Riscoperta la voce sacra bronzea dell’antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

     

                Nell’anno del Signore 2011, abbiamo pubblicato nella sede di Teleradio Padre Pio, con Paola Russo,  la ricerca storica, “Un giglio fiorentino per Padre Pio”, individuata nella lunetta maiolicata del 1935, posta sul portale dell’antico Convento. Al Rettore  e al Sindaco di San Giovanni Rotondo abbiamo donato una stampa dello studio, svolto a devozione, con documenti inediti scoperti a Firenze.

                Nell’ano 2013, levando lo sguardo più in alto, mi sono soffermato con gli occhi e con lo spirito sul campanile a vela dell’antica Chiesa e sulla campanella, sostenuto dal cammino che mi ha portato a scalare tutti i Campanili delle Chiese di Canosa di Puglia, con   la pubblicazione del testo, “ I SACRI  BRONZI”.

                Ora i passi sono fragili e dolenti, ma con la collaborazione della Fondazione VOCE DI PADRE PIO  e di Padre LUCIANO LOTTI, possiamo salire sul campaniletto, accostarci alla campanella e attingere alle fonti bibliotecarie.

    Le  foto del coraggioso fotografo di Redazione, Francesco Cuvino, con le note di padre Lotti ci consentono la lettura di due pagine di storia, di arte, di devozione, di fede. La ricerca in sintesi è stata pubblicata nel Marzo 2015 nel periodico “Voce di Padre Pio”, che ringraziamo.

    • LA  STORIA  DELLA  CAMPANA
    • Lato esterno

                Il lato esterno della campanella, affacciata sul Sagrato,  riporta l’effigie di S. Maria delle Grazie  con l’iscrizione: FONDERIA  GIUSTOZZI  NICOLA  E  FIGLIO  -  TRANI   1937.

    • Lato interno

                Il lato interno della campanella riporta l’effigie dell’Arcangelo Michele, alato con spada orizzontale e bilancia, mentre sconfigge Satana. L’iscrizione attesta: RIFUSA  A  SPESE  DI  MARIA  LUCIA  PRENCIPE.

                L’iconografia dell’Arcangelo Michele accompagna la spada orizzontale, segno di difesa e di vittoria sul male, con la bilancia, simbolo di giustizia e di equilibrio tra terra e cielo, nella tradizione agiografica che riporta l’Arcangelo, partecipe al giudizio finale e al “peso” delle anime.

    • Circonferenza inferiore

                Scorre all’interno sulla circonferenza inferiore l’iscrizione: IESVS  CHRISTVS - REX - VENIT - IN  PACE - DEVS - HOMO - FACTVS - EST - ET -  VERBVM - CARO  -  FACTVM  EST -  1646.

    Sulla circonferenza inferiore scorre un fregio di edera, mentre sulla circonferenza superiore scorre un fregio di  angeli in gloria.

                La premiata fonderia Giustozzi Nicola di Trani, da noi ritrovata nelle campane del 1930 della Cattedrale San Sabino di Canosa, nel 1937 rifuse quindi la campanella, già esistente all’epoca della fondazione della Chiesetta, ma danneggiata dall’usura e dal gelo, come riportano le note storiche di Padre Luciano Lotti, che apprezziamo e ringraziamo.

                22 febbraio 1937 - Da due giorni la campana ha un suono un po’ falso. Presenta una lesione che dev’essere stata causata dal gelo dell’altra notte. Si pensa di fonderla di nuovo  (Cronistoria Convento San Giovanni Rotondo, v. I, p. 124).

                5 marzo 1937 - La campana si manda a Trani per fonderla e fare la nuova. Vi si rilevano le immagini della Vergine delle Grazie e di San Michele Arcangelo, più le scritte: “+ Christus Rex venit in pace – Deus Homo factus est”, “+ Et Verbum caro factum est!, “1646”. (Cronistoria Convento San Giovanni Rotondo, v. I, p. 125).

                6 giugno 1937 - Dopo la messa della s. visita, il Provinciale benedice la nuova campana, imponendo il nome di Cristo Re, di Maria Santissima delle Grazie e di San Michele Arcangelo. La chiesa è piena. Funge da madrina la benefattrice M. Lucia Prencipe. La nuova campana pesa Kg. 164.

    Dopo la benedizione, si issa la campana sul campanile, che è stato fatto tutto nuovo in cemento armato. Nel pomeriggio il Provinciale chiude la S. visita e viene ossequiato dalle Autorità civili, dal Discretorio del T.O. (Cronistoria Convento San Giovanni Rotondo, v. I, p. 129).

    • Il nome della campana

                Dunque la campana ha il nome di Cristo Re, di Maria Santissima delle Grazie e di San Michele Arcangelo, nel culto del Gargano  mistico che ritroviamo nella lunetta maiolicata fiorentina del 1935, posta sul portale dell’antica Chiesa.

    • La madrina benefattrice

    Maria Lucia Prencipe, donna  Sangiovannese che sostenne “a sue spese” la rifusione della campana nel 1937, è nata il 30 giugno 1864 ed è deceduta nel 1946.  Aveva 73 anni all’epoca della donazione e fu coniugata  nel 1885 con Masciale Michele,  morto nel 1907; la signora, madrina della campana, rimase vedova prematuramente, ma nella  devozione a Santa Maria delle Grazie, a Padre Pio, fece quest’atto di donazione, riconsegnando alla storia e alla fede la voce dell’antica campana.  

     

    • Le origini della campana

                La campana originaria, dai dati archivistici del Convento di San Giovanni Rotondo, risale quindi al 1646, voce diffusa a migliaia di fedeli dalla chiesetta danneggiata dal terremoto del 1624, restaurata nel 1629,  consacrata e dedicata a Maria SS. della Grazie il 5 Luglio del 1676, come abbiamo potuto conoscere nello studio del “Giglio fiorentino per Padre Pio”, dalla lettura in Latino dell’iscrizione posta sull’architrave della Chiesetta, che accolse la vita di Padre Pio:

    TEMPLVM  HOC  SANCTÆ  MARIÆ  GRATIARVM  DICATṼ  REEDIFICATṼ   FVIT

    AŇO  DŇI  M.629  (Questa Chiesa è stata restaurata e dedicata a Santa Maria delle Grazie nell’Anno del Signore 1629).

                Sullo stipite sinistro e destro la pietra sacra riporta l’iscrizione: ANNO  DOMINI 1676 CONSECRATA. Era il 5 luglio 1676, quando fu consacrata la Chiesetta monastica con grande solennità.

                La Campana quindi risale alle origini dell’antica Chiesa dei Padri Cappuccini e viene restaurata nel 1937, riportando non solo la devozione, ma anche l’orazione a Cristo Re.

    • L’orazione della campana

                La preghiera ed invocazione a Cristo Re, riportata sulla circonferenza inferiore, così recita in Italiano:  GESÚ  CRISTO  RE  VIENE  IN  PACE -  DIO  SI  È  FATTO  UOMO  ED  IL  VERBO  SI  È  FATTO  CARNE.

    L’orazione è un’antica invocazione per proteggere il luogo da terremoti, lampi e saette e da calamità naturali. Figura anche nella Lanterna di Genova e su altre campane, come a Chieti ed in numerosi luoghi italiani e stranieri.

                L’orazione viene riconosciuta da Papa Pio IX nel 1954, ma assume le radici bibliche nel Salmo 71, v. 1-11 (Signore, liberami, difendimi, …salvami). Il testo dell’orazione si conclude nel verso: “Cristo ci difenda da ogni male”.

    Nella devozione personale, due volte ricoverato nella Casa Sollievo della Sofferenza, negli anni 80 e 90, ho ascoltato nel silenzio del Sagrato la voce e della campanella a Mezzogiorno, nell’ora dell’Angelus. Da Trani riscopre la devozione anche il nipote del maestro di fonderia: si chiama Giustozzi Nicola, come il nonno. Da Canosa accogliamo la sua voce: “mio padre era Giuseppe ed io sono nato il 18 gennaio, nello stesso giorno e mese di mio nonno; in questa riscoperta mi sento legato artisticamente e spiritualmente alla campana di Padre Pio”.

                Auspichiamo che la campanella di Padre Pio, che rintoccava sul fazzoletto sventolato di saluto del Santo di Pietrelcina e di San Giovanni Rotondo, continui a rintoccare la sua voce, come avviene a mezzogiorno nella preghiera dell’Angelus, con l’effigie bronzea di Santa Maria delle Grazie, che si affaccia sul Sagrato.

                Rintocca, bella campanella di Padre Pio,  dal “campaniletto, che occhieggia in alto con sincerità di cielo”: il nostro cuore ti ascolta!

     

    maestro Giuseppe Di Nunno da Canosa di Puglia, 25 maggio 2015.

    (foto allegate di Sabino Di Noia).

    Dedichiamo questo studio alla figura di San Pio nel giorno della sua nascita del 25 maggio nell’anno 1887 nella casa di povera gente di contadini a Pietrelcina, presso Benevento. Dedichiamo lo studio con devozione a Santa Maria delle Grazie, raffigurata sulla campana, e a cui si legò la santità di Padre Pio.

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  • 9 Febbraio..... San Sabino Vescovo di Canosa

    MEMORIA DELLA NASCITA AL CIELO DI SAN SABINO

    Carissimi cittadini e fedeli,

    il 9 Febbraio è per noi una data importante, perché ci ricorda la morte del nostro Santo Patrono, avvenuta nel 566. Questo giorno ci riporta dunque alle origini della nostra comunità cristiana, alla radice della nostra fede e della Chiesa di Canosa, che vive durante il ministero episcopale di San Sabino, il suo massimo splendore e la sua più ampia diffusione. Prepariamoci a vivere questo giorno di festa con fede e ringraziamo il Signore perché durante i giorni della novena, il 7 febbraio, un giovane della nostra città diventerà diacono e quindi, nell’anno, sacerdote. Per questa ragione vogliamo dare un impronta vocazionale alla novena che ci prepara alla Festa.  A tutti buon cammino di preparazione e buona Festa Patronale.

    PROGRAMMA

    Da Venerdì 30 a Domenica 8 Febbraio : Novena di preparazione alla Festa. Presiederanno le celebrazioni gli Animatori del Seminario e alcuni diaconi del Pontificio Seminario di Molfetta. Anche quest’anno, tutte le sere, parteciperanno le diverse comunità parrocchiali della città.

    Lunedì 2 Febbraio : Celebrazioni Eucaristica. Subito dopo : presentazione dell’Icona della Madonna della Passione o del Perpetuo Soccorso, a cura del maestro Peppino Di Nunno.

    Martedì 3 Febbraio ore 19,00 : Presiederà la celebrazione Mons. Giuseppe Favale, padre spirituale del Seminario Regionale. Parteciperanno le comunità del Carmine e di Gesù Liberatore.

    Mercoledì 4 Febbraio ore 19.00 : Presiederà il diacono Vincenzo Del Mastro. Parteciperanno le comunità di Santa Teresa e dell’Assunta.

    Giovedì 5 Febbraio ore 19,00 : Presiederà don Mario Porro. Parteciperanno le comunità di Gesù Giuseppe e Maria, San Giovanni Battista, San Francesco.

    Venerdì 6 Febbraio ore 19,00 : Presiederà don Francesco Leo. Parteciperanno le comunità della B.V. del Rosario.

    Sabato 7 Febbraio ore 18,30 : Ordinazione Diaconale di Antonio Turturro. Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Raffaele CALABRO (Diretta Streaming su www.sansabinocanosa.it)

    Domenica 8 Febbraio  : Prima della Celebrazione Eucaristica, arrivo delle reliquie di San Sabino conservate nella Cattedrale di Andria e donate alla Cattedrale di Canosa. Dopo la Messa le reliquie saranno portate in cripta, dove alle 20,00 saranno celebrati i Vespri dal Comune dei Pastori.

    Lunedì 9 Febbraio : MEMORIA DELLA NASCITA AL CIELO DI SAN SABINO 

    Sante Messe: ore 7,00 – 8,30 – 10,00 - ore 11,30 Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Mons. Raffaele CALABRO e concelebrata dai sacerdoti della città. (diretta streaming su www.sansabinocanosa.it)

    ore 17.30 Processione con il Simulacro del Santo Patrono. Percorrerà alcune strade della Parrocchia di San Francesco.

    ITINERARIO DELLA PROCESSIONE : Via Puglia, Via De Gasperi, Via Matteotti, Via Roma, Via Mazzini, Via Trieste e Trento, Piazza Umberto I, Corso Gramsci, Piazza della Repubblica, Via R. Sassani, Via V. Rosa, Corso Garibaldi, Corso San Sabino, Cattedrale.

     

    Cerimonia della consegna delle reliquie di San Sabino 8 febbraio 2015

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    Solene Celebrazione Eucaristica del 9 febbraio 2015

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    Sintesi della Processione con il simulacro e la reliquia di San Sabino

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  • Canosa e il museo «dei Vescovi» preparano un’estate da record

    *dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 17 maggio 2015 di Paolo Pinnelli.....riprendiamo e pubblichiamo.

    Con il mese di maggio si inaugurano solitamente le attività museali e gli appuntamenti culturali, dedicati sia ai residenti che a tutti i turisti viaggianti per quello che, sempre di più, viene ormai universalmente concepito come il “sistema culturale e museale italiano”.
    Anche Canosa apre i battenti della sua stagione turistica culturale, con decine di appuntamenti di maggiore e minore intensità, tutti di qualità, in cui emerge sempre più la positività della interazione e della coesistenza tra pubblico e privato, nell’ambito della gestione patrimoniale e culturale della città. Fresca dei successi delle fiere di settore e del Convegno alla FAI, la città è pronta ad affrontare nuove e stimolanti sfide, all’insegna della miglioria della ricezione e dei servizi ad essa collegati.
    In questo clima di necessità di rinnovamento, di concezione di un “Sistema Museo” che possa raccontare la millenaria storia del territorio, di collaborazione tra importanti realtà come la «Fondazione Archeologica», la Pro Loco, i vari club ed associazioni culturali, emerge ai visitatori la realtà del Museo dei Vescovi.
    Considerato erroneamente da alcuni come il “Museo della Cattedrale”, pieno esclusivamente di reliquari, opere di stampo prettamente religioso e argenterie, appare agli ormai oltre 26.000 visitatori come un vero e proprio piccolo scrigno della storia trimillenaria di Canosa. All’interno delle sue 12 sale, si distribuiscono opere di diversa natura e preziosità: dalla vastissima collezione archeologica, frutto delle importanti donazioni private alla Cattedrale, alle più antiche pergamene del territorio,
    alle opere di straordinaria glittica alto medievale in cui emergono su tutti la croce in avorio dell’XI secolo e il ventaglio liturgico afgano del XII secolo.
    Prestiti d’arte e collaborazioni con gallerie nazionali, collezionisti e istituti bancari, hanno permesso al Museo di esporre opere di primo prestigio come la pala di Giovanni Boccati da Camerino, di proprietà della Banca Intesa San Paolo, un’opera di Domenico Morelli, proveniente da una blasonata collezione privata. La stagione estiva, ricca di eventi in programmazione, si apre già con la possibilità di visitare il Museo oggi dalle 19.30 alle 23.00. Le iniziative proseguiranno dal 2 giugno, con una curiosa mostra sugli anni della prima Repubblica, al 13 giugno con un convegno sul fondamentale apporto del privato nell’ambito del pubblico, passando attraverso la partecipazione all’Open Days.
    Nuovi metodi interattivi, permetteranno ai visitatori di immergersi in questa realtà sospesa tra le varie epoche storiche di Canosa, sempre più curate in seguito agli approfondimenti e alle ricerche svolte dal Centro Studi correlato. Le iniziative sono curate
    dal direttore Mons. Felice Bacco e sviluppate dai curatori Sandro Sardella, Valentina Pelagio e dalla Event Planner Michela Cianti. Informazioni sulle attività del Museo, orari di visita al pubblico e sulle iniziative sono disponibili su www.museodeivescovi.com, su Facebook Museo dei Vescovi Mons. Francesco Minerva, sul profilo Twitter museofm e chiamando il call center 377.2999862. 

  • "Domenica di Ascensione. 49^ Giornata di preghiera per le Comunicazioni Sociali"... Messaggio del Papa

    Il tema della famiglia è al centro di un’approfondita riflessione ecclesiale e di un processo sinodale che prevede due Sinodi, uno straordinario – appena celebrato – ed uno ordinario, convocato per il prossimo ottobre. In tale contesto, ho ritenuto opportuno che il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali avesse come punto di riferimento la famiglia. La famiglia è del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare. Tornare a questo momento originario ci può aiutare sia a rendere la comunicazione più autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista.

    Possiamo lasciarci ispirare dall’icona evangelica della visita di Maria ad Elisabetta (Lc 1,39-56). «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!"» (41-42).

    Anzitutto, questo episodio ci mostra la comunicazione come un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo. La prima risposta al saluto di Maria la dà infatti il bambino, sussultando gioiosamente nel grembo di Elisabetta. Esultare per la gioia dell’incontro è in un certo senso l’archetipo e il simbolo di ogni altra comunicazione, che impariamo ancora prima di venire al mondo. Il grembo che ci ospita è la prima "scuola" di comunicazione, fatta di ascolto e di contatto corporeo, dove cominciamo a familiarizzare col mondo esterno in un ambiente protetto e al suono rassicurante del battito del cuore della mamma. Questo incontro tra due esseri insieme così intimi e ancora così estranei l’uno all’altra, un incontro pieno di promesse, è la nostra prima esperienza di comunicazione. Ed è un'esperienza che ci accomuna tutti, perché ciascuno di noi è nato da una madre.

    Anche dopo essere venuti al mondo restiamo in un certo senso in un "grembo", che è la famiglia. Un grembo fatto di persone diverse, in relazione: la famiglia è il «luogo dove si impara a convivere nella differenza» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 66). Differenze di generi e di generazioni, che comunicano prima di tutto perché si accolgono a vicenda, perché tra loro esiste un vincolo. E più largo è il ventaglio di queste relazioni, più sono diverse le età, e più ricco è il nostro ambiente di vita. È il legame che sta a fondamento della parola, che a sua volta rinsalda il legame. Le parole non le inventiamo: le possiamo usare perché le abbiamo ricevute. E’ in famiglia che si impara a parlare nella "lingua materna", cioè la lingua dei nostri antenati (cfr 2 Mac 7,25.27). In famiglia si percepisce che altri ci hanno preceduto, ci hanno messo nella condizione di esistere e di potere a nostra volta generare vita e fare qualcosa di buono e di bello. Possiamo dare perché abbiamo ricevuto, e questo circuito virtuoso sta al cuore della capacità della famiglia di comunicarsi e di comunicare; e, più in generale, è il paradigma di ogni comunicazione.

    L’esperienza del legame che ci "precede" fa sì che la famiglia sia anche il contesto in cui si trasmette quella forma fondamentale di comunicazione che è la preghiera. Quando la mamma e il papà fanno addormentare i loro bambini appena nati, molto spesso li affidano a Dio, perché vegli su di essi; e quando sono un po’ più grandi recitano insieme con loro semplici preghiere, ricordando con affetto anche altre persone, i nonni, altri parenti, i malati e i sofferenti, tutti coloro che hanno più bisogno dell’aiuto di Dio. Così, in famiglia, la maggior parte di noi ha imparato la dimensione religiosa della comunicazione, che nel cristianesimo è tutta impregnata di amore, l’amore di Dio che si dona a noi e che noi offriamo agli altri.

    Nella famiglia è soprattutto la capacità di abbracciarsi, sostenersi, accompagnarsi, decifrare gli sguardi e i silenzi, ridere e piangere insieme, tra persone che non si sono scelte e tuttavia sono così importanti l’una per l’altra, a farci capire che cosa è veramente la comunicazione come scoperta e costruzione di prossimità. Ridurre le distanze, venendosi incontro a vicenda e accogliendosi, è motivo di gratitudine e gioia: dal saluto di Maria e dal sussulto del bambino scaturisce la benedizione di Elisabetta, a cui segue il bellissimo cantico del Magnificat, nel quale Maria loda il disegno d’amore di Dio su di lei e sul suo popolo. Da un "sì" pronunciato con fede scaturiscono conseguenze che vanno ben oltre noi stessi e si espandono nel mondo. "Visitare" comporta aprire le porte, non rinchiudersi nei propri appartamenti, uscire, andare verso l’altro. Anche la famiglia è viva se respira aprendosi oltre sé stessa, e le famiglie che fanno questo possono comunicare il loro messaggio di vita e di comunione, possono dare conforto e speranza alle famiglie più ferite, e far crescere la Chiesa stessa, che è famiglia di famiglie.

    La famiglia è più di ogni altro il luogo in cui, vivendo insieme nella quotidianità, si sperimentano i limiti propri e altrui, i piccoli e grandi problemi della coesistenza, dell’andare d’accordo. Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilità, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono. Il perdono è una dinamica di comunicazione, una comunicazione che si logora, che si spezza e che, attraverso il pentimento espresso e accolto, si può riannodare e far crescere. Un bambino che in famiglia impara ad ascoltare gli altri, a parlare in modo rispettoso, esprimendo il proprio punto di vista senza negare quello altrui, sarà nella società un costruttore di dialogo e di riconciliazione.

    A proposito di limiti e comunicazione, hanno tanto da insegnarci le famiglie con figli segnati da una o più disabilità. Il deficit motorio, sensoriale o intellettivo è sempre una tentazione a chiudersi; ma può diventare, grazie all’amore dei genitori, dei fratelli e di altre persone amiche, uno stimolo ad aprirsi, a condividere, a comunicare in modo inclusivo; e può aiutare la scuola, la parrocchia, le associazioni a diventare più accoglienti verso tutti, a non escludere nessuno.

    In un mondo, poi, dove così spesso si maledice, si parla male, si semina zizzania, si inquina con le chiacchiere il nostro ambiente umano, la famiglia può essere una scuola di comunicazione come benedizione. E questo anche là dove sembra prevalere l’inevitabilità dell’odio e della violenza, quando le famiglie sono separate tra loro da muri di pietra o dai muri non meno impenetrabili del pregiudizio e del risentimento, quando sembrano esserci buone ragioni per dire "adesso basta"; in realtà, benedire anziché maledire, visitare anziché respingere, accogliere anziché combattere è l’unico modo per spezzare la spirale del male, per testimoniare che il bene è sempre possibile, per educare i figli alla fratellanza.

    Oggi i media più moderni, che soprattutto per i più giovani sono ormai irrinunciabili, possono sia ostacolare che aiutare la comunicazione in famiglia e tra famiglie. La possono ostacolare se diventano un modo di sottrarsi all’ascolto, di isolarsi dalla compresenza fisica, con la saturazione di ogni momento di silenzio e di attesa disimparando che «il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto» (Benedetto XVI, Messaggio per la 46ª G.M. delle Comunicazioni Sociali, 24.1.2012). La possono favorire se aiutano a raccontare e condividere, a restare in contatto con i lontani, a ringraziare e chiedere perdono, a rendere sempre di nuovo possibile l’incontro. Riscoprendo quotidianamente questo centro vitale che è l’incontro, questo "inizio vivo", noi sapremo orientare il nostro rapporto con le tecnologie, invece che farci guidare da esse. Anche in questo campo, i genitori sono i primi educatori. Ma non vanno lasciati soli; la comunità cristiana è chiamata ad affiancarli perché sappiano insegnare ai figli a vivere nell’ambiente comunicativo secondo i criteri della dignità della persona umana e del bene comune.

    La sfida che oggi ci si presenta è, dunque, reimparare a raccontare, non semplicemente a produrre e consumare informazione. E’ questa la direzione verso cui ci spingono i potenti e preziosi mezzi della comunicazione contemporanea. L’informazione è importante ma non basta, perché troppo spesso semplifica, contrappone le differenze e le visioni diverse sollecitando a schierarsi per l’una o l’altra, anziché favorire uno sguardo d’insieme.

    Anche la famiglia, in conclusione, non è un oggetto sul quale si comunicano delle opinioni o un terreno sul quale combattere battaglie ideologiche, ma un ambiente in cui si impara a comunicare nella prossimità e un soggetto che comunica, una "comunità comunicante". Una comunità che sa accompagnare, festeggiare e fruttificare. In questo senso è possibile ripristinare uno sguardo capace di riconoscere che la famiglia continua ad essere una grande risorsa, e non solo un problema o un’istituzione in crisi. I media tendono a volte a presentare la famiglia come se fosse un modello astratto da accettare o rifiutare, da difendere o attaccare, invece che una realtà concreta da vivere; o come se fosse un’ideologia di qualcuno contro qualcun altro, invece che il luogo dove tutti impariamo che cosa significa comunicare nell’amore ricevuto e donato. Raccontare significa invece comprendere che le nostre vite sono intrecciate in una trama unitaria, che le voci sono molteplici e ciascuna è insostituibile.

    La famiglia più bella, protagonista e non problema, è quella che sa comunicare, partendo dalla testimonianza, la bellezza e la ricchezza del rapporto tra uomo e donna, e di quello tra genitori e figli. Non lottiamo per difendere il passato, ma lavoriamo con pazienza e fiducia, in tutti gli ambienti che quotidianamente abitiamo, per costruire il futuro.

                                                                                                                                   FRANCESCO

  • Quale libertà, quale rispetto... dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 maggio 2015

    di don Felice Bacco * parroco della cattedrale di Canosa ... riprendiamo dalla Gazzetta del mezzogiorno del 5 Maggio 2015.

    Il piacere di dialogare con l’arguto e ironico amico di antica data, Michele Palumbo, mi spinge ancora una volta a riflettere con lui sul tema della libertà di opinione e di satira, ma anche su una loro possibile “degenerazione” nella blasfemìa. Premetto che cambiare idea non è segno di debolezza, qualora una persona ne fosse convinta, (in molti hanno scritto che solo gli stupidi non cambiano mai idea) e comunque è sempre arricchente il confronto con chi non la pensa allo stesso modo. Del resto, non discutiamo su verità rivelate, ma su opinioni che possono anche essere meglio definite nella razionalità della dialettica costruttiva.

    Tornando al nostro argomento, è necessario chiarire che, per quanto mi riguarda, la blasfemìa non mi scalfisce più

    di tanto, né rimango scandalizzato per parole o eventuali vignette pubblicate.

    Tuttavia provo un po’ di amarezza nei confronti delle persone che le usano e le creano, in quanto mi addolora la superficialità

    di chi è indifferente alla sensibilità altrui e, comunque, di chi è lontano dalla fede e parla male di cose che non conosce. Mi tornano alla mente le parole del grande “laico” D o s t o ev s k i j nella lettera ad una sua ex allieva: “… Voi scrivete che hanno distrutto in voi la fede in Cristo. Ma come mai non vi siete prima di tutto posta la domanda: chi  sono costoro che negano Cristo come Salvatore? Io non mi domando se sono buoni o cattivi, ma se conoscono Cristo.

    Credetemi, non lo conoscono, perché dopo averlo conosciuto, sia pure soltanto in parte, non si può non vedere che è qualcosa

    di eccezionale…In secondo luogo, tutti costoro sono di peso così leggero che non hanno una preparazione per conoscere ciò che negano” ( E p i s t o l a r i o, vol. II, Lettera ad una studentessa dei corsi superiori femminili). Secondo lo scrittore, la causa principale della miscredenza va ricercata nell’ignoranza e nella intemperanza. Io penso allo stesso modo: è dalla mancanza o superficialità della conoscenza che nasce la blasfemia, cioè dal non capire cosa è la fede per chi crede.

    L’amico Palumbo sostiene che il problema è di chi si sente offeso, non di chi offende. L’affermazione appare piuttosto debole: se una persona che ritieni amica ed alla quale non hai fatto alcun male ti rifila un calcio, affermando che sta soltanto scherzando, il problema riguarda chi si sente, o meglio, è stato offeso, o di chi, esagerando, ti ha provocato un male? Il mio stimato interlocutore argomenta: “Se tutti avessimo un sincero e anche minimo distacco pure da ciò in cui crediamo, l’ironia e la satira non ci sembrerebbero offese, ma situazioni a cui potremmo anche giustamente rispondere, replicare. Al contrario, se ciò in cui crediamo lo consideriamo intoccabile, è evidente che l’ironia e la satira ci paiono un intollerabile dileggio. E’ il nostro considerare intoccabile, non criticabile, non oggetto di ironia, qualcosa che fa nascere in noi l’idea dell’offesa. Se avessimo più

    ironia ed autoironia non grideremmo alla lesa maestà di alcunchè”. Come dire, al male si aggiunge la beffa!

    A chi crede, non si può chiedere di credere un po’ di meno o di rimanere un po’ distaccato: si provi a chiedere ad un cristiano, ma anche ad un ebreo o ad un musulmano o a credenti in altre fedi religiose, perché, come ed in nome di che cosa o di chi dovrebbe mostrare un minimo distacco da ciò in cui crede profondamente, come non si può chiedere a chi ama sinceramente una persona di smorzare o smettere di amarla per un momento, o di fare finta di non amarla!

    Detto questo, penso che il buon Dio sorrida benevolmente di queste cose e, come gli è consuetudine, lasci alla libertà degli uomini la possibilità di sbagliare.

    Personalmente, invece, sono rammaricato per chi non riesce a coniugare la giusta libertà di opinione e di espressione, che sicuramente vanno tutelate, con il corrispondente diritto del credente ad essere rispettato nella sfera più intima del proprio essere. Su questo, ne sono sicuro, l’amico Palumbo è pienamente d’accordo con me. O no?

    * parroco della cattedrale di Canosa

     

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  • Il Campanile on-line.... Marzo/Aprile 2015

    "Il campanile" .....si cambia!

    Nuova veste tipografica per "IL CAMPANILE" con in più inserto per i bambini

    "IL CAMPANILINO"

    Clicca qui per scaricare entrambi >

     

  • L'angoscia di una assenza.... Meditazione sul Sabato Santo

    Tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione. Quanto tempo restò sepolto nel sepolcro Gesù? Furono tre giorni non interi, dalla sera del Venerdì fino all’alba del giorno dopo la festa del Sabato ebraico, che oggi è la Domenica di Pasqua, ma che per gli Ebrei era il primo giorno della settimana; in tutto durò circa 40 ore. 
    Bisogna dire che con la liturgia odierna, la “Veglia Pasquale” è prevista in buona parte delle nostre chiese e cattedrali, con inizio verso le 22 del sabato; ma la Veglia pasquale, madre di tutte le Veglie celebrate dalla liturgia cristiana, pur iniziando nell’ultima ora del sabato, di fatto appartiene alla Liturgia solenne della Pasqua. 

