Comunicazioni

LA FEDE, IL DUBBIO E LA RICERCA A NATALE...di Mons. Felice Bacco

Ci sono parole ed espressioni che rimangono impresse nella nostra mente; anche se il tempo, nelle diverse fasi della vita, può affievolirne il ricordo, ritornano prepotentemente nella memoria, forse sollecitate da eventi particolarmente significativi, o da situazioni casuali. Succede spesso anche a me, soprattutto in relazione ad alcuni autori studiati in passato, dei quali ricordo la loro vita, continua ad affascinarmi il loro pensiero, mentre mi sembra di poter rileggere mentalmente le frasi più belle che mi hanno profondamente colpito; sembravano dimenticate in qualche angolo recondito della mia mente, ma erano lì, solo adombrate, pronte a riaffiorare prepotentemente quando situazioni impreviste ne hanno sollecitato il ritorno.

Di particolare bellezza e profondità sono alcune espressioni dello scrittore russo Fedor Dostoevskij, ... (Continua a leggere)

LA LIBERTA’ O E’ RESPONSABILE O NON E’ (E trova senso nella relazione)

Gentilissimo Direttore, è tornato di grande attualità, nei giorni che stiamo vivendo, la questione della libertà individuale e dei suoi confini, come anche sulla responsabilità che, in qualche modo, la circoscrive arricchendola di senso: il rispetto di sè stessi, dell’altro e degli altri. E’ stato illuminante il pensiero espresso dal nostro Presidente Mattarella, nel suo intervento all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi di Macerata, ha sostenuto che il principio secondo il quale “la libertà di ciascuno si ferma di fronte a quella degli altri, è sicuramente di grande civiltà. Tuttavia, occorre andare oltre questa civile enunciazione del pensiero, maturata in tanti secoli della storia dell’umanità, accantonando l’idea che la libertà degli altri sia un limite alla propria e pensando, al contrario, che la libertà di ciascuno si integra con quella degli altri, si realizza insieme a quella degli altri. Altrimenti la libertà non esiste”. ...(Continua a leggere)

«Una lettura con occhi cristiani di fatti ed eventi»...Giornata diocesana di Avvenire

L’annuale ricorrenza della Giornata diocesana di Avvenire mi offre l’occasione propizia per far giungere alla Chiesa diocesana il mio messaggio, che è anche un invito per tutti ad avere sempre a cuore il nostro quotidiano cattolico.
La comunità ecclesiale sta vivendo in Italia un tempo particolarissimo nel quale i valori cristiani sono sempre più messi da parte e spesso trattati con sufficienza, se non proprio con disprezzo, da una cultura dominante che, con la scusa della malintesa “laicità”, si fa sempre più arrogante e sprezzante. Inoltre, siamo inondati da una comunicazione di massa spesso inquinata da notizie fake, che condizionano le opinioni e i comportamenti di molte persone, anche quelle a noi vicine, e ne manipolano le convinzioni più profonde.
Il quotidiano Avvenire è l’unico, nel panorama della stampa italiana, che racconta la vita, osservata da un punto di vista evangelico, con puntualità, completezza e professionalità. Noi dobbiamo avere molto caro questo nostro giornale, lo dobbiamo sostenere, diffondere, farlo conoscere.
Tra l’altro, è l’unico che riporta sempre con fedeltà gli interventi più importanti del Papa, dei nostri vescovi, i documenti ufficiali con i quali la Chiesa italiana cerca di rispondere alle sfide dei tempi che viviamo, fornendo, di volta in volta, proposte motivate e lungimiranti, mai banali, né scontate....(Continua a leggere)

NIENTE SARA’ COME PRIMA!...mons. Felice Bacco

“Niente sarà come prima” è forse l’espressione più frequentemente usata o pensata durante la prima ondata di emergenza Covid. Inizialmente stavamo vivendo un’esperienza sconvolgente che mai nessuno aveva immaginato potesse accadere, aggravata anche dalla paura che la misteriosa pandemia, nella progressiva e inarrestabile sequenza di contagi in ogni continente, suscitava nell’animo. Qualcuno con molta sincerità ha confessato che non aveva mai pensato fino a quel momento che la morte avrebbe potuto irrompere nella propria vita, devastandola negli affetti e nelle relazioni, e che molte certezze, prima date per scontate, stavano vacillando. Abbiamo vissuto la prima ondata epidemica anche con grande commozione e partecipazione: molti hanno espresso in modi diversi vicinanza e gratitudine a tutti gli operatori sanitari che, generosamente, hanno messo in pericolo anche la loro vita, in molti casi perdendola, pur di salvare i colpiti dal virus pandemico; sono stati intonati inni e canti di solidarietà fraterna, riecheggiati di casa in casa dai balconi e dai terrazzi. (Continua a leggere)