Comunicazioni

La memoria svelata dell'icona della Chiesa della Passione a Canosa

Sintesi della presentazione dell’icona della “Chiesa della Passione” .........Cattedrale di san Sabino, 2 febbraio 2015.

 

Nella sera del 2 Febbraio 2015, nel corso della novena al Patrono san Sabino, è stata presentata nella Cattedrale di San Sabino, l’icona bizantina della B. V.  del Perpetuo Soccorso, custodita e venerata nella Rettoria della Cattedrale.

La memoria scomparsa da 90 anni, ha atteso i tempi maturi odierni, per essere distaccata dalla parete nel corso del restauro della Chiesa della Passione, per svelare la sua identità nella pergamena sigillata sul retro, per essere esposta poi solennemente in Cattedrale, accanto al simulacro del Santo Patrono, nella Cattedrale di radici giustinianee  e bizantine.

La scelta di mons. Felice Bacco del giorno della Candelora, riconduce la lettura dell’icona alle radici teologiche del “nunc dimittis” del Vangelo di Luca, che, nel presagio della Passione, hanno ispirato gli artisti della Madonna di Passione, Παναγία του Πάθους , venerata nel mondo monastico ortodosso, come nel sacro Monte Athos in Grecia, nel XIII secolo, per giungere all’icona del XV secolo dell’isola di Creta, approdata poi, tra prodigi, a Roma, e per divenire l’icona dei Padri Redentoristi, per volere del Pontefice Pio IX, con il nome della  “B. V.  del Perpetuo Soccorso”, diffusa nel mondo intero.

Mentre la data del dicembre 1865, mi scorre nei pensieri della notte, la storia ci riconduce all’anno di grazia dell’avvio de 150° Anniversario della consegna dell’icona dalle mani di Pio IX con le parole: “fatela conoscere al mondo intero”.

Infatti il Calendario 2015, che giungerà presto in  Cattedrale a Canosa,  curato dai Padri Redentoristi di Bussolengo, in provincia di Verona, riporta in copertina l’icona originale della Basilica alfonsiana romana e i Santuari che venerano la Madonna del Perpetuo Soccorso a Cracovia, a Madrid, in Irlanda, a Boston, a Santiago del Cile, a Rio de Janeiro, in Messico, a Manila, a Singapore, in Sardegna e, come aggiungiamo con semplicità, anche a …. Canosa di Puglia. Così riporta infatti l’intestazione della storica pergamena sigillata del settembre 1883, firmata dal Superiore Generale dei Redentoristi, Nicolas Mauron, su committenza del Sacerdote redentorista canosino Padre Antonio Maria Losito, Servo di Dio.

La Panaghia tu Patus (Madonna di Passione) è stata anche  riscoperta nelle radici orientali, bizantine, con gli studi approdati al Mueso Bizantino Cristiano di Atene.

I tempi maturi dei disegni divini, hanno atteso questo tempo per ricondurci sulle vie alfonsiane, già percorse dal Dottorato di mons. Felice Bacco, con gli studi di ricerca del maestro Peppino Di Nunno, che già nel 2010 aveva sfogliato le pagine dell’Archivio Storico della Chiesa della Passione, legata, nel patrimonio spiritale cittadino, al culto dela Memoria liturgica dei Sette Dolori, nel Venerdì di Passione, che precede la Domenica delle Palme, istituita nel 1714, da parte della Sacra Congregazione Pontificia.

Lodiamo la Provvidenza per la memoria svelata dell’icona della B.V. del Perpetuo Soccorso, ritenendo un  “unicum” la sua venerazione in Canosa di Puglia per motivazioni storiche ed ecclesiali.

  • La Madonna di Passione, Παναγία του Πάθους (Panaghìa tu Pàtus), dell’Oriente bizantino, approdata a Roma dall’isola di Creta nel XV secolo e riprodotta a Canosa, fu consegnata nella Chiesa della Passione, “pro Ecclesia sanctissimae Passionis”, ad opera di un canonico Redentorista, oggi Servo di Dio, padre Maria Losito.
  • Il Pontefice Pio IX che consegnò nell’aprile del 1866, l’icona alla Congregazione dei Redentoristi di Roma, fu lo stesso pontefice a conferire alla Rettoria di Canosa il titolo di Chiesa della Passione (sub titulo Sanctissimae Passionis), con bolla papale del 1876, sub anulo piscatoris, presentata in copia nella Cattedrale, nella presentazione  del 2 Febbraio 2015.
  • L’icona bizantina della B. V. del Perpetuo Soccorso, si lega e svolge le vie mariane teologiche dell’antica icona bizantina di Maria SS. Della Fonte, venerata in Cattedrale come Patrona di Canosa, in una terra e Chiesa paleocristiana pugliese, intessuta di radici bizantine.
  • Sulle vie alfonsiane, dalla Basilica di Sant’Alfonso in via Merulana nell’Urbe, l’icona riprodotta approda a Canosa di Puglia, nella Rettoria della Cattedrale, che venera Sant’Alfonso Maria de’ Liguori compatrono della città dal 1800.

 

Nelle vie della fede e del culto  mariano, scriviamo questa pagina di Chiesa di Canosa di Puglia , di devozione popolare, di storia, di arte, nel cammino avviato del 150° Anniversario della Madonna del Perpetuo Soccorso, dalla Chiesa Cattolica di Roma alla Chiesa del Mondo, nel legame cristiano con la Chiesa Ortodossa d’Oriente.

 

Ci associamo, come al termine della presentazione in Cattedrale, a cantare l’Inno “Salve, Madre del Soccorso”, nunc et in hora mortis nostrae, adesso e nell’ora della nostra morte, Amen.

 

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A cura del maestro Peppino Di Nunno

Servizio fotografico di Sabino Mazzarella

Liturgia e lettura teologica  di Mons. Felice Bacco

Collegamento ad articolo precedente:  DALLA CHIESA DELLA PASSIONE DI CANOSA ALLA CHIESA ORTODOSSA....LUNEDÌ 2 FEBBRAIO, NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA RELIGIOSO PER LA FESTA PATRONALE DEL 9 FEBBRAIO, PRESENTAZIONE DELL’ICONA DELLA MADONNA DELLA PASSIONE O DEL PERPETUO SOCCORSO.