    ....meditazioni sul Sabato santo di Joseph Ratzinger (S.S. Papa Emerito  Benedetto XVI)

    Nel breviario romano la liturgia del triduo sacro è strutturata con una cura particolare; la Chiesa nella sua preghiera vuole per così dire trasferirci nella realtà della passione del Signore e, al di là delle parole, nel centro spirituale di ciò che è accaduto. Se si volesse tentare di contrassegnare in poche battute la liturgia orante del Sabato santo, allora bisognerebbe soprattutto parlare dell’effetto di pace profonda che traspira da essa. Cristo è penetrato nel nascondimento (Verborgenheit), ma nello stesso tempo, proprio nel cuore del buio impenetrabile, egli è penetrato nella sicurezza (Geborgenheit), anzi egli è diventato la sicurezza ultima. Ormai è diventata vera la parola ardita del salmista: e anche se mi volessi nascondere nell’inferno, anche là sei tu. E quanto più si percorre questa liturgia, tanto più si scorgono brillare in essa, come un’aurora del mattino, le prime luci della Pasqua. Se il Venerdì santo ci pone davanti agli occhi la figura sfigurata del trafitto, la liturgia del Sabato santo si rifà piuttosto all’immagine della croce cara alla Chiesa antica: alla croce circondata da raggi luminosi, segno, allo stesso modo, della morte e della risurrezione. 
    Il Sabato santo ci rimanda così a un aspetto della pietà cristiana che forse è stato smarrito nel corso dei tempi. Quando noi nella preghiera guardiamo alla croce, vediamo spesso in essa soltanto un segno della passione storica del Signore sul Golgota. L’origine della devozione alla croce è però diversa: i cristiani pregavano rivolti a Oriente per esprimere la loro speranza che Cristo, il sole vero, sarebbe sorto sulla storia, per esprimere quindi la loro fede nel ritorno del Signore. La croce è in un primo tempo legata strettamente con questo orientamento della preghiera, essa viene rappresentata per così dire come un’insegna che il re inalbererà nella sua venuta; nell’immagine della croce la punta avanzata del corteo è già arrivata in mezzo a coloro che pregano. Per il cristianesimo antico la croce è quindi soprattutto segno della speranza. Essa non implica tanto un riferimento al Signore passato, quanto al Signore che sta per venire. Certo era impossibile sottrarsi alla necessità intrinseca che, con il passare del tempo, lo sguardo si rivolgesse anche all’evento accaduto: contro ogni fuga nello spirituale, contro ogni misconoscimento dell’incarnazione di Dio, occorreva che fosse difesa la prodigalità inimmaginabile dell’amore di Dio che, per amore della misera creatura umana, è diventato egli stesso un uomo, e quale uomo! Occorreva difendere la santa stoltezza dell’amore di Dio che non ha scelto di pronunciare una parola di potenza, ma di percorrere la via dell’impotenza per mettere alla gogna il nostro sogno di potenza e vincerlo dall’interno. 
    Ma così non abbiamo dimenticato un po’ troppo la connessione tra croce e speranza, l’unità tra l’Oriente e la direzione della croce, tra passato e futuro esistente nel cristianesimo? Lo spirito della speranza che alita sulle preghiere del Sabato santo dovrebbe nuovamente penetrare tutto il nostro essere cristiani. Il cristianesimo non è soltanto una religione del passato, ma, in misura non minore, del futuro; la sua fede è nello stesso tempo speranza, giacché Cristo non è soltanto il morto e il risorto ma anche colui che sta per venire. 
    O Signore, illumina le nostre anime con questo mistero della speranza perché riconosciamo la luce che è irraggiata dalla tua croce, concedici che come cristiani procediamo protesi al futuro, incontro al giorno della tua venuta.

     

  • Il re, Philipon e la libera satira....bella e franca discussione sulla satira.

    di Michele Palumbo....riprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 aprile 2015 (commento all'articolo di Mons. Felice Bacco pubblicato sulla stessa Gazzetta il 15 aprile 2015....sotto riportato)

     

    Su queste pagine si è aperta una bella e franca discussione sulla satira, anzi sui limiti eventuali alla satira. Personalmente avevo già espresso la mia opinione, che a beneficio dei lettori ribadisco: se c’è (e c’è) libertà di idea, c’è anche libertà di parola e

    quindi pure libertà di stampa e naturalmente di satira. Ma questa libertà, si è chiesto e si chiede mons. Felice Bacco, parroco della cattedrale di Canosa, è assoluta?

    La risposta non può, quando si parla di idee, essere che sì, sì la libertà di idea è assoluta. E quindi anche la libertà di espressione di quelle idee deve essere assoluta e, conseguenza, la libertà di stampa (in riferimento alle idee, non ovviamente ai fatti che non possono essere ‘liberamente’ né ignorati né travisati) e di satira è egualmente assoluta. Se così non fosse, ci sarebbe una questione immediata da risolvere: quali sono le idee che non possono essere espresse sulla stampa (anche satirica)?. E chi, ed

    in nome di cosa, dovrebbe stabilire cosa si può dire, disegnare e scrivere? E’ evidente, per quanto mi riguarda, che l’orizzonte della libertà di stampa, e di satira, non può essere il divieto e la censura.

    Don Felice Bacco, con il gradevole garbo che lo contraddistingue anche quando discute in contraddittorio, ha replicato a questa mia presa di posizione ed ha risposto in questo modo: “Quando si affrontano tematiche religiose (non dimentichiamo che la discussione sulla libertà di satira è nata a margine del terribile attentato contro i disegnatori ed i giornalisti della rivista francese “Charlie Hebdò”, ndr), che quindi coinvolgono la sfera più intima della persona umana, qual è la coscienza, non è giusto, né ‘ra gionevole’, a mio modesto avviso, cadere nella blasfemia, in quanto non può e non deve esistere un diritto ad offendere i valori intimi dell’altro o degli altri! La religione non è semplicemente un’idea o u n’opinione, ma è intimamente legata alla dignità stessa della persona, al suo essere, alla sua coscienza e mai e nessuno può concedersi il diritto di violentare la coscienza di un altro”.

    Come (contro)rispondere a don Felice Bacco, sacerdote colto ed illuminato? Provo a fare un ragionamento: in realtà il concetto di offesa non è tanto nella satira, ma in colui che si sente offeso dalla satira.

    Spiego: se tutti avessimo un sincero e anche minimo distacco pure da ciò in cui crediamo, l’ironia e la satira non ci sembrerebbero offese, ma situazioni a cui potremmo anche giustamente rispondere, replicare. Al contrario, se ciò che in cui crediamo lo consideriamo intoccabile è evidente che l’ironia e la satira ci pare un intollerabile dileggio. E’ il nostro considerare intoccabile, non criticabile, non oggetto di ironia qualcosa che fa nascere in noi l’idea dell’offesa. Se avessimo più ironia ed autoironia non grideremmo mai alla lesa maestà di alcunché.

    E a prova di questo ragionamento, voglio portare la vicenda di Charles Philipon, giornalista, disegnatore e caricaturista francese (1800-1861).

    Philipon diresse numerosi giornali satirici e su uno di questi fogli, “La Silhouette”, pubblicò una sua vignetta-caricatura contro il re Luigi Filippo d’Orleans. Una vignetta che vedeva trasformare il volto del re progressivamente in una pera. La caricatura, pubblicata nel 1830, venne considerata scandalosa. Il re si infuriò, i giudici intervennero, la censura si diede da fare, ci fu anche un processo che si concluse con una condanna a sei mesi di carcere ed una multa di 1.000 franchi. E questo perché Philipon aveva osato disegnare la testa del re a forma di pera.

    Oggi la vignetta di Philipon ci fa sorridere, ma il Re, che non ammetteva che ci potesse essere nei suoi confronti una critica e men che mai un divertente dileggio, considerò quella caricatura un’offesa, uno scandalo, un’invettiva oscena e scurrile. E invocò ed ottenne la censura, la multa, il carcere. Appunto: l’offesa, lo scandalo, l’oscenità, a pensarci bene, non sono presenti nella vignetta del caricaturista francese, ma è il re a ritenere che ci sia tutto questo per un semplice motivo: si ritiene intoccabile.

    Ritorniamo, dunque, alle domande iniziali: chi deve decidere cosa è intoccabile? E alla premessa che poi è anche la conclusione: per la satira non esiste nulla di intoccabile, altrimenti diventa greve, volgare, scandalosa anche il disegnare un re con la testa a forma di pera.

    Non penso di essere riuscito a far cambiare idea a don Felice Bacco, rimane però il piacere di discutere con lui.

    Scusate qualche parola.

     

    mons. Felice Bacco.....dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 aprile 2015.

    La libertà (anche di satira), le idee e la religione

    Torno sull'argomento riassunto dall'amico Palumbo su queste pagine con la domanda: la libertà di opinione e di espressione deve essere assoluta? Egli risopnde argomentando: "... è evidente che ogni singola libertà deve tener conto di altre singole libertà e, quindi, nei fatti e nelle azioni il problema non si pone".

    Dal punto di vista delle idee, invece, continua Palumbo: "... quando si parla di idee, la libertà è assoluta. Se c'è libertà di idea, c'è anche libertà di parola e quindi pure libertà di stampa e naturalmente di satira".

    Liquidando sbrigativamente il problema, viene da pensare che le due precedenti affermazioni, nel passaggio tra la libertà delle idee, assoluta, e la libertà di espressione, che delle idee si fa portavoce e di conseguenza si manifesta agli altri con conseguenze che toccano la responsabilità di chi comunica e dei possibili destinatari, appaiano e siano contraddittorie, ma proviamo ad approfondire.

    Siamo d'accordo con l'amico Palumbo che la libertà di idea può essere assoluta, in quanto rimane una questione di pensiero e quindi di coscienza individuale; un eventuale pensiero blasfemo non offenderebbe ancora direttamente nessuno (al limite, il problema si potrebbe porre a livello morale, in quanto la valutazione morale riguarda non solo le azioni, ma anche le intenzioni. Anche le idee possono essere immorali!). Il problema si pone, invece, quando si passa dalla libertà di idea alla libertà di esprimerla, magari per mezzo della stampa o con disegni satirici, in quanto la comunicazione dell'idea potrebbe offendere l'altrop, procurargli sofferenza. Quando si affrontano tematiche religiose, che quindi coinvolgono la sfera più intima della persona umana, qual è la coscienza ("sacrario dove l'uomo vive l'intimità con Dio" Gaudium et Spes n.16), non è giusto, nè "ragionevole", a mio modesto avviso, cadere nella blasfemia, in quanto non può e non deve esistere un diritto ad offendere i valori intimi dell'altro o degli altri! La religione non è semplicemente un'idea o un opinione, ma è intimamente legata alla dignità stessa della persona, al suo essere, alla sua coscienza e mai e nessuno può concedersi il diritto di violentare la coscienza di un altro. Mi verrebbe da riformulare, parafrasando le parole di Voltaire, citate anche dall'amico Palumbo, la stessa affermazione laica ed illuminista del filosofo, sostenendo: "Non aprrovo la tua religione, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto a non essere offesi in nome dell'altrui libertà".

    Il prof. Palumbo riprendendo le mie parole sui rischi che si correrebbero se la libertà di espressione fosse assoluta, quello per esempio di odiare o di avere idee razziste, afferma: "Certo che questo rischio esiste. Ma non possiamo neanche correre il rischio che qualcuno (chi?) debba dirci quello (cosa?) possiamo dire o non dire".

    Intanto c'è la nostra Costituzione che garantisce i diritti inviolabili della persona, tra i quali (art. 21) c'è la libertà di opinione, che va equilibrata continuamente con quella dei doveri. Ci sono le leggi, che a quella Costituzione devono ispirarsi, le quali hanno proprio lo scopo di indicare e salvaguardare valori che rendono possibile la convivenza civile, individuando comportamenti illeciti che nelle giuste sedi possono essere sanzionati. E' vero, il problema è anche politico, si sposta sul piano storico, fa affidamento all'equilibrio e alla lungimiranza delle persone, ma noi abbiamo oggi riferimenti sicuri per i quali ogni e qualsiasi giustificazione sarebbe un cedimento all'arbitrio del più forte. Il razzismo , per esempio è condannato dalla legge perchè fomenta l'odio tra persone che hanno un diverso colore della pelle o una cultura diversa dalla propria. Oggi si parla molto, per esempio, della opportunità di considerare l'omofobia un reato. Ma perchè solo le offese alla religione, blasfemia compresa, debbano essere considerate come un diritto, pena l'accusa di essere catalogati come oscurantisti o poco "illuministi".

    P.S. Complimenti per la scelta della gustosa vignetta correlata all'articolo.

  • La Santa Messa in TV.....diretta Rete 4

    Domenica 19 Aprile 2015

    Dalla Basilica Cattedrale San Sabino

    alle ore 10,00 la Santa Messa domenicale su Rete 4....

     

    Premi per il video

  • Festa Madonna della Fonte e delle primizie..... Streaming

     

    Sabato 11 aprile:

    • Convegno/dibattito su "origini dell'uva di troia"(ore 18,00);
    • esposizione di opere realizzate col vino della pittrice Arianna Greco;
    • visita agli stand espositivi e aninimazione a cura di vari gruppi folcloristici.

     

    Domenica 12 aprile

    • Concorso Madonnari (ore 10,00)
    • Benedizione degli agricoltori e dei mezzi agricoli (ore 10,30)
    • Celebrazione della Santa Messa in Cattedrale (ore 11,00)
    • Processione solenne con l'icona della Madonna della Fonte (ore 12,00)
    • Concorso Vini e Oli tra produttori agricoli; performance di sculture vegetali (ore 18,00)
    • Premiazione dei vincitori concorso Madonnari e produttori agricoli (ore 20,00)
    • Sagra dello strascinato di grano arso (ore 20,30)
    • Esibizione del famoso gruppo folk "I Cantori di Carpino" con danzatori della Tarantella del Gargano

     

     

     

    Celebrazione eucaristica

     

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    Momenti della Processione

     

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  • Il nostro tempo la libertà di odiare e la libertà d’amare......Felice Bacco

    Riprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 26 marzo 2015

    Dopo l’attentato alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, si è sviluppato in Francia, ma non solo, un grande dibattito sulla libertà di espressione e sui diritti di libertà in genere. Le domande di fondo che animano il dibattito sono soprattutto queste: è possibile porre dei limiti alla libertà o deve essere assoluta? Se si accettasse la seconda affermazione, dovrebbe essere garantito anche il diritto alla libertà di blasfemia? Proseguendo su tale strada, si potrebbe anche ipotizzare il diritto ad odiare o ad avere opinioni razziste con tutte le conseguenze, già sperimentate in passato ed ancora oggi? (vedi l’articolo su “La libertà di odio che divide la Francia” di Enrico Franceschini e Anais Ginori, pubblicato martedì 10 marzo su Repubblica).

    Con quali strumenti ci si difende quando si ritiene che il comportamento di altri abbia leso la libertà individuale o quella di gruppo? Basterebbe rileggere alcuni articoli contenuti nella prima parte della Costituzione della Repubblica Italiana per ottenere

    delle risposte. Tuttavia, vale la pena animare la riflessione.

    Sicuramente la libertà è uno dei beni più preziosi conquistati e custoditi nella democrazia moderna, è un diritto fondamentale della persona umana, ma la storia degli uomini e degli Stati dimostra che ancora oggi essa è interpretata a varie latitudini in modi estremamente diversi e con esiti spesso dirompenti. Anche questo è un argomento di estremo interesse, come dimostra quanto è accaduto in Francia e quanto avviene sotto mentite spoglie in altri angoli della Terra. Libertà e intolleranza sono antitetiche e inconciliabili. “Lo stato democratico –ha scritto sempre su Republica lo studioso francese Tzveta Todorof, noto anche in Italia per alcuni suoi saggi è espressione della volontà popolare e contemporaneamente protezione delle libertà individuali, che deve difendere insieme a una pluralità di valori come la sicurezza, la giustizia, l’eguale dignità di tutti. Tali valori tendono a limitarsi l’uno l’altro. E la politica di uno Stato è sempre un compromesso tra valori diversi. Limitare la libertà d’espressione non significa introdurre una censura oscurantista ma assumersi le proprie responsabilità”.

    Quello della libertà è un tema molto caro anche a noi cristiani che consideriamo la famosa “situazione dell’a l b e ro ” della Genesi (la proibizione divina di mangiare i frutti di un albero) come la rivelazione della libertà della persona umana sin dall’origine della creazione. Dio concede ad Adamo ed Eva la possibilità di aderire liberamente al Suo Progetto di vita o, come suggerisce il serpente, di prendere il Suo posto: “Sarai come Dio, stabilirai tu ciò che è bene e ciò che è male” ( G e. 3 , 6 ) .

    Con questa seconda opzione il solo “io” diventa fondamento del bene o del male. Ognuno, da solo, stabilirà quello che è bene per sè. Tolto Dio e il Suo progetto dalla propria vita, l’uomo non avrà altro dio all’infuori di se stesso. In questo caso la libertà dell’individuo diventa assoluta, in quanto egli solo stabilisce ciò che è bene per sé indipendentemente dal bene degli altri. Non c’è responsabilità nei confronti di alcuno, tanto meno rispetto al progetto creazionale di Dio, alla Sua verità sulla persona umana. Ciò che noi chiamiamo “pecc at o ” non è semplicemente e prima di tutto la trasgressione di una legge divina, ma la ribellione, la rottura, la negazione della relazione con Dio, è ‘mettersi in proprio’ considerando il bene come il risultato esclusivo ed escludente dei propri desideri e della propria volontà.

    Sicuramente c’è anche un principio laico, non confessionale, sempre valido, secondo cui la libertà della persona ha come limite la libertà dell’altro. Ma, anche in questo caso, vengono posti dei limiti alla propria libertà: l’altro, la sua sensibilità e il suo vissuto. Non è dunque assoluta, la libertà, non è senza alcuna limitazione!

    Ritornando sul tragico evento di Parigi, la domanda è se è lecito offendere la religione, il credo e la fede di una persona.

    Papa Francesco ci ha fatto capire, con il suo modo di intervenire franco e diretto, da alcuni giudicato estemporaneo, che la religione è tra gli affetti ed i valori più cari e intimi del credente: “Se uno parla male di mia madre, io gli dò un pugno”!

    L’immagine usata, che nessuno può immaginare possa incitare alla violenza, spiega che non si può trattare la fede o la religione come una semplice opinione, perché essa coinvolge i sentimenti più forti, la stessa coscienza delle persone.

    Bisognerebbe invece coniugare la libertà con la responsabilità, la libertà individuale con il rispetto e l’amore per l’altro. E’ quindi l’amore il criterio di discernimento: la libertà è sicuramente un diritto fondamentale, ma il suo uso non può offendere nessuno. La libertà va illuminata, guidata dalla carità, dal bene dell’altro, che va sempre salvaguardato. In tal modo, sia il credente che il non credente possono incontrarsi sulla base della reciproca consapevolezza dei limiti della libertà, nel rispetto anche dei diversi valori religiosi che non possono essere dissacrati e sacrificati sull’altare di un presunto diritto alla libertà assoluta individuale. Il cristiano va anche oltre e ritiene, alla luce degli insegnamenti evangelici, che la persona è tanto più libera quanto più ama.

    La festa di Pasqua, già celebrata dal popolo di Israele come memoria della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, nella luce del mistero della morte e resurrezione di Gesù Cristo, realizza il “passa g gio” dalla schiavitù del peccato alla libertà, la libertà d’amare! Gesù è l’uomo pienamente libero, perché ha amato ogni creatura fino al sacrificio della croce. L’Amore è quindi la bussola che deve guidare la libertà perché sia vera e sincera; l’Amore è la Verità che deve aiutarci a discernere le scelte affinchè queste siano veramente libere, responsabili.

    “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giov. (8,32).

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  • Il Museo dei Vescovi ha accolto ben oltre 26 mila visitatori... UN BILANCIO ESTREMAMENTE POSITIVO PER LA STRUTTURA DEDICATA A «MONS. FRANCESCO MINERVA»

    Riprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 24 marzo 2015 

    Il “Museo dei Vescovi mons. Francesco Minerva”, ad appena un anno e mezzo dalla sua inaugurazione, avvenuta alla presenza del Ministro allora in carica, Massimo Bray, si conferma tra le realtà museali più visitate
    a Canosa, con ben oltre 26mila visitatori in attivo. Diretto da mons. Felice Bacco e gestito dal curatore Sandro Sardella, dall’an - tichista Valentina Pelagio e dalla event planner Michela Cianti, rappresenta un sistema nuovo di esperienza museale, sospesa tra la precisione scientifica, la presenza tecnologica e il fascino antiquario.
    Esposizioni sempre frequenti, caratterizzate da un sistema dinamico di appena tre mesi di durata, offrono spaccati sempre diversi e svariati, in cui il visitatore è immerso in un ordine cronologico di eventi ed opere, dai reperti archeologici, dal VI secolo a.C., alle opere artistiche bizantino-normanne, sino a raggiungere lo spaccato del Settecento, Ottocento e Novecento, tutti narranti la storia della città di Canosa.
    Frequenti donazioni di privati cittadini, collaborazioni importanti e partnership, hanno permesso al Museo di accrescere il suo patrimonio espositivo, dedicando più di uno spazio a tutti quei privati ed aziende locali, che hanno deciso di investire in cultura, offrendo anche semplicemente le loro collezioni a pubblica fruizione.
    Tra queste collaborazioni, preziosa è quella con la direzione generale della Banca Intesa San Paolo, che ha offerto in visione la predella di Giovanni Boccati da Camerino, ampiamente richiesta dai visitatori e già vista da quasi un migliaio di persone in meno di due mesi espositivi. Caratterizzata dalla lucentezza dei colori, dal disegno preciso e mai scontato, l’opera del pittore rinascimentale stupisce anche per la precisione della narrazione, basata sulle opere agiografiche di Papa Gregorio Magno e di un Anonimo dell’VIII secolo, tutte concentrate sulla vita dell’Episcopo Sabino di Canosa.

    Il frammento della pala, è certamente uno dei pezzi artistici più preziosi del Museo, tra cui spiccano il crocifisso arabo normanno in avorio dell’XI secolo, il ventaglio liturgico, preziosi messali miniati, pergamene millenarie, opere di glittica e una notevole sezione numismatica, suddivisa per epoche ed eventi storici.
    L’appartamento storico, impreziosito dalle decorazioni del notevole artista liberty Gaetano Paloscia e del figurinista Gaetano Palumbo, è divenuto “Casa della Memoria d’Italia”, avendo mantenuto inalterato ed, anzi, integrato tutto l’originale arredo, le suppellettili, i documenti e persino il vestiario tra l’Ottocento e il Novecento, ricordando le due famiglie Fracchiolla e Minerva, legate anche all’età di passaggio tra il Regno delle Due Sicilie e l’Unità d’Italia, con un occhio particolare al Monsignore che ha deciso di donare la sua residenza alla Cattedrale di San Sabino per farne uno spazio museale.
    Frequenti sono anche le esposizioni nell’appartamento storico, di carattere prevalentemente antiquario. Il Museo, attualmente ancora aperto con orari invernali, è visitabile ogni martedì, giovedì, sabato e domenica mattina dalle 10 alle 12 e su appuntamento tramite call center al 377/2999862.
    Informazioni sono aggiornate e presenti sul sito www.museodeivescovi.com e il profilo Facebook “Museo dei Vescovi mons. Francesco Minerva”.

     Scarica l'articolo della Gazzetta del mezzogiorno > 

  • Domenica delle Palme.... significato, storia e origini tradizione

    Il 9 Aprile 2017 si festeggia l’inizio della Settimana Santa e l’ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino.

    Tale giorno vuole ricordare l’ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme, che in groppa ad un asinello fu osannato dalla folla festante, che agitò in aria rami di palma. Proprio il gesto di rendere onore a Gesù viene replicato oggigiorno, anche se in Italia al posto delle palme, che non sono certo una pianta tipica del nostro territorio, si agitano rami d’ulivo. Questi vengono benedetti dai sacerdoti, rigorosamente vestiti di rosso, o nel caso del Vaticano dal Santo Padre, e poi portati a casa per conservarli come simbolo di pace.

     

    Mosaici, oli su tela e affreschi: le immagini delle Palme ci sono state tramandate direttamente dalla storia ed in molte chiese sono presenti immagini o disegni della Domenica delle Palme.

    Il significato delle palme è da ricercare nella simbologia cristiana, che da sempre associa al ramoscello delle palme all’ascesa di Cristo e quindi alla rinascita ed immortalità del Signore.

    Invece qual è il significato del ramoscello di ulivo che viene regalato alle Palme? Il tradizionale scambio di ulivo che viene fatto alle Palme simboleggia un gesto di pace secondo la religione: infatti l’ulivo è il simbolo della pace, come spesso si legge nella Sacra Bibbia.

    Ricordiamo che con il giorno delle Palme non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del Giovedì Santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

     

    "Non siate mai uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona: Gesù, dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. Portiamo a tutti la gioia della fede! "......Papa Francesco

     

     

     

     

  • Resta con Noi Signore.... Domenica 22 marzo assisteremo alla prima in cattedrale

    Ore 19,30 il "Concerto/Presentazione" dell'ultimo lavoro del maestro Salvatore Sica.

    Resta con Noi Signore

    Messa per soli coro e orchestra

    testi di Felice Bacco e Salvatore Sica

     

    dirige il maestro Salvatore Sica

     

     

     

     

    La partecipazione è aperta a tutti.

  • 19 marzo San Giuseppe... auguri a tutti i papà

    Preghiera

    A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa.

    Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.

    Proteggi, o provido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo: assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e estendi ogni ora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo.

    Amen

  • "E' proprio della persona umana il non poter raggiungere un livello di vita veramente e pienamente umano se non mediante la cultura".....I mercoledì della cultura (calendario degli eventi)

  • 25 Marzo 2016... Adorazione della Croce

    ore 18,00 Adorazione della Croce, a seguire Processione dei Misteri

    L’azione liturgica del Venerdì Santo è dominata dalla croce che schiude lo spazio al silenzio e alla contemplazione dell’amore con cui Dio ha amato l’uomo tanto da fargli dono del suo Figlio. La contemplazione del mistero di Cristo Gesù che in obbedienza al Padre ha svuotato se stesso, assumendo la condizione di servo, sino alla morte di croce (cf. Fil 2,6-17), ispira alla Chiesa il canto di un antico inno alla Croce, “mistero di morte di gloria…albero fecondo e glorioso…bilancia del grande riscatto” (Inno dei vespri del Sabato Santo), albero della vita e simbolo del mondo nuovo, legno in cui cambia il destino dell’umanità: «Tu fosti l’albero degno di reggere il nostro riscatto, 
un porto prepari per noi, come arca di salvezza del mondo, 
del mondo cosparso di sangue versato dal Corpo di Cristo». Questo giorno santo, in cui la Chiesa non celebra l’Eucarestia e in cui il suo sguardo si concentra sul legno della croce, è dominato dal silenzio che si fa ascolto adorante. Il Venerdì Santo, infatti, essa celebra l’ora di Gesù, quell’ora sempre preparata, più volte evocata da Gesù nella sua predicazione e nelle sue azioni, nel suo cammino verso Gerusalemme, lì dove adesso porta a compimento l’opera del Padre. Il Venerdì Santo si condensa proprio in quell’ora in cui si realizza il passaggio di Gesù da questo mondo al Padre (cf. Gv 13,1). «L’ora della straziante sofferenza del Figlio di Dio, una sofferenza che, a venti secoli di distanza, continua a commuoverci intimamente e ad interpellarci. Il Figlio di Dio è giunto a quest’ora (cf. Gv 12,27) proprio per donare la vita a vantaggio dei fratelli. È l’ora dell’offerta - l’ora della rivelazione dell’infinito amore» (Giovanni Paolo II). «Quel che perdesti, lui ha trovato; / incontrerai da lui quello che amasti: / eternamente ti sarà legato / ciò che la sua mano ha restituito», scrive Novalis nei suoi Inni alla notte.
    È ancora una volta Ravenna a riservarci un’opera nella quale il mistero della redenzione operata da Cristo si annuncia e si rende visibile. Si tratta della decorazione di uno dei sarcofagi custoditi nel Mausoleo di Galla Placidia, e precisamente di quello riservato al figlio che la nobildonna ebbe da Costanzo III, Valentiniano III. È posto nel braccio sinistro dell’edificio e presenta al centro il bassorilievo raffigurante l’Agnello mistico, all’interno di un’elegante edicola dominata dalla presenza della croce che si erge al centro e sul cui asse orizzontale sono poggiate due colombe. Sia l’Agnello che la croce poggiano a loro volta su di una piccola altura che viene identificata con il monte Paradiso. L’Agnello mistico è un chiaro rimando sia al sacrificio della croce sia al compimento escatologico e alla pienezza di tutte le cose. La sua presenza in un sarcofago dice, insieme, il mistero della morte e della vita, della fine e dell’inizio. Dice la salvezza e il suo compimento ultimo. Cristo è l’Agnello di Dio indicato dal Battista, colui che porta su di sé il peccato del mondo (cf. Gv 1,29). È lui il servo sofferente che come un agnello viene condotto al macello (cf. Is 53,7). È lui, infine, che si offre al Padre in “sacrificio di soave odore” e che entra nell’oscurità del sepolcro per liberare l’uomo dalla morte. Per questo Cristo – e con lui-in-lui ogni credente – sa che il Padre suo non lo abbandonerà nel sepolcro, né lascerà che il suo corpo subisca la corruzione, ma gli indicherà il sentiero della vita perché abbia gioia piena nella sua presenza e dolcezza senza fine alla sua destra (cf. Sal 16,10-11). Sotto la croce la Chiesa sta con Maria e pronuncia la preghiera: «Madre di chi non ha madre, sul tuo grembo / posa la testa il dolore universale / e dorme, ebbro della fine della sua fatica» 

     

     

    Il “Santo Legno” della Croce in Canosa. Storica venerazione del Venerdì Santo. 

    Nel Venerdì Santo, giorno della Crocifissione e Morte di Gesù, a Canosa di Puglia,  la Processione dei Misteri, del Cristo Morto e dell’Addolorata si avvia dall’antica Chiesa del Carmelo che ha sede dal sec. XVII presso  via dei Carmelitani e Salita Calvario , nella memoria millenaria di fede e di storia dei monaci Carmelitani del I secolo d.C., i quali uscendo dal monastero del Monte Carmelo percorrevano il monte palestinese fino al Santo Sepolcro, posto ai piedi del monte. L'Ordine dei Carmelitani si propagò in tutta l'Europa nel sec. XII. E nell’antica Chiesa del Carmelo. 

    In molte Chiese della Puglia e di altre Regioni la Processione del Venerdì Santo ha inizio dalla Chiesa del Carmelo. 

    Nella Chiesa del Carmelo di Canosa, attualmente retta dall’affabile Parroco don Peppino Balice,  viene venerato il Santo Legno, portato solennemente in processione sotto il “paliotto” dell’Arciconfraternita. Nella memoria storica delle reliquia, sfogliando le pagine dell’Archivio Storico della Chiesa del Carmine, negli anni scorsi, don Nicola Caputo, attualmente Vice parroco della Cattedrale, ha rinvenuto l’attestato di autenticità del framento di legno, suggellato dal Vescovo di Andria, mons Giuseppe Cosenza nel 1842. Nella cronotassi dei Vescovi, il Vescovo mons. Cosenza resse la Diocesi di Andria dal 1832 al 1850, quando fu nominato Arcivescovo di Capua. 

    Oggi, nella personale lettura del testo latino, vogliamo porgerlo all’attenzione della Comunità civile e religiosa, porgendo la traduzione dei testi che riportano la specificità della reliquia con il latino manoscritto dal Segretario del Vescovo, mons. Nicola Brudaglio. 

