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È in libreria una biografia di S. Sabino, patrono di Canosa (lo festeggia domani) e di Bari. Promossadal dott. Sergio Fontana, presidente dellaFondazione Archeologica Canosina, la monografia è stata realizzata da Renato Russo, con prefazione di mons. Felice Bacco e introduzionedel prof. Pasquale Corsi, presidente della Società di Storia Patria e già ordinario di Storia del Medioevo presso l’Università Aldo Moro di Bari, del quale riportiamo la prefazione.

di PASQUALE CORSI

L’argomento trattato in questo libro da Renato Russo, del resto già notoper questo genere di imprese “im -possibili” (ma da lui coraggiosamente e meritoriamente praticate), si presenta acolpo d’occhio irto di difficoltà e di insidie si puòdire ad ogni passo. Il periodo esaminato (definibilesommariamente come “Alto Medioevo”) èinfatti già di per sé caratterizzato da zone d’om -bra e da una accentuata scarsità di fonti attendibili,una situazione che non poteva non aggravarsia causa del progressivo sfacelo delleistituzioni amministrative imperiali, mentre ancoranon si consolidavano quelle collegate allenuove entità statali. In questo contesto le notizietramandate dagli scritti agiografici richiedonoun supplemento di rigore critico, essendo necessariodistinguere i dati comunque accertabili daquelli derivanti da tradizioni orali malsicure eda interpolazioni di epoca successiva, suggeritedall’evoluzione del quadro generale e da nuoviinteressi contingenti.Nel caso specifico, l’Autore ricostruisce la biografiadi un grande protagonista della storia nonsolo dellaChiesa altomedievale,madelle vicendecoeve a tutti ilivelli e, per dipiù, in ambitosia locale sia(potremmo dire)internazionale.Mi riferisco ovviamente a san Sabino, cheillustrò la cattedra episcopale di Canosa con incisiviinflussi sulla chiesa pugliese, nel corso dellaprima metà del secolo VI. La sua personalità,pure in presenza delle già menzionate criticitàdocumentarie del periodo, ha lasciato ad ognimodo tracce significative della sua azione pastoralee politica in senso lato, che anzi si prolunganoe influiscono anche in rilevanti passaggidelle epoche successive. Basti pensare, da questopunto di vista, alle questioni collegate allaipotizzata traslazione delle sue reliquie a Bari edall’unione delle Chiese di Canosa e di Bari, destinatea suscitare controverse interpretazioninel corso dei secoli successivi, a partire dall’etàdel dominio normanno nel Mezzogiorno.Il percorso dunque da affrontare è tutt’altroche semplice, sicché occorre esercitare la massimaprudenza, oltre che applicare tutti gli strumentiofferti dalla letteratura scientifica più aggiornata.Al nostro A. non manca però né la competenzatecnica né la padronanza del quadro storiografico,che dimostra di saper padroneggiaread ogni passo con intuito sicuro e, direi, con il“fiuto” del ricercatore raffinato, aduso a riconosceregli ostacoli ed a superarli, senza tentarealcuna scorciatoia di comodo. Il criterio adoperatodall’Autore è nello stesso tempo semplice ecomplesso: da un lato coglie il dato biograficonella sua essenzialità, valutandone le origini e lecircostanze; dall’altro lo inserisce nel suo contestostorico, articolandone gli elementi in uncomplesso reticolo di elementi, destinati a diventare,direttamente o indirettamente, il terminedi confronto per una valutazione della attendibilitàdella notizia. Il procedimento poggiaquindi su due linee parallele, quella concentrata(passo dopo passo) sui singoli e specifici momentidella biografia sabiniana, e quella che si allargaal mondo circostante, selezionato però inrapporto alle questioni in campo.In tale ottica vediamo quindi il ruolo svoltodal vescovo Sabino nelle tormentate problematichereligiose dell’epoca, impegnate in controversiecristologiche di eccezionale rilevanza, comequelle suscitate dall’arianesimo e dal monofisismo,per non parlare delle problematiche giurisdizionaliche contrapponevano il papa di Roma al patriarca di Costantinopoli, la “Nuova Roma Roma”.Roma”.Sabino godette della fiducia dei pontefici esvolse un’azione diplomatica molto importantetra le due Sedi. Allo stesso modo la sua azione siesplicò con grande incisività anche sul piano politico,nella gestione dei rapporti con i nuovi padronidella penisola (celebre è l’episodio dell’in -contro con il re Totila) e nella fase, piena dirischi e di pericoli per la popolazione, coinvoltanel lungo conflitto greco-gotico. Altrettanto rilevantesi configura la presenza e l’azione pastoraleed amministrativa di Sabino, per quantoriguarda la città di Canosa ed il territorio che nedipendeva, in una fascia che si estendeva per unampio tratto della Terra di Bari. Sotto questoaspetto l’A. propone una attenta analisi degli interventiche ne derivarono nelle singole località,da Canne a Barletta e Trani, per non parlaredell’edilizia sacra nella stessa Canosa. In sintesi,si può riconoscere in questa attività, definibilecome restauratrice e promozionale, un momentosignificativo del faticoso processo di stabilizzazionedelle sedi episcopali pugliesi, che avrebbepoi subito una ulteriore e dolorosa frattura conl’arrivo dei Longobardi, almeno nella fase inizialedella conquista e prima della loro conversioneal cattolicesimo a partire dalla metà circadel secolo VII, con la duchessa Teodorada di Benevento.Se l’intreccio dunque tra vicende di caratteregenerale e questioni specifiche si sviluppa in unfecondo contrappunto all’interno della trattazioneelaborata dal nostro Autore, merita di esseresegnalata l’accorta trascrizione di episodi, più omeno verosimili o del tutto leggendari, riguardantila vita di san Sabino. Mi riferisco, peresempio, all’accusa di pratica delle arti magiche,alla visita devozionale a Mira, alle leggende garganiche,al tentativo di avvelenamento da partedell’arcidiacono Vindemio e così via. Consideroinfatti molto utile il recupero di ogni tipo di tradizione,non solo ovviamente per individuareeventuali componenti devozionali stratificatenel corso dei secoli o (ancor meno) per merefinalità di decoro letterario, ma soprattutto perchésuscettibili di fornire indizi non trascurabiliproprio dal punto di vista storico, soprattuttoriguardo alle motivazioni ed agli ambienti da cuisono state generate e tramandate. Aggiungo chel’A. ha saputo attentamente integrare i dati fornitidalle fonti scritte con quelli che gli scaviarcheologici, anche recenti, vengono man manoportati alla luce e che spesso permettono di megliochiarire dubbi ed incertezze.Questo libro non si limita all’epoca di san Sabino,ma segue gli eventi collegati alla sua memorianon solo sino agli anni del dominio normannoed alla dedicazione della cattedrale barese,ma ne suggerisce la persistente attualità,sia pure filtrata attraverso una specie di filigranatuttora leggibile. Il tutto è supportato da uncospicuo corredo bibliografico ed iconografico,che è non solo una garanzia di serietà della ricercaeffettuata, ma anche un’ottima base di partenzaper ulteriori ricerche ed approfondimenti.Il discorso scorre comunque con piacevole levità,perché l’apparato erudito è per così direassorbito e reso intrinseco ai fatti esaminati, ilche costituisce un ulteriore merito di questo libro,che verrà sicuramente apprezzato sia daglispecialisti sia dal pubblico colto.

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