Decimo anniversario della morte di Mons. Francesco Minerva

Il 23 agosto del 2004, nel suo palazzo di famiglia, ora Museo Diocesano, moriva mons. Francesco Minerva, Arcivescovo emerito di Lecce. A dieci anni dalla sua morte, sabato prossimo, nella cattedrale di san Sabino, alle ore 19.30, sarà celebrata una Santa Messa per ricordare la figura del presule e per affidarlo nella preghiera alla bontà misericordiosa di Dio. Molteplici sono le opere realizzate in vita da mons. Minerva durante il suo lungo ministero sacerdotale ed episcopale. Nella Diocesi di Lecce, dove fu arcivescovo per oltre trent’anni istituì circa trenta parrocchie con gli annessi locali per le attività pastorali; a Canosa, sua città natale, dove esercitò il ministero di arciprete della cattedrale e dove visse gli ultimi anni della sua vita realizzò diverse opere, a servizio della città. Tra queste, una scuola per l’infanzia, “l’Asilo Minerva”, una grande sala per le attività dei giovani e dei ragazzi, una casa di accoglienza per anziani, “Oasi Arcivescovo Francesco Minerva” e il “Museo dei Vescovi”, realizzato nel suo palazzo, donato prima di morire alla cattedrale. In novembre il Museo, eretto con decreto vescovile da sua eccellenza mons. Raffaele Calabro, vescovo della diocesi di Andria, è stato inaugurato dall’allora ministro per la Cultura Massimo Bray, durante una manifestazione organizzata dalla Confindustria e vede nella gestione la collaborazione della Fondazione Archeologica Canosina, accanto alla direzione affidata al parroco della Cattedrale. Il Museo che ha visto in questo ultimo mese un afflusso notevole di turisti provenienti da diverse parti del mondo e canosini venuti a Canosa per le ferie, è stato realizzato con la direzione scientifica dell’Università degli Studi di Foggia e racconta la storia dell’antica Diocesi Primaziale di Canosa. Sicuramente la città di Canosa deve molto a mons. Minerva, per la sua lungimiranza e la concretezza delle opere da lui volute e realizzate: ha veramente amato Canosa e la sua comunità ecclesiale. 

 

Primo Arcivescovo Metropolita di Lecce. Figlio di Domenico e di Terrone Anna, nato in Canosa di Puglia il 31 gennaio 1904 e battezzato in quella parrocchia Cattedrale di S. Sabino il 7 febbraio. Nella stessa ordinato Sacerdote il 16 aprile 1927 da mons. Nicola Giannattasio, Arcivescovo tit. di Pessinonte, già Vescovo di Nardò. Eletto Vescovo di Nardò, il 6 settembre 1948 e consacrato nella predetta Chiesa il 31 ottobre, festa di Cristo Re, da mons. Ferdinando Bernardi, Arcivescovo di Taranto, consacranti i monsignori Giuseppe Di Donna, Vescovo di Andria, e Giuseppe Ruotolo, Vescovo di Ugento. Nominato Amministratore Apostolico di Lecce il 10 agosto 1950, fu qui traslato il 17 dicembre 1950, con ingresso il 18 marzo 1951. Ha portato le parrocchie da 38 a 65, corredandole quasi tutte delle rispettive chiese e opere.

 

Ha celebrato il XV Congresso Eucaristico Nazionale: 29 aprile-6 maggio 1956; seguito da quelli diocesani del 1966 1-8 maggio e del 1976 2-9 maggio; nonché il 2° Congresso Mariano Diocesano: 30 maggio-6 giugno 1954, e il 3° dal 6 al 13 maggio 1979. Ha costruito il Palazzo dell’Azione Cattolica (1952), il Seminario Estivo (1953) e l’Oasi Madonna di Roca (1960). Promosso primo Arcivescovo Metropolita per l’elevazione della stessa sede il 20 ottobre 1980, rinunzia il 27 gennaio 1981, ritornando alla nativa Canosa, dove è morto il 23 agosto 2004 e sepolto nella Cattedrale di Canosa il 31 gennaio 2008.

 

 

Biografia

Nato a Canosa di Puglia il 31 gennaio del 1904, fu ordinato sacerdote il 16 aprile 1927 da Nicola Giannattasio, già vescovo di Nardòarcivescovo titolare di Pessinonte.

Laureato in teologia presso il pontificio Ateneo Lateranense, nel luglio 1931, si laureò anche in Giurisprudenza all’Università di Bari. Fu arciprete parroco della Cattedrale di San Sabino dal 1931 al 1948.

Il 16 settembre 1948 fu nominato vescovo di Nardò. Ricevette l'ordinazione episcopale il 31 ottobre 1948, consacrante Ferdinando Bernardi, arcivescovo di Taranto.

Il 17 dicembre 1950, mentre reggeva la diocesi, in qualità di amministratore apostolico, dopo la morte di Mons. Alberto Costa, fu nominato vescovo di Lecce

Dal 29 aprile 1956 al 6 maggio 1956 organizzò ed ospitò la celebrazione del 15º Congresso Eucaristico Nazionale.

Dall'11 ottobre 1962 all'8 dicembre 1965, partecipò attivamente a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II .

Il 20 ottobre 1980Giovanni Paolo II emanò la bolla Conferentia Episcopalis Apuliae, con questa elevò la diocesi di Lecce a Arcidiocesi Metropolitana di Lecce e Francesco Minerva arcivescovo metropolita.

Per raggiunti limiti di età, rassegnò le dimissioni il 27 gennaio 1981, rimanendo vescovo emerito dell'arcidiocesi di Lecce, ma ritirandosi nella nativa Canosa, pur continuando per molti anni a trascorrere l'estate nel Salento.

Morì, a cento anni compiuti, il 23 agosto 2004.

Il 31 gennaio 2008 il corpo di mons. Minerva è stato traslato all'interno della Cattedrale di San Sabino di Canosa di Puglia e tumulato nella tomba che egli stesso aveva fatto costruire per la sua sepoltura.

 

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