    Fidem facimus atque testamur  nempe  particulam Sacrosancte Crucis Dni Nostri Iesu Christi, (in fede attestiamo il pezzetto della Santa Croce del Signore Nostro Gesù Cristo), … 

    ac reverenter reposuimus in Theca ex argento instar Crucis elaborata (e con deferenza lo abbiamo riposto nella Teca di argento elaborata a forma  di Croce).  

    11 febbraio 1842  -  Mons. Giuseppe COSENZA, Vescovo della Diocesi di Andria. 

    In effetti la teca di argento risulta a forma di Croce (instar Crucis), e l’ostensorio viene offerto al bacio devozionale dei fedeli al termine della processione.  

     Impregnata da secoli, da generazioni, della fede cristiana, la reliquia del Santo Legno, ha la benedizione del Cristo Morto, evocando una spiritualità autentica e commovente, nel giorno più santo della Storia dell’umanità.  

    Sulle vie dele radici ignote, sulle vie dell’attestato storico del Vescovo del 1842, sulle vie delle fede, veneriamo il frammento (particulam) della Santa Croce del Signore Nostro Gesù Cristo, venerata in alcune parti nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme in Roma. 

     

    Nel segno della Croce 

    maestro Peppino Di Nunno 

     

     

  • Il quinto giorno alle idi di febbraio Il dies natalis di San Sabino.

    Morte di San Savino”

    É la tavoletta smarrita della predella del Boccati da Camerino del 1473, forse presente nella collezione Spiridon a Parigi, che raffigura il dies natalis, il giorno della morte di San Sabino, che costituisce la solennità patronale del Pater Urbis a Canosa di Puglia. Alleghiamo un’immagine in bianco e nero su cui il Boccati ha posato la sua arte e la sua spiritualità.

    Alleghiamo alla pittura del Boccati la letteratura del Tortora.

    Sanctus Sabinus sanctissime moritur  (Testo del Prevosto Tortora, Roma 1758).

    Pretiosam  Sabini mortem eius sanctissimae vitae plane respondentem, monita & praedictiones ab ipso agoni proximo factas, lacrymas a suis filiis fusas, magnifica funera eidem celebrata plenissime describit noster Anonymus, qui solum de anno, quo mortuus, & de loco, in quo tumulatus fuit Sabinus, dubios nos linquit ita concludens: “Sanctissimus Praesul omnigloria dignus, post quinquaginta ac duos annos, quibus suam sanctam gubernavit Ecclesiam, quinto Idus Februarii ab hac luce migravit ad Dominum”.

    San Sabino muore in santità

    La preziosa morte di Sabino, corrispondente in tutto alla sua santissima vita, le esortazioni e le predizioni fatte da Lui, prossimo all’agonia, le lacrime profuse dai suoi figli, i solenni funerali celebrati allo Stesso, vengono descritti minuziosamente dal nostro Anonimo, il quale, solo nell’anno in cui è morto e nel luogo in cui fu sepolto, ci lascia dubbiosi così concludendo: “Il santissimo Presule, degno di ogni gloria, dopo cinquantadue anni, in cui ha governato la sua santa Chiesa, nel quinto (giorno ) alle idi di Febbraio, trapassò al Signore.”

    Era l’Anno del Signore del 566.

    (traduzione a cura di Giuseppe Di Nunno) . 

    Il quinto giorno alle Idi di Febbraio (13 Febbraio), corriponde al 9 Febbraio, come abbiamo riportato sabato 7 febbraio, in un momento formativo nella classe 2 D, con la collaborazion e della prof.ssa Lia Curci, presso il Liceo Statale Enrico Fermi di Canosa.

    Il testo “Preziosam mortem” si ispira al Salmo 115 delle Sacre Scritture: : “Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei giusti”.

    Abbiamo riportato un tassello di San Sabino patrimonio culturale e spirituale della Chiesa canosina, del popolo e della città. É un figlio di Canosa, un Vescovo di Canosa, il Patrono della città.

    Nella benedizione e protezione paterna rendiamo lode a San Sabino e rendiamo grazie al Signore

    nelle radici cristiane della nostra storia e civiltà, nella luce dell’intelletto, nella preghiera dello spirito, nella gioia eterna della santità.

     

    Ricerche storiche a cura del maestro Peppino Di Nunno

    Si prega di citare le fonti e l’autore.

    Divieto di riproduzione della foto.

    N.B. Cerco gentilmente le persone riportate nella fotografia del passato, nella devozione con le candele nella solennità di San Sabino.

  • Quaresima 2015..... programma degli eventi

     

    Basilica Cattedrale San Sabino Canosa

     

    Carissimi fedeli,

    viviamo con fede questo tempo di quaresima che ci prepara alla celebrazione della Pasqua.

    E’ tempo particolarmente favorevole per riappropriarci della nostra vita e liberarla da tutte quelle forme di schiavitù che rischiano di offuscare la nostra dignità di figli di Dio.

    E’ un tempo penitenziale, perché solo con la rinuncia e le scelte forti, ci rafforziamo nella volontà per scegliere di seguire la strada del servizio e della carità generosa.

    Riscopriamo la bellezza dei Sacramenti, dono di Gesù Risorto alla Sua Chiesa per testimoniare al mondo, con umiltà e semplicità di vita, l’Amore di Dio che salva e dà senso pieno alla vita.

    Vi invitiamo a camminare insieme, partecipando ai vari momenti di preghiera e di riflessione, perché la celebrazione della Resurrezione di Gesù realizzi anche la resurrezione della nostra vita cristiana.

    A Tutti: BUN CAMMINO DI QUARESIMA, PER UNA SANTA PASQUA!

     

    don Felice e don Nicola

    PROGRAMMA QUARESIMALE 2015

    18 febbraio - Le Ceneri: celebrazioni Eucaristiche con imposizione delle ceneri ore 8,15 - 18,30 - 20,00

    19 febbraio - Adorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30 - 21,00 (dalle 19,00 alle 21,00 c'è la possibilità di confessarsi)

    20 febbraio - III Venerdì dell'Addolorata; ore 17,45 Preghiera del Rosario, 18,30 Celebrazione Eucaristica, ore 19,30 catechesi cittadina sul sacramento della riconciliazione presso il salone della Parrocchia Gesù Giuseppe e Maria

    22 febbraio - I domenica di Quaresima

    24 febbraio - Incontro catechisti ore 20,00

    26 febbraio - Adorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30 - 21,00 (dalle 19,00 alle 21,00 c'è la possibilità di confessarsi)

    27 febbraio - IV Venerdì dell'Addolorata; ore 17,45 Preghiera dei sette dolori di Maria, 18,30 Celebrazione Eucaristica, 20,00 via Crucis Comunitaria (in Parrocchia)

     

    01 marzo - II Domenica di Quaresima

    02 marzo - Incontro genitori ragazzi di III media (sala Sabiniana)

    03 marzo - Incontro genitori ragazzi di IV elementare (sala Sabiniana)

    04 marzo - Incontro culturale al Museo dei Vescovi; ore 20,00__(clicca per il programma)_

    05 marzoAdorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30 - 21,00 (dalle 19,00 alle 21,00 c'è la possibilità di confessarsi)

    06 marzoV Venerdì dell'Addolorata; ore 17,45 Preghiera del Rosario, 18,30 Celebrazione Eucaristica, 20,00 via Crucis Comunitaria (in Parrocchia)

    08 marzoIII Domenica di Quaresima, ore 17,00 Ritiro dei giovani e giovanissimi presso "l'Opera sant'Antonio" dei Padri Dehoniani di Andria (adiacente Ipercoop)

    09 marzo - ore 19,30 incontro genitori I, II, III elementare (sala Sabiniana)

    10 marzo -  ore 19,30 incontro genitori IV elementare (sala Sabiniana)

    11 marzo - ore 19,30 presentazione del libro "Preghiere Laiche" con l'autore Michele Palumbo (giornalista) e Rino D'Aloiso (giornalista)

    12 marzoAdorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30 - 21,00 (dalle 19,00 alle 21,00 c'è la possibilità di confessarsi)

    13 marzoVI Venerdì dell'Addolorata; ore 17,45 Preghiera del Rosario, 18,30 Celebrazione Eucaristica, 20,00 via Crucis Comunitaria (in Parrocchia)

    15 marzo - IV Domenica di Quaresima; ore 17,30 ritiro per giovani adulti e famiglie presso i Padri Dehoniani di Andria (adiacente ipercoop)

    16 marzo - Incontro genitori V elementare, I, II media

    18 marzo - ore 19,30 Cineforum: "FIRE PROOF" (sala Sabiniana)

    19 marzo - Solennità di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale (festa del papà), Adorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30, Celebrazioni Eucaristiche ore 8,15 e 18,30, ore 20,00 Santa Messa Solenne con Famiglie, benedizione dei papà.....segue momento di festa.

    20 marzo - Inizio settenario all'Addolorata (tutte le sere: ore 17,45 Preghiera del Rosario, 18,30 Celebrazione Eucaristica), ore 19,30 Via Crucis Cittadina (zona castello)

    21 marzo - ore 17,30 Celebrazione Sacramento della Riconciliazione dei ragazzi di IV elementare, presso l'asilo Minerva

    22 marzo - Presentazione del disco "Resta con noi Signore" del maestro Salvatore Sica - ore 19,30

    25 marzo - ore 19,00 in Cattedrale: Innaugurazione mostra "Le croci secolari della devozione" (esposizione fino al 29 marzo;

    ore 19,30 "Le notizie fake" relatore Leonardo Zellino (giornaalista RAI) (sala sabiniana)

    26 marzo - Adorazione Eucaristica Comunitaria ore 10,30, ore 20,00 Liturgia Penitenziale Cittadina (saranno disponibili per le confessioni tutti i sacerdoti di Canosa)

    27 marzo - Memoria della Beata Vergine Addolorata, sante messe ore 6,30 - 7,30 - 8,30 - 10,00 - 11,30;  ore 18,00 Processione

    28 marzo - ore 17,00 Via Crucis per i Bambini

    29 marzo - Domenica delle Palme

    30 marzo - Via Crucis presso il Battistero di San Giovanni

     

    01 aprile - Messa Crismale nella Cattedrale di Andria

    02 aprile - ore 19,30 Messa in Coena Domini, ore 22,00 Adorazione Comunitaria

    03 aprile - ore 18,00 Adorazione della Croce, ore 19,00 Processione dei Misteri

    04 aprile - ore 22,00 Veglia Pasquale

    05 aprile - PASQUA DI RESURREZIONE, Celebrazioni Eucaristiche ore 7,30, 10,00, 11,00, 12,00, 19,30

    06 aprile - Lunedì dell'Angelo

    12 aprile - Memoria della Madonna della Fonte....festa delle primizie (ore 12,00 processione con l'icona della Madonna)

     

    * tutti gli appuntamenti sopra descritti saranno disponibili giornalmente, come promemoria, nella sezione "EVENTI IN PARROCCHIA" in home page sul sito.


  • Dalla scoperta a Bari, alla Mostra del Museo dei Vescovi. Ritorna a Canusium l’arte del Boccati.

    L’8 febbraio 2012 abbiamo pubblicato sul portale di Canosaweb, le ricerche storiche del Dies Natalis di S. Sabino, con la scoperta personale del ritrovamento della tavoletta del Boccati, che ritrae San Sabino e Totila. Siamo stati grati alla  dott.ssa Clara Gelao, Direttrice della Pinacoteca Provinciale Corrado Giaquinto di Bari, che ci ha trasmesso la scheda tecnica della tavoletta.

    In quella festività abiamo fatto mostra in Cattedrale della foto concessa dalla stessa Pinacoteca, che fu commentata personalmente il 9 febbraio 2012 al Parroco di Barletta, don Savino Lattanzio, pellegrino tra i visitatori.

    Oggi a distanza di due anni siamo lieti di poterla apprezzare dal vero nel Museo dei Vescovi, per opera di mons. Felice Bacco, coadiuvato dal curatore del Museo sabiniano.

    Ma, nelle omissioni, vogliamo riportare le radici della pubblicazione, con la Letteratura latina, tradotta nel 2012 dalla prof.ssa Giulia Giorgio, Docente di Lettere presso il Liceo Enrico Fermi di Canosa.   

    La tavoletta appartiene alla predella della Madonna in trono del Duomo di Orvieto, opera del Boccati da Camerino.

    La predella  fa parte dell’opera “Madonna in trono con Bambino tra i Santi Giovenale, Savino, Agostino e Gerolamo”, dipinta dal Boccati nel 1473 e oggi custodita nel Museo di Belle Arti di Budapest.

    L’opera fu realizzata come pala per la Cappella di San Savino nel Duomo di Orvieto e riporta sull’alzata dipinta del gradino in marmo i nomi dei Santi raffigurati”: S. IVVENALIS – S. SAVINVS – S. AVGVSTINVS – S. IEROLIMVS.

    Il dipinto è una tempera in oro su tavola di dimensioni cm 186,5 (altezza) x 162 (larghezza), dove il Vescovo Savino è il secondo da sinistra, accanto a San Giovenale.

    La larghezza (cm. 164 circa corrisponde alle quattro parti della predella, in cui ogni parte è larga cm. 40)

    L’artista Boccati realizzò la predella ai piedi della la Madonna con quattro scene di episodi prodigiosi della vita di San Savino, attingendo alla letteratura dei Dialoghi di San Gregorio Magno, eletto Papa nel 590 e deceduto nel 604.

    Il dipinto della Madonna in trono  è collegato alla Cappella di San Savino dell’antica Chiesa di San Giovenale a Orvieto, restaurata di recente.

     

    1. 1.      Il banchetto di re Totila (o San Savino cieco riconosce re Totila)

    La tempera su tavola di dimensioni cm. 30 x 41, fu acquisita, in comodato d’uso, dalla collezione del Banco di Napoli ed attesta la “tipologia dei personaggi del Boccati con le caratteristiche fisionomie  del naso camuso, degli occhi dai grandi bulbi rotondi infossati, dei volti tondeggianti”.

    Gli occhi chiusi dalla cecità raffigurano l’episodio tratto dai Dialoghi di S. Gregorio Magno (Libro II, 15) dell’incredulità manifestata da Totila, re dei Goti, circa le presunte qualità profetiche di San Savino. Trovandosi in Puglia il re Totila, invitato a pranza dal Presule, si sostituisce in silenzio  al servo nell’offrirgli la coppa del vino, ma San Sabino riconosce l’appartenenza della mano a Totila ed esclama : VIVAT  IPSA MANUS (Possa vivere questa mano!). La scena si svolge in un interno, visto in prospettiva, aperto sulla parete di fondo su una luminosa veduta urbana”.

    L’incontro avvenne intorno al 546 nella residenza episcopale nella vetusta urbs di Canusium e, nella topica agiografica, attesta le capacità politico-diplomatiche del Vescovo Sabino, che svolge la funzione di difensore e di pater urbis della pace e della sicurezza della città durante l’invasione e le distruzioni dei Goti.

    Per non lasciare incompleto il dipinto del Boccati, riportiamo la letteratura latina di Gregorio Magno, nel connubio tra pittura e letteratura, per non dimenticare il Latino e le fonti archivistiche, inserendo la locuzione famosa del “vivat ipsa manus” nel contesto letterario.

    “Quidam enim religiosi viri Apuliae provinciae partibus cogniti, hoc quod apud multorum notitiam longe lateque percrebuit, de Sabino Canusinae urbis episcopo testari solent, quia idem vir longo jam senio oculorum lumen amiserat, ita ut omnimodo nil videret”.

    Infatti alcuni uomini pii, noti nelle parti della provincia della Puglia, sono soliti testimoniare riguardo a Sabino Vescovo della città canosina, ciò che presso la conoscenza di molti si diffuse in lungo e in largo, poiché lo stesso uomo nella lunga vecchiaia aveva perso la luce degli occhi, al punto da non vedere nessuna cosa di ogni genere.

    “Tunc vir Dei, accipiens calicem, sed tamen ministrum non videns, dixit: “Vivat ipsa manus”. De quo verbo rex laetatus erubuit, quia quamvis ipse deprehensus fuisset, in viro tamen Dei quod quaerebat invenit”.

    Allora l’uomo di Dio, prendendo il calice, ma non vedendo tuttavia il servo, disse: “Possa vivere questa  stessa mano!”. Il re allietato da quella frase arrossì di vergogna, perché, sebbene egli fosse stato scoperto, trovò tuttavia ciò che cercava nell’uomo di Dio.

     

    Il dipinto del Boccati, giungendo a Canosa, prima nella ricerca e nella foto del 2012 e oggi, dal vero, nel 9 febbraio 2015, ha l’onore storico e artistico di essere mostrato nel Museo dei Vescovi, in questa “Città di Vescovi”, nella solennità del DIES  NATALIS del 9 Febbraio, ad arricchire una festa religiosa e civile dei Canosini.

     

    maestro Peppino Di Nunno

  • San Sabino e l’iconografia un binomio d’arte a Palazzo Minerva.....In mostra l’opera di Giovanni Boccati da Camerino

    Riprendiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 7 febbraio 2015.........di Antonio Bufano

    Giunge, come ogni anno, la festività patronale invernale, dedicata al ricordo della morte del Vescovo Sabino, accaduta il 9 febbraio

    del 566 d.C. A distanza di 1449 anni dalla scomparsa del Santo Patrono e figlio illustre della Canosa tardo imperiale, continuano ancora le stime e i confronti storici, assolutamente necessari a comprendere l’importanza che ebbe questo personaggio, non solamente nei secoli del governatorato di Bisanzio, ma sino ai primi anni del XIX secolo, con il governo di Ferdinando IV di Borbone.

    La festività vuol ricordare nel raccoglimento, il momento più alto e al tempo stesso, il momento di inabissamento della Storia di questa Città, poi schiacciata e devastata a tal punto dalle invasioni barbariche, da ridursi a un semplice villaggio che le cronache

    di viaggio del XVIII e XIX secolo, ricordano come addossato sul solo fianco di una collina. La Canusio sabiniana, nata innestandosi

    sulle preesistenze romane e greche, semplicemente convertendo templi pagani in avveniristici templi cristiani, dedicati ai Santi Martiri d’Oriente e d’Occidente, era nel VI secolo il simbolo della fusione culturale tra l’Oriente custode delle antiche tradizioni dell’Impero Romano ed un Occidente decaduto, in cui la stessa figura del Pontefice di Roma rischiava di perdere il suo Primato Petrino.

    Le Arti, giunte in soccorso al Vescovo canosino per porre in essere il suo progetto simbolico di fusione tra Culture, hanno espresso nei secoli quel dualismo sociale che Savinus volle nella sua città, in quanto egli stesso fu ritenuto per meriti diplomatici, l’unico a poter fronteggiare le molte crisi tra il Papato di Roma e l’Oriente di Giustiniano o, meglio ancora, di Teodora. In tal senso, il “Museo dei Vescovi mons. Francesco Minerva”, sede decretata ormai da oltre un anno a narrare la Storia della città e della Diocesi Primaziale e Palatina di Puglia, dedica uno spaccato di approfondimento al rapporto tra Sabino e l’iconografia mariana, attraverso

    l’esposizione di alcune opere appartenenti alla Basilica Cattedrale.

    Dall’Icona della Madonna della Fonte, passando attraverso la quadreria ufficiale della Basilica Palatina, dando importanza e risalto ad un progetto ormai annuale, che vede la presenza del pittore Giovanni Boccati da Camerino (Camerino 1420 circa – Perugia post 1480).

    L’opera, di eccezionale pregio artistico, appartenente alla Collezione della Banca Intesa San Paolo, custodita a Bari presso la Pinacoteca Provinciale Corrado Giaquinto, raffigura la scena di banchetto tra San Sabino e il re goto Totila. Si tratta di un frammento di una grande pala d’altare, composta da quattro formelle nella parte inferiore e una grande formella centrale con l’immagine della Madonna in trono, circondata da Santi e Saggi. La tematica dell’incontro, rappresenta uno dei punti focali della Vita del Santo Sabino, ricordata in primis nei Dialoghi di San Gregorio Magno, sino all’opera sulla Storia della Chiesa di Canosa del prevosto Angelo Andrea Tortora.

    L’incontro, dai contenuti oscuri ma dai risvolti salvifici per Canosa e per tutta la Diocesi, è il centro focale di una delle formelle più interessanti dell’opera realizzata da Giovanni Boccati da Camerino.

    Boccati da Camerino, gioca proprio attorno al rapporto diplomatico col re goto Totila, fermato dalla insolita espressione Viva questa mano!, pronunciata dal Vescovo Sabino durante il fatidico banchetto col re sopracitato, il quale la interpretò come sicura profezia di fortuna in battaglia.

    Poco tempo prima, San Sabino aveva riferito a San Benedetto che Roma sarebbe stata rasa al suolo dalle truppe di Totila; di riflesso il venerando Santo, gli rispose che Roma non sarebbe crollata sotto le mani di Totila, ma sconquassata da terremoti ed eventi funesti, l’ultimo e più punitivo di tutti, fu la peste nera del 590 dopo Cristo, sotto il pontificato di Gregorio Magno. Sabino, quindi, disse una falsità al re goto? Certamente ne aveva da guadagnare, considerando che il re non toccò né fece distruggere nulla o nessuno, che appartenesse alla Diocesi dell’anziano presule.

    Proprio al rapporto con San Benedetto, in mostra sarà esposto un quadro inedito, raffigurante la Madonna di Montevergine, del XVIII secolo. La tela, come sarà spiegato nella esposizione, rappresenterebbe un collegamento diretto tra la Basilica Cattedrale e un Monastero Benedettino, dedicato a San Quirico, fondato in età sabiniana e soppresso anche nelle murature, dopo secoli di abbandono, durante l’epoca del governo di Gioacchino Napoleone.

    Una nuova esposizione, voluta da mons. Felice Bacco e curata da Sandro Giuseppe Sardella, dall’antichista Valentina Pelagio e dalla Event Planner Michela Cianti, a simbolo di un ricordo forte ed indelebile che lega Canosa al suo illustre Santo: l’Episcopus Savinus de Canusio.

     

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  • La memoria svelata dell'icona della Chiesa della Passione a Canosa

    Sintesi della presentazione dell’icona della “Chiesa della Passione” .........Cattedrale di san Sabino, 2 febbraio 2015.

     

    Nella sera del 2 Febbraio 2015, nel corso della novena al Patrono san Sabino, è stata presentata nella Cattedrale di San Sabino, l’icona bizantina della B. V.  del Perpetuo Soccorso, custodita e venerata nella Rettoria della Cattedrale.

    La memoria scomparsa da 90 anni, ha atteso i tempi maturi odierni, per essere distaccata dalla parete nel corso del restauro della Chiesa della Passione, per svelare la sua identità nella pergamena sigillata sul retro, per essere esposta poi solennemente in Cattedrale, accanto al simulacro del Santo Patrono, nella Cattedrale di radici giustinianee  e bizantine.

    La scelta di mons. Felice Bacco del giorno della Candelora, riconduce la lettura dell’icona alle radici teologiche del “nunc dimittis” del Vangelo di Luca, che, nel presagio della Passione, hanno ispirato gli artisti della Madonna di Passione, Παναγία του Πάθους , venerata nel mondo monastico ortodosso, come nel sacro Monte Athos in Grecia, nel XIII secolo, per giungere all’icona del XV secolo dell’isola di Creta, approdata poi, tra prodigi, a Roma, e per divenire l’icona dei Padri Redentoristi, per volere del Pontefice Pio IX, con il nome della  “B. V.  del Perpetuo Soccorso”, diffusa nel mondo intero.

    Mentre la data del dicembre 1865, mi scorre nei pensieri della notte, la storia ci riconduce all’anno di grazia dell’avvio de 150° Anniversario della consegna dell’icona dalle mani di Pio IX con le parole: “fatela conoscere al mondo intero”.

    Infatti il Calendario 2015, che giungerà presto in  Cattedrale a Canosa,  curato dai Padri Redentoristi di Bussolengo, in provincia di Verona, riporta in copertina l’icona originale della Basilica alfonsiana romana e i Santuari che venerano la Madonna del Perpetuo Soccorso a Cracovia, a Madrid, in Irlanda, a Boston, a Santiago del Cile, a Rio de Janeiro, in Messico, a Manila, a Singapore, in Sardegna e, come aggiungiamo con semplicità, anche a …. Canosa di Puglia. Così riporta infatti l’intestazione della storica pergamena sigillata del settembre 1883, firmata dal Superiore Generale dei Redentoristi, Nicolas Mauron, su committenza del Sacerdote redentorista canosino Padre Antonio Maria Losito, Servo di Dio.

    La Panaghia tu Patus (Madonna di Passione) è stata anche  riscoperta nelle radici orientali, bizantine, con gli studi approdati al Mueso Bizantino Cristiano di Atene.

    I tempi maturi dei disegni divini, hanno atteso questo tempo per ricondurci sulle vie alfonsiane, già percorse dal Dottorato di mons. Felice Bacco, con gli studi di ricerca del maestro Peppino Di Nunno, che già nel 2010 aveva sfogliato le pagine dell’Archivio Storico della Chiesa della Passione, legata, nel patrimonio spiritale cittadino, al culto dela Memoria liturgica dei Sette Dolori, nel Venerdì di Passione, che precede la Domenica delle Palme, istituita nel 1714, da parte della Sacra Congregazione Pontificia.

    Lodiamo la Provvidenza per la memoria svelata dell’icona della B.V. del Perpetuo Soccorso, ritenendo un  “unicum” la sua venerazione in Canosa di Puglia per motivazioni storiche ed ecclesiali.

    • La Madonna di Passione, Παναγία του Πάθους (Panaghìa tu Pàtus), dell’Oriente bizantino, approdata a Roma dall’isola di Creta nel XV secolo e riprodotta a Canosa, fu consegnata nella Chiesa della Passione, “pro Ecclesia sanctissimae Passionis”, ad opera di un canonico Redentorista, oggi Servo di Dio, padre Maria Losito.
    • Il Pontefice Pio IX che consegnò nell’aprile del 1866, l’icona alla Congregazione dei Redentoristi di Roma, fu lo stesso pontefice a conferire alla Rettoria di Canosa il titolo di Chiesa della Passione (sub titulo Sanctissimae Passionis), con bolla papale del 1876, sub anulo piscatoris, presentata in copia nella Cattedrale, nella presentazione  del 2 Febbraio 2015.
    • L’icona bizantina della B. V. del Perpetuo Soccorso, si lega e svolge le vie mariane teologiche dell’antica icona bizantina di Maria SS. Della Fonte, venerata in Cattedrale come Patrona di Canosa, in una terra e Chiesa paleocristiana pugliese, intessuta di radici bizantine.
    • Sulle vie alfonsiane, dalla Basilica di Sant’Alfonso in via Merulana nell’Urbe, l’icona riprodotta approda a Canosa di Puglia, nella Rettoria della Cattedrale, che venera Sant’Alfonso Maria de’ Liguori compatrono della città dal 1800.

     

    Nelle vie della fede e del culto  mariano, scriviamo questa pagina di Chiesa di Canosa di Puglia , di devozione popolare, di storia, di arte, nel cammino avviato del 150° Anniversario della Madonna del Perpetuo Soccorso, dalla Chiesa Cattolica di Roma alla Chiesa del Mondo, nel legame cristiano con la Chiesa Ortodossa d’Oriente.

     

    Ci associamo, come al termine della presentazione in Cattedrale, a cantare l’Inno “Salve, Madre del Soccorso”, nunc et in hora mortis nostrae, adesso e nell’ora della nostra morte, Amen.

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    A cura del maestro Peppino Di Nunno

    Servizio fotografico di Sabino Mazzarella

    Liturgia e lettura teologica  di Mons. Felice Bacco

    Collegamento ad articolo precedente:  DALLA CHIESA DELLA PASSIONE DI CANOSA ALLA CHIESA ORTODOSSA....LUNEDÌ 2 FEBBRAIO, NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA RELIGIOSO PER LA FESTA PATRONALE DEL 9 FEBBRAIO, PRESENTAZIONE DELL’ICONA DELLA MADONNA DELLA PASSIONE O DEL PERPETUO SOCCORSO. 

  • Dalla Chiesa della Passione di Canosa alla Chiesa Ortodossa....Lunedì 2 febbraio, nell'ambito del programma religioso per la festa patronale del 9 Febbraio, presentazione dell’Icona della Madonna della Passione o del Perpetuo Soccorso.

    L’icona della B. V. del Perpetuo Soccorso, venerata dai Padri Redentoristi nel Santuario di Sant’Alfonso in via Merulana a Roma, ci ha  scritto dall’Istituto Storico di  Roma sulla riscoperta dell’immagine preziosa venerata nella Rettoria della Passione di Canosa dal 1883.

    Ma, valicando le porte dell’Oriente, abbiamo riscoperto le radici bizantine della Beata Vergine, venerata nella Chiesa Ortodossa, come Παναγία του Πάθους,  (pr. Panaghìa tu Pàtus),  Madonna di Passione, presente in molti santuari dell’Oriente e nel Museo Bizantino e Cristiano  di Atene.

    L’icona bizantina originaria, identica a quella del Perpetuo Soccorso, è ispirata teologicamente alla Presentazione di Gesù al Tempio, nella profezia di Simeone (Luca, 2, 33), evocata nella festa della Candelora del 2 Febbraio. L’icona proviene dall’isola di Creta nel XV secolo ad opera del pittore cretese Andrea Rizo Da Candia.

    L’icona della “Madre di Dio della Passione”, venerata il tutto l’Oriente cristiano, nella Russia e nel mondo slavo, è un’icona classica dell’agiografia ortodossa. La troviamo per esempio in Grecia, a Mosca, nel Museo di Atene, nel Monastero di Kutlumussìu, presso il Monte sacro Athos, dove l’icona è denominata “Strastnaja” o “dei Dolori”.

     Nell’icona ricorre un’iscrizione ai lati del nimbo, con quattro versi giambici. L’icona  riporta un testo di greco bizantino, con le parole che l’Arcangelo Gabriele rivolge alla Vergine Maria, mentre il Bambino Gesù volge lo sguardo umano di timore verso la Croce, retta dall’Arcangelo.

    Gabriele nel mistero dell’Annunciazione, non  interrompe il suo messaggio alla Madre di Dio.

    Il testo in greco bizantino evoca:

    «Ο ΤΟ ΧΑΙΡΕ ΠΡΙΝ ΤΗ ΠΑΝΑΓΝΩ ΜΥΝΗΣΑΣ ΣΥΜΒΟΛΑ
    ΝΥΝ ΤΟΥ ΠΑΘΟΥΣ ΠΡΟΔΕΙΚΝΥΗ 
    ΧΡΙΣΤΟΣ ΔΕ ΘΝΗΤΗΝ ΣΑΡΚΑ ΕΝΔΕΔΥΜΕΝΟΣ 
    ΠΟΤΜΟΝ ΔΕΔΟΙΚΟΣ ΔΕΙΛΙΑ ΤΑΥΤΑ ΒΛΕΠΩΝ»

    Fr. Rosario Scognamiglio, Padre della Basilica di San Nicola di Bari, Docente emerito di Patrologia presso la Facoltà Teologica Pugliese, ci riporta la traduzione letterale.

