Comunicazioni

"Il Rosario è la nostra preghiera"...... mese di maggio alla Madonna

*Parole riprese da una catechesi dell'allora Papa Giovanni Paolo II........oggi Santo:"....Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa. Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. In questa preghiera ripetiamo molte volte le parole che la Vergine Maria udì dall’Arcangelo e dalla sua parente Elisabetta. A queste parole si associa tutta la Chiesa. Si può dire che il Rosario è, in certo modo, un commento-preghiera dell’ultimo capitolo della Costituzione “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. E’ la vita di Cristo. Sullo sfondo delle parole “Ave Maria” passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell’insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso - potremo dire - il Cuore della sua Madre. E’ la nostra vita. Il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità; le vicende personali e quelle del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno a cuore. Così, la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana. E’ il nostro grazie. In queste ultime settimane ho avuto numerose prove di benevolenza da parte degli uomini di tutto il mondo. La mia gratitudine voglio tradurla in decine del Rosario, per poterla esprimere in preghiera, oltre che in modo umano; nella preghiera così semplice e così ricca che è il ROSARIO. Esorto cordialmente tutti a recitarlo."

L’invito a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di maggio viene da lontano. Nel 1951, il papa Pio XII così scriveva: “…è soprattutto in seno alla famiglia che Noi desideriamo che la consuetudine del santo Rosario sia ovunque diffusa, religiosamente custodita e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell’umano consorzio, non sarà ricondotta alle norme dell’Evangelo. Per ottenere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita  del santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace” (Enc. Ingruentium malorum1951).

Anche papa Paolo VI attribuiva una straordinaria importanza al Rosario recitato in famiglia: “Non v’è dubbio – scriveva – che la Corona della Beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci ‘preghiere in comune’ che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario ne sia l’espressione più gradita” (Marialis Cultus 53).

Scrive, al riguardo San Papa Giovanni Paolo II: “Il Rosario pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenneMagnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto dl Cristo e all’esperienza delta profondità del suo amore”. [Rosarium Virginis Mariae]

(omelia di Papa Francesco del 12/12/2015 per la festa liturgica della Beata Vergine Maria di Guadalupe)"....Dio gioisce e si compiace in maniera tutta speciale in Maria. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, la Salve Regina, chiamiamo Maria «madre di misericordia». Lei ha sperimentato la misericordia divina, ed ha accolto nel suo seno la fonte stessa di questa misericordia: Gesù Cristo. Lei, che ha sempre vissuto intimamente unita a suo Figlio, sa meglio di chiunque altro ciò che Egli vuole: che tutti gli uomini si salvino, che a nessuno venga mai a mancare la tenerezza e la consolazione di Dio. Che Maria, Madre di Misericordia, ci aiuti a comprendere quanto Dio ci ama. A Maria Santissima affidiamo le sofferenze e le gioie dei popoli di tutto il continente americano, che la amano come madre, la riconoscono come “patrona”, con il titolo devoto di Nostra Signora di Guadalupe. Che «la dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio».......... 

(Bolla indizione Anno Santo 2015/16 Misericordiae Vultus, 24)... La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore.

Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanzatra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende « di generazione in generazione » (Lc 1,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sarà di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa per sperimentare i frutti della misericordia divina.

Presso la croce, Maria insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù. Franciscus (11 aprile, Vigilia della II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia, dell’Anno del Signore 2015, terzo di pontificato)

 La parola Rosario significa "Corona di Rose" con riferimento al fiore "mariano" per eccellenza, simbolo della stessa "Ave Maria".

La Madonna ha rivelato che ogni volta che si dice un'Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una corona di rose.

La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante.

Per tutto il mese di maggio, in occasione del mese dedicato alla Madonna, alle ore 21,00 presso la Cattedrale, ci sarà la recita del "Santo Rosario Comunitario" a devozione di Maria. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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