Comunicazioni

LA MISSIONE DEL SACERDOTE AL TEMPO DEL COVID-19....Di Mons. Felice Bacco

Diciamo subito che non sono, anzi no ero, un grande appassionato di cellulari e di strumenti mediatici, pur riconoscendone l'utilità.

Devo riconoscere che, pur percependo le enormi possibilità che offrono, sottolineavo e paventavo di più i pericoli derivanti da una comunicazione mediata e virtuale, che usata senza senza alcun criterio ed equilibrio, può trasformarsi in una vera e propria dipendenza.

Francamente i pericoli erano e sono molto seri; in alcuni Documenti ufficiali della Chiesa, come ad esempio il Messaggio del Papa per la giornata delle Comunicazioni Sociali dello scorso anno, sono denunciati e indicati come vero pericolo, soprattutto per i giovani e per quanti al rapporto diretto e personale, con tutte le implicazioni empatiche che può suscitare, potrebbero preferire quello mediato, apparentemente meno impegnativo, ma capace di de-responsabilizzare l'uso di qualsiasi messaggio, anche evitando relazioni troppo impegnative poichè si ha la possibilità di interrompere la comunicazione quando e quando si vuole, e senza alcuna conseguenza.

LA GRADAZIONE DEI “DIVIETI”...Mons. Felice Bacco

Proviamo a spiegare con semplicità e un pizzico di ironia il senso del titolo che abbiamo voluto dare a questo nostro intervento.

Leggo con piacere, io non fumatore, su un pacchetto di sigarette: “Il fumo ostruisce le tue arterie” e, ancora, “Il fumo uccide”! Lo Stato, con la cura dovuta dal buon padre di famiglia, lo ha imposto ai produttori di sigarette perché allertino con chiarezza il consumatore sul fatto che il prodotto messo in vendita, nuoce alla salute di chi ne fa uso. Il fumatore o la fumatrice entra dal tabaccaio, chiede il suo consueto pacchetto di sigarette, lo guarda, lo palpa, ignora quelle scritte foriere di disgrazie, e ricomincia la “cura quotidiana”. Lo Stato, attento anche alla salute degli altri suoi cittadini non fumatori, si è anche preoccupato di emanare direttive perché fossero tutelati anche questi ultimi senza dover subire il cosiddetto “fumo passivo”....continua a leggere

Finanze vaticane tra conti, immobili e Ior: le verità ignote ai più.

.. di Mimmo Muolo martedì 22 ottobre 2019

Molto si è detto e si è scritto sul patrimonio immobiliare della Santa Sede e in particolare di quello di proprietà dell’Apsa. I numeri certificati parlano chiaro. I numeri degli immobili: 2.400 appartamenti a Roma 600 tra negozi e uffici. Molto si è detto e si è scritto sul patrimonio immobiliare della Santa Sede e in particolare di quelli di proprietà dell’Apsa. I numeri certificati parlano in realtà di 3.000 unità: in particolare si tratta di 2.400 appartamenti e di 600 tra negozi e uffici. Il 60 per cento di questi sono affittati a dipendenti vaticani a canone agevolato. Non ci sono immobili sfitti se non gli appartamenti di servizio e quelli sede di uffici di Curia. Per questo patrimonio immobiliare l’Apsa paga regolarmente l’Imu la Tasi e L’ires al comune di Roma e a quello di Castel Gandolfo. Nel 2018 una cifra pari a 9,2 milioni di euro.....(continua a leggere)

FORMAZIONE ALL’UTILIZZO DEI SOCIAL...di Mons. Felice Bacco

 “Prendersi cura del prossimo” possiamo dire che è la sintesi della vita cristiana: “Amare Dio e il prossimo”, racchiude tutto l’insegnamento etico e spirituale del vangelo, a tal punto da non poter dire di amare Dio se non ci prendiamo cura del prossimo, se non abbiamo “compassione” (“soffrire con”) dell’altro, se non ci facciamo carico della “povertà” e dei bisogni di chi incontriamo sul nostro cammino, proprio come avviene nella famosa parabola del “Buon samaritano”. ...(continua a leggere)