    « Colui [=l’Angelo Gabriele] che precedentemente aveva recato il messaggio dell’ “Ave”

    alla Tutta Pura, adesso mostra prima [del tempo] i simboli della passione. Ma il Cristo,             essendo rivestito di carne mortale,  provando trepidazione per il destino di morte, trema al vedere questi [simboli]». 

    La versione libera, concettuale, attesta:

    “Lo stesso angelo Gabriele, che prima aveva recato il messaggio dell’Ave alla Vergine Maria. adesso le mostra in anticipo i simboli della passione. Ma il Cristo, che ha assunto la natura umana, ha timore della morte ed è angosciato alla vista di questi segni”

    E la Direzione del Museo Bizantino e Cristiano di Atene, retto dal Ministero della Repubblica Ellenica, ci scrive, augurandoci Buon Anno, inviando a don Felice Bacco un messaggio di condivisione dell’icona custodita al momento nella Cattedrale di San Sabino.

    “Vi ringraziamo per la vostra lettera e per le vostre richieste, il testo che accompagna la vostra icona della Madonna della Passione fa riferimento all’arcangelo Gabriele dell’Annunciazione ed ecco di seguito la sua traduzione in inglese: “The one who greeted the Blessed Virgin before, now displays symbols of passion; Jesus, who donned a human body, dreading death, grew afraid seeing the symbols of Passion” .

    L’epigramma ricalca la tradizione di giustapporre la gioia profetizzata dall’Arcangelo per la nascita del Cristo con il preannuncio delle sofferenze future della Passione.

    Inviamo anche da parte nostra un messaggio di comunione fra le due chiese e in particolare in una regione, come la vostra, di lunga tradizione bizantina”.

    Nell’unità dei Cristiani, nel legame con l’Oriente e con la Chiesa Ortodossa, già suggellato nell’icona di Maria SS. della Fonte, riscopriamo in greco la devozione alla Madonna di Passione, venerata nella piccola Rettoria della Chiesa della Passione di Canosa di Puglia dal 1883, per opera di Padre Antonio Maria Losito, Servo di Dio.

    Il testo greco dell’icona bizantina inizia con “Ο ΤΟ ΧΑΙΡΕ” (O to Kàire), con il “Rallegrati”, l’AVE del Vangelo di Luca, nel connubio dei simboli della Passione. La Madonna della “Gioia” del “Rallegrati” ha vissuto il Mistero della “Passione”, dando “ Perpetuo Soccorso” al Figlio Gesù, dalla nascita, alla Crocifissione, alla Morte, alla Resurrezione e continua a dare “Perpetuo Soccorso” all’Umanità che a Lei si affida.

    Noi, nello spavento del dolore,  siamo le manine di Gesù che si afferrano al suo pollice materno.

    Nella Festa della Candelora, l’icona sarà presentata alle ore 19,30, nella Basilica Cattedrale di San Sabino, nel programma religioso della Festa patronale del 9 Febbraio, a cura del maestro Peppino Di Nunno

     

     

    maestro Peppino Di Nunno (ricercatore storico).

    Si richiede, nella diffusione, di citare le fonti e gli autori della ricerca. 

  • 21 Marzo 2016.... Una via Crucis sui luoghi della Memoria

    E’ ormai diventata una bella consuetudine quella di iniziare la Settimana Santa con una VIA CRUCIS nei luoghi più cari alla comunità cristiana di Canosa: la zona archeologica del Battistero. E’ lì che nasce la Chiesa di Canosa, la Diocesi Primaziale e la prima cattedrale, con accanto il battistero. E’ di grande significato e di forte impatto emotivo, riflettere tra i ruderi paleocristiani sulla passione e morte di Gesù Cristo. Anche Canosa, del resto ha avuto dei martiri nei primi due secoli di cristianesimo, persone che in nome della fede hanno deciso di morire, piuttosto che rinnegare il loro battesimo. Non a caso la zona archeologica di san Giovanni si trova a pochi metri dalle catacombe di santa Sofia, le uniche catacombe cristiane da Napoli in giù, se escludiamo la Sicilia. Sicuramente ne sapremo di pù della prima comunità cristiana se, superate le questioni burocratiche, le catacombe entreranno nelle disponibilità della Santa Sede per il consolidamento, la ricerca archeologica e la loro valorizzazione. La via crucis è composta da 12 stazioni, collocate all’interno dell’area e che vedranno la conclusione del percorso nel Battistero: lì rinnoveremo le promesse battesimali. La via crucis inizierà alle ore 20.00, appuntamento davanti all’ingresso del battistero, nella zona mercatale. 

     

  • Il Campanile on-line.... Gennaio/Febbraio 2015

    TROVATE NELLA CATTEDRALE DI ANDRIA RELIQUIE DI SAN SABINO

    La notizia è di quelle che sicuramente lasciano perplessi: che c’entra Andria con le reliquie di san Sabino? C’entra, perché nella cattedrale si conservano le reliquie di diversi Santi, che il vescovo depone solitamente nelle mense degli altari delle nuove chiese. Al centro della mensa dell’altare il giorno della consacrazione di una chiesa, vengono messi dei frammenti di reliquie di Santi in un piccolo contenitore di marmo nero (chiamato pietra sacra), per significare la comunione ecclesiale in Gesù Eucarestia della chiesa celeste con quella terrena. Infatti a Montemilone furono trovati qualche anno fa dei frammenti in una lastra di altare. Naturalmente le reliquie sono custodite in appositi reliquiari, sigillati, con il sigillo del Vescovo che ne ha accertato la provenienza. Qualche giorno fa, tra le reliquie sigillate custodite nella cattedrale di Andria, sono stati rinvenuti un frammento osseo di tre centimetri e della polvere ossea, in un piccolo contenitore sigillato, con l’iscrizione Sancti Savinus. Ricevuta la comunicazione dal presidente del Capitolo della Cattedrale, don Gianni Agresti, don Felice si è subito recato ad Andria e ha chiesto al Vescovo che le reliquie fossero conservate nella cattedrale di Canosa per la devozione dei fedeli. Ricevuto il consenso del Vescovo, il reliquiario è stato consegnato alla comunità di Canosa domenica 8 febbraio. Un doveroso ringraziamento al Vescovo e al Capitolo Cattedrale di Andria da parte della cittadinanza canosina.

    Troverete questo numero alla sezione "IL CAMPANILE"......premete qui.

  • "Ordinazione Diaconale".... Turturro Antonio

    Sabato 7 Febbraio 2015 ore 18,30....."Ordinazione Diaconale" di Antonio Turturro di Canosa.

    La Santa Messa con l'imposizione delle mani sarà presieduta da S.E.Mons. Raffaele Calabro concelebrata con il Presbiterio di Canosa.

     

    La celebrazione sarà diffusa in diretta streaming sulla home page del sito e in differita in questa sezione.

     

     

    registrazione della Messa di Ordinazione diacono Antonio Turturro

    7 febbraio 2015

     

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  • Mostra di presepi on-line... ritira il tuo attestato

    Con la liturgia del "Battesimo di Gesù" si conclude il periodo natalizio.....e ora di riporre i presepi.

    Si conclude pertanto anche la nostra iniziativa del "PRESEPE ON-LINE" che ci ha visti per la prima volta, condividere, mediante le foto, la propria passione e tradizione per l'allestimento natalizio più rappresentativo di tale evento.

    La mostra on-line è stata visitata, ad oggi, da circa 700 persone che hanno cliccato sul banner per esprimere il loro compiacimento per l'iniziativa e un "mi piace" al presepe di gradimento.

    Molte cose vanno perfezionate, ma come primo anno, possiamo ritenerci soddisfatti.

    Per questo, la redazione di www.sansabinocanosa.it, ha inteso premiare tutti i partecipanti alla "Prima Mostra di Presepi on-line" con un attestato di partecipazione personalizzato, da scaricare direttamente dal sito, cliccando sul link sotto riportato. (a partire da lunedì 12 gennaio 2015)

    (Link attestati)

    Inoltre, visto il gran numero di "mi piace" ricevuto dal presepe realizzato da don Nicola Caputo (ID_14) presso la propria abitazione, la redazione ha inteso premiarlo con un attestato di merito come "presepe con più consensi web". 

    Complimenti don Nicola........ al prossimo anno la rivincita.

    Il prossimo anno ci proponiamo di perfezionare sia il sistema di visione e apprezzamento di ogni presepe che le modalità di voto, introducendo oltre alle categorie (presepe di un bambino piuttosto che di un adulto), anche la possibilità di inviare piccoli video per apprezzare anche i movimenti inseriti nei vari presepi.

    Nel ringraziare tutti i partecipanti e i visitatori web, auguriamo un sereno anno nel "Signore che è Nato".

     

    n.b. Al Link indicato troverete tutti gli attestati classificati per ID.

    Cliccando sul download vi verrà chiesta una password.

    Inserire la mail con cui avete inviato le foto e si aprirà il file PDF.

    Potete salvarlo o stamparlo direttamente. Il formato impostato e A4.....ma si può stampare anche in A3 cambiando le impostazioni di stampa.

    Nel caso aveste delle difficoltà in merito, gli attestati potranno essere richiesti presso l'ufficio parrocchiale, don Nicola Caputo.

    La redazione www.sansabinocanosa.it rimane disponibile per eventuali chiarimenti all'indirizzo info@sansabinocanosa.it.



     

    Per chi vive il Natale con Spirito Cristiano il presepe è tra tutte le immaginazioni natalizie la rappresentazione più carica di senso e valore. 

    È la ricostruzione della nascita di Gesù, la descrizione dell’avvento.

    È un fenomeno culturale tra i più complessi e belli che esistano, in esso si assommano il sapere storico – religioso e le credenze locali.

    E' per questo che abbiamo pensato a una mostra di PRESEPI ON-LINE.

    Inviateci la foto del vostro presepe e la pubblicheremo sul sito in questa sezione.

    Ci sarà la possibilità di votarla in rete e stilarne una classifica per premiare il più votato.........probabilmente sarà il Tuo.

    Inviaci la foto del tuo presepe all'indirizzo info@sansabinocanosa.it

    (In caso di problemi di invio potete segnalarlo attraverso i commenti o telefonando al numero 0883 66 20 35)

    Premere qui per conoscere la storia del presepe

     

     

    Per "l'apprezzamento" di tutti, su gentile concessione del "Museo dei Vescovi" ......ricostruzione della natività napoletana del settecento, realizzata da Michela Cianti, con volti originali del Sammartino.

     

    L'opera è direttamente apprezzabile presso il museo durante tutte queste festività.

     

     

     

     Presepe San Sabino (fuori concorso)

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    Vota il presepe che Ti piace......registrati e vota direttamente sull'immagine o invia un commento , indicando L'ID relativo alla foto

    • per la registrazione cliccare su Login del menù a tendina e successivamente su "non possiedi un account?"....inserire i dati e confermare la registrazione. ........loggarsi e votare.

    I punteggi relativi a ogni presepe, espressi direttamente sulla foto (con votazione da 1 a 5 stelle,  sono visionabili cliccando sulla foto e scorrendo la barra laterale. Quelli inviati tramite i commenti sono visibili sotto.

    Commenti  

    0 #26 Sabino sabinodelia@libero.it 2015-01-10 15:50

    voto id_16

     +2 #25 Francesco francescodelia01@libero.it 2015-01-10 15:46

    voto id_14                                                                                                                             

    +1 #24 Francesco Francescosansonna3@gmail.com 2015-01-02 18:07

    Voto il presepe id 13 perché credo che sia uno dei più completi tra tutti gli altri.anche perché visto in funzione lascia veramente a bocca aperta complimenti!!!! !!  

    +1 #23 silvio silvio.disavino@hotmail.it 2015-01-01 15:42

    Voto presepio id 17  

    0 #22 roberto decorlineroberto@libero.it 2015-01-01 15:02

    Voto id 21   

    +48 #21 Sandro Sardella criosmegas@alice.it 2014-12-29 19:05

    Voto id_14 con un bel 5 stelle. La magia del Natale, in piena scuola napoletana per alcuni dettagli e prospettive, da chi conosce bene la materia.  

    +45 #20 Nik nicola.scj@libero.it 2014-12-29 13:06

    voto il presepe id-14. molto suggestivo nel paesaggio  

    +1 #19 stefy nicola_landolfi@libero.it 2014-12-28 22:58

    Voto id 17 

    0 #16 Rachele rachele-grimaldi@virgilio.it 2014-12-27 15:18

    Voto id 17 

    +1 #15 maryangela tarallog@libero.it 2014-12-27 14:54

    Voto l'ID 17 bello 

    +66 #14 achille achymery@libero.it 2014-12-26 22:47

    presepe bellissimo id_21_ac 

    0 #12 ornella orneblenda@libero.it 2014-12-26 18:35

    Voto id_17 molto bello!!! 

    +1 #11 silvio tronky28@hotmail.it 2014-12-26 14:13

    Mi piace l'ID 17. Bravi tutti 

    +4 #10 sabina sa.da2010@libero.it 2014-12-26 13:36

    Completo,meravi glioso,curato nei minimi dettagli.Voto id_13_ldt 5 stelle! 

    +1 #9 dario dariogianfranco.daulisa@virgilio.it 2014-12-25 17:40

    Voto id 13 ldt 5 stelle veramente bello! 

    +2 #8 mimmo mimmodale@libero.it 2014-12-24 18:20

    voto id13 ldt 

    +2 #7 Gianni cris3468@libero.it 2014-12-24 13:50

    Voto id_13_idt 5 stelle Ricco di particolari e ben curato 

    +66 #6 leonardo dinodtm@libero.it 2014-12-23 21:24

    Complimenti d.nicola! Voto id_14_dnc 5 stelle 

    +6 #5 Giuseppe giuseppe.lamonaca@tin.it 2014-12-21 22:20

    Nessun dubbio curato nei minimi dettagli, Voto id_13_idt 

    +38 #4 Nico revenge_23@hotmail.it 2014-12-21 16:54

    Voto id_12_zd 5 stelle. 

    +7 #3 Marilena marilenapiazzolla@libero.it 2014-12-21 15:00

    Voto id_13_pp 5 stelle! 

    0 #2 sivia silvia71cris@gmail.com 2014-12-21 14:01

    Voto id_13 5 stelle!!!++++ 

    +6 #1 Nicola nick.2008@hotmail.it 2014-12-20 17:33

    Voto id_7_pp 5 stelle! :) 

     

     

    Riepilogo commenti
    ID Voti Weeb
    14 165
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    16 1
    2 1
    3 1

       BRAVI TUTTI!!!!!!!!

    {jcomments off}

  • Udienza del Papa.....mercoledì 8 Aprile 2015.

    ....per l'occasione è stato organizzato un Pellegrinaggio a Roma per assistere all'udienza del Santo Padre "Papa Francesco".

    I posti sono limitati.........c'è ancora una modesta disponibilità!

    La quota di iscrizione è di € 30,00

    Per le iscrizioni rivolgersi presso gli Uffici parrocchiali a don Nicola Caputo.

  • II^ edizione de "IL Caffè Letterario"... si riaprono i battenti.

    L'antica Libreria del Corso, in collaborazione con la Biblioteca Sabiniana e la FIDAPA è lieta di annunciare la

    II^ EDIZIONE DEL CAFFE' LETTERARIO A CANOSA

    il primo evento della seconda edizione sarà il giorno 28 gennaio 2015 alle ore 19,00 presso la Sala Sabiniana.

    Interverrà la prof.ssa Linda Lacidonia che presenterà il libro di M. Gramellini e C. Gamberale: "AVRO' CURA DI TE"

    Tutti gli appassionati di lettura e gli interessati al tema possono partecipare liberamente.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Calendario dei successivi incontri: (salvo variazioni per imprevisti)

    Mercoledì 11 Febbraio 2015

    Giovedì 19 febbraio 2015

    mercoledì 11 Marzo 2015

    mercoledì 25 marzo 2015

    mercoledì 8 aprile 2015

    mercoledì 22 aprile 2015

    mercoledì 6 maggio 2015

    mercoledì 20 maggio 2015

    Temi, Aggiornamenti e/o annunci, saranno resi noti attraverso il nostro portale nella sezione "NEWS", "calendario eventi" e "EVENTI CULTURALI".

     

     

  • Sabato 24 gennaio la Chiesa celebra la memoria di san Francesco di Sales patrono dei giornalisti .......presso la Cripta della Cattedrale di Canosa ore 11.00 celebrazione Eucaristica.

     

    Carissimi colleghi ed operatori della comunicazione,

    sabato 24 gennaio la Chiesa celebra la memoria di san Francesco di Sales, vescovo, dottore della Chiesa e patrono dei giornalisti e di quanti si occupano di comunicazione. Come negli anni scorsi questo appuntamento è per noi motivo per incontrarci insieme e celebrare l’Eucaristia.

    Il luogo scelto quest’anno per il nostro incontro è la cripta della cattedrale di Canosa: alle 11.00 celebreremo e subito dopo sarà possibile visitare con la guida il Museo dei Vescovi, accanto alla cattedrale.

    Invitiamo tutti gli amici ad essere presenti e ad estendere l’invito a quanti si interessano di comunicazione.

    Cogliamo l’occasione per salutare e augurare a tutti buon lavoro.

    Canosa, 16.01.’15

     

    Per la Diocesi di Andria                                           Per la Diocesi di Trani Barletta

    d. Felice BACCO                                                             diac. Riccardo LOSAPPIO

     

    FOTO DELL'AVVENIMENTO

     

     

     

    Notizie su SAN FRANCESCO DI SALES

                San Francesco di Sales, considerato come il padre della spiritualità moderna, ha avuto il merito di influenzare le maggiori figure non solo del "grand siècle" francese, ma anche di tutto il Seicento europeo, riuscendo a convertire al cattolicesimo persino alcuni esponenti del calvinismo.

    Nato nel castello di Thorens nel 1567, in Savoia (Francia), da una famiglia di antica nobiltà, Francois ricevette un'accurata educazione, coronata dagli studi universitari di giurisprudenza a Parigi e a Padova. Ma proprio nel corso della sua frequentazione accademica divennero preminenti i suoi interessi teologici, fino alla scelta della vocazione sacerdotale.

    Spinto da un enorme desiderio di salvaguardare la cristianità, mentre imperversava la Riforma portata avanti da Calvino e dai suoi seguaci, Francois (nome da noi italianizzato in Francesco), chiese udienza al vescovo di Ginevra, affinché lo destinasse a quella città, appunto il simbolo supremo del calvinismo e massima sede dei riformatori. Una volta insediatosi a Ginevra, non si fece remore a discutere di teologia con i protestanti, desideroso di recuperare quante più "anime" possibili alla Chiesa e soprattutto alla causa di Cristo da lui ritenuta genuina. Inoltre, il suo pensiero costante era rivolto alla condizione dei laici, preoccupandosi di sviluppare una predicazione e un modello di vita cristiana che fosse alla portata anche delle persone comuni, quelle cioè immerse nella vita difficile di tutti i giorni. Proverbiali i suoi insegnamenti pervasi di comprensione e di dolcezza, permeati dalla ferma convinzione che a supporto delle azioni umane vi fosse sempre la presenza di Dio. Non per nulla, molti dei suoi insegnamenti sono intrisi di misticismo e di nobile elevazione spirituale. L'Enciclopedia Garzanti della Letteratura lo definisce: "elegante predicatore e prosatore alieno dai toni aspri, abile nell'intrecciare immagini e idee".

    Grazie ai suoi enormi sforzi e ai grandi successi ottenuti in termini pastorali, divenne a sua volta vescovo di Ginevra. La città nel suo complesso, comunque, rimanese in mano ai riformati. Nel corso della sua missione di predicatore, conobbe a Digione Giovanna Francesca Frèmiot de Chantal, e dalla devota corrispondenza con la nobil donna doveva scaturire la fondazione dell'"Ordine della Visitazione".

    Morto a Lione il 28 dicembre 1622, venne dichiarato santo nel 1665 e successivamente proclamato dottore della Chiesa nel 1877, nonché patrono dei giornalisti cattolici nel 1923. E' inoltre fondamentale ricordare che al suo nome si ispira la confraternita dei Padri Salesiani, fondati da quell'altro grandissimo santo che fu Don Giovanni Bosco. L'attenzione dei Salesiani è più che altro rivolta alla crescita e all'educazione delle giovani generazioni, con un'attenzione particolare alla cura dei figli delle classi meno abbienti (come i famosi Oratori di Don Boscohanno insegnato per primi).

    Opere.

    Filotea, ovvero Introduzione alla vita devota

    Trattato dell'amore di Dio.

  • LA PREGHIERA (LAICA O NO) IL DUBBIO E LA RICERCA DI DIO.....


    Riprendiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del mezzogiorno del 11 gennaio 2015.........di Mons. Felice Bacco

    Ho letto con piacere la bella recensione di Rino Daloiso pubblicata sulla Gazzetta del 30 dicembre scorso, dell'ultimo libro scritto dall'amico Michele Palumbo: "Preghiere laiche". Non ho avuto modo di leggerlo, cosa che farò al più presto, ma conosco la maggior parte dei testi citati, che mi hanno sempre fatto pensare ai diversi modi di approciarsi alla problematica dell'esistenza di Dio ed ai diversi modi di percepire Dio, a tal punto che l'autore li definisce "Un Pantheon fatto di preghiere che contengono anche forti dubbi, ma anche un profondo senso religioso."

    L'idea del Pantheon mi ha fatto pensare al presepe che abbiamo allestito in cattedrale, nel quale da una parte c'è una piccola edicola votiva dedicata "Al Dio ignoto" (Atti, 17.23), dall'altra c'è la grotta della natività, con il Bambino Gesù in fasce.

    L'accostameto fa riferimento alla predicazione di san Paolo all'Areopago: "Passando e osservando i monumenti del vostro culto ho trovato un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve l'annunzio".

    Gesù è venuto per farci incontrare il Dio che era ignoto, quello che non conoscevamo pienamente, o che cercavamo senza trovarlo, o che continuiamo a cercare senza riconoscerlo, o perchè pur negando la sua presenza con la ragione, ne sentiamo fortemente il bisogno nel profondo del cuore.
    Non è, a mio modesto avviso, un "breviario delle pecorelle smarrite" o la "lode del dubbio", ma l'espressione di un itinerario di "fede": "non ti cercherei, afferma sant'Agostino nelle Confessioni, se tu non mi avessi già trovato".
    Il dubbio, la ricerca, la crisi ... non sono puro ateismo, ma al contrario i sintomi di una inquietudine che ci lega a Dio.
    Sono già un percorso di fede.
    La fede, come la vita cristiana, è un cammino: solo il Signore conosce a che punto siamo.
    Non è importante stabilire dove ci troviamo, ma che ci sforziamo onestamente di cercarlo: "Io non ritengo - dice di sè san Paolo - di essere arrivato .. questo soltanto so .. corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere"(Pil 3,13-14).
    Noi siamo vittime ancora di una concezione volontaristica della fede, dove credere significa "ritenere per vere" delle affermazioni, dire di sì con la volontà, con l'ossequio della ragione.

    Accanto alla bellissima espressione di George Bernanos, "il desiderio di pregare è una preghiera stessa", aggiungervi alcune bellissime riflessioni dell' "ateo", come lui stesso si definisce, Dovstoevskij, nella famosa lettera alla signora von Vizin: "Io vi dirò di me che sono un figlio del secolo, un figlio della miscredenza e del dubbio e che (lo so) lo resterò fino alla tomba.

    Quante terribili sofferenze mi è costata e mi costa ora questa sete di fede, la quale è tanto più forte nell'anima mia, quanto più sogno argomenti contrari. E tuttavia Dio mi manda talvolta dei minuti, nei quali io sono del tutto sereno, in questi minuti io amo e trovo di essere amato dagli altri e in questi minuti io ho cercato in me stesso il simbolo della fede, nel quale tutto mi è caro e sacro. Questo simbolo è molto semplice, eccolo: credere che non c'è nulla di più bello, di più profondo, di più simpatico, di più ragionevole, di più virile e perfetto di Cristo... E non basta; se mi si dimostrasse che Cristo è fuori della verità ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di Cristo, io preferirei restare con Cristo anzichè con la verità".
    Ma si può temere che questa sofferenza del cuore, questo desiderio dell'animo, non siano già accolti con benevolenza da Dio Padre? Mi spaventa piuttosto la fede di chi ritiene di avere chiuso il problema di Dio con il solo consenso della volontà (credo e non voglio troppi fastidi), o di chi ha ridotto la fede ad un'assicurazione per la vita, o ad una camomilla che tranquillizza. Una fede imbalsamata. Le parole del Vangelo portano in altra direzione: "Io sono venuto a portare il fuoco sulla terra..." (Lc-12, 49-53).
    Quel tenero Bambino in fasce, da accogliere con semplicità, che racchiude in sè il mistero della vita di ogni uomo, che, come tutti i bimbi nella loro fragilità, richiede ed ottiene la nostra tenerezza, sorprendentemente ci manifesta e s'incontra con la tenerezza di Dio per noi e dentro ognuno di noi: E' venuto a rendere visibile l'invisibile, noto l'ignoto. Ringrazio l'amico Palumbo e Rino Daloiso: contribuite a non archiviare il problema di Dio, ma farlo entrare nel nostro dibattito culturale.

      

    La preghiera laica? C'è

    Riprendiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del mezzogiorno del 30 Dicembre 2014.........L'Andriese Michele Palumbo autore di un volume che fa riflettere..... Tra Voltaire e De Filippo


    C'è la "preghiera a Dio (che c'è)" di Voltaire e anche la "preghiera a Dio (se c'è)" di Diderot.
    La "preghiera alla Natura" di d'Holbach precede la "preghiera all'uomo" di Kant. La "preghiera dolce" di Garcia Lorca sta insieme alla "preghiera a Maria" di Eduardo de Filippo.
    Ci sono poi la "preghiera disperata" di Pasolini e la "preghiera ironica" di Turgenev e la "preghiera sberleffo" di Pirandello. Prima ancora ci sono le canzoni-preghiere Liberanos Domine di Guccini e Il testamento di Tito di De Andrè. La conclusione è affidata alla "preghiera del dubbio" di Achille Campanile. E il dubbio, per definizione, non è mai una conclusione.
    Ecco il "proprio e personale Pantheon" che Michele Palumbo, docente di storia e filosofia al Liceo scientifico statale "Nuzzi", giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, ha costruito in Preghiere laiche (pagine 70, etetedizioni, 8 euro). Un Pantheon fatto di "preghiere - scrive l'autore - che contengono anche (forti) dubbi, ma anche (in fondo) un profondo senso religioso. Sono preghiere di filosofi (illuministi), di scrittori, di poeti, di cantautori e anche di umoristi".
    Le preghiere laiche sono appese al filo della scommessa di Pascal : se Dio esiste, si conquista la salvezza. Se non c'è, non è forse più felice l'esistenza di chi crede di non finire in polvere?
    Piuttosto che nella "convenienza" della scommessa, Palumbo si riconosce nella voltairiana "preghiera a Dio (che c'è)". "Fa in modo - sottolineava l'autore del Trattato sulla tolleranza - che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti, sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera".
    La preghiera, laica o religiosa che sia, per non contraddire se stessa, non deve scadere nel monologo o indulgere nell'enfasi parolaia. E qui soccorre il Vangelo di Luca: "Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sè: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perchè chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato".
    Sarà pure, quello di Palumbo, un "breviario delle pecorelle smarrite" ("Sempre che si siano smarrite. Sempre che siano pecorelle", annota l'autore stesso nell'introduzione), ma non sono forse quelle di cui va alla ricerca il Buon Pastore che ha cento pecore e ne smarrisce una e, trovatala, "si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite"?
    Forse per quei sentieri impervi e misteriosi può essere buon compagno di viaggio il dubbio, quello del credente e quello dell'ateo, messi in scena da Achille Campanile nella preghiera conculisva del "breviario". E lì si sente l'eco della "lode del dubbio", secondo la lezione di Bertolt Brecht.
    E, però, una certezza c'è: "Il desiderio di pregare è una preghiera stessa".
    Parola di George Bernanos.

  • "Nuovi Spazi Sonori"...hanno irradiato la Basilica di S. Sabino

    TRADIZIONALE APPUNTAMENTO DEL «CONCERTO DI NATALE», GIUNTO ALLA 19^  EDIZIONE.... si sono esibite le corali polifoniche «S. Sabino» e la «Michele Cantatore»

    di ANTONIO BUFANO, riprendiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 2 gennaio 2015

     

    E’stata un’autentica ed emozionante lode all’Altissimo, con le parole di san Francesco, il bellissimo Concerto di Natale nella straordinaria cornice della Basilica Cattedrale. Un appuntamento che si ripete ormai da 19 anni e che nel tempo è cresciuto in qualità e bellezza, per il grande impegno di tutti coloro che lo realizzano. Coinvolgente la direzione del maestro Salvatore Sica, che con grande professionalità ha diretto i due cori, i solisti, le voci recitanti e la meravigliosa orchestra sinfonica “Nuovi spazi sonori”, fondendo suoni, canti e parole, in una perfetta sintonia che ha
    riscaldato i cuori e le menti del folto pubblico presente. Alcuni brani eseguiti sono proprio stati composti dal maestro canosino, collaboratore di mons. Marco Frisina, come ad esempio l’e l ab o r a z i o n e di Fratello sole, sorella luna, Oh happy day, Ex angelis ad stellas, il brano Disney fantasy.
    Come in altre occasioni le due corali, e cioè la polifonica “Basilica Cattedrale S. Sabino” di Canosa e la corale polifonica “Michele Cantatore ” di Ruvo (maestro del coro: Angelo Anselmi), hanno cantato insieme, consolidando un rapporto di amicizia e professionale, indispensabili per la riuscita della manifestazione.
    L’esecuzione dei brani è stata introdotta da alcune riflessioni sulla semplicità e la povertà, tratte dagli scritti di san Francesco d’Assisi, madre Teresa di Calcutta e di Papa Francesco: “Il tema del concerto -ha dichiarato il maestro Salvatore Sicaè quello della semplicità, della fratellanza e della pace, sull’esempio di san Francesco, san Filippo Neri, come di altri personaggi come madre Teresa di Calcutta, Charlie Chaplin.
    E’ stata una scelta mirata, visto il tempo che viviamo. E’ stato, altresì, un invito alla riflessione anche attraverso il suono delle parole, oltre che con quello dei tradizionali strumenti musicali”. E’ stata ancora una volta una serata magica, vissuta all’insegna della migliore tradizione natalizia.
    Due le voci recitanti: Elisabetta Rubini e Giampiero Alicchio. Grandi emozioni hanno suscitato le due voci soliste: quella di Lucia Diaferio, protagonista da sempre di questo concerto, e quella di Sebastiano Giotta.
    Quest’anno la manifestazione è stata particolarmente sentita per la diretta streaming e per la diretta televisiva effettuata da Tele Dehon, che trasmetterà la registrazione il giorno di capodanno, oltre a metterla a disposizione delle emittenti cattoliche nazionali.

    «È una grande soddisfazione per tutti – ha dichiarato don Felice Bacco, parroco della cattedrale, alla fine del concerto – ritrovarsi ogni anno e per diciannove anni in questa basilica, per riscoprire e ravvivare il senso di questo evento così importante per tutti i cristiani, è veramente bello,
    una gioia che vogliamo condividere anche con tutti coloro che attraverso la televisione guarderanno questo concerto. Veramente nell’ar te e nella bellezza l’Invisibile si rende visibile, presente».

    Per quelli che non hanno potuto apprezzare direttamente e soprattutto per i Canosini non residenti.... di seguito la registrazione a cura di TeleDehon.

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     CONCERTO DI NATALE IN BASILICA SAN SABINO parte 1 

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    CONCERTO DI NATALE IN BASILICA SAN SABINO parte 2 

     

     

  • Le grandi opere riscaldano animo e spirito... Concerto nella cattedrale di Canosa dedicato ai più importanti musicisti.

    di ANTONIO BUFANO, riprendiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 gennaio 2015

    "Omaggio ai grandi musicisti": questo il titolo ed il programma del concerto che si è tenuto nella Cattedrale di San Sabino.
    La chiesa principale di Canosa non finisce mai di stupire il consueto folto pubblico, presente alle diverse manifestazioni, sia per la qualità che per il numero di manifestazioni, che, con una certa regolarità, propone alla città.
    « L’obiettivo di queste manifestazioni culturali - ha detto il parroco, don Felice Bacco nel suo intervento - è quello di permettere all’animo di raggiungere il corpo e di proiettarlo verso l’a l t o, verso le cose dello Spirito. La cultura e l’arte sono le espressioni più alte, per elevare la persona umana e migliorarla » .
    Il concerto è stato realizzato dall’orchestra di fiati “Emilio Silvestri” di Gravina di Puglia, diretta dal maestro Giuseppe Basile.

    Ha visto la partecipazione del soprano Antonella Miglionico e dei tenori Pantaleo Metta e Luigi Cutrone. Notissime le arie musicali proposte, tratte dalle opere di artisti del calibro di Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Vincenzo Bellini. L’orchestra di fiati ha il grande vantaggio di suscitare sempre negli ascoltatori un profondo senso di partecipazione emotiva e di allegria, suggestioni che hanno reso, la serata, una di quelle da non dimenticare.
    Travolgente l’esecuzione della marcia trionfale dell’Aida, che ha portato il folto pubblico a tributare ai musicisti e ai solisti un lunghissimo applauso.
    Diverse le richieste di bis, tutte esaudite con grande generosità da parte del maestro Basile, fino a tarda serata. Il concerto è solo alla seconda edizione, ma, con queste premesse, non potrà che continuare a crescere e a diventare un appuntamento fisso per le feste di Natale. Un doveroso ringraziamento va rivolto al maestro sassofonista Tesoro, canosino, per l’entusiasmo che lo caratterizza nel creare le condizioni organizzative per la riuscita della manifestazione.

    La serata è stata trasmessa in diretta da Tele Regione, che gli organizzatori ringraziamo per l’attenzione data alla manifestazione.



  • Buon 2015.... Auguri

     

    Auguri per un sereno anno 2015 da vivere nella Santa volotà di Dio e sotto la materna protezione di Maria.

    staff www.sansabinocanosa.it

     

     

  • Ma la Puglia del Sacro tenga in conto Canosa.... Anche San Sabino nel futuro «itinerario»

    SANTUARIO DEI PELLEGRINI COME MONTE SANT’ANGELO E SAN NICOLA A BARI.

    di FELICE BACCO* E PASQUALE IEVA**

    Concentrando l’attenzione su specifiche località pugliesi, non di rado è trascurata la storia millenaria di Canosa. È il caso, l’ultimo in ordine di tempo, della proposta presentata sulle pagine della «Gazzetta» dello scorso 5 dicembre, in cui si auspicava di legare i due itinerari sacri per Monte Sant’Angelo e per la Basilica di San Nicola a Bari, in «un progetto di turismo religioso, culturale e paesaggistico-ambientale, in grado di produrre conoscenza e di promuovere l’economia dei territori interessati».

    Ma la storia religiosa della Puglia è stata caratterizzata dalle vicende non solo di questi due santuari, ma anche da quelle di altri non minori e similmente importanti, come il Santuario di S. Sabino a Canosa. Ecco perché, dopo aver consultato il prof. Cosimo Damiano Fonseca, confortati da quanto egli stesso da anni ha avuto modo di ribadire, ci permettiamo di fare qualche considerazione.

    Superfluo qui ricordare la rilevanza di questa città nella Puglia paleocristiana e la figura del suo vescovo più conosciuto, «l’uomo di Dio» (il vir Dei come amava denominarlo S. Gregorio Magno papa nei suoi Dialoghi), nonché far riferimento alla viabilità e alle antiche strade romane, principalmente la Minucia e l’Appia-Traiana, su cui insisteva la città, punto nodale sulla direttiva Roma-Brindisi e poi per la Via Egnazia, come ricordato da Strabone che la poneva con Celia, Nezio e Cerdonia sulla strada che portava

    a Benevento e di lì alla Capitale. Città ben evidenziate nella celeberrima Tavola di Peutinger (o Carta Teodosiana), copia del XII-XIII secolo di u n’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’I m p e ro.

    Questi itinerari rendevano protagonista la strada, intesa come mezzo di transito e di trasporto tramite il contatto con altri costumi e altri popoli. La terra calpestata è la polvere di tante città illustri delle quali molte diventano centri di religiosità, quale rappresentò appunto Canosa con i tanti pellegrini qui in sosta «obbligata», diretti a Roma, in Terra Santa, sul Gargano, mossi dalla determinazione di voler raggiungere i luoghi sacri, per devozione o per penitenza.

    E pellegrini venuti da lontano erano pure l’Aquitano cieco, sordo e deforme, recatosi a Canosa per chiedere a S. Sabino un miracoloso intervento taumaturgico, come pure lo Spagnolo Gregorio affetto da grave malattia, che «si portava qua e là per i diversi santuari per ottenere il miracolo della guarigione», prima di varcare finalmente i limina dei santi vescovi canosini e in particolar modo quella della tomba di Sabino, nell’antica chiesa dedicata a S. Pietro (Anonimo, Vita ), i cui resti furono traslati nell’attuale Cattedrale nell’VIII sec.

    Giova ricordare l’attività della longobarda Teoderada, moglie di Romualdo duca di Benevento, giunta a Canosa per l’inventio (la scoperta) della tomba di Sabino, fino a quel tempo rimasta a tutti ignota, ma in realtà per «approvvigionarsi» di reliquie del santo vescovo, per continuare il proposito di Arechi «di fare di Benevento una città-reliquiario, il sancta sanctorum della devozione nella Longobardia meridionale » (Chronicon Vulturnense 1130 ca. - Ms. presso Biblioteca apostolica Vaticana, cod. Barb. lat. 2724).

    Nella Cattedrale di Canosa erano custodite importanti reliquie provenienti dalla Terra Santa: due sacre spine, portate secondo la tradizione da Boemondo I d’Altavilla e altrettante pietre intrise del sangue di Gesù recuperate ai piedi della croce, sul calvario (Card. C. Baronio 1598, G.M. Maranzani 1608, G. Silicio 1677), in più tesori d’arte quali segni di devozione straordinaria come l’icona della Madonna della Fonte e il crocifisso di avorio.

    Essa, per le spoglie del Santo taumaturgo, nonché per le numerose reliquie, divenne un importante santuario sempre più frequentato sia dai Pugliesi che da altri che venivano da paesi lontani, reputata «uno dei più importanti Santuari, sicché tutti i capitoli delle cattedrali della Puglia usano non solo ritenere come presenti, ma anche ammettere alla divisione le Dignità e quei canonici che si recano a Canosa per venerare San Sabino, proprio come avviene allorché si recano al Santuario garganico di San Michele e al Santuario di San Nicola» (A.A. Tortora, 1758).

    E tanto è provato pure dalle spille in fusione di piombo con appiccagnoli complanari (le quadrangulae), rinvenute in sepolture medievali durante gli scavi effettuati nei pressi del mausoleo di Boemondo, con l’effige degli Apostoli Pietro e Paolo, che rappresentavano i Signa Peregrinationis, ossia la prova per i pellegrini di aver raggiunto il luogo sacro per espiare i loro peccati o

    semplicemente per devozione, di cui una è esposta nel Museo dei Vescovi Mons. F. Minerva, a Canosa, simile a quella ritrovata a Siponto e a quella con l’immagine di S. Nicola recuperata negli scavi archeologici nella Cittadella Nicolaiana di Bari.

    Pertanto, è auspicabile che si realizzi il «progetto di turismo religioso», ma è d’uopo fare attenzione a non escludere dagli itinerari anche il Santuario di S. Sabino, tappa fondamentale per concludere devotamente un percorso di fede.

     

    * Parroco della Basilica Cattedrale di Canosa

    ** Presidente della Società di Storia Patria sezione di Canosa

     

    ......dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 27 dicembre 2014 

  • Tradizionale concerto di natale in Basilica... Lode all'Altissimo

    La Basilica Cattedrale San Sabino di Canosa

     Annuncia il tradizionale Concerto di Natale in Basilica "Lode All'altissimo"  

    Orchestra sinfonica: SPAZI SONORI

    Corali Polifoniche: BASILICA CATTEDRALE S.SABINO di Canosa e "MICHELE CANTATORE" di Ruvo di Puglia

    Maestro del coro: ANGELO ANSELMI

    Voci soliste: LUCIA DIAFERIO e SEBASTIANO GIOTTA

    Voci recitanti: ELISABETTA RUBINI e GIANPIERO ALICCHIO

    Direttore : SALVATORE SICA

     

    Musiche di: Irvin Berlin, Marco Frisina, Franz Gruber, Riz Ortolani, Erik Satie, Salvatore Sica.

    Presenta: PAOLO PINNELLI

     

    Lunedì 29 dicembre 2014 ore 20,00

    presso la Basilica Cattedrale S. Sabino Canosa

     

     

  • Il Campanile on-line.... Novembre/Dicembre 2014

     Scoperta l’icona della B. V. del Perpetuo Soccorso o “Madonna di Passione”, pervenuta da Roma a Canosa nel 1883, nella Chiesa della Passione

    Era esposta su una colonnina, nella Chiesa della Passione, Rettoria della Cattedrale S. Sabino, entrando a destra, ma i nostri occhi erano ignari delle radici storiche, artistiche, spirituali, ecclesiali. Nel restauro in corso della Chiesa, promosso da mons. Felice Bacco, “Canonicus restaurator Ecclesiarum”, l’icona ha svelato il suo valore e la sua bellezza, come icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, esposta alla conoscenza e alla venerazione nella Cattedrale S. Sabino, sul lato destro del Ciborio, ai piedi della colonna di granito verde........continua a leggere. Scarica sotto la copia de "Il Campanile"

     

     

     

    Premere qui per consultare/scaricare il Campanile on-line.

      

    Vi ricordiamo che alla sezione "IL CAMPANILE" sono consultabili/scaricabili tutte le uscite dal settembre 2009 ad oggi.

     

    Vi ricordiamo inoltre che sono ancora disponibili, copie del calendario

    "IL Campanile 2015".

     

    Era il lontano 1995 quando la Redazione de "il Campanile", periodico di informazione e cultura, storico giornale della Cattedrale di San Sabino, accettò di rendere fattibile l'idea di Don Felice Bacco che coadiuvato dalla preziosa collaborazione di Linda Lacidogna, Brigida Caporale e Rosalia Gala diedero vita al Calendario de "Il Campanile".

    Il 1996 il primo calendario! Sembra ieri, eppure sono trascorsi ben 20 anni della nostra e della vostra vota.

    Insieme abbiamo aspettato quell'immancabile appuntamento natalizio che ci riempiva non solo di soddisfazione ma anche di preoccupazione fino all'ultimo minuto, quando il nostro lavoro di ricerca andava in stampa con la supervisione di monsignor Felice Bacco.

    Quanti argomenti trattati, quale varietà di rubriche, consigli, ricette! Abbiamo ascoltato i giudizi e le riflessioni dei lettori, facendone tesoro, fino all'edizione del 2015 che festeggia il ventennale della pubblicazione.

    Lo spirito a realizzarlo per tutti i nostri concittadini, anche lontani, non è affatto mutato: le pagine di ricordi e di squarci di vita passata, raccontati sia dalle foto d'epoca, faticosamente ricercate, sia con la preziosa narrazione di testimoni dello scorso secolo (oggi non più con noi), non sono stati un semplice viaggio nella storia della nostra città, ma molto di più.

    Pensare al passato non solo come piacevole "amarcord" ma come rievocazione e scoperta di quella rigorosa semplicità, di quegli autentici sentimenti e soprattutto di insostituibili valori è stato il nostro messaggio.

    Oggi, mutate le condizioni storiche, le autrici e tutti i collaboratori del Calendario, a cui si è aggiunto il prezioso Don Nicola Caputo (che ha voluto fortemente l'uscita del calendario per la festa dei Santi Patroni), augurano a tutti i lettori un buon 2015.

    Linda, Brigida e Rosalia

     

  • Concerto di Natale in Basilica.....29 Dicembre 2014

    La Basilica Cattedrale San Sabino di Canosa

     Annuncia il tradizionale Concerto di Natale in Basilica "Lode All'altissimo"  

    Orchestra sinfonica: SPAZI SONORI

    Corali Polifoniche: BASILICA CATTEDRALE S.SABINO di Canosa e "MICHELE CANTATORE" di Ruvo di Puglia

    Maestro del coro: ANGELO ANSELMI

    Voci soliste: LUCIA DIAFERIO e SEBASTIANO GIOTTA

    Voci recitanti: ELISABETTA RUBINI e GIANPIERO ALICCHIO

    Direttore : SALVATORE SICA

     

    Musiche di: Irvin Berlin, Marco Frisina, Franz Gruber, Riz Ortolani, Erik Satie, Salvatore Sica.

     

    Presenta: PAOLO PINNELLI

     

    Lunedì 29 dicembre 2014 ore 20,00 - Basilica Cattedrale S. Sabino Canosa

     

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  • Lotteria parrocchiale di Natale....Ecco i biglietti estratti e i relativi premi

     

    NUMERI VINCENTI LOTTERIA DI NATALE 2014

    1. Buono cena per 4 persone offerto dal TWINS, via Lavello, 42

     

    D 318

     

    1. Buono per 2 solarium offerto da MARY. P.zza Terme, 12

     

    D 99

     

    1. Coniglio in cioccolato Kg 3 offerto dalla Parrocchia

     

    D 175

     

    1. Orologio da uomo offerto dall’oreficeria Gorel, Corso San Sabino, 34

     

    B 207

     

    1. Orologio da donna offerto dall’oreficeria Gorel, Corso San Sabino, 34

     

    D 207

     

    1. Spilla da donna in acciaio morellato offerta da Boutique del Prezioso MARY, Corso San Sabino, 22 

     

    A 303

    RITIRATO

     

    1. Collana da uomo in acciaio morellato offerta da da Boutique del Prezioso MARY,  Corso San Sabino, 22 

     

    E 121

     

    1. Occhiali da sole da bambino offerti da Ottica Curci, via Kennedy, 66

     

    A 90

     

    1. Occhiali da sole offerti da Ottica Riflessi, Via S. Di Bari, 49

     

    C 208

    1. Collana Rosario in argento dorato in pietre Agata offerto da Oro Outlet, via Bovio, 19

     

    C 27

    1. Scacchiera in Cristallo offerta da Il Papiro, via Alfieri, 22

     

    B 192

    RITIRATO

    1. Cena pe2 persone da Exalibur escluso, giorni pre e festivi

     

    B 348

    1. Cena pe2 persone da Exalibur escluso, giorni pre e festivi

     

    C 90

    1. Telo Mare (55) offerto da DIRO’, via Imbriani, 40

     

    D 79

    1. Telo Mare (55) offerto da DIRO’, via Imbriani, 40

     

    E 25

    1. Telo Mare (55) offerto da DIRO’, via Imbriani, 40

     

    D 34

    1. Tracolla COMIX offerta dalla Cartolibreria “il Libraccio di Grella Regina

     

    D 150

    RITIRATO

    1. Tracolla COMIX offerta dalla Cartolibreria “il Libraccio di Grella Regina

     

    C 284

    1. Pantalone donna offerto da TENDENZE, via Massimiliano

     

    D 35

    1. Cellulare Alcatel offerto da Digicom di D’Elia Enrico, C.so San Sabino 14.

     

    E 168

    1. PROFUMO E CREMA “PUPA” OFFERTO DALLA PARROCCHIA

     

    D 309

    1. Buono Panettone artigianale offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    E 49

     

    1. Buono Panettone artigianale offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    B 324

    1. Buono per 1 composizione piante natalizie valore offerto da Antica Fioreria Via Settembrini 61/63

     

    C 175

    1. Buono per 1 composizione piante grasse offerto da Antica Fioreria Via Settembrini 61/63

     

    B 380

    1. Buono per 1 composizione piante grasse offerto da Antica Fioreria Via Settembrini 61/63

     

    E 288

    1. Buono per 1 Bouquet misto colorato offerto da Antica Fioreria Via Settembrini 61/63

     

    E 232

    1. Buono pianta stella di Natale offerto dall’ORCHIDEA, via Bovio

    E 185

     

    1. Buono consumazione da 10.00 Euro offerto dalla pizzeria Pizza e Sfizi, via Rovetta, 14

     

    C 77

    1. Buono consumazione da 10.00 Euro offerto dalla pizzeria Pizza e Sfizi, via Rovetta, 14

     

     

    D 181

    RITIRATO

    1. Buono consumazione da 10.00 Euro offerto dalla pizzeria Pizza e Sfizi, via Rovetta, 14

     

    D 335

     

    1. Buono consumazione da 10.00 Euro offerto dalla pizzeria Pizza e Sfizi, via Rovetta, 14

     

    B 349

    1. Buono consumazione da 10.00 Euro offerto dalla pizzeria Pizza e Sfizi, via Rovetta, 14

     

    A 123

    1. Panettone artigianale offerto dalla Casa del Caffè, P.zza Vittorio Veneto

    C 153

    RITIRATO

    1. Confezione vino Diomende offerta da Cantine Diomede, C.so Garibaldi, 254

     

    B 83

    1. Confezione vino Diomende offerta da Cantine Diomede, C.so Garibaldi, 254

     

    D 270

    1. Confezione vino Diomende offerta da Cantine Diomede, C.so Garibaldi, 254

     

    A 306

    RITIRATO

    1. Buono per un Cappone offerto da Macelleria Papeo, via Zannardelli

     

    D 376

    1. Buono consumazione da 10 euro offerto dalla pizzeria La Nicchia, Via F. Gioia

     

    D 289

     

    1. Buono consumazione da 10 euro offerto dalla pizzeria La Nicchia, Via F. Gioia

     

    B 91

    1. Pallina Natalizia dorata offerta da LE MUSE via Imbriani, 34

     

    E 244

    RITIRATO

    1. Pallina Natalizia argentata offerta da LE MUSE via Imbriani, 34 (15.00)

     

    D 211

    1. Buono consumazione da 10.00 € offerto dal Bar Vittoria, via Bovio

     

    A 45

    1. Buono consumazione da 10.00 € offerto dal Bar Vittoria, via Bovio

     

    B 70

    1. Cover per cellulare IPHONE offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    E 54

    1. Cover per cellulare IPHONE offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    B 158

    RITIRATO

    1. Cover per cellulare IPHONE offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    C 146

    1. Matita occhi + rossetto + smalto offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    A 302

    RITIRATO

    1. Matita labbra + rossetto + smalto offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    A 111

    1. Fondo tinta e smalto offerto da prestige profumeria, Via Federico II, 17

     

    E 264

    1. Buono per shampoo e taglio offerto dal parrucchiere Caputo Francesco, Via Carella

     

    E 73

    1. Buono per shampoo e taglio offerto da Teste Calde, via F. Rossi

     

    C 83

    1. Buono per shampoo e taglio offerto da Teste Calde, via F. Rossi

     

    C 111

    1. Buono Shampoo e Taglio offerto da Farfalla. C.so San Sabino

     

    A 296

    1. Buono Shampoo e Taglio offerto da Farfalla. C.so San Sabino

     

    C 327

    1. Buono colazione offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    C 109

    1. Buono colazione offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    E 107

    1. Buono colazione offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    B 382

    1. Buono colazione offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    B 337

    1. Buono colazione offerto dalla Pasticceria Di Muro, C.so San Sabino, 77

     

    B 20

    1. Buono colazione offerto da Planet Cafe, C.so San Sabino

     

    A 127

    1. Buono colazione offerto da Planet Cafe, C.so San Sabino

     

    E 395

    1. Buono colazione offerto da Planet Cafe, C.so San Sabino

     

    C 162

    1. Buono colazione offerto da Planet Cafe, C.so San Sabino

     

    A 392

    1. Buono colazione offerto da Planet Cafe, C.so San Sabino

     

    E 128

    1. 1 paio di guantoni da cucina offerti da Quagliarella, Via Kennedi, 9

     

    D 301

    1. 1 paio di guantoni da cucina offerti da Quagliarella, Via Kennedi, 9

     

    C 251

    1. 1 paio di guantoni da cucina offerti da Quagliarella, Via Kennedi, 9

     

    C 265

    1. 1 paio di guantoni da cucina offerti da Quagliarella, Via Kennedi, 9

     

    A 301

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    1. Pantalone bimbo offerta da Palma Stok, Corso San Sabino, 15

     

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    1. Pantalone bimbo offerta da Palma Stok, Corso San Sabino, 15

     

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    RITIRATO

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    D 340

    1. Buono sconto di 10.00 euro su acquisto scarpe offerto da Abatino, C.so San Sabino

     

    A 251

    1. Buono sconto di 10.00 euro su acquisto scarpe offerto da Abatino, C.so San Sabino

     

    E 7

    RITIRATO

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    E 143

     

     

     

    NB: I PREMI VANNO RITIRATI, PRESENTANDO IL BIGLIETTO, FIGLIA DELLA MATRICE ESTRATTA (ALTRIMENTI NON SARA’ POSSIBILE RITIRARE IL PREMIO). INOLTRE VANNO RITIRATI ENTRO E NON OLTRE IL 6 GENNAIO 2015. DOPO TALE DATA SARANNO DEVOLUTI ALLA CARITAS PARROCCHIALE.

  • Al Battistero di san Giovanni la Memoria della Madonna della Fonte..... Streaming della Celebrazione

    La Festa Patronale di Canosa si conclude con una suggestiva celebrazione eucaristia nell’area archeologica del Battistero di san Giovanni: il luogo dove nasce la antichissima Diocesi Primaziale di Canosa. Accanto al Battistero edificato dal Vescovo Sabino, Patrono della città di Canosa, qualche hanno fa fu scoperta l’antica chiesa di Santa Maria dal prof. Giuliano Volpe e dalla sua equipe. Lo scavo archeologico, a cura dell’Università degli Studi di Foggia, è sospeso da alcuni anni, ma è ormai certo che è la prima basilica costruita a Canosa, probabilmente dal vescovo Probo. Veramente tanta la gente che ha partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dal parroco della cattedrale, don Felice Bacco, e concelebrata da don Nicola Caputo e da due diaconi. Sul palco allestito per l’occasione, l’antica icona della Madonna della Fonte (XII sec.) e alle spalle del celebrante, una gigantografia della croce d’avorio (XII sec.) che sembrava abbracciare simbolicamente l’assemblea. Nell’omelia don Felice ha sottolineato che la devozione alla Madonna della Fonte a Canosa ha origini molto antiche e che, secondo una tradizione condivisa dal prevosto Tortora e da altre fonti, fu lo stesso Sabino a portare da Costantinopoli l’icona per rafforzare il culto alla divina maternità di Maria. La celebrazione, animata dalla Polifonica della Cattedrale, si è conclusa con una fiaccolata, per riportare in cattedrale l’icona mariana. La suggestiva cornice del battistero e la bellezza del luogo, hanno permesso a tutti di vivere una bellissima esperienza ecclesiale e di tornare a casa rafforzati nella fede.

    Introduzione storica sulla location

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    Celebrazione Eucaristica (parte prima)

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    Celebrazione Eucaristica (parte seconda)

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    Alcuni momenti della piccola processione dal Battistero alla Cattedrale

     

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  • Natale del Signore....Auguri a tutta la Comunità

    {jcomments off}

    "Nel mistero della nascita e della vita di Gesù è rivelato il senso dell'esistenza umana: nella Sua Luce viviamo nella Verità".


    AUGURI DI SANTO NATALE A TUTTA LA COMUNITA' PARROCCHIALE

    don Felice e don Nicola

     

    Messaggio di Papa Francesco sul Santo Natale

     “Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell Amore. Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.

    Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l allegria e la generosità. Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all incontro con il Signore.

    Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di natale sei tu quando conquisti l armonia dentro di te. Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani. Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri. Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.

    Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

    Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale.”

  • Sintesi Festeggiamenti dei Santi Patroni 2014

    LA FESTA DEI SANTI PATRONI 

    In modo particolare abbiamo ricordato un evento storico preciso e cioè la traslazione delle sacre reliquie di San Sabino il 1 Agosto dell'800 dall'antica cattedrale di San Pietro all'attuale Basilica da Lui edificata e successivamente, a Lui dedicata da Papa Pasquale il 7 settembre del 1102. 

    Di seguito alcuni momenti che hanno caratterizzato la memoria in questo anno 2014:

    Alcuni momenti della solennità religiosa 

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    Momenti della Processione 

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    63^ Gara ciclistica "Coppa San Sabino

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    spettacolo pirotecnico a conclusione dei festeggiamenti

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  • Canosa si riscopre comunità più attenta all'essenziale...........Don Felice Bacco

    Sono molteplici le riflessioni e le possibili scelte pastorali che scaturiscono dalla lettura dell'Esortazione Apostolica "Evangeli Gaudium" di papa Francesco: veramente la "messe è molta", cioè vasto il campo della missione, come è ampio "il largo" in cui "gettare le reti" del nostro impegno. Le "periferie" dove vive l'umanità non sono solo città, quartieri, piazze, case... ma anche situazioni ed eventi, rapporti ed esperienze, alle quali mai nessuno è preparato, e nelle quali quotidianamente le brucianti sofferenze provocate e segnate dalle miserie, dalle povertà, dall'emarginazione, dalla solitudine, offuscano ed allontanano la luce della speranza.

    Canosa ha vissuto negli ultimi mesi diversi tragici eventi dolorosi che hanno messo a dura prova la solidità della fede della comunità; in modo particolare un incidente che ha coinvolto 4 diciottenni nei quali 2 sono morti, Michele e Giuseppe. Grande è stato il dolore e il coinvolgimento dei giovani, loro amici, che si sono stretti intorno alle famiglie colpite dal tragico lutto: questa è la "periferia" verso la quale ultimamente la nostra comunità spontaneamente si è incamminata.

    Siamo stati lì tutti insieme, accanto a questi giovani, vicini alle loro famiglie, cercando di far sentire fortemente il calore dell'amicizia, il conforto della presenza e della preghiera, che sono il miglior sostegno per sopportare ferite così dolorose. Significa anche questo l'invito di papa Francesco ad andare nelle periferie: in questo caso la "periferia" del dolore. In questi 3 mesi dall'incidente, ogni incontro, celebrazione, iniziativa proposta per ricordare e tenere viva la memoria di quello che è accaduto, hanno visto la partecipazione di tante persone, la città ha avvertito di essere comunità scoprendosi più solidale, sentendosi migliore nella condivisione del dolore. Pare essersi accorciata di colpo anche la distanza è allentata l'incomunicabilità tra genitori e figli: forse questa dolorosa vicenda ci ha resi tutti meno superficiali, ci ha riportati giovani e adulti, all'essenziale, al senso autentico della vita e dei sentimenti. Evidentemente la scelta di "uscire" e la condivisione della "periferia del dolore", ha prodotto ancora una volta i suoi frutti.

    Sarebbe bello se non dimenticassimo mai che le messi ancora da raccogliere sono tante, che in molti continuassimo a gettare generosamente le reti della solidarietà in ogni ambito e luogo, animati dalla stessa fiducia riposta da Pietro in Gesù: "Maestro, abbiamo lavorato tutta la notte senza prendere nulla; però, se lo dici Tu getterò le reti".

     

    Articolo pubblicato sull'AVVENIRE di domenica 7 novembre 2014 in occasione della "giornata del quotidiano della diocesi di Andria".

  • Costituita un'associazione con lo scopo di promuovere le realtà locali..... primo incontro assembleare

    Costituita l'associazione, ecco il primo incontro assembleare.

    Ci incontreremo Martedì 25 novembre alle ore 20,30 in cattedrale per leggere lo statuto dell'Associazione, dare le adesioni e condividere una proposta di iniziative.

    L'associazione è aperta a tutti gli imprenditori di "buona volontà" che credono in un futuro migliore per la nostra città e decidono di mettersi accanto alle altre associazioni che operano per lavorare insieme.

    L'associazione intende promuovere iniziative, manifestazioni, concerti...... tutto ciò che favorisce la crescita della nostra città.

    Vi aspettiamo.

    Il presidente

     

    Imprenditori d'arte e cultura per valorizzare le tradizioni

     

    È stata costituita l'associazione "Imprenditori d'arte e cultura", le cui fmalità sono esclusivamente culturali e sociali: "promuovere forme di arte e cultura, promuovere il territorio e valorizzare le tradizioni locali". Dopo un aperto confronto e scambio di idee, avendo condiviso insieme la necessità di un'azione propositiva organica e non saltuaria, un gruppo di mprenditori è sceso in campo per dare il proprio contributo alla crescita e promozione della città.

    È nata quindi l'idea di costituirsi in associazione e di coinvolgere tutti gli imprenditori di "buona volontà" che hanno a cuore

    il bene della comunità di Canosa, affinchè con il loro contributo, anche economico, ma soprattutto di idee, sostengano tutte

    quelle iniziative fmalizzate alla promozione e valorizzazione del ricco patrimonio storico e culturale del nostro territorio.

    L'associazione, con chiare fmalità non partiti che, non nasce contro qualcosa o in contrapposizione ad altre realtà associative presenti in città, ma piuttosto desidera mettersi accanto a quelle che già operano e contribuire alla crescita della città. La neonata associazione è stata costituita grazie all'iniziativa di cinque soci fondatori, ma è aperta a tutti coloro che, condividendone i fini, desiderano aderirvi.

    Del primo consiglio direttivo, formato dai cinque soci fondatori, fanno parte: Sergio Fontana, in qualità di legale  rappresentante della società "Farmalabor srl"; Nunzio Margiotta, in qualità di legale rappresentante della società ''Apulia

    Food srl"; Luciano Pio Papagna; Luigi Lenoci e don Felice Bacco.

    All'unanimità hanno eletto presidente don Felice Bacco; vicepresidente e tesoriere Sergio Fontana; e segretario Nunzio Margiotta.

    Gli stessi hanno stabilito, inoltre, che il primo mandato è triennale, che la direzione artistica è affidata al maestro Salvatore Sica, il quale si occuperà della programmazione e realizzazione degli eventi artistici in generale.

    E' già stato definito il primo programma di iniziative che prevede: il Concerto di Natale in cattedrale; che si terrà il 29 dicembre; una cena natalizia per gli ospiti di "Casa Francesco" offerta e servita dagli imprenditori locali, che si terrà nell'androne del Palazzo Minerva, sede del Museo dei Vescovi; l'organizzazione della festa dei prodotti locali, in coincidenza con la tradizionale memoria liturgica della Madonna della Fonte, un evento le cui radici risalgono ad oltre quattro secoli addietro e, ancora da concordare, un evento da realizzare durante l'estate.

     

     

     ....articolo ripreso dalla "Gazzetta del Mezzogiorno" del 20 novembre 2014.........scarica qui la pagina del giornale  

  • La castagnata comunitaria 2014

    ......Tradizionale momento di festa della comunità parrocchiale "San Sabino" in occasione della festività di Cristo Re.

     

    La serata sarà animata dal Gruppo "La Uascezza"

     

     

    Appuntamento a sabato 22 novembre.......... Buon divertimento a tutti

  • LA FAMIGLIA TRA FEDE E RAGIONE...... partecipa anche tu alla discussione!

    Dopo aver evidenziato, speriamo in maniera razionale e ragionevole, che non c’è opposizione tra la proposta di fede e la visione scientifica circa l’origine dell’universo e della vita, ma che al contrario la Rivelazione contenuta nella Sacra Scrittura è una proposta per dare pienezza e senso autentico all’esistenza (ci permette di vivere nella verità, nella luce), prendiamo una realtà fondamentale della vita umana e consideriamola alla luce della natura e della fede:

    LA FAMIGLIA

    Ormai è sotto gli occhi di tutti che la famiglia cosiddetta “tradizionale” non è più considerata l’unico modello di famiglia, ma che ce ne sono tanti e tutti, secondo alcuni, dovrebbero avere la stessa dignità. Per questo motivo alcuni parlano piùttosto di “famiglie” che di “famiglia”, mettendo così in evidenza che ci sono vari modelli di “famiglie”, tutti allo stesso modo legittimi. Anche la parola “tradizionale” è spesso usata in senso quasi negativo e cioè di qualcosa che è legato al passato, alla consuetudine, non nel senso più vero e legato alla sua etimologia. Infatti “tradizione” viene da “tradere”, cioè trasmettere, comunicare nel tempo, mantenere la memoria.

    Naturalmente legata alla concezione di “famiglia” c’è quella di matrimonio, di sessualità, del gender, della natura umana … Non abbiamo la presunzione di affrontare le diverse problematiche legate alla concezione della famiglia, ma vogliamo solo mettere in evidenza che quella cosiddetta “tradizionale”, che ha garantito la trasmissione della vita per generazioni e generazioni, non solo è l’unica fondata sulla Parola di Dio e, quindi sul sacramento del matrimonio, ma è quella che secondo la scienza è più corrispondente alle esigenze della persona umana, della sua vita e delle molteplici problematiche legate alla formazione dei figli.

    Sicuramente non possiamo chiudere gli occhi sulle molteplici problematiche che vivono oggi le famiglie, ne è prova il grande Sinodo sulla famiglia che sarà celebrato in autunno e la grande consultazione ecclesiale che è stata fatta in vista di tale evento e che ha prodotto l’Instrumentis Laboris. E’ proprio da questo Documento che sarà discusso nel Sinodo che traiamo alcune riflessioni su cui intendiamo discutere. Inoltre riportiamo anche il parere di autorevoli studiosi della scienza dell’educazione, che laicamente riconoscono che la “famiglia tradizionale” (che coincide con quella cristiana) è quella che assolve integralmente la funzione di garantire la continuità della società.

    In questo documento preparatorio, frutto di una larga consultazione ecclesiale, dopo aver preso in considerazione i diversi problemi e le molteplici visioni della famiglia oggi, ribadisce alcuni punti fondamentali su cui si discuterà al Sinodo.

    I.L. n. 20: “Nel contesto dell’accoglienza dell’insegnamento della Chiesa su matrimonio e famiglia è necessario tenere presente il tema della legge naturale. Qui si considera il fatto che i Documenti Magisteriali fanno spesso riferimento a questo vocabolario, che oggi presenta delle difficoltà. La perplessità, oggi in atto in vasta scala intorno al concetto di legge naturale, tende a coinvolgere in modo problematico alcuni elementi della Dottrina cristiana sul tema. In realtà, ciò che soggiace alla relazione tra vangelo della famiglia e legge naturale non è tanto la difesa di un concetto filosofico astratto, quanto il necessario rapporto che il Vangelo stabilisce con l’umano in tutte le sue declinazioni storiche e culturali: la legge naturale risponde così all’esigenza di fondare sulla ragione i diritti dell’uomo e rende possibile un dialogo interculturale e interreligioso”.

    I.L. n.22: “La legge naturale viene percepita come retaggio sorpassato. Oggi, non solo in occidente, ma progressivamente in ogni parte della terra, la ricerca scientifica rappresenta una seria sfida al concetto di natura. L’evoluzione, la biologia e le neuroscienze, confrontandosi con l’idea tradizionale di legge naturale, giungono a concludere che essa non è da considerarsi scientifica … In questo contesto, si trova la crescente diffusione dell’ideologia chiamata gender teory, secondo la quale il gender di ciascun individuo risulta essere solo il prodotto di condizionamenti e di bisogni sociali, cessando, così, di avere piena corrispondenza con la sessualità biologica … Il venire meno del concetto di legge naturale tende a dissolvere il legame tra amore, sessualità e fertilità, intesi come essenza del matrimonio”.

    I.L. n.31: “La famiglia è il luogo dove si trasmettono e si possono imparare fin dai primi anni di vita valoro come fratellanza, lealtà, generosità, amore per la verità, rispetto per l’altro … Senza la famiglia l’uomo non può uscire dal suo individualismo”.

    Non sono pochi gli studiosi di scienza della formazione che, pur non credenti, riconoscono la famiglia tradizionale come quella che garantisce maggiormente il bene della persona e della società.

    Vittorino Andreoli, nell’ultimo libro “L’educazione impossibile”, scrive: il motivo del fallimento educativo che vive oggi un malessere profondo, va ricercato senz’altro nella morte della famiglia tradizionale, in quanto la molteplicità di figure di riferimento, dal punto di vista formativo, disorientano i ragazzi. Per cui la tipologia di famiglia che continua a garantire la tenuta sociale e lo sviluppo armonico della persona è la famiglia tradizionale.

    Dello stesso avviso è il prof. Franco Ferrarotti.

     

    La redazione è disponibile a confronto, opinioni e commenti sull'argomento attraverso il BLOG sotto riportato.

  • I consigli della Libraia........I Best Seller dell'Antica Libreria del Corso

    Ritorna alla grande, dopo la pausa estiva....la rubrica della libraia Teresa Pastore.

     

     

    Buona lettura a tutti.

     

     

     

    in evidenza tra i best seller della fede:

    LA RIVOLUZIONE DELLA CARITÀ DALLE RADICI DEL CRISTIANESIMO ALLA CHIESA DI PAPA FRANCESCO

    Carità e povertà: simul stabunt, simul cadent, insieme staranno o insieme cadranno. La storia della Chiesa è da sempre legata a doppio filo all’incontro con i poveri. Sul “fare la carità” si sono giocati per venti secoli l’organizzazione concreta della Chiesa e della società, l’evangelizzazione, la riforma religiosa, le utopie secolarizzate di un mondo senza sfruttati e senza sfruttatori. Monsignor Paglia ripercorre la storia del rapporto dinamico tra Chiesa e società attraverso la peculiare prospettiva della lotta alla povertà nelle sue diverse forme. Partendo dal cristianesimo delle origini, dal monachesimo e dai più influenti ordini religiosi, l’autore dipinge un magnifico affresco i cui protagonisti sono le figure emblematiche della cristianità e le loro opere, da Gesù ai padri della Chiesa fino a papa Giovanni XXIII con il Concilio vaticano II e la stagione di papa Francesco. In queste pagine emerge una Chiesa che rivendica con forza il valore della charitas cristiana come cura imprescindibile ai dilemmi sociali del mondo globalizzato. Perché: “è una grande funzione profetica della Chiesa quella di inquietare il banchetto del ricco epulone con la memoria e i dolori del povero Lazzaro. Nell’immaginare un mondo nuovo, o almeno diverso, la povertà è una delle soglie da attraversare con audacia, intelligenza e generosità da parte di tutti, credenti e non credenti.”

    Cliccare qui per l'elenco completo dei BEST SELLER DELLA FEDE consigliati

     

     in evidenza tra i best seller Settembre 2014

    VOLEVO SOLO AVERTI ACCANTO di  RONALD H. BALSON

    E’ la sera della prima al grande teatro dell’Opera di Chicago, a cui presenzia il vecchio Elliot Rosenzweig, il più ricco e importante mecenate della città. All’improvviso tra la folla appare un uomo anziano in smoking fuori moda. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenzweig . la voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il Macellaio di Zamo, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Salomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l’Olocausto solo dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia …

    Cliccare qui per l'elenco completo dei BEST SELLER  consigliati

     

     

     

  • Il Campanile on-line.... Settembre/Ottobre 2014

     

    Premere qui per consultare/scaricare il Campanile on-line.

     

     

     

    Vi ricordiamo che alla sezione "IL CAMPANILE" sono consultabili/scaricabili tutte le uscite dal settembre 2009 ad oggi.

  • Halloween.... "se lo conosci lo eviti!"

    Sensibilmente ridimensionata la festa di Halloween a Canosa, grazie all’intervento di alcuni dirigenti scolastici e alle parrocchie. Certo, non è facile combattere contro un fenomeno che ha sempre più finalità economiche, ma forse ci eravamo arresi senza combattere, meglio, senza offrire alternative. Proprio questo, a nostro avviso, si è realizzato a Canosa e in altre città, cioè si sono creati per i ragazzi e i giovani momenti di festa ed esperienze alternative. Chi l’ha chiamata ”festa della luce”, noi “festa dei santi” o altro: di fatto, sono state proposte delle manifestazioni che hanno coinvolto i ragazzi, senza il bisogno di ricorrere a stupide maschere dell’orrore o pericolosi scherzi trasgressivi. E qualcosa di questo genere è anche capitato nelle nostre città: ragazzi che intendono il divertimento come trasgressione delle regole, maleducazione e qualche manifestazione di bullismo. Dobbiamo insistere sulla linea delle proposte alternative e, come è accaduto a Canosa, in sintonia con le scuole e le famiglie. Alcuni Dirigenti scolastici hanno proposto alle insegnanti di non dare risalto alla festa di halloween, in quanto non appartiene alla nostra tradizione e cultura, invitandole piuttosto a organizzare anche con le parrocchie, eventi che creano aggregazione e sano divertimento. Probabilmente ci vuole più coraggio anche da parte delle parrocchie nel proporre momenti di festa, di svago e di riflessione, per evitare che, per ripiego e in assenza di altre proposte, si cada nella rete di stupidi e pericolosi fenomeni creati altrove.

    D. Felice Bacco



    Momento della "Festa dei Santi" del 31 ottobre 2014 - Salone Minerva

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    Venerdì 31 Ottobre "Notte dei Santi"

    Ci ritroveremo tutti insieme presso il salone Minerva per la

    "FESTA DI TUTTI I SANTI"

    USA LA TESTA.........NON USARE LA ZUCCA


    La serata sarà animata con video, gara di playstation, giochi balli di gruppo e tante altre sorprese!!!

    per i bambini delle elementari l'appuntamento è alle

    ore 18,00.

    Per i ragazzi delle medie e i giovani l'appuntamento è alle

    ore 20,30

    L'ingresso è gratuito.....Vi aspettiamo numerosi!!!

     

     

    Pensiero di Padre Gabriel Amorth (esorcista della Santa Sede):

    HALLOWEEN E' UN OSANNA AL DIAVOLO

    ...''Penso che la societa' italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l'uso della ragione e sia sempre piu' malata. Festeggiare la festa di Halloween e' rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi''.


    I macabri mascheramenti, le invocazioni apparentemente innocue altro non sarebbero, che un tributo al principe di questo mondo: il diavolo. ''Mi dispiace moltissimo che l'Italia, come il resto d'Europa, si stia allontanando da Gesu' il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana''.

    ''La festa di Halloween e' una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L'astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non e' piu' peccato al mondo d'oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta' o piacere personale. L'uomo - conclude - e' diventato il dio di se stesso, esattamente cio' che vuole il demonio''. E ricorda che intanto, in molte citta' italiane, sono state organizzate le 'feste della luce', una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.

  • 22 ottobre 2014....prima ricorrenza della santificazione di Giovanni Paolo II papa

    Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920.

    Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.

    A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia.

    Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

    A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino.

    Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale a Cracovia il 1 novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

    Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

    Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

    Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.

    Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

    Viene eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre segue l'inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universaledella Chiesa.

    Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati 104.

    Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esorta-zioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si ascrivono anche 5 libri: "Varcare la soglia della speranza" (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); "Trittico romano", meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); "Alzatevi, andiamo!" (maggio 2004) e "Memoria e Identità" (febbraio 2005).

    Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

    Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

    Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000), nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

    Muore a Roma, nel suo alloggio nella Città del Vaticano, alle ore 21.37 di sabato 2 aprile 2005. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane seguono l'8 aprile.

    La festa liturgica è iscritta nel Calendario Romano generale al 22 ottobre, con il grado di memoria facoltativa.  

    In occasione dell'evento, presso la Cattedrale,  saranno celebrate due Sante Messe alla memoria: al mattino ore 8,15 e alla sera 19,30

  • Ricominciamo.. ripresa del cammino di catechesi anno 2014/15

    Inizio del cammino di catechesi, formazione necessaria per la propria vita di fede anno 2014/15.

    Sabato 11 ottobre inaugurazione del nuovo anno catechistico........ riprendono gli incontri di catechismo per i bambini e i ragazzi dal Primo Anno di Prima Evangelizzazione fino agli incontri per i Cresimandi e il Gruppo Giovani.

    Ricordiamo che il percorso di iniziazione cristiana ha inizio in I elementare. 

     

    Buon anno catechistico a tutti. 

     

     

    Calendario incontri:

    • Ogni Mercoledì ore 17,30_Incontro di catechesi per ACR (12-15 anni)....Sala Sabiniana  
    • Ogni Venerdì ore 19,00_Incontro gruppo ministranti....in sacrestia ___________                     
    • Ogni Venerdì ore 20,00_incontro di catechesi per Giovani e Giovanissimi ( 16 anni in su)..... Sala Sabiniana
  • 19 ottobre 2014...... Beatificazione di Papa Montini.

    Giovanni Battista Montini (1897-1978)-Paolo VI (1963-1978).

    Completa l’icona di santità dei Papi contemporanei. È l’uomo della più assidua e penetrante ricerca di dialogo tra Cristo e l’uomo moderno, tra la Chiesa e la società. Eletto Papa dopo Roncalli per continuare e concludere il Con­cilio e varare le sue riforme, Montini deve confrontarsi con i conservatori che lo attaccano, con la Curia Romana che lo frena, con i progressisti che lo spingono a fare sempre più fretta.

    Un Papa sostanzialmente solo in un’epoca turbolenta come quella della contestazione, negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, che investe in pieno la Chiesa e il papato.

    Nonostante la drammatica solitudine, guida il Concilio e la Chiesa con mano ferma, con autorità e perseveranza. Non è assolutamente «un uomo mesto» come si pretendeva, e si pretende, di descriverlo. In un appunto Montini scrive: «La santità non va commi­surata sulla grandezza eroica, drammatica dei personaggi celebri; è invece un continuo duplice atto di umil­tà e di fiducia per disporre l'anima a compiere gli altri atti di fede, di speranza, di amore e quelli dell'azione buona e forte este­riore». I cardini della sua spiritualità sono la fede e l’umil­tà, la carità e la speranza.

    Professa una fede «piena, libera, certa, forte, gioiosa, operosa, umile» come dice nel suo straordinario «Credo del po­polo di Dio». Nei terribili momenti di prova confessa: «Non la nostra mano debole e inesperta è al timone della barca di Pietro, sì bene quella invisibile, ma forte e amorosa, del Signore Gesù». La Chiesa «da amare, da servire, da sopportare, da edificare, con tutto il talento, con tut­ta la dedizione, con inesauribile pa­zienza e umiltà. Ecco ciò che resta sempre da fare, cominciando, rico­minciando, finché tutto sia consuma­to».

    Alla sua intercessione è stata ricondotta l’inspiegabile guarigione di un bambino ancora non nato che rischiava la morte o gravi malformazioni. Un miracolo che ricorda il grande impegno di Papa Paolo VI a tutela della vita e contro aborto e contraccezione espresso in particolare nell’Enciclica “Humanae Vitae”. Una posizione ferma che suscitò non poche critiche.

    Lui fino alla fine ha detto: “Non mi pentirò mai di quello che ho fatto, di quello che ho scritto”, perché l’Enciclica è stata letta anche in modo riduttivo. Voleva essere l’Enciclica sull’amore coniugale, il discorso è quindi molto più vasto, solo che poi ne è stata fatta una lettura un po’ unilaterale da parte di alcuni.

    Probabilmente alla cerimonia per il Beato Paolo VI, celebrata da Papa Francesco, sarà presente anche il Papa emerito Benedetto XVI.

     

     Roma, 21 liugno 1963, proclamazione  del cardinale Giovan Battista Maria Montini a Papa Paolo VI 

     

                  

     

    Angelo Giuseppe Roncalli (Papa Giovanni XXIII) e Giovanni Battista Montini (Papa Paolo VI, successore di Giovanni XXIII)

      Paolo VI con  il futuro Giovanni Paolo I (Albino Luciani) 

     

    30 dicembre 1963, Paolo VI  nomina Karol Jozef Wojtyla arcivesco di Cracovia

     

    Paolo VI nomina prima arcivescovo e poi cardinale il poi Papa Benedetto XVI ( Joseph Aloisius Ratzinger)

     

     

    Paolo VI riceve in udienza Aldo Moro, presidente del Consiglio dei ministri, il 20 gennaio 1964 

     

     Roma, 2 luglio 1963, Paolo VI con John Kennedy 

     

     Papa Paolo VI con il presidente Usa Richard Nixon

     

     Viaggio in Terra Santa, 4-6  gennaio 1964, Paolo VI con il Patriarca di Gerusalemme 

     

     Papa Paolo VI con Mons. Francesco Minerva di Canosa (Primo arcivescovo Metropolita di Lecce) 

     

    Breve biografia:

    Il 26 settembre 1897 Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, nasce a Concesio (Brescia) da Giorgio Montini, esponente di primo piano del cattolicesimo sociale e politico italiano di fine Ottocento, e da Giuditta Alghisi. Ordinato sacerdote il 29 maggio 1920, il giorno seguente celebra la prima Messa nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in Brescia. 

    Trasferitosi a Roma, tra il 1920 e il 1922 il futuro Papa Paolo VI frequenta i corsi di Diritto civile e di Diritto canonico presso l'Università Gregoriana e quelli di Lettere e Filosofia presso l'Università statale. Nel maggio 1923 inizia la carriera diplomatica presso la Segreteria di Stato di Sua Santità. È inviato a Varsavia come addetto alla Nunziatura Apostolica. Rientrato in Italia nell'ottobre dello stesso anno, è nominato dapprima (1924) assistente ecclesiastico del Circolo romano della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), quindi nel 1925 assistente ecclesiastico nazionale della stessa Federazione, carica che lascerà nel 1933. Il 13 dicembre 1937 è nominato Sostituto della Segreteria di Stato e il 29 novembre 1952 Pro-Segretario di Stato per gli Affari Straordinari. 

    Il 1° novembre 1954 Pio XII lo elegge arcivescovo di Milano. Il 15 dicembre 1958 Giovanni Battista Montini è creato cardinale da Giovanni XXIII. Il 21 giugno 1963 viene eletto Pontefice e il 29 settembre apre il secondo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II, che, alla fine del quarto periodo, concluderà solennemente l'8 dicembre 1965.

    Il 1° gennaio 1968 celebra la prima Giornata mondiale della Pace. Il 24 dicembre 1974 apre la Porta Santa nella Basilica di San Pietro, inaugurando l'Anno Santo del 1975. Il 16 aprile 1978 scrive alle Brigate Rosse implorando la liberazione di Aldo Moro e il 13 maggio nella basilica di San Giovanni in Laterano assiste alla messa in suffragio dello statista assassinato e pronuncia una solenne preghiera. Il 6 agosto 1978, alle ore 21.40, muore nella residenza estiva dei papi a Castel Gandolfo.

  • III Assemblea Generale straordinaria del Sinodo dei vescovi ..... Il Papa invita a pregare sulla famiglia.

    La Chiesa italiana si stringerà attorno a papa Francesco in un momento particolare di preghiera per la famiglia. L’appuntamento è fissato per sabato 4 ottobre, solennità di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, dalle 18 alle 19,30 in piazza San Pietro. E si tratterà di un momento pubblico di preghiera e di riflessione, che culminerà con l’intervento del Pontefice.

  • Il Calendario de "Il Campanile".... l'edizione 2015 festeggia il ventennale!

    Era il lontano 1995 quando la Redazione de "il Campanile", periodico di informazione e cultura, storico giornale della Cattedrale di San Sabino, accettò di rendere fattibile l'idea di Don Felice Bacco che coadiuvato dalla preziosa collaborazione di Linda Lacidogna, Brigida Caporale e Rosalia Gala diedero vita al Calendario de "Il Campanile".

    Il 1996 il primo calendario! Sembra ieri, eppure sono trascorsi ben 20 anni della nostra e della vostra vota.

    Insieme abbiamo aspettato quell'immancabile appuntamento natalizio che ci riempiva non solo di soddisfazione ma anche di preoccupazione fino all'ultimo minuto, quando il nostro lavoro di ricerca andava in stampa con la supervisione di monsignor Felice Bacco.

    Quanti argomenti trattati, quale varietà di rubriche, consigli, ricette! Abbiamo ascoltato i giudizi e le riflessioni dei lettori, facendone tesoro, fino all'edizione del 2015 che festeggia il ventennale della pubblicazione.

    Lo spirito a realizzarlo per tutti i nostri concittadini, anche lontani, non è affatto mutato: le pagine di ricordi e di squarci di vita passata, raccontati sia dalle foto d'epoca, faticosamente ricercate, sia con la preziosa narrazione di testimoni dello scorso secolo (oggi non più con noi), non sono stati un semplice viaggio nella storia della nostra città, ma molto di più.

    Pensare al passato non solo come piacevole "amarcord" ma come rievocazione e scoperta di quella rigorosa semplicità, di quegli autentici sentimenti e soprattutto di insostituibili valori è stato il nostro messaggio.

    Oggi, mutate le condizioni storiche, le autrici e tutti i collaboratori del Calendario, a cui si è aggiunto il prezioso Don Nicola Caputo (che ha voluto fortemente l'uscita del calendario per la festa dei Santi Patroni), augurano a tutti i lettori un buon 2015.

    Linda, Brigida e Rosalia

     

    Sono ancora disponibili, copie del calendario al costo di 5,00 €, presso la Cattedrale di San Sabino.

  • “CI SONO ANCH’IO- ARCHEO CANOSA 2014”.......2 Ottobre 2014, per illustrare i risultati del 1° CAMPOSCUOLA ARCHEOLOGICO.

    Per illustrare i risultati del 1° CAMPOSCUOLA ARCHEOLOGICO la Fondazione Archeologica Canosina, in collaborazione con il MIBACT, PROVINCIA DI BAT, COMUNE DI CANOSA, PARROCCHIA MARIA SANTISSIMA DEL ROSARIO, CENTRO STUDI SERGIO FONTANA, BCC CANOSA - LOCONIA, PRO LOCO CANOSA, BASILICA CATTEDRALE DI SAN SABINO E DROMOS organizza il 2 OTTOBRE alle 18, presso il CENTRO STUDI SERGIO FONTANA in via Piano San Giovanni a Canosa,“CI SONO ANCH’IO- ARCHEO CANOSA 2014”, interverranno il Soprintendente Archeologo Luigi La Rocca, il Direttore Archeologo Marisa Corrente, il Presidente della FAC Sabino Silvestri, il Direttore Generale della BCC di Canosa Cosimo Puglia. Grande importanza sarà dato anche al progetto APRITI SESAMO, vincitore del Bando di Concorso promosso dal MIBACT per favorire la fruizione sensoriale dei luoghi di interesse culturale, curato da Anna Luisa Casafina e Cinzia Sinesi. Seguirà il rinnovo dell’adesione della BCC alla FAC, come segno tangibile di attenzione per il lavoro svolto da una delle più importanti realtà culturali della Città.

     

  • Iniziati i lavori di restauro alla rettoria della Passione

    Sono iniziati i lavori di restauro alla rettoria della Passione.

    I lavori sono stati affidati alla ditta "Sergio Angelo" di Canosa sotto la direzione tecnica dello "Studio dell'Arch. Giuseppe Matarrese".

    Si comunica che nessuno è stato incaricato a raccogliere nessun tipo di contributo in relazione alle attività di restauro.

    Le persone interessate a contribuire economicamente al restauro, possono rivolgersi direttamente in Cattedrale.

  • Convegno al Comune di Atripalda su San Sabino....... Precisazioni di Mons. Felice Bacco

    Ho letto con non poche perplessità l'articoletto che riportava l'incontro su San Sabino, tenutosi qualche giorno fa ad Atripalda nella Sala Consiliare alla presenza dei Sindaci delle due città e della cittadinanza. Decido di scrivere perché da anni sostengo che il nostro "povero" Santo Patrono, ancora una volta, ridiventa protagonista di questioni che finiscono per creare nuove e più articolate confusioni. Provo a chiarire cosa è successo ad Atripalda e quali ne sono state le conclusioni.

  • La 63^ Coppa San Sabino è partita dalla Cattedrale.... Una delegazione onora il Santo Patrono.

    La 63^ Coppa San Sabino, 28° Gran Premio D' Estate - 12^ Medaglia D' Oro S. Sabino, gara ciclistica  riservata alle categorie Elite / Under 23 tesserate FCI e squadre nazionali straniere all'UCI passerà agli annali per lo svolgimento della corsa avvenuto nelle ore della mattina del 2 agosto, anziché il pomeriggio come di consueto, e per la partenza ufficiosa dalla Cattedrale  di San Sabino di Canosa di Puglia(BT). Prima della gara gli organizzatori, i giudici di gara, i corridori e gli sportivi hanno reso omaggio a San Sabino recandosi nella Concattedrale di Canosa con il deposito di una ghirlanda di fiori portata a mano dal tunisino Tounsi Maher della Gallina Colosso Eurofeed  e dal bielorusso Shumov Nikolai della General Store Bottoli unitamente a Don Felice Bacco, a don Nicola Caputo, a patron Sabino Patruno grande devoto del santo e suo figlio Cosimo giudice di gara. La tradizionale competizione ciclistica nazionale in onore del santo patrono, molto sentita dagli sportivi e appassionati del sud Italia, presenti in massa lungo il percorso competitivo, si è sviluppata su un circuito  urbano ed extraurbano di Km. 14,700, ripetuto 8 volte per un totale di Km. 117,600, percorsi in 2h.46 sec. alla media di 42,120 km/h. Alla partenza ufficiale, avvenuta in via Giovanni  Bovio, ha visto 86 corridori ai nastri  in rappresentanza di 14 squadre tra le più forti del panorama nazionale che nei primi giri si sono date da fare per portare sul traguardo i propri uomini di punta. In 32 hanno terminato la gara che ha visto l’ucraino Marlen Zmorka(classe 1993)tagliare il traguardo davanti al  bielorusso Nikolai Shumov e leggermente staccato il polacco Marcin Mrozek della Vejus TMF Cicli Magnum. La squadra lombarda del vincitore di patron Ezio Tironi con Olivano Locatelli direttore sportivo e Totò Commesso e Domenico Garbelli  nello staff tecnico, ha piazzato altri due corridori nei primi dieci, gli italiani Giuseppe Sannino al quarto posto e Diego Brasi giunto nono. Con la vittoria canosina, in volata sul  suo compagno di fuga Shumov, l’ucraino Zmorka che di nome fa Marlen (un mix per ricordare Marx e Lenin), tra i più forti cronoman,  è alla settima stagionale dopo le recenti con il 29° Trofeo Tosco Umbro a Lippiano di Monte Santa Maria Tiberina e a Mongrando nel biellese.  La manifestazione ciclistica canosina, una classica dell’estate nel sud Italia, ancora una volta organizzata nei dettagli dall’Associazione Ciclistica DilettantiGruppo Sportivo Sabino Patruno, medaglia di bronzo al merito sportivo, che per l’occasione ha festeggiato il trentennale della sua costituzione con il gagliardetto celebrativo, è stata onorata dalla presenza di Stefano Bortolotti,  speaker ufficiale del Giro d’Italia che ha commentato magistralmente tutte le fasi della corsa fino alle premiazioni. Sono saliti sul palco per le consegne dei prestigiosi premi ai vincitori :il presidente regionale F.C.I. Puglia Pasquale De Palma, il fiduciario Coni Riccardo Piccolo, il presidente della Provincia Barletta Andria Trani Francesco Ventola, il sindaco di Canosa Ernesto La Salvia, il vice sindaco Pietro Basile, l’assessore allo sport Sabino D’Aulisa, l’assessore al turismo Gianni Quinto,  don  Felice Bacco, i titolari delle ditte sponsorizzatrici, i delegati AVIS, e  patron Sabino Patruno raggiante per aver ospitato i migliori corridori di categoria nella gara dedicata al patrono di Canosa tra l’entusiasmo e gli applausi del pubblico. Ancora una volta è stato apprezzato il lavoro svolto dall’instancabile Sabino Patruno, che è riuscito nel suo intento ad organizzare perfettamente  la corsa su un nuovo circuito con poche risorse economiche ma tanta passione, abnegazione, buona volontà, voglia di far bene e continuare nella tradizione di questa importante kermesse ciclistica sempre più internazionale.

    Bartolo Carbone

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    Foto a cura di Savino Mazzarella

     

  • Decimo anniversario della morte di Mons. Francesco Minerva

    Il 23 agosto del 2004, nel suo palazzo di famiglia, ora Museo Diocesano, moriva mons. Francesco Minerva, Arcivescovo emerito di Lecce. A dieci anni dalla sua morte, sabato prossimo, nella cattedrale di san Sabino, alle ore 19.30, sarà celebrata una Santa Messa per ricordare la figura del presule e per affidarlo nella preghiera alla bontà misericordiosa di Dio. Molteplici sono le opere realizzate in vita da mons. Minerva durante il suo lungo ministero sacerdotale ed episcopale. Nella Diocesi di Lecce, dove fu arcivescovo per oltre trent’anni istituì circa trenta parrocchie con gli annessi locali per le attività pastorali; a Canosa, sua città natale, dove esercitò il ministero di arciprete della cattedrale e dove visse gli ultimi anni della sua vita realizzò diverse opere, a servizio della città. Tra queste, una scuola per l’infanzia, “l’Asilo Minerva”, una grande sala per le attività dei giovani e dei ragazzi, una casa di accoglienza per anziani, “Oasi Arcivescovo Francesco Minerva” e il “Museo dei Vescovi”, realizzato nel suo palazzo, donato prima di morire alla cattedrale. In novembre il Museo, eretto con decreto vescovile da sua eccellenza mons. Raffaele Calabro, vescovo della diocesi di Andria, è stato inaugurato dall’allora ministro per la Cultura Massimo Bray, durante una manifestazione organizzata dalla Confindustria e vede nella gestione la collaborazione della Fondazione Archeologica Canosina, accanto alla direzione affidata al parroco della Cattedrale. Il Museo che ha visto in questo ultimo mese un afflusso notevole di turisti provenienti da diverse parti del mondo e canosini venuti a Canosa per le ferie, è stato realizzato con la direzione scientifica dell’Università degli Studi di Foggia e racconta la storia dell’antica Diocesi Primaziale di Canosa. Sicuramente la città di Canosa deve molto a mons. Minerva, per la sua lungimiranza e la concretezza delle opere da lui volute e realizzate: ha veramente amato Canosa e la sua comunità ecclesiale. 

     

    Primo Arcivescovo Metropolita di Lecce. Figlio di Domenico e di Terrone Anna, nato in Canosa di Puglia il 31 gennaio 1904 e battezzato in quella parrocchia Cattedrale di S. Sabino il 7 febbraio. Nella stessa ordinato Sacerdote il 16 aprile 1927 da mons. Nicola Giannattasio, Arcivescovo tit. di Pessinonte, già Vescovo di Nardò. Eletto Vescovo di Nardò, il 6 settembre 1948 e consacrato nella predetta Chiesa il 31 ottobre, festa di Cristo Re, da mons. Ferdinando Bernardi, Arcivescovo di Taranto, consacranti i monsignori Giuseppe Di Donna, Vescovo di Andria, e Giuseppe Ruotolo, Vescovo di Ugento. Nominato Amministratore Apostolico di Lecce il 10 agosto 1950, fu qui traslato il 17 dicembre 1950, con ingresso il 18 marzo 1951. Ha portato le parrocchie da 38 a 65, corredandole quasi tutte delle rispettive chiese e opere.

     

    Ha celebrato il XV Congresso Eucaristico Nazionale: 29 aprile-6 maggio 1956; seguito da quelli diocesani del 1966 1-8 maggio e del 1976 2-9 maggio; nonché il 2° Congresso Mariano Diocesano: 30 maggio-6 giugno 1954, e il 3° dal 6 al 13 maggio 1979. Ha costruito il Palazzo dell’Azione Cattolica (1952), il Seminario Estivo (1953) e l’Oasi Madonna di Roca (1960). Promosso primo Arcivescovo Metropolita per l’elevazione della stessa sede il 20 ottobre 1980, rinunzia il 27 gennaio 1981, ritornando alla nativa Canosa, dove è morto il 23 agosto 2004 e sepolto nella Cattedrale di Canosa il 31 gennaio 2008.

     

     

    Biografia

    Nato a Canosa di Puglia il 31 gennaio del 1904, fu ordinato sacerdote il 16 aprile 1927 da Nicola Giannattasio, già vescovo di Nardòarcivescovo titolare di Pessinonte.

    Laureato in teologia presso il pontificio Ateneo Lateranense, nel luglio 1931, si laureò anche in Giurisprudenza all’Università di Bari. Fu arciprete parroco della Cattedrale di San Sabino dal 1931 al 1948.

    Il 16 settembre 1948 fu nominato vescovo di Nardò. Ricevette l'ordinazione episcopale il 31 ottobre 1948, consacrante Ferdinando Bernardi, arcivescovo di Taranto.

    Il 17 dicembre 1950, mentre reggeva la diocesi, in qualità di amministratore apostolico, dopo la morte di Mons. Alberto Costa, fu nominato vescovo di Lecce

    Dal 29 aprile 1956 al 6 maggio 1956 organizzò ed ospitò la celebrazione del 15º Congresso Eucaristico Nazionale.

    Dall'11 ottobre 1962 all'8 dicembre 1965, partecipò attivamente a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II .

    Il 20 ottobre 1980Giovanni Paolo II emanò la bolla Conferentia Episcopalis Apuliae, con questa elevò la diocesi di Lecce a Arcidiocesi Metropolitana di Lecce e Francesco Minerva arcivescovo metropolita.

    Per raggiunti limiti di età, rassegnò le dimissioni il 27 gennaio 1981, rimanendo vescovo emerito dell'arcidiocesi di Lecce, ma ritirandosi nella nativa Canosa, pur continuando per molti anni a trascorrere l'estate nel Salento.

    Morì, a cento anni compiuti, il 23 agosto 2004.

    Il 31 gennaio 2008 il corpo di mons. Minerva è stato traslato all'interno della Cattedrale di San Sabino di Canosa di Puglia e tumulato nella tomba che egli stesso aveva fatto costruire per la sua sepoltura.

     

  • ESTATE.... il momento migliore per LEGGERE

    Sempre più cose ci riempiono la vita nell’era di internet, ma per leggere un buon romanzo bisogna avere un po’ di tempo davanti. E l’estate è il momento che pregustiamo per entrare dentro una storia e assaporarla con calma e l’attenzione che merita.

    E’ il momento di scegliere qualche libro, per noi e i nostri figli. Ci sono romanzi che ci aiutano a esplorare noi stessi, romanzi che ci fanno vivere i sentimenti degli altri, che però somigliano un po’ ai nostri perché la lettura è sempre una miscela tra chi l’ha scritto e chi lo legge.

    Come ha ben scritto Luigi Spagnoli : “ci sono mille buoni motivi per far leggere libri ai nostri figli: leggere sviluppa l’intelligenza, il senso critico, la fantasia.

    Nessuna tecnologia è ancora riuscita a eguagliare il grado di interattività (e di magia) che si mette in gioco quando si leggono parole come “albero, drago o amico” e ci si immagina il proprio albero, il proprio drago o il proprio concetto di amicizia”.

    Ci sono romanzi pieni di suspense che ci tengono sulle spine. Ci sono saggi che non abbiamo avuto tempo di leggere nei giorni lavorativi o nei week-end impegnati a fare mille cose che non potevamo fare durante la settimana. E ci piace scegliere con un po’ di abbondanza i libri da portarci dietro, per poterli prendere in mano in base all’umore e al desiderio del momento.

    Perciò bisogna sceglierli con cura, perché sotto il sole la pagina di carta non la batte nessuno. Un libro che si debba leggere attentamente, tornando indietro di qualche pagina di tanto in tanto per riprendere il filo,è sempre meglio leggerlo su carta. Un libro che si intenda ricordare o da annotare è meglio che sia su carta perché questa aiuta la memoria visiva.

    L’Antica Libreria del Corso Augura a tutti i Lettori una buona Estate.

    La libraia: Teresa Pastore

     

    in evidenza tra i best seller della fede 

     in evidenza tra i best seller agosto 2014

  • Celebrazione Eucaristica... Battistero S. Giovanni

    5 Agosto 2014 ore 20,00....Celebrazione Eucaristica nell'area archeologica del Battistero di San Giovanni in presenza dell'icona della madonna della Fonte.

    Seguirà una fiaccolata che raggiungerà la cattedrale.

      

     

    Il monumento è testimonianza di una fase importante della storia canosina, quando, grazie all'opera del santo vescovo Sabino (514-566), la città attraversò un periodo di prosperità e di egemonia sul territorio. Dei numerosi edifici di culto sorti grazie al fervore edilizio che caratterizzava Sabino, il Battistero di S. Giovanni è il solo che abbia conservato in parte la struttura originaria. Il battistero era probabilmente adornato di mosaici parietali; della pavimentazione a mosaico policroma originaria restano tre frammenti in uno degli ambienti interni, decorato con un ornato geometrico a stelle a quattro punte con rettangoli tra le stelle.

    Scavi condotti davanti al monumento hanno messo in luce i resti di un atrio con due portici laterali pavimentati a mosaico, di collegamento ad un altro edificio cultuale a tre navate, da identificarsi con la basilica di San Salvatore menzionata dal biografo di S. Sabino, insieme ad un altro edificio di culto dedicato alla Madonna da collocarsi nello stesso sito.

     

  • ….Il Papa telefona a Peres e Abu Mazen

    La situazione a Gaza sta precipitando: l’esercito israeliano ha avviato la sua offensiva terrestre. In questo contesto, Papa Francesco, facendo seguito all’accorato appello di domenica scorsa a continuare a pregare per la pace in Terra Santa, ha telefonato personalmente al presidente israeliano Shimon Peres e al presidente palestinese Abu Mazen. 

    Il Papa ha condiviso con i due presidenti “le sue gravissime preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto” che - riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana – “coinvolge in modo particolare la Striscia di Gaza e che, in un clima di crescente ostilità, odio e sofferenza per i due popoli, sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria”. 

    Come aveva fatto durante il suo recente viaggio in Terra Santa e in occasione dell’invocazione per la pace l’8 giugno scorso, Papa Francesco “ha assicurato la sua incessante preghiera e quella di tutta la Chiesa per la pace in Terra Santa e ha condiviso con i suoi interlocutori, che considera uomini di pace e che vogliono la pace, il bisogno di continuare a pregare e di impegnarsi per far sì che tutte le parti interessate e quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale si impegnino per far cessare ogni ostilità, adoperandosi in favore di una tregua, della pace e della riconciliazione dei cuori”.

    …..fonte “Avvenire”

  • Canosa..... Festività dei Santi Patroni 2014


    Carissimi fedeli,

    come ogni anno ci prepariamo a vivere un appuntamento importante per la nostra comunità civile e religiosa:

    LA FESTA DEI SANTI PATRONI 

    In modo particolare ricordiamo un evento storico preciso e cioè la traslazione delle sacre reliquie di San Sabino il 1 Agosto dell'800 dall'antica cattedrale di San Pietro all'attuale Basilica da Lui edificata e successivamente, a Lui dedicata da Papa Pasquale il 7 settembre del 1102. 

    Quest'anno ricorre anche il XV centenario dell'inizio del ministero Episcopale di San Sabino nella Diocesi Primaziale di Canosa.

    Desideriamo solennizzare questo evento che ha segnato la storia della nostra città e affidarci all'intercessione dei nostri santi Patroni, perchè proteggano le nostre famiglie, tutti i canosini che vivono in altre città e sostengono il nostro impegno nel promuovere il bene comune.

     

    Auguriamo a tutti di vivere serenamente questi eventi e partecipare numerosi ai diversi momenti comunitari.

     

     

     

     

     

    Clicca qui per scaricare/visualizzare il programma liturgico e civile

     Clicca qui per dettagli sulla storia di San Sabino

    PREMERE QUI PER UN TOUR VIRTUALE SULLE IPOTESI DELL'ANTICA STRUTTURA DELLA CHIESA

  • Venerdì 18 Luglio 2014....Memoria del Pio Transito del Servo di Dio Padre A.M.Losito

    Carissimi cittadini e devoti del Servo di Dio,

    con grande gioia annunciamo che dopo più di quattordici anni di attesa, gli Atti processuali che documentano la vita, le virtù e la fama di santità di Padre Losito saranno prossimamente esaminati in Vaticano nel Congresso dei Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi.
    L'iter successivo, prevede - se i teologi, come si spera, si pronunceranno positivamente circa l'eroicità delle virtù del Servo di Dio - il passaggio, dopo alcuni mesi, alla seduta Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi del Dicastero.
    Se anche questo importante passaggio va a buon porto, spetta poi al Santo Padre l'ordine di promulgare il decreto della 'Venerabilità'.Siamo già in vista del traguardo della beatificazione.
    Mentre rendiamo grazie a Dio per il dono di questo grande missionario e modello di vita sacerdotale, invitiamo caldamente tutti i fedeli a pregare il Servo di Dio perchè il Signore, per sua intercessione, conceda il miracolo necessario per dichiararlo "Beato".

    Siamo invitati ad unirci spiritualmente nella preghiera e a partecipare alla celebrazione eucaristica che si terrà il 18 Luglio 2014 nella Basilica Cattedrale di San Sabino nel  XCVII Anniversario del Pio Transito del Servo di Dio Padre Antonio Maria Losito.

    Al termine, la recita della preghiera di canonizzazione presso l'urna che racchiude i preziosi resti mortali del Servo di Dio.

     

     

    Servo di Dio Padre Antonio Maria Losito

    * Canosa 1838   + Pagani 1917

    Religioso e Sacerdote redentorista 

     

    Premere qui per una breve fisionomia spirituale del Servo di Dio

     

     

     

  • Mons. Bacco sul rapporto tra spirito e bellezza

    «Quando la fede e l’arte si incontrano nasce una vera sintonia»

    di FELICE BACCO *

    Desidero preliminarmente ringraziare gli ospiti che sono intervenuti, martedì 3 giugno, al nostro Convegno sul tema: “La bellezza rende visibile l’invisibile". Innanzitutto il prof. Vittorio Sgarbi per aver accettato ancora una volta il nostro invito: la sua presenza e la sua competenza hanno reso ‘popolare ’ e  Interessante il nostro Convegno. Popolare perché la sua reputazione professionale, diffusa e apprezzata  anche attraverso i canali televisivi, ha richiamato in cattedrale un folto pubblico, che è stato coinvolto in un discorso ad ampio respiro, centrato sulla bellezza, che non può rimanere appannaggio di una élite di addetti ai lavori, ma deve diventare, il più possibile, consapevolezza comune. Educare alla bellezza significa educare alla vita, migliorarne ogni aspetto per se stessi e per gli altri che vivono la nostra città.

    Sicuramente sono importanti i convegni tra esperti, favoriscono il progresso della ricerca, ma abbiamo bisogno anche di sensibilizzare il maggior numero di persone, se vogliamo che la stessa comunità progredisca. Dobbiamo dire che, evidentemente, per la popolarità dell’ospite, per la sua capacità argomentativa, l’originalità e la  freschezza del ritmo discorsivo, molti hanno partecipato all’incontro, commentando positivamente il suo intervento, durato quasi un’ora.

    Ha parlato dell’autenticità del crocifisso d’avorio custodito nel Museo dei Vescovi e di alcune sue peculiarità, della bellezza del Mausoleo di Boemondo (XII sec.), rimarcardo la giusta scelta di ricollocare le porte di bronzo nella loro sede originaria; si è soffermato sulla molteplicità dei siti archeologici canosini e la ricchezza del vasto patrimonio culturale. Ha commentato positivamente il virtual tour realizzato dallo studio dell’architetto Matarrese sulla ipotesi di liberare la parte antica della cattedrale dagli intonaci e stucchi che la rivestono. “La chiesa, ha detto, è una realtà viva, pietre vive, che permettono nel tempo di sentire la continuità con una comunità che vive nella storia”.

    Un doveroso grazie all’architetto Matarrese e all’équipe che lavora nel suo studio: splendida la riproduzione virtuale della cattedrale antica,  liberata dagli intonaci.

    Erano presenti alla manifestazione anche il Sindaco, dott. Ernesto La Salvia ed il  Presidente della Provincia, dott. Francesco Ventola. I lavori sono stati moderati dal giornalista della  Gazzetta del Mezzogiorno, dott. Antonio Bufano. All’inizio dell’incontro, mi sono permesso di sottolineare  due elementi, come introduzione al tema, che intendo ribadire. I capolavori artistici nati in Europa nei secoli passati, dalla pittura alla scultura, all’architettura … sono difficilmente comprensibili se non si tiene conto dell’anima religiosa che li ha ispirati (parlo di anima religiosa, di spiritualità). Un artista, che ha estimoniato sempre l’incontro tra estetica (l’arte) e fede, Marc Chagall (pittore surrealista del Novecento), ha scritto, a proposito della pittura, che “i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto  colorato che è la Bibbia”.

    Quando la fede, in modo particolare quella celebrata ed affermata nella liturgia,  incontra l’arte, si crea una sintonia profonda: si pensi al nostro crocifisso d’avorio (XII sec.), al flabellum (XII sec.), al meraviglioso pulpito di Acceptus (XI sec.), alla nostra straordinaria basilica (VI sec.); entrambe, fede ed arte, possono e vogliono parlare di Dio, rendendo visibile l’invisibile. Nella bellezza, in ogni forma e  manifestazione di bellezza, ebbe a scrivere S. Agostino, “l’invisibile si rende visibile”. L’arte ci ricorda che la “via pulchritudinis ”, come la definì san Tommaso D’Aquino, la “via della bellezza”, è un percorso privilegiato ed affascinante che ci avvicina al Mistero di Dio.

    Che cos’è la bellezza, quella che scrittori, poeti, musicisti, pittori, scultori, architetti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne? Afferma ancora sant’Agostino: “…interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell’aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l’ordine delle stelle, interroga il sole, che con il suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che con il suo chiarore modera le tenebre della notte …. Interrogali! Tutti ti risponderanno: guardaci: siamo belli, ma questa bellezza mutevole chi l’ha creata, se non la Bellezza Immutabile? (Sermone 261).

    Ma c’è anche una bellezza etica che si manifesta nelle azioni, nei gesti delle persone: penso alla tenerezza che suscita un bambino tra le braccia di sua madre o alla carezza data ad una persona anziana, ad un qualsiasi semplice gesto d’amore. Ecco perché Papa Francesco, nel messaggio che un mese fa ha rivolto al mondo della scuola nell’incontro avuto in piazza san Pietro, ha esortato la comunità scolastica, che è la prima  società che integra la famiglia nella formazione dei giovani, ad educare alla bellezza, alla verità, al bene, come ad una funzione univoca.

    La cattedrale, che spero, per quanto sarà possibile, di vedere riportata pian piano alla sua originaria bellezza, il Museo dei Vescovi con il suo ricco patrimonio artistico e culturale, raccontano il passato di questa antica città e diocesi di Canosa. La cura e la valorizzazione del suo meraviglioso tesoro di storia ed arte, affidate a tutti i cittadini, rappresentano un’altra straordinaria  possibilità per evangelizzare, perché educare alla bellezza è educare al mistero di Dio.

    E’ nella bellezza che incontriamo l’Eterno.

    * parroco della cattedrale di San Sabino - Canosa

    Cliccare qui per visionare l'articolo pubblicato il 14 Giugno 2014 dalla Gazzetta del Mezzogiorno

     

    Il video che ha reso visibile virtualmente la chiesa paleocristiana e visionabile nella sezione del sito "IN EVIDENZA" /"La Basilica-Storia". Premere qui per accedere direttamente 

     Alcune foto relative alla visita/conversazione del Prof. Sgarbi a Canosa

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  • Oratorio Estivo 2014...che capolavoro

    RAGAZZI SIETE PRONTI PER UNA NUOVA AVVENTURA INSIEME?

    VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

      

     

     

    PROGRAMMA

    LUN  23 GIUGNO               ATTIVITA’ E GIOCHI     

    MAR  24 GIUGNO               ATTIVITA’ E GIOCHI                  

    MER  25 GIUGNO               ATTIVITA’ E GIOCHI 

     

    GIO  26 GIUGNO                GIOCHI D’ACQUA  IN  PISCINA GONFIABILE           

    VEN  27 GIUGNO                ATTIVITA’ E GIOCHI 

    SAB  28 GIUGNO                PASSEGGIATA ARCHEOLOGICA A SAN  LEUCIO – S. MESSA E MOMENTO DI FRATERNITA’         

    LUN  30 GIUGNO                ATTIVITA’ E GIOCHI 

    MAR  1 LUGLIO                  GIORNATA   INTERPARROCCHIALE  IN PIAZZA VITTORIO VENETO          

    MER  2 LUGLIO                  GIOCHI D’ACQUA IN PISCINA GONFIABILE                          

    GIO  3 LUGLIO                  ATTIVITA’ E GIOCHI 

    VEN  4 LUGLIO                 PASSEGGIATA IN BICICLETTA DA 0 A 99 ANNI A TENUTA LEONE    

     

    SAB  5 LUGLIO                 GIORNATA CONCLUSIVA ALLE CAVE LEONE-    S.MESSA-  PREMIAZIONE

    …E NON FINISCE QUI!!!

    DAL 7 AL 12 LUGLIO COLONIA AL MARE A MARGHERITA solo per chi ha partecipato all’oratorio

     

    DON FELICE, DON NICOLA, GLI ANIMATORI

  • Il Miracolo del Sacro Cuore di Gesù

    ........"Una grave siccità disseccava le nostre campagne e il popolo canosino pieno di fede si riversava nelle chiese chiedendo perdono a Dio e invocando il suo aiuto.

    Erano le otto di sera del 14 aprile 1912 e appena cominciata la funzione di un triduo della pioggia, nel passaggio del Santissimo Sacramento che si portava sull'altare maggiore, si ode un grido: MIRACOLO, MIRACOLO!... Si notò prima un lampo, poi si videro gli occhi della statua elevarsi in alto verso il cielo, quindi abbassarsi e girare intorno fissando la folla.

    Si vide il volto farsi pallido e livido e poi riprendere il suo colore.

    Si vide, come viva la fiamma che usciva dal cuore di Gesù ingrandirsi e poi tornare normale".  

     

    (una delle decine di testimonianze rese davanti al notaio Carlone di Canosa sul miracolo del Sacro Cuore di Canosa 14 Aprile 1912).

     

     

     

    .........Per non dimenticare!

     

    Ma cosa accadde quel 14 aprile 1912?.... "la statua mosse gli occhi e si accese una fiammella....."

    *di Pasquale Ieva - articolo pubblicato su "Il Campanile" Periodico di informazione e cultura n.2 anno XX del Marzo/Aprile 2014

    Una perdurante siccità disseccava le campagne di Canosa, autentico motore economico del tempo. La storica carenza di acqua e la mancanza assoluta della pioggia stavano arrecando danni irreparabili alle colture. Le piante inaridite erano esauste, il terreno secco e increspato divenuto sempre più duro e compatto. L’aria, intanto, “impuzziva” i vicoli dell’antico quartiere e focolai di malaria e di tifo cominciavano a manifestarsi.

    Il «Corriere delle Puglie» scriveva la cronaca della domenica del 14 aprile 1912 così: «Verso le ore 20 di ieri sera, mentre una di quelle processioni si era fermata a pregare dinanzi alla statua del Sacro Cuore di Gesù, nella Cattedrale un giovanotto si infliggeva la disciplina con una pesante catena di ferro. Ad un dato momento alcuni dei presenti hanno visto un lampo ed hanno notato un movimento negli occhi della statua. Si è subito elevato un vero clamore gridandosi da tutti - Al miracolo, Al miracolo! -. La notizia si è diffusa in un baleno. È stato necessario prendere l’immagine dalla nicchia ed esporla al pubblico nella navata centrale, perché tutti avessero potuto constatare il movimento degli occhi, il quale si è ripetuto sempre fino ad ora tarda e si ripete tuttora. La cittadinanza è impressionata dal fatto anche perché ieri sera è caduta giù una discreta quantità di acqua e mentre scrivo una folla di 20mila persone fra uomini e donne col capo cinto di una corona di spine ed il corpo di una fune, gira nel paese portando processionalmente la statua miracolosa. Oramai la cittadinanza è alquanto rincorata: nelle ore pomeridiane di ieri e la notte scorsa abbiamo avuto delle piogge piuttosto abbondanti che ristoreranno senza dubbio le nostre campagne. Il cielo è ancora coperto di nubi, altra acqua avremo ancora, e certamente il paese sarà salvo da un’irreparabile rovina». Tra le centinaia di testimoni oculari, che assistettero all’evento miracoloso, qui di seguito i nomi solo di alcuni di essi: Felice Coppola, Gennaro Caracciolo, Tommaso Fontana, Mariuccia Colucci, Vincenzo Macchiarulo, Giovanni Sinesi, Enrico Moscatelli, Michele Bafunno, Pasquale Chiancone, Pasquale Ieva e la moglie Balzano Crescenza, Sabina de Fazio. Per “Grazia Ricevuta” molti donarono ex voto anche in argento, di cui alcuni sono ancora esposti nella cappella laterale sinistra della chiesa Cattedrale di San Sabino, a suggello del miracolo che si manifestò per “premiare” la fede e la devozione proprio al Sacro Cuore di Gesù, da parte della pia popolazione di Canosa. (Clicca qui per scaricare l'articolo originale)

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  • Il Campanile on-line.... Luglio/Agosto 2014

     

     

     

     

    Premere qui per consultare il Campanile on-line.

     

    Vi ricordiamo che alla sezione "IL CAMPANILE" sono consultabili/scaricabili tutte le uscite dal settembre 2009 ad oggi.

  • Il Papa: «Affamati di vita e di amore»...Solennità del Corpus Domini

    Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che ci sono tante offerte di cibo che non vengono dal Signore e che apparentemente soddisfano di più. Alcuni si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio. Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore!». Lo ha ribadito Papa Francesco nell’omelia pronunciata ieri sera nella tradizionale messa celebrata sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano per la Solennità del Corpus Domini (che la Chiesa in Italia festeggerà liturgicamente domenica). 

    «Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e forse non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo», ha spiegato il Pontefice. Allora, ha aggiunto, «sogniamo altri pasti, come gli ebrei nel deserto, i quali rimpiangevano la carne e le cipolle che mangiavano in Egitto, ma dimenticavano che quei pasti li mangiavano alla tavola della schiavitù». «Essi, – ha ricordato – in quei momenti di tentazione, avevano memoria, ma una memoria malata, una memoria selettiva, una memoria schiava, non libera».

    «Oltre alla fame fisica – ha poi osservato papa Francesco – l’uomo porta in sé un’altra fame, una fame che non può essere saziata con il cibo ordinario. È fame di vita, fame di amore, fame di eternità». E il segno della manna – come tutta l’esperienza dell’esodo –, ha poi spiegato il Pontefice facendo riferimento al brano del Vangelo di Giovanni proclamato nella liturgia, «conteneva in sé anche questa dimensione: era figura di un cibo che soddisfa questa fame profonda che c’è nell’uomo. Gesù ci dona questo cibo, anzi, è Lui stesso il pane vivo che dà la vita al mondo». Infatti «il suo Corpo è il vero cibo sotto la specie del pane» e «il suo Sangue è la vera bevanda sotto la specie del vino». Non si tratta di «un semplice alimento con cui saziare i nostri corpi, come la manna», ma «il Corpo di Cristo è il pane degli ultimi tempi, capace di dare vita, e vita eterna, perché la sostanza di questo pane è Amore». Insomma, ha spiegato il vescovo di Roma, «nell’Eucaristia si comunica l’amore del Signore per noi: un amore così grande che ci nutre con Se stesso; un amore gratuito, sempre a disposizione di ogni persona affamata e bisognosa di rigenerare le proprie forze». Vivere quindi «l’esperienza della fede significa lasciarsi nutrire dal Signore e costruire la propria esistenza non sui beni materiali, ma sulla realtà che non perisce: i doni di Dio, la sua Parola e il suo Corpo».

    Infine dopo aver invitato tutti a recuperare «la memoria», «questo è il compito» ha sottolineato, e ad imparare «a riconoscere il pane falso che illude e corrompe, perché frutto dell’egoismo, dell’autosufficienza e del peccato», Papa Francesco ha così invocato Gesù: «difendici dalle tentazioni del cibo mondano che ci rende schiavi; purifica la nostra memoria, affinché non resti prigioniera nella selettività egoista e mondana, ma sia memoria viva della tua presenza lungo la storia del tuo popolo».

    Al termine della celebrazione della Messa sul Sagrato di San Giovanni in Laterano, il Papa, questa volta, si è recato direttamente, in auto coperta, a Piazza di Santa Maria Maggiore ad attendere la processione con il Santissimo Sacramento – guidata dal cardinale vicario Agostino Vallini – concludendola con la Benedizione solenne. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi ha spiegato che il Pontefice ha ritenuto opportuno rinunciare al lungo itinerario a piedi sulla via Merulana, fra le due Basiliche, anche in vista dei prossimi impegni – in particolare il viaggio di sabato a Cassano all’Jonio, in Calabria – e allo stesso tempo ha preferito evitare di fare il tragitto sulla autovettura scoperta, affinché, «secondo lo spirito della celebrazione», «l’attenzione dei fedeli rimanga invece concentrata sul Santissimo Sacramento esposto e portato in processione».

    tratto da "Avvenire.it"

  • Il Crocifisso D'Avorio

    Il Crocefisso d’avorio

    Cattedrale San Sabino – Canosa di Puglia

     Il Crocifisso in avorio del XII secolo (cm. 28 x  22),  di origine bizantina,   rappresenta,   nella iconografia,   la  figura  solenne del Cristo.  É un “capolavoro di  straordinaria  bellezza e  di grande significato teologico, dove la Croce non è patibolo, ma trono regale che rivela la Regalità dell’Amore ed il mistero della Redenzione” (mons. Felice Bacco). 

    Il   retro  del   Crocefisso   presenta   motivi decorativi  con  rosette  a  sei  petali incluse in un cerchio.  Si osserva che le rosette sono sempre raggruppate in numero di tre quasi a voler  rappresentare la Trinità. 

    Sul retro un raro e prezioso reliquiario conserva sotto il vetro  una  “pietra   rossa”, come descritto dal Baronio. E’ un segno  della  Passione di Cristo?   Forse  gocce  di sangue su  una piccolissima pietra? 

    La  regalità  del  Cristo  traspare nel  volto  disteso e  illuminato,  negli   occhi   chiusi   ma  non  sofferenti, nei   capelli   ordinati    che   scendono   sulle   spalle, nella  barba curatissima  con i  riccioli  all’estremità, con le mani ed i piedi  non  sovrapposti   lungi formi, con l’aureola di santità che porta il segno della Croce. 

    Il perizoma che cinge i fianchi è  la veste liturgica del Cristo  Sacerdote,  interrotto da un laccio trapuntato,  che pare una Stola Sacerdotale, con i lembi che  scendono sulle ginocchia. 

    L’iconografia del Crocefisso non riporta il “CHRISTUS    PATIENS”,   il   Cristo Sofferente della Passione, ma il CHRISTUS SACERDOS, il Cristo Sommo Sacerdote ed Eterno, come riporta la Lettera di San Paolo Apostolo agli Ebrei (cap. 5, vv. 1-10): “divenne causa di salvezza…essendo stato proclamato da Dio Sommo Sacerdote”. 

    É un “capolavoro di  straordinaria  bellezza e  di grande significato teologico, dove la Croce non è patibolo, ma trono regale che rivela la Regalità dell’Amore ed il mistero della Redenzione” (mons. Felice Bacco). 

    A cura del maestro Peppino Di Nunno

  • Il Caffé letterario...28 Maggio 2014 "Sala Sabiniana"


    Dall’autrice di << Il profumo delle foglie di limone >>

    CLARA SÀNCHEZ

    Entra nella mia vita 

    Madrid. Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. E pomeriggio e la piccola Veronica     approfitta di un breve momento di solitudine per spiare tra le cose dei genitori. Apre una cartella piena di documenti, e scorge una foto. La estrae con la punta delle dita,come se bruciasse.

    Non l’ha mai vista prima. Ritrae una ragazzina poco più grande  di lei, con un baschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Veronica è confusa , ma il suo intuito le suggerisce che è meglio no fare domande. Non adesso che la mamma è sempre triste Anno dopo anno, Veronica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole Parlare. E che l’enigma di  quella foto, di quella bambina sconosciuta,  c’entri in qualche modo.

    Ma quando diventa una donna, decisa e tenace, Veronica non può fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a fare i conti con un passato di cui non si sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. Ritrovarla e l’unica strada per raggiungere la verità. Una verità che, forse,ha un prezzo troppo alto. E quando Veronica trova la bambina, oramai donna anche lei, capisce che la strada è tutt’altro che percorsa, che il mistero e tutt’altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c’e qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla  nella sua ricerca. Non le rimane che affidarsi a se stessa, al suo intuito e al suo coraggio. Perchè districare il groviglio di bugie è manipolazioni sarà molto, molto pericoloso. Entra nella mia vita e balzato in cima alle classifiche e a scosso l’opinione pubblica per la sua forza dirompente. Una storia di tradimenti di menzogne, di colpa e di innocenza, di verità e di fiducia, che ha come protagonista due anime inquiete legate dal filo invisibile di un amore incrollabile.

     

  • 1° Caffè Letterario... “Quando piovono libri, crescono le idee.”

    Si è concluso il 1° Caffè Letterario, dal titolo “Quando piovono libri, crescono le idee.” L’ultimo incontro nella sala sabiniana e precisamente il nonoha visto una partecipazione notevole di pubblico e a fine serata c’è stata la consegna di una splendida targa a nome del direttivo  e della presidente della FIDAPA – BPW ITALY  sez. di Canosa di Puglia avv. Cristina Saccinto alla libraia Teresa Pastore. Vale la pena sottolineare la dedica che recita così :

    “ All’amica Libraia Teresa Pastore, IMPRENDITRICE  COMPETENTE, RISERVATA, ACCOGLIENTE ED APPASSIONATA DELLA  BUONA  LETTURA”.

    Con questa dedica le donne della FIDAPA hanno mostrato di conoscere e apprezzare il lavoro svolto dalla libraia Teresa Pastore. Grazie di cuore è stata la risposta emozionata della libraia. Come accennavo prima ci sono stati Nove incontri da Gennaio a Maggio, nove relatori tuttimolto bravi tra Autori, professori e lettori che hanno saputo creare e tenere alta l’attenzione del pubblico colto, preparato e partecipativo, i loro nomi sono: Linda Lacidogna, Nunzia Lansisera, Luigi Sorrenti, Emanuela D’Evant, mons. Felice Bacco, Lisa Lafaenza, Teresa Maddalena e Rossella Di Gioia.

    L’Antica Libreria del Corso nasce nell’agosto del 2001 con il chiaro intento di porsi al servizio della città di Canosa per elevare il tasso culturale dei cittadini. A distanza di anni possiamo affermare che il rapporto tra i canosini e i libri non è dei migliori. In città ci sono degli eventi isolati a cura di enti o persone che hanno a cuore la cultura ma la vendita di libri si riferisce a poche copie. Anche quando ci sono casi editoriali non si riesce a vendere che poche copie. Questo rende impossibile organizzare incontri con Autori di primo piano a livello nazionale. Quest’anno è stato organizzato il 1°Caffe Letterario con il chiaro intento di avvicinare i canosini alla lettura.

    Ha presentato le serate il prof. Francesco Pastore che ha cominciato col raccontare in breve nel incontro le origini del Caffè Letterario, da dove prende il nome e soprattutto le finalità che esso si propone, nel incontro ha messo l’accento sull’importanza che riveste la lettura nella vita di ogni uomo considerando che c’è un analfabetismo di ritorno; nel incontro ha parlato dell’impossibile mestiere del libraio; nel incontro ha sottolineato la possibilità di curarsi con i libri; nel 5 ° incontro“ Come un libro ricopre al tempo stesso tanti ruoli”. Nel 6 ° incontro :“ Leggere. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi”. Nel 7 ° incontro ha offerto una riflessione tratta dal prof. Piero Dorfles :“ I libri bisogna viverli, rileggerli, sentirli propri, personalizzarli , farli diventare una parte di noi come noi diventiamo una parte di quello che hanno dentro”. Nel 8 ° incontro ha offerto una riflessione tratta da alcuni aforismi sulla cultura uno su tutti quello di Tiziano Terziani: “I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia  senza essere invadenti. Danno moltissimo senza chiedere nulla.” Nel 9 ° ed ultimo incontro ha offerto una riflessione tratta dall’ultimo libro di Piero Dorfles dal titolo : “I cento libri che rendono più ricca la nostra vita.”

    “Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita?” In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo.

    Ricordiamo a tutti che :

    “Leggere è il cibo della mente. Passaparola"

     

    L’Antica Libreria del Corso ringrazia :

    1 Mons. Felice Bacco per la disponibilità mostrata verso le attività culturali

    2 La FIDAPA – Presidente , Direttivo e Socie

    3 La cantante Maria Rosaria Catalano che ci ha allietato con la sua bellissima voce

    4 Caffetteria “Colazione da Tiffany” di Luigi D’Aquino in piazza della Repubblica che ha gentilmente offerto dell’ottimo caffè della migliore scuola napoletana.

    5 FLOWER SHOP di Eliana Landolfi in piazza della Repubblica

  • Il Caffé letterario...14 Maggio 2014 "Sala Sabiniana"

    Generazione orizzontale.

    Il silenzio dei padri di fronte ai figli sdraiati sul divano

    di Massimo Recalcati, la Repubblica, 06/11/2013 

     

    Preferiscono la tv alla natura, vivono in un mondo dove tutto rimane acceso comprano più di ciò che gli serve. I ragazzi di oggi visti da un genitore tra humour, senso di impotenza e tenerezza. È il nuovo libro di Michele Serra.

    Freud dava ai genitori due notizie, una cattiva e una buona. Quella cattiva: il mestiere del genitore è un mestiere impossibile. Quella buona: i migliori sono quelli che sono consapevoli di questa impossibilità. Come dire che l'insufficienza, la vulnerabilità, la fragilità, il senso dei propri limiti, non sono ingredienti nocivi all'esercizio della genitorialità. Tutt'altro. E' da queste due notizie che trae linfa Gli sdraiati,il nuovo, imperdibile, libro di Michele Serra che racconta la sua testimonianza singolare di padre. Se nella nostra cultura il tema della paternità è diventato negli ultimi anni un tema egemonico, è perché intercetta una angoscia diffusa non solo nelle famiglie, ma nelle pieghe più profonde del nostro tessuto sociale: cosa resta del padre nell'epoca della sua evaporazione autoritaria e disciplinare? Può esistere ancora una autorità simbolica degna di rispetto? Può la parola di un padre avere ancora un senso se non può più essere la parola che chiude tutti i discorsi, che può definire dall'alto il senso Assoluto del bene e del male, della vita e della morte?

    Il padre di cui ci parla Serra attraverso il suo caso personale non nasconde affatto la paradossale "fragilità materna", la schizofrenica incarnazione dell'autorità che oscilla paurosamente tra la spinta a sgridare e quella a soccorrere, non cancella le contraddizioni del suo parlamento interno, abitato, come quello di tutti - come ricordava giustamente Gilles Deleuze ai rivoluzionari degli anni Settanta - , da reazionari che invocano il ristabilimento repressivo dell'ordine. Questo nuovo padre non ha più a che fare con truppe di figli intimoriti dalla sua potenza titanica, né con figli ribelli che contestano la sua azione repressiva. Non si era mai vista prima una cosa del genere, commenta un amico di Serra preparandosi alla vendemmia in una bella mattina d'autunno mentre osserva i ragazzi che preferiscono trascorrere la mattina nei loro letti anziché unirsi ai "vecchi". «Non si era mai visto prima che i vecchi lavorano mentre i giovani dormono». Una mutazione antropologica, come direbbe Pasolini, sembra aver investito i nostri figli. Michele Serra la sintetizza come passaggio dalla posizione eretta a quella orizzontale: eccoli, gli sdraiati, avvolti nelle loro felpe e circondati dai loro oggetti tecnologici come fossero prolungamenti post-umani del corpo e del pensiero. Eccoli i figli di oggi, quelli che preferiscono la televisione allo spettacolo della natura, che non amano le bandiere dell'Ideale, ma che vivono anarchicamente nel loro godimento autistico, eccoli in un mondo dove «tutto rimane acceso, niente spento, tutto aperto, niente chiuso, tutto iniziato, niente concluso». Eccoli i consumisti perfetti, «il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, l'illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa».

    Non si era mai visto niente di simile a questa generazione. Sia detto senza alcun moralismo, precisa Serra. Non è né bene, né male; è una mutazione, «è l'evoluzione della specie», come commenta suo figlio.

    Gli Sdraiati è un libro tenerissimo dove la consueta ironia e la forza satirica che tutti amiamo in Michele Serra si alterna a momenti struggenti, ad una nostalgia lirica di rara intensità e alla bellezza pura della scrittura. Come quando descrive l'orizzonte metafisico delle Langhe o la resistenza commovente al vento e alla pioggia delle portulache sulla terrazza della casa del mare dei propri avi, o, come quando racconta con stupore la scoperta dell'abitudine del figlio ipertecnologico di raggiungere il tetto della scuola per guardare le nuvole, o quando lo descrive stravaccato sul divano indugiando sul suo volto addormentato che «contiene il suo addio agli anni dell'innocenza», o come quando, ancora, osserva stupefatto, nelle pagine finali del libro, il figlio oltrepassarlo sul sentiero di montagna del Colle della Nasca che egli dubitava avrebbe mai potuto percorrere sino in fondo.

    La giovinezza si palesa innanzitutto nell'odore. Nei versetti dedicati a Giacobbe la Bibbiadescrive soavemente l'odore del figlio come quello neutro di un campo. Nell'età della giovinezza, come i genitori sanno bene, questo incanto si rompe. Era stato facile amarli da piccoli, quando l'odore del loro corpo era quello del campo. Adesso invece il corpo sgomita. Una delle etimologie del termine adolescenza significa infatti arrivare ad avere il proprio odore. È quello che accade anche agli sdraiati. Il corpo fa irruzione sulla scena della famiglia con la sua forza pulsionale di cui i calzini puzzolenti che il padre raccoglie con pazienza e disperazione per casa sono una traccia emblematica. Questo corpo spinge alla vita. Ma spinge a suo modo. Senza ricalcare quello che è avvenuto nella generazioni che li ha preceduti. Gli sdraiati sembra facciano collassare ogni possibilità di dialogo. La parola non circola. Sembra vivano in un mondo chiuso allo scambio. 

    In Pastorale americana di Philip Roth l'impossibilità del dialogo tra le generazioni viene resa spietatamente attraverso le scelte del terrorismo e del fondamentalismo religioso compiute dalla figlia balbuziente per manifestare in questo modo la sua opposizione ostinata al padre. Niente del genere per Gli sdraiati di Serra. Il figlio non sceglie la via dell'opposizione ideologica, della lotta senza quartiere, della rabbia e della rivolta. Egli sembra piuttosto appartenere ad un altro mondo. Così lo guarda suo padre. Senza giudizio, ma come si guarda qualcosa di irraggiungibile, qualcosa che non possiamo governare. Per questo Serra invita le vecchie generazioni a porre fine allo loro assurda guerra che viene descritta - in una atmosfera oniroide alla Blade Runner- come uno scontro epico tra la moltitudine stremata dei Vecchi e la forza resistente dei Giovani.

    Il condottiero dei Vecchi Brenno Alzheimer, alias Michele Serra, sa che la sua guerra è sbagliata, sa che è sbagliato odiare la giovinezza, guardarla con lo sguardo torvo e risentito da chi ormai ne è fatalmente escluso, sa che è sbagliato rifiutare la legge irreversibile del tempo. Brenno Alzheimer, diversamente dai padri ipermoderni che esorcizzano il passare del tempo come una maledizione, sa che sono i Giovani a dover vincere la guerra perché è «la bellezza che deve vincere la guerra. La natura deve vincere la guerra, la vita deve vincere la guerra. Voi giovani dovete vincere la guerra». Il segreto più grande nel rapporto tra le generazioni è quello di saper amare la vita del figlio anche quando la nostra inizia la fase del suo declino. Non avere paura del proprio tramonto è la condizione per la trasmissione del desiderio da una generazione all'altra. E non dispererei che le portulache che sono state oggetto di cura da tre generazioni nella terrazza della casa del mare - «la cura del mondo è una abitudine che si eredita», scrive Serra - possano trovare nello sdraiato, apparentemente indifferente allo spinozismo panteistico del padre, il loro giardiniere impossibile.


     

  • THE SUN...Sabato 3 Maggio 2014

    SEMPRE PIÙ PERSONE SI APPASSIONANO AI  THE SUN PERCHÉ ATTUALMENTE RAPPRESENTANO UNA REALTÀ ARTISTICA UNICA IN ITALIA E NEL MONDO, IN QUANTO CONIUGANO IN MODO INNOVATIVO

    LA MUSICA ROCK E LA FORMAZIONE,

    L’INCONTRO PERSONALE E LA FEDE”

     

    In occasione della 51ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni del prossimo 11 Maggio, il Centro diocesano Vocazioni, in collaborazione con il settore giovani della zona pastorale di Canosa e con il Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Andria e l’ANSPI “don Bosco” della parrocchia Gesù Liberatore, e con i patrocini della Provincia Barletta-Andria-Trani e del comune di Canosa di Puglia, propone di vivere, a livello diocesano, un concerto-testimonianza rivolto in maniera particolare ai giovani e adolescenti.

    Il tema dell’annuale Giornata “APRITI ALLA VERITA’, PORTERAI LA VITA” sarà sviluppato dai THE SUN, un gruppo musicale, che, dal momento in cui si è aperto alla Verità e alla verità di se stesso, scrive e canta musica con un profondo significato esistenziale. L’album LUCE, seguito dal produttore Maurizio Baggio e masterizzato a New York da Ted Jensen presso lo Sterling Sound, tratta infatti tematiche importanti come la vita dopo la vita, la sessualità vissuta con amore, il coraggio, l’immortalità dell’anima, la gratitudine, l’unicità custodita in ogni individuo, l’amore per Dio e per l’umanità, la famiglia, la fede e la ricerca della felicità. 

    L’appuntamento è fissato per il giorno 3 maggio 2014 alle ore 20,30 presso Teatro "Lembo" a Canosa di Puglia. preceduto da un momento di preghiera (quindi l’arrivo è previsto per le ore 20).

     

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  • "...La bellezza rende visibile l'invisibile."

    Martedì 3 giugno, alle ore 19.00, il celebre critico d’arte e professore VITTORIO SGARBI, ha tenuto a Canosa, in cattedrale, una conversazione su: ”La bellezza, rende visibile l’invisibile. Il crocifisso d’avorio custodito nel ‘Museo dei Vescovi’ di Canosa”.
     
    L’intervento del prof. Sgarbi è stato preceduto dal saluto del sindaco di Canosa, dott. Ernesto La Salvia, e del Presidente della Provincia, Francesco Ventola.
     
    ha introdotto il tema mons. Felice Bacco, parroco della Cattedrale.
     
    Durante la serata è stato proiettato un video che ha reso visibile virtualmente la chiesa paleocristiana, liberata dagli intonaci, con le murature e gli archi in cotto e tufo, come la cupola del transetto adiacente al Mausoleo di Boemondo.
     
    Il video è stato realizzato dallo studio dell’arch. Giuseppe Matarrese, alla luce delle conoscenze acquisite nell’ultimo restauro della cattedrale.
     
    Moderatore della serata è stato il dott. Antonio Bufano, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Il video che ha reso visibile virtualmente la chiesa paleocristiana e visionabile nella sezione del sito "IN EVIDENZA" /"La Basilica-Storia". Premere qui per accedere direttamente 
     
     
     
  • Concorso Mariano "Madonna della Fonte"

    Un cesto di primizie a Maria SS. della Fonte, negli elaborati delle Scuole di Canosa.

     

                Nella domenica successiva alla Pasqua, la Chiesa ha celebrato la memoria liturgica della Madonna delle Primizie, occultata in parte quest’anno dalla peregrinatio dell’icona di Maria SS. di Ripalta di Cerignola.

                Ma gli elaborati delle scuole al concorso mariano, non sono stati occultati e saranno oggetto di una mostra in Cattedrale nella ricorrenza della Festa della mamma, il 10 e 11 maggio.

                Con la guida di don Felice Bacco, don Nicola Caputo si è prodigato di persona a porgere l’annuncio del concorso in tutte le Scuole di Canosa, ricevendo e custodendo in seguito una copiosa partecipazione dei bambini, dei ragazzi, degli studenti, come segno di una sensibilità al patrimonio mariano culturale, artistico, religioso dell’icona bizantina di Maria SS. Della Fonte, Primizia della nuova umanità, nella Redenzione del Cristo Crocifisso, Morto e Risorto.

                Sono stati realizzati, nella partecipazione al concorso, 103 disegni, con diverse tecniche e 56 poesie, con il linguaggio creativo dell’immagine e della parola.

                A tutti sarà consegnato un attestato di partecipazione, ma, nelle radici professionali di maestro di Scuola, ho inteso pubblicare gli elaborati, che portano l’arte, la cultura cristiana, la storia agreste del popolo nel tessuto educativo delle Scuole, dai bambini ai giovani.

    Bravi! Bravi! Bravi!

     

    maestro Peppino Di Nunno

    Don Nicola Caputo, vice parroco della Cattedrale.

     

     

  • "Il Rosario è la nostra preghiera......" San Giovanni Paolo II

    Parole riprese da una catechesi dell'allora Papa Giovanni Paolo II........oggi Santo.

    "....Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa. Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. In questa preghiera ripetiamo molte volte le parole che la Vergine Maria udì dall’Arcangelo e dalla sua parente Elisabetta. A queste parole si associa tutta la Chiesa. Si può dire che il Rosario è, in certo modo, un commento-preghiera dell’ultimo capitolo della Costituzione “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa.

    E’ la vita di Cristo.

    Sullo sfondo delle parole “Ave Maria” passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell’insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso - potremo dire - il Cuore della sua Madre.

    E’ la nostra vita.

    Il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità; le vicende personali e quelle del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno a cuore. Così, la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana.

    E’ il nostro grazie.

    In queste ultime settimane ho avuto numerose prove di benevolenza da parte degli uomini di tutto il mondo. La mia gratitudine voglio tradurla in decine del Rosario, per poterla esprimere in preghiera, oltre che in modo umano; nella preghiera così semplice e così ricca che è il ROSARIO. Esorto cordialmente tutti a recitarlo."

    La parola Rosario significa "Corona di Rose" con riferimento al fiore "mariano" per eccellenza, simbolo della stessa "Ave Maria".

    La Madonna ha rivelato che ogni volta che si dice un'Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una corona di rose.

    La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante.

    Per tutto il mese di maggio, in occasione del mese dedicato alla Madonna, alle ore 21,00 presso la Cattedrale, ci sarà la recita del "Santo Rosario Comunitario" a devozione di Maria.

  • APPUNTAMENTI DELLA CATTEDRALE BASILICA SAN SABINO

    APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA DAL 28 APRILE AL 4 MAGGIO

     

    28 Aprile   

    Lunedì   

     Ore 20:30 - Proiezione del filmato "Ripalta dell'Ofanto" presso la Cattedrale di San Sabino.      
    1 Maggio

    Giovedì


    Ore 21,00 - Inizio del Mese dedicato alla Madonna (ogni sera ore 21,00 recita del Santo Rosario) 

     

     

    3 Maggio

    Sabato


     

    Ore 20,30 - "The Sun"....Concerto Testimonianza - piazza Vittorio Veneto;

    Patrocinato da : "Zona Pastorale Canosa - Settore Giovani" & "Centro Diocesano Vocazioni - Andria" & "Servizio Pastorale Giovanile - Diocesi di Andria"                                                                                                     

     

     

     n.b. Tutti i Giovedì ore 21,00 "Adorazione Eucaristica"    

     

     

     

     

     

    APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA DAL 21 APRILE AL 27 APRILE

     

    26 Aprile Sabato

    Ore 20:30 - Concerto del Coro "J. S Bach" presso la Cattedrale.

                      Durante la serata, avverrà, la premiazione degli elaborati del Concorso Cittadino di disegno e poesia. 

     

     

    27 Aprile Domenica

    Orario delle Sante Messe domenicali - 7:30; 10:00; 11:30; 

    Ore 19:30 - Accoglienza dell'icona di M.SS.ma di Ripalta, Fonte di Misericordia venerata a Cerignola.

                      Celebrazione Eucaristica e Atto di Affidamento alla Madonna della Città.

     

    Ore 20:30 - Processione (Itinerario: P.zza S.Sabino, P.zza Vittorio Veneto, Via Bovio, Via Rossi, Via Oberdan, Via                           Matteotti, P.zza della Republica, corso S.Sabino, Cattedrale) 

     

     

     

     

     

    APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA DAL 14 APRILE AL 20 APRILE

     

     

    14 Aprile Lunedì  Ore 20.00 - VIA CRUCIS PRESSO IL BATTISTERO DI SAN GIOVANNI  
    15 Aprile Martedì
     Ore 20.00 - Liturgia Penitenziale Comunitaria                                                                       
    16 Aprile Mercoledì

     


    Ore 18.00 (Cattedrale di Andria) - Messa Crismale            

     

     

    17 Aprile Giovedì

     


    Ore 19.30 - Messa in Coena Domini    

     Ore 22.30 - Adorazione Comunitaria                                       

    18 Aprile Venerdì  
    Ore 17.30 - Liturgia della Adorazione della Croce    
    19 Aprile Sabato
     Ore 22.00 - Veglia Pasquale                                 
    20 Aprile Domenica

     


     PASQUA DI RESURREZIONE                      

     Orario delle SS. Messe : 7.30; 8.30 (Chiesa della Passione); 10.00; 11.00; 12.00; 19.30;

     

     

     

     

     

    APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA DAL 7 APRILE AL 13 APRILE

     

    9 Aprile Mercoledì Ore 20:00 - Presentazione del libro: "Inchiesta su Maria" di C. AUGIAS (Sala Sabiniana). 
    10 Aprile Giovedì Ore 19:30 - Fiaccolata dalla rettoria della Passione in Cattedrale con il simulacro della Madonna Addolorata.
    11 Aprile Venerdì

    Memoria della Beata Vergine Addolorata.

    Celebrazioni eucaristiche ore 6:30; 7:30; 8:30; 10:00 (presieduta dal Vescovo Mons. Raffaele Calabro); 11:30.

     

    Processione ore 18:00 

    12 Aprile Sabato Ore 17:30 - Via Crucis per bambini e ragazzi (Cattedrale).
    13 Aprile Domenica Domenica delle Palme. 
  • CASA FRANCESCO

    “CASA FRANCESCO”, Dedicata al Papa una mensa per i poveri

    Preannunciata la sua nascita il 9 febbraio, giorno in cui si ricorda la morte di San Sabino, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, il 5 marzo, mercoledì delle ceneri, ha aperto le sue porte “Casa Francesco”.

    La scelta del giorno di inizio delle attività è stata determinata dalla volontà di vivere in maniera concreta soprattutto (ma non solo) la quaresima, offrendo la possibilità, a quanti hanno bisogno, di consumare un pasto caldo giornaliero.

    La “casa” è dedicata a Papa Francesco perché dall’inizio del Suo pontificato, continuamente esorta tutti a stare dalla parte dei poveri e a concepire la chiesa come un “ospedale da campo”, che cerca di curare le ferite procurate dalle difficoltà della vita.

    Casa Francesco nasce dall’impegno di tutte le Comunità parrocchiali di Canosa che, oltre ad offrire un servizio di distribuzione viveri e di indumenti presso le varie parrocchie che costituiscono la zona pastorale, ora hanno reso possibile la realizzazione di una mensa comune.

    La sede è inglobata nella struttura dell’Asilo Minerva (alle spalle dell’ingresso principale, in piazza Caporale) e ha visto subito l’impegno entusiasta di un numero considerevole di volontari, organizzati in turni quotidiani di servizio (in cucina, servizio tavoli, accoglienza).

    Tutte le sere, dalle ore 18.30 alle 19.30, viene distribuito e consumato presso la sede: un primo, il secondo con contorno e frutta a tutti coloro che ne fanno richiesta. Attualmente sono, mediamente, una quarantina coloro che usufruiscono di questo servizio, quasi tutti italiani.

    Il clima che si è istaurato tra tutti coloro che frequentano “Casa Francesco”, è di grande cordialità e discrezione: veramente si respira, a detta di tutti, un atmosfera di grande solidarietà.

    C’è anche un grande coinvolgimento da parte di diversi imprenditori e privati cittadini che, da subito, non hanno mai fatto mancare gli alimenti necessari per il funzionamento della mensa.

    “Casa Francesco” non fa solo bene a chi ha bisogno di sostegno, in questo momento generale di difficoltà, ma è sicuramente un ulteriore stimolo a crescere nella cultura del volontariato: è proprio vero che donando si riceve! 

     

                             

  • Il Caffé letterario...30 Aprile 2014. Sala Sabiniana

    ANTICA LIBRERIA DEL CORSO

    Presenta il 1° Caffè Letterario

     

    E’ stato presentato al pubblico canosino, nella Biblioteca Sabiniana, il 1° Caffè Letterario  organizzato e curato da Teresa Pastore della Antica Libreria del Corso di Canosa e ha visto la presenza di un folto pubblico.

    Il calendario comprende 9 incontri bisettimanali a partire dal 29 gennaio sino al 28 maggio 2014. Siamo arrivati al 6° incontro che si è tenuto mercoledì 12 aprile 2014 sull’ultimo libro di  Corrado AugiasInchiesta su Maria e ha visto come relatore mons. Felice Bacco.   

    Come al solito a presentare la serata il prof. Francesco Pastore che ha spiegato perchè la scelta è caduta su questo libro che si può definire “un appassionante dialogo tra l’uomo che dubita e l’uomo che crede, tra razionalità e soprannaturale”.

    La serata  ha avuto inizio con una bella performance della cantante Maria Rosaria Catalano che ha interpretato due brani uno dal titolo: “Madre Amorosa” e l’altro “Ave Madre” suonati dal pianista compositore Vincenzo Caruso e come paroliere lo stesso mons. Felice Bacco. Essendo oltre la metà degli incontri possiamo affermare che 1° Caffè Letterario ha avuto successo a detta dei partecipanti e dei canosini che vivono fuori e che trovandosi a Canosa hanno partecipato all’evento ( uno per tutti l’ex sindaco Salvatore Paulicelli che si è congratulato con un messaggio su facebook).

    Importante è stata la collaborazione con la presidente e le socie della FIDAPA che sono sempre state presenti e partecipative a tutti gli incontri.

    Tutte la serate si concludono con la consueta distribuzione dell’ottimo caffè offerto dalla “Caffetteria Tiffany” di Luigi D’Aquino in piazza della Repubblica e il bellissimo omaggio floreale offerto da Flower Shop di Eliana Landolfi. Un grazie a tutti i partecipanti e l’invito a tutti i lettori per il prossimo Caffè Letterario che si terrà mercoledì 30 aprile con una nuova sorpresa.

    Auguri di una Santa Pasqua dalla libraia Teresa Pastore.

  • Festa delle Primizie

    Maria SS della Fonte,  Primizia della Nuova Umanità.  “Una festa solenne cittadina, ogni anno nel mese di Aprile”.

     

    Translatio Corporis S. Sabini a vetere Cathedrali ad aliam Ecclesiam illi subrogatam ( anno 800).

    Porro praesens Cathedralis, est una ex illis Ecclesiis, ab ipso Sabino dum in humanis ageret,  a fundamentis excitatis.

                (Traslazione del corpo di S. Sabino dalla vecchia Cattedrale (di S. Pietro), alla nuova Cattedrale a Lui rinominata (di San Sabino).

    In realtà l’attuale Cattedrale (in cui fu collocato il corpo di S. Sabino), è una delle Chiese, edificate dalle fondamenta, dallo stesso Sabino, mentre era ancora in vita.

     

    • L’Immagine su tavola della Santissima Vergine Maria

                Et revera in eadem Ecclesia adservatur antiquissima Beatissimæ Virginis Imago, in tabula expressa, etsi vetustate cariosa, integra tamen quoad vultus  SS. Matris, et Filii ambitum, quam proinde magna veneratione prosequuntur Canusini.

                E in verità, nella stessa Chiesa si custodisce un’antichissima immagine della Santissima Vergine, ritratta su tavola, anche se corrosa dal tempo, integra tuttavia, riguardo al volto della SS. Madre e all’abbraccio del Figlio; la stessa perciò, venerano i Canosini. 

     

    • La festa solenne cittadina, ogni anno nel mese di Aprile.

                Quotannis mense Aprilis solemnissimam votivam festivitatem, Civitatis sumptibus,.. Sanctissimae Virginis A FONTE  nomen habentis imaginem deferunt et circumgestant

                Ogni anno i Canosini celebrano, nel mese di Aprile,  una festa solenne, a spese della cittadinanza, espongono e portano in processione l’immagine che ha il nome della Santissima Vergine Della Fonte.

                Maria SS., Primizia della Nuova Umanità della Pasqua,  è corredentrice con “Cristo  risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1Cor 15,20).

     

    • L’intitolazione alla magnifica fonte dell’Acquedotto romano.

                 Hanc autem denominationem sortita fuit imago prædicta, ab aquæductibus nostræ Ecclesiæ dudum conjunctis et adnexis, ex quibus ad magnificum fontem aqua dimanabat.

                Inoltre la suddetta immagine fu designata di questo nome dagli acquedotti collegati e annessi da lungo tempo alla nostra Chiesa e da cui scorreva l’acqua verso una magnifica fonte.

                Lo stesso Tortora conferma in seguito che si trattava dell’acquedotto romano di Erode Attico, che aveva eretto una magnifica fonte. In prossimità della fonte del II sec. sarà edificata la Chiesa in epoca sabiniana nel VI secolo, che custodirà poi l’icona orientale della Vergine Maria, denominata Maria della Fonte, Patrona di Canosa.

     

     

    Fonte storica della Relatio Ecclesiae Canusinae del Prevosto Tortora, del MDCCLVIII (1758).

    Studi a cura del maestro Giuseppe Di Nunno ( anno 2013).

  • Nuovo tour virtuale con le ultime scoperte fatte in cattedrale e nel Mausoleo di Boemondo

    Nuovo tour virtuale con le ultime scoperte fatte in cattedrale e nel Mausoleo di Boemondo

    LINK TOUR VIRTUALE

  • Concerto in Cattedrale 2013

    Orchestra da Camera, ‘Nuovi Spazi Sonori’
    Voce recitante: Franco Terlizzi, Daniele Ranieri
    Voci soliste: Daniele Ranieri, voce bianca
    Lucia Diaferio Azzellino, soprano
    Sebastiano Giotta, tenore

    Maestri del Coro, Sebastiano Giotta
    Coro Polifonico "Nicola Vitale" di Putignano

    Angelo Anselmi
    Corale Polifonica "Michele Cantatore" di Ruvo di Puglia

    Salvatore Sica, direttore

    ALLEGATI
    Programma Concerto di Natale 2013
    Presentazione Corale

    Concerto di Natale 2013

  • sansabinocanosa.it On-Line

    Oggi 17/11/2013 alle ore 19.30 - Presentazione Ufficiale del portale della Basilica Cattedrale di San Sabino di Canosa di Puglia (www.sansabinocanosa.it).